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COMMENTO
19/08/2010
  •   |   Immanuel Wallerstein
    Il solitario di Ponzi

    Leggere i giornali oggi può essere un'esperienza sorprendente. Il 26 luglio scorso i quotidiani statunitensi riportavano due storie alquanto contraddittorie. Il primo articolo di attualità di Usa Today riferiva sul rapporto trimestrale degli economisti. Il titolo recitava: «L'ottimismo degli economisti svanisce». A quanto pare la combinazione di «confusione in Europa, insignificante crescita del lavoro, mercato immobiliare debole e rallentamento nella produzione industriale» rende assai improbabile che gli Stati Uniti possano recuperare gli 8,5 milioni di lavori persi, salvo che «in tempi geologici». Inoltre temono «l'instabilità finanziaria globale».
    E dunque, comprensibilmente, non sono ottimisti. Si potrebbe affermare che l'ottimismo congenito degli economisti in merito al mercato mondiale abbia finalmente toccato il duro fondo roccioso.
    Alcuni di noi erano arrivati a questa conclusione già da un pezzo. Ma allora com'è possibile che, proprio lo stesso giorno, il New York Times sia uscito in prima pagina con un commento sul «balzo verso l'alto dei profitti» delle industrie statunitensi?
    Anche per questo interrogativo la risposta è nel titolo: «Le industrie ottengono un balzo dei profitti da tagli più radicali». Non è che le industrie stiano vendendo di più, anzi al contrario vendono di meno. Ma hanno tagliato i costi, ovvero hanno licenziato gli operai. Hanno scoperto che, se licenziano un buon numero di operai e fanno lavorare più duramente quelli che rimangono, forse vendono meno ma hanno comunque maggiori profitti. E questo si chiama un «trionfo di produttività». Ethan Harris, capo economista alla Bank of America Merrill Lynch, è stato sincero in merito: «Le aziende riducono i costi della manodopera per costruire i profitti».
    Comunque, come fa notare il NYTimes, il risultato è che «i benefici vanno per lo più agli azionisti e non all'economia in generale». E le industrie non pensano a questa come a una soluzione temporanea. Infatti, anche se le vendite migliorano non intendono assumere altri lavoratori. Al contrario, secondo le dichiarazioni di un dirigente di una grossa azienda: «L'ultima nostra preoccupazione è quando potremo tornare ad assumere fino alla piena occupazione». Piuttosto, stiamo «riconfigurando l'intero sistema operativo per una maggiore flessibilità».
    Dunque le industrie statunitensi (e anche le industrie nel mondo) hanno trovato la panacea che permetterà loro di espandere i profitti all'infinito, anche nel futuro? Ma vogliamo scherzare? Negli Anni Venti del secolo scorso, Henry Ford era famoso per pagare i suoi operai più della norma perché, diceva, voglio che siano miei clienti. I suoi successori alla Ford oggi hanno ridotto la forza-lavoro nordamericana di più del 50 per cento nel corso degli ultimi cinque anni. Più profitti ma meno acquirenti.
    C'è il piccolo problema di quello che Keynes e Kalecki scrivevano sulla domanda effettiva. Secondo qualsiasi previsione a medio termine, se non ci sono abbastanza acquirenti non ci saranno abbastanza vendite e ben presto i profitti si prosciugheranno. Le industrie che aumentano i profitti riducendo la forza-lavoro e spremendo quella che gli rimane sono destinate a vedere un balzo dei profitti solo nel breve periodo, prima di andare a sbattere il muso contro il muro della deflazione grave. E crollare. Possibile che non lo capiscano? Di certo alcuni lo capiscono ma si regolano in base al principio edonistico del carpe diem: mangia, bevi e stai felice, che domani potresti morire.
    Si potrebbe chiamare il «solitario di Ponzi». Nei tipici schemi di Ponzi, l'operatore inganna gli altri fino a che il castello di carte non crolla, come è successo nel caso di Bernie Madoff. Nel solitario di Ponzi inganni te stesso fino al momento in cui crolli. E proprio come in un normale schema di Ponzi gli investitori (vittime potenziali) sperano che il crollo avvenga solo dopo che hanno incassato i loro profitti, così quelli che fanno il solitario di Ponzi (i dirigenti industriali) sperano di poter scappare con i loro profitti personali prima che tutta l'industria crolli. Auguri!
    (traduzione di Maria Baiocchi)
    Copyright di Immanuel Wallerstein, distribuito da Agence Global


I COMMENTI:
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  • Concordo con il commento di Corrado Geri, scettico sull'ineluttabilità della palingenesi finale. Il Manifesto, dove Capitale & lavoro è sempre ottimo, ci potrebbe spiegare meglio questo punto?
    GRazie, un bell'articolo! 20-08-2010 13:05 - Livia
  • "L'uomo se può fare una cosa, prima o poi la fa" (Edoardo Amaldi).

    Come scrive l'ottimo Wallerstein, ora le aziende aumentano i profitti "riducendo la forza-lavoro e spremendo quella che gli rimane", ma quando anche questo sistema, come nello "schema Ponzi", porterà al collasso, temo che l'esito non sarà la da noi sperata affermazione di un vero Socialismo. Così come oggi chi comanda davvero nel mondo (ovviamente non sono i politici) crea profitto tagliando la forza lavoro, domani preserverà la sua posizione dominante risolvendo l'annoso problema della sovrappopolazione del pianeta Terra. L'imposizione da parte dell'OMS del vaccino contro l'influenza A/H1N1 (cosiddetta "suina") era una prova generale. Non che il vaccino fosse letale, ma si è testata la risposta della popolazione in caso di epidemia creata mediaticamente. La prova è fallita: la gente non è corsa a vaccinarsi come qualcuno sperava (anche perché la maggioranza dei medici di base non ha affatto incoraggiato questo vaccino), ma di metodi, Loro, se ne possono inventare molti altri, e state sicuri che lo faranno. E realizzeranno infine l'obiettivo che ha originato l'ecologismo, sfacciatamente dichiarato dal principe Filippo di Edimburgo (presidente del WWF tra il 1981 e il 1996): "Nel caso che io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale così da contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione" (Deutsche Press Agentur, 08/08/1988) e come è inciso a chiare lettere nelle monumentali pietre del Georgia Guidestones (Elbert County, GA, USA), al punto 1: "Maintain humanity under 500,000,000 in perpetual balance with nature.".
    Il popolino è stato ammaestrato da decenni di indottrinamento mediatico al suo destino: andare giulivo incontro al suo carnefice.
    Unico antidoto: smettere di credere alla menzogna della crescita infinita dell'economia, dello sviluppo perpetuo. Purtroppo anche la sedicente "sinistra" parlamentare rimasta sostiene questa menzogna. Il massimo che Bersani riesca a dire è che "il governo Berlusconi non fa abbastanza per sostenere lo sviluppo". Sviluppo... ma sviluppo de che? Una retorica da quattro soldi che stride con la realtà materiale. Ma è chiaro che questa sedicente "sinistra" non è né una sinistra né un'opposizione, ma soltanto un player in un gioco delle parti (piuttosto scoperto: si pensi al "nipote dello Zio") a tutela di interessi inconfessabili, certamente non quelli del popolo/cittadini/ggente/persone. 20-08-2010 12:24 - Alessandro B.
  • Negli USA sanno bene che senza classe media crolla il sistema. I manager potranno tagliare costi e prendere qualche spicciolo in più finchè dura, ma ad un certo punto la FED, che lì conta più di Obama dirà: "ora basta, dovete rigenerare la middle-class" e gli impiegati americani torneranno a guadagnare bene e le imprese torneranno ad assumere. Chi rimarrà fregato in tutto questo sono gli operai ed le classi di lavoratori meno qualificate che non sono considerati facenti parte della "middle-class".. per queste categorie temo che la crisi possa ulteriormene peggiorare. Non dimentichiamo che ad esempio FIAT ha preso Chrysler in cambio di un accordo sulla non delocalizazione della produzione. In pratica hanno concesso a FIAT un prestito per acquistare Chrysleer ma in cambio FIAT deve mantenere il ciclo produttivo Chrysler in USA. Questo é una specie di sussidio il che significa che per le imprese USA ancora c'é molta voglia di spostare i cicli produttivi in luoghi dove il costo del lavoro é minore. Secondo me finirà che gli USA si Europeizzeranno un pò, cioé finanzieranno sempre dippiù le imprese che mantengono i cicli produtivi sul territorio. Questa per loro é una piccola rivoluzione. 20-08-2010 11:49 - rossoverde
  • Gli apocalittici crescono a sinistra. La teoria del crollo è vecchia come il cucco e stantia. Una cosa è il verificarsi delle crisi in un sistema, un'altra è l'approssimarsi di una crisi finale. Gli Usa sono crollati? Non mi sembra. C'è una crisi fortissima dovuta alla deriva finanziaria dell'economia capitalistica. Ci sono lotte sociali, proteste, scioperi negli Usa? Non pare. Le proteste sono avvenute in Europa. Il crollo oggettivo del capitalismo. Ma fatela finita col bordighismo! 20-08-2010 11:03 - Gabriele
  • L'articolo è valido, fino a che, preoccupato di dare una soluzione finalistica all'analisi, precipita nel determinismo. La politica di ricerca dell'utile per gli azionisti è l'unico scopo di una SpA. Quanto alle prospettive deflattive dei professori, nel contesto, in medias res, tanti aggiustamenti sono possibili e, se non, fusioni ed acquisizioni rendono lucrosa la cessazione dell'attività, che, nella media, non dura mai più di due generazioni, senza curarsi dei bis-nipoti. Organici sfruttati, pagati premialmente, quindi senza versamento di contributi e, soprattutto, fidelizzazione dei committenti-clienti, fino a creare un gruppo di interessi organico e coeso, all'interno del quale gli operai e gli impiegati (soprattutto) sono diventati degli sbriga-faccende del padrone e dei suoi sodali. Non vedo finalismi all'orizzonte, ma solo materia di "divulgazione" politica. 20-08-2010 10:57 - Corrado Geri
  • Negli USA oggi vi sono : 16 milioni di disoccupati; sono stati concessi ben 500 mila sussidi di disoccupazione e 110 banche hanno chiuso i battenti per bancarotta ! Ciò nonostante, i soliti "mass-media" che controllano l'informazione mondiale, non solo non informano gli americani e l’opinione pubblica di una simile situazione economica, sociale e morale, ma continuano a diffondere bugie su bugie, come quella di mettere spudoratamente al primo posto dell'economia globale proprio gli Stati (dis)uniti d’America. Sì, diciamolo : il capitalismo è decisamente alle corde ed é ormai imminente l'avvento di un nuovo autentico socialismo che segnerà finalmente l'inizio di una nuova era fatta di giustizia, benessere e felicità per tutte quelle classi sociali, rimaste sotto il giogo dei padroni per millenni. W IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO !!! 20-08-2010 09:25 - ermanno
  • Oh, finalmente un articolo degno di questo nome. Ben scritto, non retorico nè catastrofista, puntuale e chiaro, ricco di contenuto ed esposto molto bene. Ogni tanto fa piacere leggerne, per non abituarsi alla merda giornalistica che siamo costretti ad ingurgitare quotidianamente. Ce ne fossero di più di articoli come questo. 20-08-2010 09:22 - Jack
  • Non puo` esserci crescita infinita in un sistema finito, checche` ne dicano gli pseudo-scienziati economici e i falsi profeti dell'economia di mercato. I raggiunti limiti estrattivi delle risorse della Terra, la crisi energetica, la crisi climatica, la sovrappopolazione sono "la tempesta perfetta". Le industrie non possono piu` attuare una politica espansiva, l'interesse sul denaro creato ex-nihilo non puo` piu` essere ripagato. Le elites "macellano le vacche da latte" per un'ultima grande abbuffata prima della catastrofe finale. 20-08-2010 07:09 - ggm
  • Leggere Wallerstein è come respirare aria fresca invece della sola mefitica retorica liberista. In Italia le classi meno abbienti sono ammorbate dalla propaganda televisiva che tutto a bene e anche se il figlio è disoccupato o precario i padre continua a votare per Berlusconi sicuro che le cose si sistemeranno presto intanto il figlio fa 40 ani il padre deve rimanere a lavorare fino a 70. 20-08-2010 06:15 - Horatio
  • il post di Mariani Maurizio è... come dire ... sembra uscito da un copione di qualche film sugli Zombi di serie B e Ragazzi Selvaggi... forza ragazzo continua così .. lavoraci sopra che potrebbe uscirne un bel racconto 20-08-2010 01:34 - Michele
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