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COMMENTO
30/07/2010
  •   |   Michele Prospero
    Niente voto se non cambia la legge

    È forse caduta per sempre quella che pretendeva di essere la seconda repubblica. Con la cacciata cruenta di Fini dal Pdl si è di fatto aperta una nuova stagione politica. La cesura è netta, la svolta può essere di carattere epocale. Anche se per l’immediato i 33 deputati rimasti fedeli a Fini non minacciano di far saltare il governo, è evidente che per Berlusconi ormai si tratta di sopravvivere senza più governare. È terminata una brutta stagione di profonda regressione democratica, sociale e civile. E, come in altre occasioni, il crollo di un opaco sistema di potere è avvenuto con la resa dei conti dentro il partito dominante. In Italia, del resto, le crisi di regime accadono spesso per rotture insanabili nel ceto politico di comando che si sgretola d’incanto. La ricaduta a livello di massa si verifica solo dopo.
    In un altro luglio rovente di quasi 70 anni fa, il capolavoro politico di Togliatti fu quello di non dare retta a chi agitava la pregiudiziale antimonarchica come reazione alla caduta del regime e di gettare le condizioni di un governo della transizione con Badoglio. Alleanza certo indigesta e purulenta con un maresciallo compromesso col fascismo, ma fu così che il capo comunista riuscì a scrivere la nuova Costituzione e a tramutare una ristretta avanguardia rivoluzionaria in una grande forza di massa.
    Quando negli anni ’90 si ebbe la catastrofe della prima repubblica, la lezione storico-politica del realismo che percepisce il peso dell’emergenza e sa come si gestiscono le crisi di regime fu inascoltata, con il risultato che l’agitazione nuovista fu completata con il trionfo annunciato del cavaliere. La caduta di Berlusconi ha oggi lo stesso impatto politico e simbolico di una crisi di regime. Il ventennio che si è aperto con il crollo della repubblica dei partiti è stato dominato per intero dalla figura del cavaliere. Il suo allontanamento è per questo un crocevia. Si chiude un’esperienza politica e un’altra sta per essere scritta. Se in meglio, dipenderà solo dalle mosse di questi giorni.
    In circostanze come le attuali, la tattica e la capacità di manovra hanno una rilevanza storico-strategica. Ogni errore di calcolo sui rapporti di forza ha un impatto di lungo periodo. Quando un sistema politico si sfarina, occorre soprattutto isolare il nodo gordiano e prendere di petto il problema principale (mandare via Berlusconi impedendo che possa nuocere con scelte scriteriate). È per questo sbagliato chiedere di andare subito al voto. Certo, in condizioni politiche normali, il voto sarebbe la risposta fisiologica alla scomposizione dell’area di governo, ma non è così che si risponde ad una situazione di chiara emergenza istituzionale.
    Una richiesta di voto anticipato mentre un regime crolla offrirebbe una sponda insperata al cavaliere. La prospettiva delle urne, a condizioni sistemiche lasciate invariate, significherebbe per Berlusconi continuare a galleggiare nelle acque limacciose che lui predilige. Andare al voto senza prima aver disinnescato la miccia plebiscitaria contenuta nel premio di maggioranza previsto dalla vigente legge elettorale servirebbe solo a puntellare questo regime ormai decrepito, regalando a Berlusconi un’arma micidiale: il voto come referendum all’ultimo sangue pro o contro il capo carismatico tradito.
    Non si esce da questa crisi di sistema con la carta esangue di una rinnovata sfida tra poli che indicano un capo e si contendono il premio di maggioranza (con tre coalizioni in lizza, Berlusconi potrebbe addirittura farcela di nuovo a conquistare Palazzo Chigi). In un momento di passaggio è prioritario ridurre le condizioni di incertezza. Per questo occorre rifiutare alla radice il sistema bileaderistico odierno come causa di una oscura deriva plebiscitaria. Per disegnare un altro sistema politico la condizione prioritaria resta quella di una nuova legge elettorale proporzionale. Prima di tornare al voto, l’abbandono del Porcellum sarebbe l’ultima scelta salutare che questa legislatura è chiamata a compiere.


I COMMENTI:
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  • Benvenuti al teatrino dei pupi 31-07-2010 11:40 - marcello
  • meno male che è caduto berlusconi,am gli altri non sono meglio.
    basta vedere che cosa pensano della fiat.
    uno che voleva fare il capodelcentrosinistra,tale veltroni,su pomigliano afferma che il problema è l'assenteismo.
    ma non si poteva e si può combattere con le leggi che ci sono attualmente? no e allora il problema è un altro;estendere tutte leleggi anti democratiche di pomigliano a tutti come si sta verificando adesso.se il tale veltroni non lo ha capito o è in malafede o non capisce un cavolo ...pensate che doveva fare il nostro capo del governo 31-07-2010 11:33 - angelo
  • cambiare la legge elettorale non e' sufficiente.
    la necesita' in italia e' che berlusconi non possa fare piu' parte di nessuna istituzione pubblica.
    deve diventare una persona come tutti noi, andare sotto processo e sparire.
    il consiglio che gli do : scappa fin che sei in tempo, ricordati degli uomini che tu tanto ammiri: craxi e mussolini.... 31-07-2010 09:18 - gian
  • Mi pare che siamo entrati in un cul de sac dal quale difficile sarà uscire. Nuove elezioni sembrano volerle tutti tranne la lega che teme il rinvio sine die del federalismo e, quindi, cosentirà il tornare alle urne solo quando lo avrà ottenuto. Traguardo molto difficile da raggiungere, visto che i "finiani", probabilmente, si metteranno di traverso, quindi è molto probabile che questa legislatura si trascinerà, dolorosamente per l'Italia, fino al termine. Concordo con Michele Prospero sull'opportunità di cambiare questo incredibile sistema elettorale con un proporzionale che io vorrei puro e privo di sbarramenti e, sopratutto, con l'eliminazione (quale aberrazione del concetto di democrazia) delle liste bloccate. Ma in questa situazione caotica dove sembra regni la confusione ma che in effetti è lucidamente governata dagli interessi di tutti (ma proprio tutti) i politici che siedono, da nominati e non da eletti, in parlamento, chi mai potrà realizzare il cambiamento del sistema elettorale ? Situazione disperante dunque e senza via d'uscita. 31-07-2010 08:14 - pietro colonna romano
  • Comunque, voi del Manifesto parlate di strategie, e questo non mi piace affatto. Le strategie le usano le persone di destra, la sinistra deve soltatno aspettare il consenso elettorale. Altrimenti diventiamo come loro, e facciamo la fine del PD, che mi sembra più attaccato alla poltrona che agli ideali di sinistra. 30-07-2010 23:51 - m71
  • Perchè il pd è complice fesso di questa situazione? Perche non ha cambiato la legge elettorale. Cosa o chi gli ha impedito di farlo? 30-07-2010 23:36 - giovanni
  • concordo bisogna cambiare il sistema elettorale ed anadare a votare con il proporsionale e voto di "preferenza". però ho l'impressione che a sinistra, sotto sotto, neppure loro vogliono un sistema con la preferenza perchè l'80% dei "nominati" della sinistra non sarebbero rieletti. E le "mignottone" della destra dove le mettiamo! Senza parlare di ruffiani e mezzecalze servi di corte del Cav..!
    Realisticamente, purtroppo, ci toccherà andare a votare con questa legge, oppure quella con i colliegi uninominali "che piace, o piaceva, al PD" e anche lì ci facevano mettere una croce sopra un nome gia scritto!!!

    Questa italia è caduta in basso!!! molta responsabillità sta proprio nella legge elettorale non sebrerebbe ma lo è.

    N.B. vorrei ricordare a tutti che comunque anche il nostro presidente della repubblica è un "nominato" !!! eletto con questo sistema elettorale.

    saluti a tutti. 30-07-2010 23:24 - filippo russo
  • Come cadde l'impero romano potrebbe probabilmente cadere l'impero di Berlusconi e dei suoi gerarchi. Io spero in Fini. Già se governasse lui sarebbe una politica più pulita, più vicina a tutti gli italiani e ai loro problemi, più onesta e trasparente: già un toccasana per tutte le persone di buon senso, e anche un piccolo sollievo per chi, come me, è sempre stato nettamente contrario all'ideale liberale. 30-07-2010 23:08 - m71
  • L'Italia è così. Solo l'opposizione interna alle destre, ne determina il superamento. L'opposizione esterna non si è mossa fino ad ora, continui così, combinerebbe solo guai. Meglio pensare alle primarie e porre come pregiudiziale la modifica della legge elettorale, Altro che governo di salute pubblica ! 30-07-2010 22:58 - Romeo
  • Sarebbe un ritorno alla prima repubblica, altro capitolo chiuso e non rimpianto. Il bipolarismo è necessario, ma perché abbia successo occorre scremare i compositi movimenti politici dalla corruzione e dall'affarismo. Purtroppo, a Berlusconi, che gestisce uno Stato come una delle sue aziende, tenta di succedere un trasformista movimento neofascista, ad imitazione del gollismo. Ma la sinistra, in queste contingenze storiche, non sa che pesci pigliare e se la imbrocca - vedi le due esperienze prodiane - non sopporta di veder targare anche il proprio successo da questa anziché da quella componente. Prendetene atto: l'émbrassons nous non vige più neppure nel sindacato e sarebbe oltremodo sospetto e transitorio in questi frangenti. Faccia la sinistra chiarezza al suo interno, come ha cominciato a fare la destra. 30-07-2010 22:44 - Riccardo Geri
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