domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
28/08/2010
  •   |   Ida Dominijanni
    Bersani, giusta diagnosi debole terapia

    Grazie all'innovativa pratica politica delle lettere al direttore, che finalmente oltrepassa il soporifero grigiore delle relazioni dei segretari di partito della prima Repubblica e la seduttività glamour delle comparsate televisive dei leader della seconda, il Pd ha ritrovato la parola rapita dall'estate dei veleni berlusconian-finiana e, sembrerebbe, anche una bussola. E malgrado lo stile epistolare strettamente politichese non si meriti il Pulitzer per capacità comunicativa, la rotta tracciata dal segretario Bersani in risposta all'ex segretario Veltroni ha il merito di sciogliere alcuni nodi da anni in sospeso nel dibattito interno del Pd e di tutto il centrosinistra, e causa non ultima della loro paralisi. 
    Sul piano diagnostico, Bersani coglie che la crisi politica in corso non è di governo ma di sistema , e che la posta in gioco del proseguimento o della fine del berlusconismo non riguarda un'alternanza di governo ma un modello di democrazia. Sul piano strategico, ne consegue una proposta che tenta di tenere insieme quattro esigenze - il rilancio del partito e del centrosinistra, la spallata a Berlusconi, il ridisegno del sistema politico, la restaurazione della normalità costituzionale - , con uno schema a due soggetti - il "nuovo Ulivo" per il programma di governo, una "Alleanza democratica" le regole del gioco. E' chiaro l'obiettivo: fine del bipolarismo leaderistico-plebiscitario, a maggior ragione nella sua versione bipartitica berlusconian-veltroniana; ritorno a un sistema parlamentare, con i fondamentali corollari di una legge elettorale proporzionale e, verosimilmente, di una forma di governo non più basata sull'elezione o la designazione diretta del premier. E' un obiettivo che sarebbe stato meritorio dichiarare prima che la rottura del Pdl e il profilarsi del terzo polo gli spianassero la strada, ma che almeno tenta di mettersi alla guida del cambiamento in atto. 
    Assai meno chiari sono tempi, modi, praticabilità della proposta. Se il suo principale punto di forza consiste nel tentare di dare respiro strategico - la ricostruzione democratica - a un passaggio tattico stretto - l'apertura a tutte le forze interessate a dare la spallata a Berlusconi -, qui c'è anche la sua evidente debolezza: quando, come e con quale moneta di scambio? Tutto dovrebbe ruotare su un accordo per il proporzionale, ma Bersani sa bene di quanti ostacoli è lastricata la riforma della legge elettorale, in primo luogo nel suo stesso partito; bluffa quando la àncora a un governo di scopo o di transizione, perché per rifare la legge elettorale non c'è bisogno di un governo e basta un'iniziativa parlamentare (che è lecito a questo punto pretendere dal Pd fin dalla riapertura delle camere); e glissa sul problema numero uno, cioè che i tempi dell'agenda politica continua a dettarli Berlusconi. Il quale può sempre portarci alle urne e con la legge elettorale vigente.
    Basterebbe in questo caso il "nuovo Ulivo" a fronteggiarlo? Qui la debolezza dello schema diventa fragilità, se non inconsistenza. Nel nome c'è la cosa, e per quanti prodiani di stretta osservanza quel nome possa rassicurare per le strade di Bologna, alle orecchie dell'elettorato di sinistra - o del "nuovo popolo" evocato da Bersani a Rimini - non suonerà come un nome propriamente innovativo, né come una cosa esaltante da rifare. Non c'entrano su questo i giochi tattici e strategici, c'entra la percezione del tempo che passa, delle generazioni che cambiano, dei problemi che si incancreniscono, dell'esigenza di idee nuove e di risposte diverse che non può essere continuamente compressa e repressa sotto formule, sigle e facce sperimentate e consumate. Naturalmente, dire "nuovo Ulivo" serve a ridare centralità e peso a un Pd che rischia di sgretolarsi sotto l'onda d'urto dello sgretolamento del Pdl, e a ricondurre allo stato di "cespugli" gli illegittimi pretendenti al trono della leadership della coalizione. Ma avrà pure un significato se il segretario del Pd esordisce, nella sua lunga lettera, con l'impegnativa affermazione che «per l'Italia la scelta non riguarda più solo un governo, ma finalmente un'idea di democrazia e di società», e prosegue con un'idea solamente restaurativa di democrazia e nessuna idea di società. A meno che anch'essa non sia affidata allo spettro che si aggira per tutto il testo di Bersani, e che si chiama primarie. Forse bisogna che lo spettro si materializzi perché si materializzino, con i candidati, i problemi di una società martoriata da Berlusconi, Tremonti, Marchionne, e qualche risposta.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • "Bersani non sa o non può dire che cosa farebbe una volta andato al governo"

    ...non sa, non sa ;) 29-08-2010 12:58 - Harken
  • io non ci credo in questo centrosinistra filo cattolico 29-08-2010 11:07 - victor
  • E' ormai il tempo delle ampie aperture, o ci si unisce o si perde questo Bersani lo ha capito, le divisioni e i litigi non servono, servono i programmi, la gente deve sapere con chiarezza cosa bolle in pentola . Detto popolare, dice il saggio :"Troppi galli nel pollaio non fa mai giorno" 29-08-2010 02:08 - artemis
  • Come infinite altre volte i commenti di sinistra'a iniziative proposte o che altro del PD sono il neme ma. Nel
    caso della Diminjianni 'Buona l'idea, sbagliato il metodo':Ma non farebbe prima a dire lei il medoto, o strategia o tattica che sia, giusto? 28-08-2010 21:11 - Enzo
  • Perchè non si telefonano invece di scriversi logorroiche pagine sui giornali? Poi quando si sono messi d'accordo e dopo aver partorito uno straccio di proposta che non sia "contro", la comunicano ai propri elettori. E' veramente desolante constatare che agli elettori della Sinistra, interessa solo il potere in sè e non come intendono usarlo e per fare cosa. 28-08-2010 21:10 - piero
  • Sig Bersani,sono sicurissimo che le prossime elezioni saranno terribili per il Berlusconi.Però non ridere, perche se non farai quello che la classe operaia italiana ti chiede,anche tu farai la stessa fine del Berlusca.
    Quì la gente non ce la fa più a vivere con quattro soldi dati di traverso e dopo aver fatto il" Saltino per il Vecio".Questi ragazzi hanno ormai la schiuma alla bocca.Tu perche non frequenti i centri sociali e i punti dove i giovani si riuniscono,ma io che sono più vecchio di te,ma con uno spirito giovane e combattivo come uno di quei ragazzi,ti posso dire, che anche tu, non durerai minga.
    quando sei stato nel Vietnam e hai visto le facce di quel popolo,non hai mai pensato che proprio quegli omini,piccoli e insignificanti hanno menato al grande uomo bianco.
    Non guardare noi proletari come numeri,ma guardaci come uomini al tuo pari.Noi siamo quelli che produciamo tutto quello che ogni giorno usi,ma sappi che noi siamo anche quelli che sarebbero capaci di distruggere tutto quello che usi,perche siamo in grado di ricostruire subito dopo, tutto quello che usate.
    Noi operai, siamo come i vietgog!
    Fallo capire a Veltroni,che lui è rimasto con la testa al cinema!
    Ma siamo pazzi?
    Quì si rifà la sinistra o si muore! 28-08-2010 18:42 - maurizio mariani
  • Berlusconi può dormire tranquillo, molto tranquillo !! 28-08-2010 17:58 - unocheragiona
  • Il problema tragico è sempre lo stesso: Bersani non sa o non può dire che cosa farebbe una volta andato al governo perché se si azzardasse a scegliere qualcosa susciterebbe un vespaio in quel finto partito, accozzaglia non emulsionata, che è il PD. La tragedia è non solo del PD (nel qual caso non mi riguarderebbe) ma di tutti i cittadini e gli elettori tendenzialmente di centro-sinistra (che a me piace col trattino) perché è ovvio che comunque senza il PD non può aprirsi un periodo politico nuovo. Un fatto positivo c'è stato, ma il merito va tutto a Rosy Bindi che col suo linguaggio ben poco diplomatico ha detto chiaro e tondo a Veltroni di farsi da parte poiché il suo nome significa sconfitta. Brava! Ma ancora sul cosiddetto bipolarismo non ho sentito parole altrettanto chiare. In ogni caso, quand'anche si vincesse, quali scelte si farebbero? Se per esempio il PD una volta al governo riprendesse nella politica scolastica e universitaria le strategie di Berlinguer (Luigi), io sarei tentato di dire che forse è meglio che ci riprendiamo non dico la Gelmini ma almeno la Moratti. "E ho detto tutto!" (De Curtis) 28-08-2010 17:24 - Bartolo Anglani
  • Forse e' un po' fuori luogo ma guardando la foto di Veltroni e poi quelle di Marchionne dal nome altisonante quasi fosse il quarto re magi(o?) come noto' il buon Maurizio M. mi viene in mente che Cesare Lombros aveva almeno in parte ragione. Guardate le facce mollicce, il volto pastoso le mani sicuramente merte e sudate e il fare bonario che li caratterizza. Gratta poco poco sotto la pelle sicuramente sudaticcia e cosa trovi? preferisco non dirlo. 28-08-2010 16:39 - Murmillus
  • Con la sinistra stile PD non si va da nessuna parte, questa pseudo sinistra farà la stessa politica di Berlusconi meno i cambiamenti della giustizia. 28-08-2010 15:18 - carpette
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI