domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
27/08/2010
  •   |   Norma Rangeri
    Essere moderni

    Diretto, feroce, semplice l'applauditissimo proclama, in triplice copia, inviato ai cittadini italiani dalla tribuna di Comunione e Liberazione: prima Marcegaglia («Basta con la lotta di classe»), poi Tremonti («La legge sulla sicurezza sul lavoro è un lusso), e nel gran finale Marchionne («Abbandonare la lotta tra capitale e lavoro»).
    La presidente degli industriali e l'amministratore delegato della Fiat invitano il mondo del lavoro a farla finita con la cultura degli anni '60, con quell'idea primitiva del conflitto tra padroni e operai in difesa di diritti e salari. Per affrontare senza indugi la competizione globale ci vuole una grande riforma, il mondo non aspetta e, ricorda il ministro Tremonti, «l'Italia e l'Europa devono adeguarsi». Al terzetto è doveroso aggiungere il nome del ministro Maroni, pronto a ripulire il belpaese dall'ingombro dei rom (troppe donne e bambini).
    L'estate delle chiacchiere politiche («stronzo», «trafficante di banche», «Fini è una merda») finalmente può lasciare il campo alla nuova igiene della globalizzazione dettata dagli uomini del fare.
    L'arroganza del pensiero e del linguaggio vestono gli screditati pulpiti da cui provengono i nuovi comandamenti. Come consigliava ieri sul Corriere della Sera, Massimo Mucchetti, l'uomo d'oro della Fiat potrebbe trovare giovamento da un corso di aggiornamento professionale alla Volkswagen, e , aggiungiamo, leggendo con attenzione le parole rivolte dal presidente Napolitano ai tre operai di Melfi, sulla dignità di chi lavora, potrebbe anche riflettere su cosa misurare la modernità. Capirebbe (il condizionale è d'obbligo) che «il lavoro non esiste solo per essere pagati ma per la dignità dell'uomo», come gli ha ricordato monsignor Bregantini, un ministro di dio e della Cei, che con questa idea cristiana non avrebbe guadagnato l'applausometro riservato all'uomo-Fiat dai devoti ciellini.
    Quanto al pulpito di Confindustria, Marcegaglia che invoca la fine della lotta di classe, è la stessa che nella relazione di insediamento alla presidenza dell'associazione volle comunicare al paese come, con Berlusconi IV, in Italia si fosse creata «una situazione favorevole al cambiamento». Una donna con il dono della lungimiranza.
    Ma il campione che li sopravanza, l'uomo illuminato da «dio, patria e famiglia», è il super ministro Tremonti. I suoi principi morali non gli consentono infingimenti, né doroteismi da prima repubblica. Eccolo annunciare che prima ci si libera dei vincoli di sicurezza sui posti di lavoro, meglio è. In realtà su questo fronte l'Italia non è un paese che si lascia superare facilmente nelle classifiche europee, avendo a lungo mantenuto i primi posti. Però nel 2009 la crisi, con la disoccupazione, ha abbassato la media e ora dobbiamo recuperare. Di fronte alla salute dell'economia, quella del singolo lavoratore è un prezzo da pagare alle sorti progressive dell'umanità. Pazienza se il panorama sarà appesantito da invalidi e cadaveri: i primi al massimo disturberanno l'estetica, i defunti nemmeno quella.


I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
  • Il post di Michele1789 è da incorniciare! 31-08-2010 17:25 - paolo1984
  • COSA VOGLIONO QUESTI CIELLINI?
    Già, cosa vogliono questi Ciellini? Sempre pronti a trinciar giudizi sull’universo mondo, a rivalutare e svalutare personaggi, ideologie e costumi ma in definitiva il loro bersaglio preferito è soprattutto il centrosinistra e tutto quello che vi ruota intorno, perché? Secondo la vulgata ufficiale sarebbero dei “cattolici moderati” che guardano destra, a me che sono un sinistrorso fazioso e prevenuto paiono molto conservatori, spesso integralisti con folate reazionarie.
    Nati al mondo nella seconda metà degli anni ’70 come gruppo cattolico interessato a calarsi nella società, intervenendo direttamente nell’agone politico per ribadire il valore della liturgia, contrappongono di fatto un movimentismo cattolico a quello sessantottino. Col trascorrere degli anni e il mutare degli eventi storici son divenuti degli astuti affaristi che dialogano volentieri con la parte più conservatrice e perfino reazionaria della società italiana. Vogliono dimostrare, credo, come i veri cattolici possono essere fedeli alla liturgia e non disdegnare di sporcarsi le mani con la politica e l’imprenditoria pur se agiscono “border-line”. Sovente accusano gli altri di “moralismo”, termine molto in auge nella destra italiana, a significare in poche parole l’uso strumentale dei valori etici. L’accusa gli si potrebbe ritorcere contro: cos’altro sono in definitiva se non morali i “precetti” di riferimento cui un cristiano deve attenersi per avere il crisma di buon cattolico apostolico romano? Non è forse moralismo estremo contrastare e criticare con accanimento la legge sull’aborto, ogni forma di contraccezione farmacologica, l’eutanasia, le unioni di fatto, la masturbazione, i rapporti prematrimoniali, la fecondazione assistita, ecc., ecc.? Con la presunzione di voler fare dei precetti cattolici i principi morali di riferimento etico validi per tutti.
    Sempre attenti all’ortodossìa quando non intacca gli affari, gli amici e i sostenitori (politici e non) del movimento. Si sentono in dovere di invitare al loro Meeting Sergio Marchionne ma non gli operai di Melfi o i loro rappresentanti, segno evidente che per la “loro cattolicità”, in nome della competitività e della produzione, devono sacrificarsi i diritti dei lavoratori, soprattutto in virtù dell’ assenza o quasi per i lavoratori di altri paesi. Qual è la logica sottesa a tutto questo? Il ritorno all’800, ai padroni delle ferriere (ora nemmeno padroni ma manager strapagati), quando nella civile Europa gli operai (anche bambini) lavoravano oltre 10 ore al giorno del tutto privi di previdenza e assistenza? E’ questo che si vuole? Magari non esplicitamente, ma ammannito con sapienti argomentazioni e analisi economico-finanziarie e incolpando di tutto il “mostro” contemporaneo: la “famigerata globalizzazione”. Un movimento così fortemente caratterizzato da una visione cristiana della società non dovrebbe esimersi da un’analisi più critica degli attuali problemi correlati al mondo del lavoro. A me pare invece che i Nostri si barcamenino agevolmente fra Dio e Mammona, facendo spesso pendere la bilancia a favore di quest’ultima. Come giudicare altrimenti la benevolenza dimostrata nei confronti dell’attuale governo e in particolare del suo Capo? Il quale forse è apprezzato per lo scarso moralismo che lo caratterizza (divorziato, separato, gran puttaniere e affarista di gran conio) a cui va aggiunta la “TV pedagogica” da lui prodotta, praticamente un esempio per tutti; secondo loro un uomo che “si è fatto da solo”…peccato ci siano voluti un paio di decreti ad hoc e alcune leggi ad personam, serviti da politici compiacenti prima e poi per “diritto elettorale”.
    Non trovano di meglio da fare che criticare Umberto Eco (il Signore ce lo conservi a lungo), uno dei pochi intellettuali di valore mondiale dell’Italia, reo di aver scritto il bellissimo “Il nome della rosa”. Un romanzo che dovrebbe essere adottato nelle scuole medie italiane (inferiori e superiori) per insegnare ai giovani il valore della conoscenza come antidoto al sonno della ragione e contro tutti gli integralismi. O forse anche loro come il venerabile Jorge preferiscono distruggere la cultura non allineata che insegna alla critica e a ridere delle umane debolezze?
    Forse è duro ammetterlo ma in verità sono degli imperdonabili bigotti reazionari e lo sono a tal segno da dedicare, qualche anno fa, un intero meeting al brigantaggio sanfedista, ricordate? “Viva Tata Maccarone ca’ rispetta la religione” così era intitolato. Vi si esaltavano, con rigore apologetico, le gesta spietate dei briganti antifrancesi, antigiacobini, antirepubblicani, antiunitari e in definitiva antilluministi. Questo perché per i cattolici autentici, quando il gioco si fa duro (leggi il venir meno delle prerogative del trono e dell’altare soprattutto del primo) loro devono farsi durissimi e spietati. Ma quale ossìmoro più indecente di quello di affidare la “difesa” della fede a degli emeriti tagliagole!? In quanto cattolici non possono ergersi a giudici di nessuno, hanno molte travi di cui liberarsi. Da Costantino in poi sono stati: simoniaci, iconoclasti, violenti, sanguinari, oscurantisti, guerrafondai, razzisti e ghettizzatori. Hanno permesso a delle emerite belve umane di fregiarsi della croce di Cristo per commettere le peggiori nefandezze (Crociate, Inquisizione, violenza reazionaria e controriformista, ecc. ecc.). Buon per la Chiesa di Cristo aver annoverato nelle sue fila, in varie epoche, anche santi uomini che hanno operato per l’altare e non per il trono, preservando così l’essenza del messaggio evangelico costituito dal fondamentale comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”. Per tutto questo ne dovrebbe conseguire una maggiore indulgenza verso la vituperata Rivoluzione Francese, grazie alle cui idee rinnovatrici non siamo rimasti, nell’ Europa cristiana, ai servi della gleba e ai tempi in cui moltissimi (spesso patendo fame e stenti) con le proprie tasse arricchivano l’aristocrazia e il clero (del tutto improduttivi e detentori di tutti i diritti). Questo dato essenziale gli esecratori, vecchi e nuovi, della Rivoluzione dell’89 non dovrebbero mai dimenticarlo. Certo anche la rivoluzione ebbe i suoi terribili eccessi, ma considerate quanti e quali eccessi furono compiuti dalle classi dominanti (nobili ed ecclesiastici) nei secoli precedenti. Sarebbe pertanto auspicabile che i nostri “ferventi” cattolici ciellini attenuassero, per dovere storico e cristiana indulgenza, il loro furore antigiacobino e, praticando maggiore equidistanza fra destra e sinistra, evitassero infine il ricorso al termine improprio di “moralista”, loro non sono mica dei libertini debosciati, atei e corrotti!
    Salute e fraternità.
    Michele (cattolico poco fervente)
    30 agosto 2010 31-08-2010 01:21 - Michele1789
  • Marchionne crede che le condizioni dei lavoratori italiani debbano essere livellate verso il basso per adeguarsi a quelle dei lavoratori dei paesi più poveri e in via di sviluppo.
    Non capisce o non vuol capire che la vera sfida della modernità è portare anche quei lavoratori alle stesse condizioni salariali e di tutela sindacale dei nostri e non il contrario.
    Questo converrebbe anche a lui come imprenditore, se i lavoratori dei paesi in via di sviluppo guadagnassero di più potrebbero comprare le auto fiat. 29-08-2010 15:24 - paolo1984
  • Fabio Vivian, che fa finta (non credo che lui stesso ci creda) di essere un innovatore modernista, dice cose che ho sentido dire nei miei ultimi sessanta anni da conservatori di tutte le risme.
    E' incredibile come questa gente possa presentare la stessa minestra rifatta mille volte e venderla come novita'. incredibile.
    Piu' triste e' che c'e' gente che magari ci crede. 28-08-2010 16:43 - Murmillus
  • Dalla scomparsa della sinistra (non massimalista né radicale né estremista: sinistra tout court) dal Parlamento e da molte assise locali (vedi la Regione Lazio dove tutto il gruppo ha aderito a SEL, ad esempio, ed io mi trovo ad aver votato rappresentanti che ora non mi rappresentano completamente) il panorama culturale e politico è degradato drammaticamente. Sui media la critica "ammessa" è al massimo quella dell'IDV (tralascio non a caso il PD). Sono anni (anche se pochi) di revanscismo della destra conservatrice e reazionaria (mai moderna, in Italia trattasi di chimera) che va ribaltata e Marchionne, la Fiat, Pomigliano sono frutti del clima. Quando la sinistra era rappresentata, qualche voce su cultura e approcci alternativi ai fatti reali e quotidiani si aveva anche sui media. Il "voto utile" di veltroniana memoria ha spazzato via tutto (e tralascio la situazione ereditata a Roma...). Spero solo che il "nuovo Ulivo" non tracci altri solchi esclusivi a sinistra. Bisogna avere coraggio, lungimiranza e pazienza: la strada è lunga e irta di difficoltà. Nessuno, e tantomeno i comunisti, debbono essere ancora e di nuovo visti come nostalgici salvo forzarli ad un rinnovato voto utile che, perlomeno per quanto mi riguarda, non ci sarà. Marchionne non è il nuovo, è l'Ottocento (adattato al Duemila) e sta tirando la volata (mica male come ricaduta) ad una ri-lettura dei classici di Marx da parte dei giovani che forse a malapena ricordano o sanno chi fosse. Danilo Marini. 28-08-2010 13:23 - danilo marini
  • Sigg. ma questi sognano!
    Rendiamoci conto che non c'è mai stata lotta di classe intesa come una classe contro un'altra solo per colore, per casacca come nello sport.
    E' uscita lotta di classe quando a una normale richiesta di rapporti più equi, più umani si è risposto come, stà accadendo attualmente, con una chiusura totale mirante al massimo sfruttamento della forza lavoro.
    E' lì che è uscita lotta di classe perchè visto la sordità, la violenza, lo sfruttamento, la volontà di non dare il giusto si è dovuto scendere alla lotta perchè esasperati e per poter vivere dignitosamente e più di qualcuno ha pagato con la vita quel mettere in pericolo la sicurezza sociale, perchè se il lavoratore protesta mette in pericolo la sicurezza sociale e và legnato mentre se l'imprenditore o il manager volatilizza il bilancio non fà nemmeno reato (falso in bilancio).
    Ora è evidente e sara sempre che qualcuno dirà che è la forza lavoro la causa dell'andare delle ns imprese, ma quando poi dicono gli stessi imprenditori che il costo lavoro incide relativamente poco sul bilancio aziendale è pensabile che non la raccontano tutta.
    All'attualità si parla di costo lavoro e si fà su anni di riferimento, perchè non è fatto su bilancio aziendale rettificato dopo i controlli fiscali?
    Così anche chi lavora saprebbe quanto effettivamente incide sulla sua azienda, perchè non esistono tabelle specifiche sui salari, ma c'è una farriginosità che sembra voler celare l'effettiva determinazione del salario, non dovrebbero essere tutti in grado di fare i propi conti senza tante calcolatrici?
    Ora con le scuse e gli slogan stanno spogliando i lavoratori di quel poco che si erano conquistati di diritto, di dignità, di persona, e viene fatto nell'interesse di pochi e con lo spauracchio della crisi, ma chi ha creato la crisi e come, è la che bisogna andar ad incidere altrimenti avremo sempre fasi più o meno lunghe di andamento economico ma che nasconderanno sotto sempre e solo i soliti (ig)noti! 28-08-2010 12:43 - Gromyko
  • Eh Si, Caro Vivian i conservatori sono quelli che osano far ricordare l'esistenza dei loro diritti, perchè la presenza dei loro doveri ce la ricordano a cannoni mediatici sparanti a pieno regime: nessuno sciopero, niente malattia, salario ridotto per più ore di lavoro, turni massacranti, contratti precari o peggio, ecc. Da analisi internazionali e nazionali (es. Sole 24 Ore) di network di chiaro stampo liberista, dall'inizio della crisi economica attuale, i dividendi degli azionisti, manager, e ovviamente dei padroni (brivido per tale parola nella platea ciellino berlusconiana!) non sono calati di un centesimo, anzi sono spesso aumentati. Certo qualche banca, istituto finanziario, industria, ecc. sono falliti, ma ovviamente i manager, gli azionisti e compagnia bella si sono salvati con le poche scialuppe di salvataggio del Titanic presenti, mentre i lavoratori di tali comparti hanno subito il danno. Gli Stati, le Nazioni e le Società Civili hanno ripianato e continuano a farlo, con i soldi delle masse, cioè di tutti noi, i debiti creati dalla depravazione e dall'avidità speculativa di numericamente pochi individui del gotha capitalistico mondiale. In Italia non è mai esistita l'applicazione, come di altre leggi per la verità, della sicurezza sul posto di lavoro, altrimenti i 4 morti giornalieri e la ventina di feriti quotidiani, contando anche le festività di un anno, non esisterebbero. Forse, l'unica sicurezza sul lavoro a cui sento di poter rinunciare tranquillamente è la scorta del signor tremonti, quello con cui il Pd voleva fare un governo tecnico, sigh, e dei suoi compari, così prima di dire e, putroppo, fare delle cazzate ci penserebbero prima. Non ho mai posseduto azioni, titoli di stato ed altri accessori finanziari vari, ho un conto bancario perchè lì mi versano lo stipendio, sono laureato e specializzato, negli ultimi tre anni ho lavorato nella maggior parte dei fine settimana e nelle festività, vivo in affitto e pago le rate della macchina: io come altri milioni e miliardi di esseri umani su questo pianeta, non ho creato o determinato l'attuale crisi finanziaria, prima, ed economica adesso. Perchè dovrei pagarla? Sono conservatore ed antico ai suoi occhi, signor vivian? Mi guardo allo specchio e non vedo uno schiavo... Saluti al Manifesto! 28-08-2010 12:36 - colbastro
  • X Dende

    vabbè, se un esponente cattolico dice qualcosa di giusto, non c'è nulla di male a condividerlo fermo restando che la religione (ogni religione) rimane l'inganno che sappiamo e poi se la Chiesa è tanto preoccupata giustamente per le sorti degli operai (e anche dei poveri del mondo) si spogli di almeno parte della sua ricchezza economica che mi dicono ingente 28-08-2010 12:25 - paolo1984
  • Ho ascoltato l' intervento di Marchionne al meeting di Rimini e la "ricostruzione" di Rangeri mi sembra che come al solito sia del tetto indipendente e scorrelata da quanto lì affermato dallo stesso. Esiste oppure no un problema di competitività e di costi elevati nelle nostre (poche e residuali!) fabbriche? La mondializzazione è oppure no una tendenza inarrestabile? Ci sono paesi, esempio la Serbia, che offrono ponti d' oro x aprire nuove fabbriche? Voi investireste molti soldi in un paese dove vigono regole del lavoro anacronistiche, dove ci sono tassi d' assenteismo elevati (sempre degli stessi "soggetti", guarda caso!) mai sanabili, dove chiunque si svegli la mattina col mal di pancia o scenda dal letto dalla parte sbagliata, possa proclamare uno sciopero in quattro e quattr' otto??? Avete letto e/o ascoltato il recente intervento di Scaroni dell' ENI? Solleva oppure no gli stessi problemi di Marchionne riguardo a costi, burocrazia, stato inefficiente, lentinissimo e demenziale nelle astruse e burocratiche procedure, ovvero sarebbe quasi da rottamare, visti i costi esorbiatanti che impone al sistema-paese? Tutte queste sono questioni puramente campate per aria e/o pretestuose??? Comunque per Rangeri non c' è problema: si continui a parlare, come un disco rotto, di "diritti costituzionali", di "solidarietà", insomma tutta "robba" lì vecchia come il cucco, in realtà agitata come un mantra oppure uno spauracchio per non cambiare mai nulla. Sapete chi sono i veri CONSERVATORI??? Guardatevi allo specchio alla mattina ed avrete la risposta... 28-08-2010 11:40 - Fabio Vivian
  • Marchionne, Marcegaglia, Tremonti, Berlusconi, Bossi, un quintetto che sta portando l'Italia fuori da ogni contesto, forma e norma di civiltà e progresso sociale !
    Questi personaggi vanno abbattuti in fretta; il nostro Paese non può più a lungo tollerare governanti e "pseudo-managers" che stanno mettendo alla fame operai, contadini, pastori,insegnanti
    e pensionati, togliendo loro,inoltre,ogni pur minima dignità e la stessa voglia di vivere.

    DOBBIAMO ABBATTERE IL CAPITALISMO. NON C'E' PIU' DA PERDERE !!!

    C’è bisogno di un nuovo, vero Socialismo, che sappia finalmente mettere d'accordo
    tutte quelle classi sociali che hanno sofferto per troppo tempo e che continuano a soffrire
    ancora oggi per colpa di una decantata democrazia che non c'è e che non c'è mai stata in Italia! 28-08-2010 09:32 - ermanno verzella
I COMMENTI:
  pagina:  1/3  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI