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COMMENTO
12/08/2010
  •   |   Joseph Halevi
    Doppia recessione

    Federal Reserve Building

    Lo stesso dicasi per la Gran Bretagna. Un ulteriore elemento negativo proviene dalla Cina, nella forma di un forte aumento del surplus con l’estero. Pechino continua dunque a detrarre dalla domanda mondiale malgrado importi massicciamente dal Giappone, dalla Corea e dalla Germania.
    Per l’Europa, dove con la caduta della produzione industriale a giugno la ripresa francese sta scemando, lo stallo americano è un fatto molto grave. L’Ue non può contare sulla crescita cinese perché, a conti fatti, la Cina importa per aumentare la sua competitività estera e quindi la sua capacità di catturare domanda mondiale. Al suo interno l’Europa non ha niente su cui poggiare, avendo spento le fonti attive di domanda. I redditi dei salariati e dei pensionati sono in calo, l’occupazione si frammenta in sottoccupazione comprimendo ulteriormente il salario, la spesa pubblica è in crisi, non per il debito, ma per le politiche di decurtazione delle spese volute da Merkel e veicolate dalle istituzioni europee.
    E le imprese? Quelle che vanno bene incamerano profitti senza investire ed assumere, quelle in crisi non possono che aggravare la situazione. In tale contesto l’Europa si trova di fronte al riemergere, questa volta simultaneamente, della crisi finanziaria e reale. Da ambo i lati dell’Atlantico si è cercato di coprire le tare delle banche. A Washington hanno escogitato le aste truccate di prodotti tossici, mentre Francoforte ha cercato di spazzarli sotto il tappeto, vedi gli imbrogli tedeschi sugli stress test. In entrambi i casi si presupponeva che la ripresa reale avrebbe alla fine portato a dei profitti finanziari effettivi, mentre le tare sarebbero state corrette con l’introduzione di nuove regole e norme. È evidente che tutto ciò è pura aria fritta. L’allontanamento dell’uscita dal tunnel implica l’allungamento del medesimo, poiché marciume finanziario e crisi della domanda si stanno cumulando.
    La crisi si manifestò tre anni fa. Da allora nessuna dirigenza dei maggiori paesi capitalistici si è mostrata capace di affrontarla alle radici. Hanno regalato soldi alle banche e - negli Usa ed in Australia - poco più. In Italia assolutamente nulla. Questa classe dirigente ha perso legittimità morale e politica.


I COMMENTI:
  • Cari compagni, Marx è vivo e lotta insieme a noi, la soluzione non sarà il comunismo sognato da Lenin, ma così si va dritti dritti alla catastrofe economico ambienntale, con buona pace del pensiero positivista. Rileggiamo il Gorz di "Addio al proletariato" (1980) 13-08-2010 10:50 - climber
  • Certo che se noi di sinistra ci vediamo "la manina a stelle e strisce" anche dietro gli incendi siamo veramente fulminati, bruciati.
    E non sara' nemmeno un evento economico catastrofico che ci liberera' dal capitalismo, ma l'agire degli individui uniti ancora una volta da idee guida capaci diffondersi e replicarsi con nuove energie. 13-08-2010 09:58 - aldo zanini
  • Maurizio....ti prego risparmiami la dietrologia...temo sì x il futuro ma su dati reali ben evidenziati dal commento di Halevi. Vedo un grosso problema nel momento in cui il capitale difenderà i privilegi acquisiti da una certa casta. Allora si instaurerà un regime di polizia e di sicurezza con limitazione delle libertà individuali.
    Sarà certo un futuro cupo, speriamo nelle nuove generazioni e in nuove coscienze. 13-08-2010 08:53 - aquaweb
  • A quando le prossime "manovre risanatrici" delle finanze
    pubbliche europee?
    Già stiamo raccogliendo i frutti di quelle attuali. Facciamoci del bene! 13-08-2010 07:11 - franci
  • Leggo da diverse fonti che questa crisi si sta avvitando ancora di più su se stessa. Sembra che non ci siano soluzioni economiche all' orizzonte e le "cartucce" disponibili già tutte sparate, ma si prospettino solo altri disastri futuri ancora peggiori di quelli attuali. Quanto detto ieri da Bernanke è molto grave in quanto assomiglia molto ad un' ammissione d' impotenza. Storicamente dalle crisi epocali si è sempre usciti bene o male con nuove e sempre più catastrofiche guerre; parafrasando Obama: dove sono le prossime chiappe da prendere a calci, anzi per meglio dire, entro cui infilare nuovi e sempre più potenti missili??? Iran, Corea del Nord e gli altri "stati canaglia" mi sembrano un po' miseri come "minaccia globale". Osama è dispeso chissà dove: occorre fabbricare al più presto un nuovo "nemico pubblico numero uno" un po' più credibile di quei quattro sfigati di adesso. Forse esagero anch' io con le cazzate, ma non si può mai sapere... 12-08-2010 21:55 - Fabio Vivian
  • Il sistema capitalista è come un'erbaccia infestante, difficilissima da eliminare, con radici che sprofondano nel terreno e si aggrappano alle rocce....temo che per vedere la fine di questo sistema in tempi brevi, l'unica possibilità sia un evento economicamente catastrofico, ma a livello mondiale....l'altra soluzione infatti riguarda la sparizione per esaurimento e lo svolgimebnto di tale processo non si può sapere quanto tempo può durare....certamente in questo caso noi non potremo assistere al risultato finale.... 12-08-2010 18:16 - Cane sciolto
  • Avevano detto che eravamo usciti dalla crisi e che solo i comunisti erano dei melagrami.
    Avevano detto che era tutto sotto controllo e che questi sacrifici, erano per ridare slancio alla ripresa economica. invece,eccoci di nuovo,con le scarpe piene di merda a cercare un "ramo"o una corda,per tentare di uscire.
    sono molto preoccupato perche non vedo altro che una terza guerra mondiale.
    I fuochi russi,annunciano scene di guerra!
    E' molto difficile,pensare che 80 fuochi,siano tutti spontanei e che la manina a Stelle e Strisce,non ci entri per nulla! 12-08-2010 17:44 - maurizio mariani
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