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COMMENTO
13/08/2010
  •   |   Vincenzo Bavaro*
    Il triste futuro dell’università italiana

    «Ci sono dei fannulloni tra i giornalisti»; «ci sono dei fannulloni dei politici»; «ci sono dei fannulloni tra gli italiani». Tutto vero... Come dimostrare la mendacia di chi volesse sostituire «fannulloni» con «cretini»? Forse potremmo fare un passo avanti domandandoci chi abbia selezionato, protetto e fatto fare carriera ai fannulloni nell’Università (e non solo)? Certamente non quelli in fondo alla "catena alimentare" come i ricercatori. L’università ha problemi enormi. Le responsabilità di chi vi lavora e di chi la guida sono innegabili. Ma quali sono le ricette per curare il malato? Prendiamo, ad esempio, tra i grandi problemi oggetto del dibattito: assicurare il ricambio favorendo l’ingresso ai giovani e ridurre il potere dei "baroni".
    Da decenni il reclutamento dei giovani, date la scarsità delle risorse, è passato attraverso l’assunzione come ricercatore. Oltre alla ricerca essi hanno assicurato anche la didattica, non nella forma "integrativa" come previsto dal loro ruolo, ma assolvendo in tutto e per tutto le funzioni di associati e ordinari. La gran parte dei ricercatori sostiene un carico didattico uguale, se non superiore, ai professori di ruolo.
    A tutti gli effetti, quindi, i ricercatori hanno perso la loro funzione primaria (ricerca) per diventare una sorta di professori di terzo livello (dopo ordinari e associati). E questa distorsione è avvenuta non per "libera scelta" ma perché, stante la insufficienza del corpo docente, se i ricercatori non insegnano il sistema si blocca.
    I ricercatori a tempo indeterminato sono ancora dei "privilegiati". Per tappare le falle del sistema, non potendo procedere alle assunzioni secondo necessità (e, inutile nasconderlo, spesso facendo concorsi per discipline già ampiamente coperte, per sistemare parenti e amici, condannando altre discipline all’oblio, nonostante le richieste dagli studenti) si è poi proceduto alla perversione anche dello strumento del professore a contratto.
    Inizialmente concepito per portare all’interno dell’Università (semplificando un po’) la voce di esperti di chiara fama attivi nella società civile, il professore a contratto è divenuto lo strumento per coprire insegnamenti talvolta fondamentali, assumendo persone qualificate ma precarie, pagandole cifre irrisorie.
    Forse non è noto, ma ci sono persone che accettano incarichi di insegnamento per un corso semestrale a fronte di un emolumento complessivo lordo di 200 euro. Non all’ora. A contratto. Per cui, o si integra con un "lavoro vero" o, per chi può, si attinge alla "borsetta di mammà". In media un "giovane ricercatore" diventava tale dopo anni di questo atroce purgatorio. Contratti di insegnamento in sedi varie, spesso distanti ore di treno, con carichi didattici immensi e un reddito sotto la soglia di povertà. Per cui secondi lavori di vario genere, uso di treni locali al posto di Intercity o Eurostar e quanto altro la "fantasia italica" suggerisce per risparmiare ogni centesimo.
    Rendere precario il ruolo del ricercatore non è un problema in astratto. In un sistema funzionante e bene finanziato, è giusto che i professori vengano assunti come tali (cioè associato o ordinario) e facciano quello per cui sono stati assunti, mentre certi compiti specifici di ricerca possano anche essere affidati con bandi di contratto temporaneo.
    Ma data la realtà sopra descritta, cosa avverrà? Il reclutamento dei giovani passerà attraverso il ricercatore precario, cui sarà comunque richiesto di assicurare anche la didattica. Domanda retorica: trascorsi i 3+3 anni (tetto massimo per i contratti precari, non per un motivo scientifico, ma perché superata questa soglia il precario potrebbe far causa all’amministazione pubblica e chiedere di essere assunto a tempo indeterminato) che faranno le università, assillate da una cronica mancanza di finanziamenti? Bandiranno concorsi per associato, oppure assumeranno nuovi ricercatori precari, che assicurano lo stesso lavoro di un associato, a un costo nettamente inferiore? Nella migliore delle ipotesi, forse uno su dieci dei ricercatori precari potrà "vincere la lotteria" dei concorsi. Gli altri? Emigreranno, oppure si dedicheranno ad altro.
    La protesta, quindi, non è tanto una difesa di casta, ma è contro la precarizzazione del reclutamento dei giovani, che porterà all’aumento della emorragia di cervelli verso l’estero, un regalo enorme che la prospera e benemerita Italia fa da anni al mondo. Chiedo scusa per la seconda domanda retorica, ma rendere precario e instabile il reclutamento dei giovani, stante il sistema baronal-feudale in cui viene individuato uno dei grandi mali del sistema, cosa produrrà? Ricercatori indipendenti e brillanti o servili portaborse?
    I baroni, il secondo dei grandi mali dell’università... Sì, i "baroni" esistono. Tuttavia, come i fannulloni sono una minoranza dei ricercatori, i baroni sono una frazione degli ordinari. Innegabile che vi siano posizioni di potere baronale in grado di influenzare pesantemente il sistema. E qui, purtroppo, l’Università non fa eccezione. Fa parte della esperienza quotidiana di ciascun italiano. In tutti settori della vita, pubblica e privata, baronie, consorterie, cartelli, accordi, cricche, caste, lasciando da parte le mafie, operano per far prevalere il proprio interesse privato su quello generale.
    Vogliamo iniziare dall’Università? Bene! Ma cosa prevede la "riforma"? Concorsi gestiti solo dagli ordinari, fuori associati e ricercatori. Trasformazione delle Facoltà, da sedi della didattica, a organismi di coordinamento e di valutazione del lavoro dei Dipartimenti. Apparentemente, una modifica che può avere un fondamento. Ne conseguirà la scomparsa degli attuali Consigli di Facoltà, dove sono presenti professori, ricercatori e studenti. I nuovi Consigli, composti dai soli direttori di Dipartimento (presumibilmente ordinari), eleggeranno in loro seno, e non più attraverso una consultazione democratica, il preside. Per amor di cronaca, ricordiamo anche il ridimensionamento del Senato accademico a favore di Rettorato e Consiglio di amministrazione. Tutte misure che riducono gli spazi di libero dibattito e di confronto e che prefigurano un modello di gestione verticistico e autoritario.
    La futura università statale sarà più povera, con una offerta didattica ridotta. Probabilmente più cara. Sicuramente meno democratica. I "baroni" potranno esercitare un potere sempre più ampio, ma saranno tenuti al guinzaglio dal ministero, attraverso la leva dei conferimenti finanziari. I giovani avranno meno opportunità di carriera e i più brillanti saranno incentivati a andare all’estero. Alla faccia della tanto sbandierata meritocrazia. Catastrofismo? No, purtroppo una descrizione di quanto sta avvenendo e avverrà.

    * Ricercatore Università di Roma


I COMMENTI:
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  • ma oggi si festeggia l'assunzione (a tempo indeterminato) della madonna oppure l'ascensione verso il posto a tempo indeterminato della suddetta? in attesa che qualcuno chiarisca sul blog di questo augusto e a me caro quotidiano, festeggiamo noi e voialtri il ferragosto. invisibili, insignificanti, irrilevanti precari, schifose escrescenze di una società fatte di caste e di dalit. Noi che siamo i dalit, i senza casta, vagabondi senza tetto nè legge, giochiamo a questo giochino - innocuo e pressocché nullo, ma divertente visto l'inutilità di questa festa. ci sono tanti concorsi - gli ultimi che questo paese ricorderà nei prossimi 45 anni anni, all'università o al cnr che dir si voglia.

    mi permetto di segnalare ai nostri amici di blog il link a questo sito.

    http://pronosticailricercatore.blogspot.com/

    chi vuole e soprattutto chi sa può indicare il vincitore dei concorsi di cui ha avuto o avrà notizia(il vincitore è per definizione quello "interno", quello promosso dal barone di cui si parla anche in questo articolo).

    agli ignari segnaliamo che molti pronostici sono stati rispettati - come si può vedere nel sito.

    Agli avvertiti diciamo che, sì, questo paese è una sentina di risentimenti, di odio ibteressato, latente voglia di rivalersi sulle ingiustizie diffamando e indicando quanto l'altro è stronzo - mai dicendo quanto siamo noi i primi della lista della stronzaggine.

    D'accordo, la mia segnalazione vi sembrerà in questa giornata di festa, inopportuna e scarsamente autocritica. Lo accetto, è un momento di debolezza, il mio, in attesa di andare a fare il bagno con mio figlio che m'aspetta con la palletta in mano.

    Ma dico, scagli la prima pietra chi pensa che un'autocritica possa interessare qualcuno in questo paese. Buon bagno a tutti. 15-08-2010 10:36 - emanuele piccardo
  • la realtà è che nella presunta riforma si annida solo un obiettivo: distruggere l'università pubblica. infatti il sogno massimo di questa clase dirigente è il cepu. 14-08-2010 16:09 - alessandra fedeli
  • Sono oltre 20 anni che maestri,professori,docenti,presidi,baroni e "dulcis in fundo"anche i bidelli,si oppongono a qualsiasi riforma della scuola italiana,nel frattempo è precipitata a livello di nazione del 3^ mondo.Chi vive nella scuola giustamente non ha interessi a modificare la situazione,che procura solo vantaggi,ma gli utenti (GLI STUDENTI)si dovrebbero ribellare e non consentire di avere una scuola che NON LI FORMA,CHE NON LI PREPARA PER UN FUTURO MIGLIORE. 14-08-2010 14:04 - enzo
  • "domandandoci chi abbia selezionato, protetto e fatto fare carriera ai fannulloni nell’Università (e non solo)? Certamente non quelli in fondo alla "catena alimentare" come i ricercatori." E se anche loro fossero raccomandati? Più dei loro professori????
    O credete veramente che loro siano stinchi di Santo? La mia piccola esperienza nel mondo dell'università mi ha fatto conoscere tantissimi imbecilli nel mondo della ricerca, non meno dei loro professori che gli scelgono. Il problema è che non sono fannulloni, ma veri e propri ignoranti! E' lì il danno! Se no, perché i più grossi scioperi sono stati indetti da studenti e non da precari? perché hanno accettato dei contratti offensivi alla loro intelligenza ( supposta, dico io! visto che solo un idiota può accettare certe regole! O sono tutte vittime di un Dio minore?)? Solo ora che vengono buttati fuori uno dopo l'altro si lamentano! Fare il ricercatore non è facile, bisogna essere soprattutto raccomandato. La gente che si lamenta ora è gente che prima era incappata nella tenaglia del precariato grazie a spintarelle. Prima non si poteva lamentare perché era ricattabile, ora che sta perdendo tutto si lamenta! 14-08-2010 13:07 - daniele
  • la situazione è disastrosa, i danni sono stati perpetrati ma la verità sta venedo finalmente a galla alla faccia di coloro che hanno impunentemente sostenuto l'operato di questi mascalzoni forti della loro ignoramza e di programmi di propaganda. forse siamo alla rinascita.....spero. mi auguro fortemente! 14-08-2010 12:02 - alessandra fedeli
  • frase da servo: "questa distorsione è avvenuta non per libera scelta ma perché, stante la insufficienza del corpo docente, se i ricercatori non insegnano il sistema si blocca.". sai benissimo (ti do del tu, collega) che i il corpo docente non è davvero insufficiente, anzi soffre di ipertrofia. occorrerebbe segare decine di gambe e cattedre per ogni ateneo.
    frase da snob: "uso di treni locali al posto di Intercity o Eurostar e quanto altro la fantasia italica". io prendo i locali tutti i giorni, caro collega, con operai e studenti pendolari, anche quando devo fare ore di viaggio, e non è un fatto di fantasia italica, né il peggiore dei miei mali.
    Frase da berluscones: "I giovani avranno meno opportunità di carriera e i più brillanti saranno incentivati a andare all’estero". Se devo fare una lotta per darti una possibilità di carriera, caro collega, allora partiamo col piede sbagliato 14-08-2010 11:16 - CIVIC
  • "i baroni sono una frazione degli ordinari". Ahahahahahahahahahahah
    Bella questa! Stai tranquillo Bavaro, ti sei parato il culo. Nessuno ti caccera` via dalla Sapienza. 14-08-2010 11:15 - soldellavvenire
  • Il futuro dell'università è la derivazione diretta ed accentuata di quello che serve alla classe dirigente.
    Perchè fornire preparazione integrità morale quando per controllare la massa serve tutt'altro?
    Ed allora meglio, anzi unica possibilità, la raccomandazione, il servilismo, e se unoi non entra in questo orine di idee è meglio che cambi strada, paese.
    I concorsi poi a quel punto devono essere pilotati perchè se entra qualche testa calda che pensa di fare il propio lavoro di soddisfare la propia passione, bè l'è un guastatore che và eliminato, un pò come succede a certi giornalisti, ma è buona parte del sistema così.
    C'è infatti poco mobilità vertticale nel lavoro, ma lo è anche nell'impresa o sbaglio.
    Nella parte più economicamente evoluta del paese, il nord-est, anni fà c'erano nei paesdi le famiglie e certe di esse tenevano in mano le redini del paese, quelle avevano più diritti degli altri, se dovevano recintare la propoia propietà, il giardinetto di casa, il muro lo facevano sul ciglio della strada mentre la persona normale doveva farlo sul suo ciglio perchè la strada andava rispettata.
    A quel tempo c'era la parola, contratto sulla parola, l'onore, veramente però l'onore era per le persone normali non per le famiglie per bene, però c'era più possibilità di sviluppo le maglie erano più larghe.
    Oggi vai a vedere e quelle famiglie hanno tutti occupati e con buone posizioni, hanno magari l'assegno d'accompagnamento nonostante i loro vecchi deambulino adeguatamente ed avessero loro e poi i loro figliuoli adeguata redditività mentre altri sono sul lastrico o cercano di buttarli per ridere in società.
    Da loro quando andavano o vanno i vigili entrano con il cappello in mano mentre in casa del cittadino comune buttano giù la porta.
    Loro pensano di essere di persone di valore e chi gli concede licenze pensa di essere gentile, fà un piacere.
    E' mafia, è discriminazione anche in quel nord-est in cui la lega risolve i problemi con le ronde che finiscono solo non con il tuitelare dal crimine ma con il continuare a mantenere questo clima di discriminazione, di abusi, di incostituzionalità.
    E' un problema sociale di arrendevolezza nella massa che subisce davanti alle prepotenze, alle prevaricazionio, ai reati e il governo in atto con il suo premier impersona perfettamente tale sistema deviato dal sistema democratico verso quello
    degli abusi ed in questo concorre a piene mani anche l'ormai dissacrata romana chiesa.
    Bè il Manzoni ha descritto il sistema attraverso la sua realtà romanzata! 14-08-2010 08:04 - Gromyko
  • Tutto assolutamente condivisibile, tranne una cosa. I baroni non sono una "frazione" dell'università che "può influenzare il sistema". I baroni SONO tutta l'università E sono il sistema. Mi spiego. Il barone ha potere di vita e morte sui servi della gleba. Il docente ha potere di vita e morte sulla massa di laureati aspiranti alla ricerca e sui ricercatori non ancora docenti (che spesso e volentieri fanno e redigono le ricerche che lui firma - non "cofirma", firma da solo e magari vende a case editrici ecc.). NESSUNO entra all'università per i suoi risultati se un barone non lo vuole perché è lui, perché vuole quello/quella lì, magari perché gli fa comodo come segretario o perché è più bravo nelle pubbliche relazioni. Raro ottenere perfino un dottorato, specie fuori dalle scienze dure. Lo sappiamo tutti e NESSUNO ha nemmeno il coraggio di dirlo!! Poi ci sono i sovrabaroni, la cupola, quella che può influenzare non più solo i numeri degli scudieri che ogni barone si può portare dietro ogni volta, ma proprio tutto quel che avviene in Italia in più di una disciplina. E questi sono effettivamente la minoranza di cui parla il pezzo. Ma il danno vero, grosso, all'università lo fanno gli altri, che alimentano giorno dopo giorno questo sistema clientelare di reclutamento.
    Se non si riesce a dire apertamente questo, inutile ammantarsi di belle parole sui guasti e rimedi della patria accademia. 13-08-2010 22:29 - Livia
  • Da tempo ormai tutte le cattive azioni che questo Governo sta commettendo nell'intento di distruggere ampi settori della vita pubblica vengono giustificate con la presunta fanullonaggine degli italiani. L'autore dell'articolo suggerisce di sostituire la parola " fannulloni " con " cretini". Io mi spingerei anche oltre, proporrei di applicare tale aggettivo a tutti i membri dell'attuale esecutivo del governo nazionale. 13-08-2010 18:33 - gianni
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