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Alessandro Robecchi
Quel sacro territorio, dove accade di tutto
Ogni tre parole pronunciate da un leghista una è «territorio». È un dato di fatto, certificato dall'accademia della crusca e dal forum internazionale sulla polenta taragna: la Lega vince perché sta sul territorio. Conosce il territorio. Comunica con il territorio. E naturalmente - tenetevi forte - governa il territorio. Lo governa e lo conosce così bene che non si è accorta che la 'ndrangheta è più forte a Milano che a Locri, che addirittura una megacosca si chiamava «Lombardia» (non Padania, che non esiste), che in casa loro abitano 500 affiliati che decidono chi votare, perché, come spartirsi gli appalti, come dialogare con la politica. Niente male come controllo del territorio: la prossima volta di vedetta mettete Ray Charles. C'è voluta la «toga rossa» Ilda Boccassini per fargli aprire gli occhi (sul territorio), ed è subito arrivato Maroni Bobo - ministro dell'interno dello stesso governo di Scajola, Brancher e Cosentino - a prendersi i meriti della riscossa legalitaria. Noi noteremo solo, così en passant e fuor di polemica, che nemmeno un affiliato è stato bloccato da una ronda padana (a guardia del territorio), peculiare caso di inefficienza lombarda. Quanto al supremo senso della legalità del ministro Maroni, lo sappiamo certificato da ogni telegiornale del regime. Dunque ci rivolgiamo a lui per denunciare un furto grave. Ci hanno già rubato quattro miliardi in sanzioni europee, un altro ce lo ruberanno a breve. Fa un bel gruzzoletto: un quinto della manovra di Tremonti. E questo perché una cricca politica di nome Lega Nord si ostina a difendere alcuni fuorilegge che non vogliono pagare le multe sulle quote latte. Per difendere pochi dei suoi, la Lega e l'amico Tremonti (con apposito emendamento inserito nella manovra) non esitano a penalizzare gli onesti e far spendere miliardi a tutti. Questo si chiama furto. Coraggio, ministro, aspettiamo la retata di questi parassiti padani che campano a spese dello Stato. Per la trionfale conferenza stampa vorrei un biglietto di prima fila, sarà uno spettacolo.
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Se prendo un "comunista" e questi si rifà a Marx in ogni suo discorso, devo concludere che è uno squilibrato? Se prendo un religioso e questi ha come stella polare il suo Dio, lo condanno ?
Sotto questo aspetto ,l'articolo del Robecchi sembra più un atto d'invidia per chi ha dei riferimenti (giusti o sbagliati non importa), rispetto a lui che forse non è più convinto dei suoi.
Per le quote latte forse il Robecchi non sa che vennero fissate negli anni 80. Non so cosa lui facesse allora, ma io c'ero e mi ricordo che l'Italia accettò di vedersele tagliare, rispetto alla sua produzione e soprattutto consumo ( noi infatti ne consumiamo più di quanto ne facciamo) per ottenere un altro vantaggio.
La crisi siderurgica di allora imponeva la chiusura di stabilimenti in tutta l'Unione. E mentre francesi e tedeschi procedevano tra lacrime e sangue operaio, l'Italia per "salvare" Bagnoli (Napoli - Meridione) accettò lo scambio. Il ministro mi pare fosse Fracanzani (da Este- Padova).
I goveni democristiani di allora sapevano bene cosa significasse, ma promisero ai contadini di far pagare allo Stato le inevitabili multe.
Con il crollo dei partiti di allora, perchè altri dovevano farsene carico ?
Il resto è storia risaputa.
Quanto alla 'ndrangheta al Nord concordo in pieno con Robecchi e non esito a sputare in faccia ai legisti che incontro le verità che lui riporta.
Devo tuttavia ammettere che anche in Germania ora c'è la 'ndrangheta che ammazza la gente. 20-07-2010 09:46 - alvise
Mah, c'e' da scusarli questi leghisti, loro non lo sanno cosa erano le leghe. 20-07-2010 01:47 - Murmillus
Invece di denigrare la Lega Nord che di fatto governa tutto il nord, perchè evidentemente c'è chi la vota, come me, datti da fare per far avere ai nordisti la loro libera autonomia, come l'hanno avuta gli altoatesini, la Val D'Aosta, la Sicilia e la Sardegna e poi sarai più felice non avendoli più fra i piedi. 19-07-2010 21:38 - picchiato