domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
04/09/2010
  •   |   Zvi Schuldiner
    Il fascismo israeliano, le divisioni palestinesi

    Il grande show di Washington riflette più i problemi e le necessità del Medio oriente che un reale processo di pace.
    Dopo essersi guadagnato critiche favorevoli ma forse frettolose quando sembrava interessato a un processo di pace diverso da quello sperimentato in passato, ora il presidente degli Stati uniti Obama sostanzialmente cerca solo di assicurare un periodo di pace per le prossime elezioni americane.
    Il primo ministro israeliano Netanyahu ripete un po' ciò che aveva fatto il suo predecessore Barak nel 2000: dimostrare, sforzandosi soltanto un po', che la paralisi del processo di pace è colpa della posizione dei palestinesi. 

    Il premier palestinese Abbas si trascina all'incontro come lo fece, a suo tempo, Arafat: sa che non succederà niente di serio o di sostanza, ma non può smettere di giocare.
    Obama cercherà di segnare qualche punto in vista di elezioni la cui questione centrale sarà, con ogni probabilità, una politica economica che aiuta molto il settore finanziario e lascia i salariati e i disoccupati ai loro problemi. Il neoliberalismo, che ha già rafforzato la linea di Reagan negli anni di Clinton, continua a imporsi, più o meno con gli stessi improbabili personaggi in campo economico.
    Alla guida di una coalizione di estrema destra, Netanyahu manterrà la paralisi che ha già caratterizzato i negoziati del governo precedente: la posizione israeliana è la piena continuità di un processo coloniale che, continuando così, minaccerà il futuro di Israele più di qualunque bomba iraniana, reale o immaginaria. In Israele non si sono registrati cambiamenti essenziali e il predominio del nazionalismo estremo, alleato a forti correnti fondamentaliste, si manifesta nella forma di un crescente deterioramento della società. Forme di maccartismo e di razzismo si coniugano in maniera tale che la xenofobia ormai si manifesta in forme da essere divenuta l'ostacolo più formidabile per qualsiasi reale negoziato di pace.
    La pace e il fascismo israeliano diventano un binomio antagonista, e in modo brutale. I diversi elementi della grande coalizione nazionalista-fondamentalista e neofascista rappresentano il vero nemico di una pace possibile e alimentano gli elementi più radicali, non solo nella società palestinese ma in tutto il mondo arabo. Nel frattempo all'interno della società palestinese diventa chiaro, molto chiaro, che senza una riunificazione nazionale palestinese i negoziati non sono più che un teatrino diplomatico privo di alcun significato. Il presidente Abbas non rappresenta altro che un pugno di leader che non godono nemmeno dell'appoggio del loro stesso partito. Hamas potrebbe appoggiare silenziosamente i negoziati se intravedesse la possibilità di un risultato pratico, ma teme che che se Abbas e l'Olp conseguissero un progresso reale, ciò li rafforzerebbe nella politica interna palestinese.
    La maggior parte della popolazione palestinese è stanca della guerra e appoggerebbe una soluzione diplomatica di compromesso, ma le attuali divisioni nella sua leadership rendono molto difficile presentare una proposta forte nei negoziati.
    Fondamentalmente, tre elementi sono necessari per arrivare a un vero processo di pace. Il primo è un cambiamento reale e non solo verbale e demagogico degli intenti colonialisti di Israele, quindi una vera predisposizione alla pace che non nasconda sofisticati sotterfugi per continuare l'occipazione con mezzi più «sottili».
    Il secondo elemento riguarda la frammentazione della società palestinese, la lotta interna tra l'Olp e Hamas alimentata tra l'altro da diversi paesi arabi.
    Il terzo è altrettanto importante e serio: non c'è ancora stato un reale cambiamento nella politica degli Stati uniti e di altri paesi occidentali, che continuano ad appoggiare in un modo o nell'altro l'espansionismo israeliano.
    Questi elementi sono le condizioni fondamentali, senza di cui il teatri di Washington non potrà trasformarsi un un vero negoziato di pace. Peggio ancora: similmente all'anno 2000, questo potrebbe essere il preludio a un nuovo spargimento di sangue, magari dopo le elezioni di novembre degli Stati uniti.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • L'unica analisi che tu conosci e'quella del sangue quando te la spiega il medico della mutua(Paolo da Tel Aviv).Ancora stai a rompere le palle cercando nel sionismo una componente buona non responsabile delle atrocita'e nei palestinesi una componenente irrazionale fanatica che rifiuta la pace per odio.Mistificatore e fondamentalmente con una sana dose di ignoranza nonostante e anzi grazie ai tuoi viaggetti in Israele.La lettura dell'unita'ti fa luce.Ognuno ha il suo corredo ideologico.Gli amici dello stato sionista cercano sempre di salvare chi messacra i palestinesi distinguendo chi lo fa con fair play da chi lo fa con vergognosa ferocia ed impunita'.Le persone corrette dell'establishment sionista dai macellai.Il bello e'che alla fine tutti e due rimangono impuniti.Ed i processi di pace continuano.Proprio come commenta Shuldiner che nel manifesto sta ad i processi di pace come Brera stava ai commenti sul derby inter milan.
    E la guerra imperialista contro i popoli del mediooriente avra'ancora decenni a disposizione prima di lasciare la sua evidenza dentro i cervelli delle anime belle della sinistra,gente che altrimenti avremmo definito radical chic e mandato a cagare.Che io vorrei che per un giorno fossero sbattute a vivere a Gaza,Bagdad o Kabul.
    In Italia il grado di assuefazione ai media e'spaventoso,la distorsione della realta'e il doppio standard che si legge nelle lettere dei lettori del manifesto e'sconcertante.Venti anni fa questa galleria di commenti sarebbe stata attribuita alla famiglia Adams e Berlusconi presidente del consiglio sarebbe stata una battuta da Cuore. Oggi e'la realta'.Le vittime sono infamate ogni giorno di piu'e i loro macellai assolti.
    La sinistra cerca di resistere come i ghepardi africani cercano di sopravvivere all'estinzione.La complicita'ed assuefazione all'ignoranza e'totale. 28-09-2010 09:01 - mauro
  • Perbacco ( ovvero 'ammazza oh' come diciamo a Roma) e questi sarebbero i difensori della pace : gente che prevede (senza però prenderne le distanze e specificare che lei non lo sarò) la rinascita della Shoa (m. mariani), e altri che in virtù di sottili e profonde capcità analitiche , fanno tutto un malloppo tagliano con l'accetta in due parti , i poveri Palestinesi il bene e gli Israeliani il male (mauro), alla faccia dell'analisi che dovrebbe isolare ogni componete accuratamente. A questi paramentri, non scherzo ma viva l'onestà intellettuale di chi si fa saltare in aria perché odia e basta, magari senza nemmeno aver messo mai piede in Israele o conosciuto un israeliano, ma almeno non certa di 'farci fessi' con le sue argomentazioni. 17-09-2010 17:42 - Paolo
  • io non capisco cosa si intenda per quando l'ultimo commentatore dice "vi sembra che le due parti siano pronte ai duri ed amari compromessi".

    è vero che i due popoli sono in guerra, ma il divario tra i due sul piano sociale-economico è enorme. Io credo che il compromesso sarà gravoso per entrambi solo dal punto di vista psicologico perchè dal punto di vista pratico i passi indietro li deve fare israele (cosa del resto ovvia, visto che sta vincendo questa guerra) 17-09-2010 12:49 - uitko
  • L' articolo a mio avviso è in larga parte condivisibile; i commenti, invece, in larga parte demenziali: infatti si tratta di opinioni di "tifosi" per i quali la colpa di questa penosissima situazione starebbe esattamente ed unicamente da una sola parte; invece, a me pare evidente, come credo a chiunque non sia obnubilato da malafede e/o paraocchi ideoligici, che entrambe le parti sono egualmente e gravemente responsabili e colpevoli della situazione che si è venuta a creare in campo! Ad insensatezza è seguito un sopruso, in una spirale dove la razionalità, la ragionevolezza, il realismo ed il buon senso sono stati progressivamente messi da parte e poi definitivamente cancellati da entrambe le parti! L' insensatezza espansionista di Israele che ha anche scatenato una guerra durissima e criminale a Gaza fa il paio con la demenziale politica prima di Arafat ed ora (molto peggio!) di Hamas, ovvero un movimento criminale fondamentalista islamico !!! Si dice giustaente che la pace, per essere fatta, deve essere voluta da entrambe le parti. Ora, facciamoci una semplice domanda: vi sembra che le due parti siano pronte ai duri ed amari compromessi richiesti per ottenere un risultato positivo ??? O, invece, non vedano l' ora di continuare a darsele di santa ragione, tra guerre contro i civili, razzi kassam, attentati suicidi, nuovi insediamenti colonici, eccettera eccetera ? 09-09-2010 22:01 - Fabio Vivian
  • I commenti sul manifesto segnano sempre di piu'una regrressione dell'intelligenza che faceva riferimento a questo giornale.Infiltrati sionisti o solo portatori di idiozia ed ignoranza come omologazione ed incapacita'di rinascita di una nuova sinistra?
    Pensieri buonisti pseudopoetici e banali,senso comune stolido hanno preso il posto della conoscenza,dell'analisi e della serieta'intellettuale.Slogan mediatici che hanno deformato la testa della gente.Rabin uomo di pace,Israele e'uno stato come un'altro,attenti ad essere schierati con Salaam i ragazzi dell'olivo che danno sempre ragione ai palestinesi,sangue chiama sangue ed altre idiozie del genere.Mi sa che berlusconi ce lo terremo altri cento anni ed anche quando morira'la banalita'ed ignoranza oramai diffuse come una peste che vanno veloci al paro del capitalismo che si prende le nostre vite,lo resusciteranno come uno zombie.
    La Palestina e'una terra occupata,i palestinesi hanno diritto a difendersi e lo fanno come possono.Se ci fossero meno idioti,razzisti o gente in malafede per es come qui,non avrebbero bisogno di farsi esplodere.
    La Palestina e'una terra occupata e sottoposta a genocidio ,avete capito tonti e che se lo ricordi anche Shuldiner che dopo trent'anni sembra scoprire che occorre che Israele la smetta con i suoi piani colonialisti e che europa ed america facciano un passo concreto.E gia'signor gianni dell'ambasciata di Israele:ci sarebbero stati meno kamikaze se lei pensa che questo sia il problema,E legga i giornali:anche la stampa piu'schifosa e fondamentalista non parla di bambini bomba.Si dovrebbe accorgere dei bambini palestinesi un po'piu'spesso visto che vengono quotidianamente ammazzati dai cecchini israeliani come fagiani
    o mitragliati dai carri armati come quaglie al luna park.
    A meno che non abbiano colpa di oodiare lo stato terrorista che g impedisce loro di vivere.
    Mi saluti fassino e netaniau 08-09-2010 03:17 - mauro
  • E' desolante che ogni volta che esce un articolo che giustamente denuncia la politica della classe dirigente israeliana, qualche lettore deliri di "popolo fascista"edi ebrei che hanno collaborato a distruggere l'URSS - affermazione che fa il paio con quelle dei fascisti ucraini secondo i quali ancora adesso esisterebbe la "giudeocomune". Basta! Israele è uno stato come gli altri, con una classe dirigente di destra e insensata e noi quanto a questo ne sappiamo qualcosa. La leadership palestinese - spesso altrettanto insensata ma con meno responsabilità perché più debole -non tiene conto delle posizioni della diaspora palestinese come il governo israeliano non tiene conto delle diverse e articolate posizioni delle diverse comunità ebraiche nel mondo. 05-09-2010 11:53 - mgm
  • "Chi semina il vento, raccoglie la tempesta" , si, ma dovremo chiederci se i palestinesi ne avrebbero avuto proprie colpe? Penso di si.La Medaglia ha sempre i due parti.L'Odio non e` unilatterale. 05-09-2010 10:45 - Makky Croazia
  • Ho letto da qualche parte che solo l'8 percento degli israeliani mette la pace fra le sue priorità. Se così fosse non avremo mai la pace in Medioriente, a meno di imporla a Israele: una nazione nata da un progetto di stampo coloniale non può intendere altro che la forza e/o l'interesse. L'unica strada che vedo percorribile è oggi quella del boicottaggio internazionale. 05-09-2010 09:46 - Antonino Salerno
  • La bestia umana non è mai sazia. Io sono cresciuto con mio padre che mi raccontava della guerra d'Abissinia e del secondo conflitto mondiale. Da giovanotto mi sno curato tutta la guerra fredda, e poi il VietNam e tutto il resto. Alcune situazioni calde come quella dell'Irlanda si sono fortunatamente raffreddate grazie a compromessi, ma la vicenda palestinese me la ricordo fin da ragazzino quando frequentavo le Feste dell'Unità dove c'era sempre la delegazione dei compagni palestinesi. Quella volta gli unici terroristi erano gli israeliani. I rappresentanti del popolo d'Israele che credevano nella pace sono stati allontanati, screditati oppure assassinati come Rabin. Adesso la situazione è spaventosamente degenerata. Bisogna assolutamente tentare la via del compromesso per far cessare tutto questo. Altrimenti si dà ragione alle associazoni come " Salaam, i ragazzi dell'olivo " di Trieste, e allora devi essere schierato fino alla morte con i palestinesi, e devi essere d'accordo su tutto, anche con i bambini-bomba palestinesi che si legano i candelotti di dinamite sulla pancia per farsi esplodere in mezzo alla gente di Israele ed uccidere altri bambini ebrei. Io non sono d'accordo. Sangue chiama sangue. Morte chiama morte. Se non si trovs un compromesso, non finirà mai. 05-09-2010 08:34 - gianni
  • mi limito a rispondere a maurizio mariani:
    Lei e cieco e vede solo la violenza israeliana, senza accorgersi dell'odio sviscerato che i dirigenti palestinesi distillano, di quel pazzo di ahmadinejad e della posizione della sinistra che si alimenta di odio verso israele.
    A lei e come dichiaravano i marxisti"il capitalismo si strangolera con le proprie budelle", auguro lo stesso, perche non la ritengo capace di vergognarsi di quel che scrive. 05-09-2010 00:51 - g. furiosi
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI