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COMMENTO
29/08/2010
  •   |   Giuseppe Di Lello
    A tutti i costi

    Berlusconi ha posto la riforma della giustizia come uno dei cinque punti essenziali alla sopravvivenza del suo governo e non può demordere dall'impresa per varie ragioni concomitanti. È una riforma che mira innanzitutto alla sua salvezza personale, essendogli chiara la inutilità di detenere un immenso potere politico ed economico se poi corre il rischio di perdere tutto per una qualche malaugurata sentenza definitiva. Ci sta provando da tempo ma non ha ancora raggiunto la sicurezza assoluta perché se da un lato ha racimolato alcune prescrizioni, dall'altro sa che lodi e scudi protettivi gli finiscono sempre male: oltre a perderci la faccia, rischia di perdere anche l'impunità. I tempi incalzano, i processi Mills e Mediaset pendono inesorabili e allora bisogna approvare ad ogni costo la legge sul processo breve nel testo già approvato al Senato, con la norma transitoria che ne prevede l'applicazione ai processi in corso per reati commessi prima del 5 maggio 2006 e con pena inferiore ai dieci anni di reclusione. A tutti i costi addio ai processi Mills e Mediaset, appunto: anche a costo della fine di questa legislatura per poi riprovarci con una maggioranza più fedele?
    Il ministro Alfano è stato molto chiaro nell'indicare questo come il primo obbiettivo da raggiungere alla ripresa dei lavori parlamentari, fingendo di ignorare che il processo breve è stato ripetutamente criticato da Fini perché utile solo a Berlusconi ma disastroso per l'organizzazione giudiziaria complessiva e, pertanto, uno dei principali punti di rottura tra i due. Certo Fini non aveva attenuato la sua ostilità quando inizialmente Alfano aveva assicurato che la riforma avrebbe interessato solo l'uno per cento dei processi in corso: come documentarono vari uffici giudiziari, non era vero e, di fronte a cifre catastrofiche, ora il ministro cambia la strategia persuasiva e assicura che reperirà i fondi per l'attuazione della riforma.
    Chissà se Fini ora farà finta di crederci, anche se si tratta di una sciocchezza simile alla prima, dato che il problema non è solo di fondi ma di una macchina giudiziaria al limite del collasso, incapace di gestire i processi per carenze organizzative e per una legislazione finalizzata alla prescrizione più che alle sentenze definitive. In ciò c'è tutta la contraddittorietà - tenacemente voluta - dei governi berlusconiani e dei guardasigilli alla Alfano che hanno accorciato a dismisura i tempi della prescrizione per i reati commessi prevalentemente dai "colletti bianchi" e hanno messo in campo riforme che mirano ad allungare ulteriormente i tempi dei processi penali. 
    Questa riforma è incostituzionale in quanto attuerebbe una vera e propria amnistia e, per di più, con carattere permanente tagliando costantemente la testa ai processi che si protraggono per più di due anni. Ovviamente è una riforma di "classe" perché salverebbe solo chi può permettersi una difesa efficace e costosa, in grado di "allungare" il processo fino alla mannaia dei due anni. Bisogna ostacolarla, non tanto per far cadere Berlusconi, quanto per salvare quel minimo di eguaglianza che è rimasta nel nostro sistema. Bisogna, però, avanzare anche proposte di riforma che ridiano fiducia nella giustizia e nei suoi tempi altrimenti Berlusconi su questi temi aggregherà sempre consenso per poi usarlo pro domo sua.


I COMMENTI:
  • I berlusconidi hanno unico scopo quello di usare lo stato ed i cittadini.
    La dimostrazione?
    Un esecutivo improntato a risolvere i problemi del premier a fargli aumentare a se ed a pochi conviviali gli utili fin quì avuti.
    La popolazione è lasciata alla mercè della crisi, viene lentamente, inesorabilmente e definitivamente espropiata della sicurezza sociale e di quel poco che ha.
    Si stà creando un andamento sociale incerto, un'esistenza nazionale vacillante atta ad ogni tipo di governo comprerso uno autoritario-disfattista, il cammino che si delinea è quello, ed a sinistra ancora a discutere sul tipo di foglie e di olio da usare?
    Stanno pensando ad un giusto olivo da diluire con il ricino per renderlo meno amaro? 30-08-2010 11:52 - Gromyko
  • Se anche Berlusconi riuscisse a salvarsi dalla giustizia "umana" ( o pseudo tale ) italiana, certamente non si salverà di fronte ad altre forme di giustizia ben più importanti..... 30-08-2010 09:36 - Cane sciolto
  • Massì, meglio che Berlusconi risolva i propri problemi personali e poi finalmente si toglierà dai coglioni, e l'Italia tornerà ad essere un Paese normale, invence della repubblica delle banane nella quale ci troviamo a vivere adesso. Caro Marco, temo che le cose non siano così semplici. Intanto sono sicuro che Berlusconi non ha alcuna intenzione di ritirarsi, comunque vadano le cose. L'unico modo di liberarsi veramente di lui sarebbe quello di farlo andare in galera, nel posto che gli spetta di diritto. Ma anche se Berlusconi da un momento all'altro magicamwente sparisse dalla faccia della terra, la degenerazione morale e politica che hanno subito gli italiani per opera sua rimarrebbe, assieme a tutto quella masnada di razzisti, fascisti e reazionari della Lega Nord. Inoltre, anche se qualla specie di marasma senile che hanno il coraggio di chiamare sinistra italiana vincesse per miracolo le prossime elezioni politiche, ci vorrebbero anni di politica coraggiosa e rigorosa per rimettere anche solo parzialmente a posto le cose. Chi crede diversamente o è pazzo, oppure incredibilmente ingenuo. 30-08-2010 07:45 - gianni
  • “Noi siamo pronti a investimenti straordinari nel sistema giustizia per adeguare la macchina alle nuove esigenze del processo breve” dice Alfano; le “nuove esigenze” significano ridurre i tempi della durata del processo in tempi ridicoli entro i quali devono completarsi altrimenti scatta la prescrizione; in poche parole per salvare il capo dai processi milanesi, è necessario che i tempi di prescrizione siano ridotti nella misura che, contestualmente alla approvazione della legge, i processi nei quali è implicato Berlusconi, decadono, muoiono, vanno in prescrizione. Così, dopo una fuga dai tribunali iniziata dalla sua discesa in campo, potrà finalmente sentirsi salvo dalla galera, per effetto della norma transitoria che prevede l’applicazione del processo breve anche ai processi in corso. 30-08-2010 02:03 - Vincenzo@ge
  • Che Berlusconi si salvi dai suoi processi sarebbe niente a confronto della permanenza del suo governo. Spero vivamente che si tolga questo nodo alla gola, ma che poi si ritiri dalla politica lui e tutta la truppa, liberando da questa follia ventennale i cervelli di tutta Italia. Non c'è Paese al Mondo che non ci prenda per il culo! 29-08-2010 23:44 - marco cerioni
  • Attenzione! "PROCESSO BREVE" vuol dire "PROCESSO CONCLUSO IN BREVE TEMPO" e non "PROCESSO INTERROTTO". Sarebbe denegata giustizia, azione costituzionalmente e storicamente profondamente eversiva. PROCESSO BREVE vuole dire: molti più Magistrati, molti più Cancellieri, molti più Ausiliari, tecnologie funzionanti, formalità ridotte, snellimento di procedure, riempimento di sedi disagiate... e molto altro. Se Berlusconi in due anni saprà fare tutto questo passerà alla storia! Ma non è questo che lui vuole, lo sapete, vero?
    Cordialità. 29-08-2010 22:45 - Giuseppe
  • benito=adolf,silvi0=mohammed,alla prima coppia sappiamo cosa e capitato, alla SECONDA ...basta aspettare come diceva Lorca muore anche il mare ........ulisse 29-08-2010 20:58 - ulisse rossi
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