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COMMENTO
08/09/2010
  •   |   Giuliana Sgrena
    Perché il regime ha paura di Sakineh

    L'apparizione del primo raggio del nuovo quarto di luna sarà funestata dalla morte di Sakineh? Il mese sacro del Ramadan sarà celebrato in Iran con la lapidazione di una donna? L'onore di una società patriarcale sarà santificato con il sangue di una «adultera»?
    Perché il mondo occidentale, che sobbalza a ogni notizia che riguarda il nucleare iraniano (ma non quello israeliano, pachistano...), non ha chiesto le sanzioni contro l'Iran per la questione ben più valida dei diritti umani, del diritto alla vita?
    Non vogliamo difendere le sanzioni come mezzo di costrizione, sappiamo che penalizzano solo le popolazioni e non i potenti, vogliamo solo sottolineare l'ipocrisia del mondo occidentale che fa della democrazia il pretesto per sanguinose guerre (Iraq, Afghanistan, etc.) ma non è disposto a difendere i diritti universali soprattutto quando sul patibolo sale una donna.
    Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, vedova e madre di due figli, è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Non è il primo caso in Iran e non sarà l'ultimo. E non solo in Iran, ma anche in Arabia saudita, Afghanistan, Iraq, Bangladesh, Nigeria e molti altri paesi musulmani. Sono sempre le donne a dover salvare l'onore del marito, del maschio, della famiglia. Assolta dall'accusa di complicità nell'uccisione del marito non ha ottenuto la libertà, ha subito prima la fustigazione (99 frustate) e poi, speriamo di no, forse la condanna a morte in una delle sue modalità più atroci. Per completare il macabro spettacolo è stata costretta anche a confessare le proprie colpe in tv.
    Ma di quale adulterio si tratta se non aveva nemmeno il marito? L'ossessione del controllo della sessualità rende la donna un oggetto nelle mani di un marito, di un carceriere o di un regime teocratico.
    Perché le donne sono così pericolose agli occhi dei fondamentalisti accecati dal fanatismo? Perché la rivendicazione dei loro diritti cambia la natura dello scontro in atto in Iran, rende evidente l'impossibilità di una riforma del regime teocratico e dà alla rivolta iraniana - che continua, anche se con battute d'arresto dovute alla feroce repressione - un potenziale sovversivo. Uno stato islamico è incompatibile con i diritti delle donne.
    Il mondo occidentale ha reagito, soprattutto le donne si sono mobilitate per Sakineh e speriamo che questo possa salvarle la vita. Se sarà possibile non dovremo tuttavia abbandonare la lotta. Altre Sakineh vivono dietro le sbarre di prigioni come Tabriz o Evin. Nel famigerato carcere di Evin è detenuta da sabato scorso anche Nasrin Sotoudeh, avvocata impegnata nella difesa dei diritti dei minori in carcere, dei detenuti politici e anche della premio Nobel Shrin Ebadi. Convocata per un interrogatorio, al quale non ha potuto assistere nemmeno il suo avvocato, non è più uscita dal carcere.
    Questa barbarie va fermata con tutti i mezzi. Se Sakineh morirà, con lei avremo perso anche una parte della nostra libertà. A che serve una lotta per la difesa dei diritti umani se non riusciamo a salvare una donna, le donne, dalle pietre affilate dei boia? La mobilitazione serve a farle sentire meno sole e isolate, a dare loro la forza di resistere contro l'arroganza di regimi guidati da fondamentalisti come Ahmadinejad.
    «Ma come fanno a prepararsi a mirare al mio viso e alle mie mani, a lanciarmi delle pietre?» si chiede Sakineh dal carcere di Tabriz, e aggiunge che ha paura di morire. E noi abbiamo paura che lei possa essere lapidata.


I COMMENTI:
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  • Lina io comincerei piuttosto a preoccuparmi dei fanatici che su questo gioranale sostengono il regime iraniano, i musulmani se sono progressisti la lapidazione la condannano eccome, solo che sono pochi quindi un elettorato poco ghiotto per la sinistra. Aspettati dunque a molti cambiamenti nei prossimi anni, piano piano la sinistra per avere i voti dei musulmani abbandonerà anche il tradizionale sostegno a emancipazione della donne e omosessuali.
    Ciao 11-09-2010 23:09 - Fiorino
  • @ edoardo
    Se gli USA decideranno di bombardare l'Iran (ci avevate già spiegato che dove succedere prima della fine del secondo mandato bush) non sarà certo perché il manifesto a difeso una donna condannata alla lapidazione per adulterio e accusata di un concorso di omicidio con un processo non equo. 11-09-2010 23:07 - Fiorino
  • Da una signora che conosce così bene il mondo islamico da scrivere (sul Manifesto) che 'Ali, cugino e genero del Profeta, fu ucciso "nella battaglia di Kufa" (come dire che Cristo morì "nella battaglia del Golgota") ci si può aspettare solo questo: ignoranza, superficialità,ottusità filo-occidentale. Quello che Edward Said definiva appunto "Orientalismo". La Fallaci di sinistra ha colpito ancora... 10-09-2010 15:31 - Marco
  • Ma per favore, Sgrena. Lei o non sa (ed e'grave, per chi fa il suo lavoro) o, peggio, non vuol sapere, o peggio di tutto, sa e partecipa al gioco.
    Sakineh e'stata condannata a morte per concorso di colpa (provato) nell'omicidio del marito. Le lapidazioni in Iran sono sospese dal 2002, per legge. contro la pena di morte, ma Sakineh non e'altro che l'ennesima Lena, l'eroina della rivoluzione verde targata CIA, guarda caso uccisa di fronte alle telecamere. Che anche il manifesto partecipi alla campagna che portera'ai gia'da tempo predisposti bombardamenti sull'Iran, e'semplicemente vergognoso 10-09-2010 15:30 - edoardo
  • il muro abbattutto da bulldozer si usa in afghanistan contro gli omosessuali, purtroppo la lapidazione di fa con pietre e spesso si scelgono le più piccole per allungare l'agonia 10-09-2010 08:54 - giuliana sgrena
  • E' vero che oggi col DNA la paternità non è più incerta, ma è stata una scoperta recentissima 09-09-2010 21:50 - paolo1984
  • * Ma non si può non notare che per i "delitti" di sesso sono sempre le donne a pagare. Forse perché i maschi non sono in grado di ragionare...in certi casi?! 09-09-2010 13:23 - giuliana sgrena

    Vabbè Giuliana capisco la tua amarezza, ma in Afghanistan sono stati lapidati due amanti un uomo e una donna quindi qualche volta pure gli uomini sono vittime di questa pratica di morte patriarcale. Gli uomini sanno benissimo trattenersi solo che al potere patriarcale fa comodo pensare il contrario oltretutto le donne rimangono incinte (quindi il marito rischia di crescere un figlio non suo), gli uomini no ed è questo il motivo per cui ancora oggi l'adulterio femminile viene considerato più grave di quello maschile, anche qui in Italia si tende ingiustamente a dire che un uomo con tante donne è figo, e una donna con tanti uomini invece viene guardata più severamente ed è un'ingiustizia tipicamente patriarcale. E' vero che statisticamente sono le donne in maggioranza ad essere vittime di lapidazioni come dei delitti d'onore. Sono quasi sempre organizzazioni femminili a mobilitasi contro i delitti d'onore anche se in teoria anche un uomo potrebbe esserne vittima. Non ho mai sentito nel mono arabo e islamico di un organizzazione maschile contro il delitto d'onore che scenda in piazza a fianco di quelle femminili. e questo i dispiace, fino quando anche gli uomini di quei Paesi non saranno coinvolti, la battaglia contro le violenze patriarcali sarà sempre debole. 09-09-2010 19:13 - paolo1984
  • la tentazione è di rispondere a tutti se molte dei post non fossero in malafede come chi dice che non ci sono più le pietre per lapidare o che io sono distratta rispetto a certe problematiche. Mi limito a quella che parla delle sanzioni che io, parlo per me, non vorrei sul nucleare. E' vero, in tutti i casi di embargo ho visto che a soffrirne è stata solo la popolazione e non i governanti dittatori, fanatici o quant'altro. Dunque sono contro le sanzioni. Ma sono anche contro il nucleare. Tutto il nucleare: quello iraniano, fino a quello che abbiamo in casa nostra (per l'esattezza 40 bombe americane). Lottiamo veramente contro tutto il nucleare, ma per farlo occorre una reale convinzione e non solo pretesti, posizioni vetero e l'uso di due pesi e due misure, altrimenti è ipocrisia. Per aver passato un mese con la morte dietro la porta so cosa vuol dire aver paura della morte,quindi mi mobiliterò sempre a favore di chi rischia la propria vita. Io sono contro la pena di morte, sempre, comunque. Ma non si può non notare che per i "delitti" di sesso sono sempre le donne a pagare. Forse perché i maschi non sono in grado di ragionare...in certi casi?! 09-09-2010 13:23 - giuliana sgrena
  • X vaibarma
    Dare ai familiari della vittima la possibilità di decidere se l'assassino può essere perdonato ed evitare la morte, mi sembra un retaggio appunto arcaico che non approvo.
    E poi vorrei sapere ma l'uomo che ha ucciso il marito di Sakineh con la complicità della donna perchè non è stato condannato anche lui a morte? Forse i familiari della vittima hanno perdonato lui e non lei? Così entrambi hanno commesso insieme lo stesso reato, ma non avranno la stessa punizione. A me non sembra giusto. Fermo restando che io sono contro la pena capitale. 09-09-2010 11:25 - paolo1984
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