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Raffaele K. Salinari*
Colombia, una storica sentenza
Paolo Pravisani è il primo straniero condannato per turismo sessuale in Colombia. Dopo una lunga udienza il 15 luglio a Cartagena, infatti, è stato riconosciuto colpevole di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione. Si tratta di una sentenza storica che spezza finalmente il cerchio di omertà e complicità che da anni si chiudeva attorno alle tante vittime della prostituzione infantile e copriva gli sfruttatori ed i clienti, molti dei quali italiani, per i quali il turismo sessuale rappresenta una delle forme della «trasgressione» più a buon mercato.
Ed è in questa prospettiva che la sentenza va vista e sostenuta nella sua logica giudiziaria e penale. Se la sentenza contro Previsani diventerà di pubblico dominio, certamente chi pensa di commettere impunemente dall'altra parte del mondo e con la complicità del «io non lo sapevo», un delitto sessuale ci penserà due volte. Se pensiamo che solo dalla pornografia via internet la criminalità organizzata ricava nella sola Europa più di tre miliardi di euro l'anno, capiamo che questa sentenza è un granello di sabbia che però può inceppare una macchina complessa e nella quale giocano interessi enormi e soprattutto globali.
Lo sfruttamento della prostituzione, specialmente minorile, è infatti una delle prime tre voci delle economie criminali, insieme alle armi ed alla droga, e dunque alimenta direttamente tutte le altre. Ovviamente non ci illudiamo: una sentenza non cambia certo il mondo della prostituzione infantile, ma per la Colombia e per tutte le vittime di questo tipo di delitti è un passo estremamente significativo che rafforza l'impegno di quanti pensano che i delitti contro l'infanzia debbano essere considerati dei veri e propri crimini contro tutta l'umanità. Il giudice fisserà entro un mese la pena da scontare, nel frattempo ha ordinato che Pravisani venga trasferito nel carcere di Ternera dalla clinica psichiatrica nella quale si era rifugiato durante tutto il processo e dopo aver scontato la pena verrà espulso dalla Colombia.
Paolo Pravisani, cittadino italiano residente in Colombia, è stato dunque riconosciuto colpevole di aver pagato minori per abusarne sessualmente, nonché di aver pagato delle donne per compiere atti sessuali con minori, ai quali egli assisteva. Assieme a lui sono state condannate le due donne, Hilda Martínez e Angélica Tovar, per atti sessuali con minori di 14 anni e come complici di stimolo alla prostituzione e pornografia infantile. Il processo Pravisani è stato il primo di questo tipo istituito in Colombia contro un cittadino straniero.
Il caso si è aperto a seguito della morte per overdose di Yesid Torres, un quindicenne impiegato da Pravisani ufficialmente come lavoratore domestico e trovato nudo, in preda alle convulsioni da cocaina accanto a lui il 23 febbraio 2009. Il caso è stato seguito dall'avvocato Fredy del Toro, che collabora a un progetto di lotta al turismo sessuale e sfruttamento di minori di Terre des Hommes a Cartagena, meta turistica molto nota sulla costa caraibica. Il turismo sessuale è un fenomeno molto diffuso in Colombia, a causa dell'indigenza in cui versa gran parte della popolazione. Circa la metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà; tra di loro ci sono i quasi 4 milioni di sfollati a causa del conflitto tra esercito, guerriglia e paramilitari o per le pressioni dei narcotrafficanti. Città come Cartagena sono circondate da baraccopoli dove le famiglie sono costrette ad accettare o addirittura a favorire lo sfruttamento dei propri figli nella prostituzione. Yesid è solo uno dei tanti che proveniva da lì e che ha trovato la morte.
La sentenza dunque è stata sollecitata anche contro questo modo di sfruttare la povertà e le ingiustizie sociali, perché è nelle disuguaglianze terribili che vivono molti paesi che bisogna cercare le radici di questi fatti. Anche da noi si profila sempre più lunga e minacciosa l'ombra di questa situazione, anche in Italia aumentano le violenze contro i minori a sfondo sessuale, tanto che il Consiglio di Europa ha sollecitato l'Italia a sottoscrivere la recente Convenzione contro la violenza sessuale sui minori. Anche da questi gesti valuteremo il livello di civiltà o inciviltà politica raggiunti.
* Presidente Terre des Hommes
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Per renato:
almeno per quanto riguarda le violenze contro i bambini, da tutto il mondo arrivano segnali di cambiamento: aumentano le denunce, la psicologia comincia ad attrezzarsi per aiutare le vittime, ecc...E' ancora poco, ma prova che se non siamo indifferenti le cose possono cambiare, e in meglio. Non dimentichiamo che questo tema fino a venti o trent'anni fa era un tabù. Già il fatto che se ne parli è un progresso. 19-07-2010 17:33 - Irene
Secondo i critici, la tolleranza zero produrrebbe buoni risultati solo nel breve periodo; questa strategia di ordine pubblico richiede infatti impegni finanziari e risorse che sarebbero insostenibili nel lungo periodo.
Spesso la tolleranza zero viene usata per promuovere una politica intransigente nelle piccole cose atte a mascherare debolezza o addirittura complicità verso le scorrettezze compiute da persone potenti e facoltose.
Le campagne di legge, sono sintomatiche, e non curano le cause della devianza, ma solo i sintomi, quindi caro gigi rifletti quando usi certi termini, non voglio sentirmi che compartisco nulla con i fascisti, neanche se di nezzo ci sono scopi condivisi. 19-07-2010 05:31 - n.n.
Mi scuseranno i convinti pacifisti e assertori di "Nessuno tocchi Caino" , ma io non riesco ad avere nessuna comprensione , pena o pietà per degli stronzi che , saranno pure malati , sfogano la propria libido deviata su persone innocenti .
Certo la pedofilia è un fenomeno complesso che avviene sia nei paesi poveri , sia nei paesi ricchi , sia tra le fasce di persone culturalmente di basso livello , si di alto livello ( vedi non ultimo lo scandalo che ha coinvolto la Chiesa Cattolica ).
E' certo però che le cause di questo fenomeno , non potendosi delimitare a chi è pedofilo perchè a sua volta ha subito pedofilia , sono da ricercarsi nella pochezza morale e nella cattiveria insita nell'uomo non del mondo attuale , ma da quando esistiamo .
Dunque , ci sono medicine esaustive per questo male ? Non penso proprio !
Allora penso che l'unica cosa da fare seriamente sia quello che ha fatto quel Tribunale in Colombia ,penso che più leggi e pene severe ci siano e meglio è , sia per chi faccia pedofilia , sia per chi la sfrutta .
Non cambierà molto , ma qualche calcio nel culo ben assestato e un continuo livello di attenzione e vigilanza ci potrebbe almeno consolare che il mondo non è fatto di sola cacca ! 19-07-2010 01:36 - Elia
certamente tolleranza zero contro la pedofilia.
Ma cerco di portare l'attenzione su un paese che dopo mezzo secolo di comunismo ha gli stessi problemi di tutti gli altri, se non peggio!.
Dov'è l'uomo nuovo? l'Adamo che redento dalla ideologia marxista si libera delle catene dello sfruttamento, anche sessuale?
Se dopo 50 anni siamo ancora al palo, non vi sembra sia tutto un fallimento? che ha privato i cubani della libertà in cambio di nulla? 18-07-2010 21:33 - giovanni L.
Cominciamo dai nostri amici preti italiani: ci sarà da divertirsi per tutti! 18-07-2010 18:37 - Gigi
Si proprio così, un posto che attira turisti non per le spiagge ed il sole (quelle le abbiamo anche noi) ma per la facilità degli approcci sessuali. Fino agli anni cinquanta erano gli yankees che approfittavano delle muchachas, ma dopo la revolucion a loro, si sono sostituiti gli europei e gli italiani sono in prima fila!
Chissà quanti, che partono per l'isola caraibica, dicendosi spinti dalla solidarietà anticapitalistica invece bramano tutt'altro. Vigilate compagni e indagate, ne scoprirete delle belle! 18-07-2010 17:11 - giovanni L.