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Giuliana Sgrena
Perché il regime ha paura di Sakineh
L'apparizione del primo raggio del nuovo quarto di luna sarà funestata dalla morte di Sakineh? Il mese sacro del Ramadan sarà celebrato in Iran con la lapidazione di una donna? L'onore di una società patriarcale sarà santificato con il sangue di una «adultera»?
Perché il mondo occidentale, che sobbalza a ogni notizia che riguarda il nucleare iraniano (ma non quello israeliano, pachistano...), non ha chiesto le sanzioni contro l'Iran per la questione ben più valida dei diritti umani, del diritto alla vita?
Non vogliamo difendere le sanzioni come mezzo di costrizione, sappiamo che penalizzano solo le popolazioni e non i potenti, vogliamo solo sottolineare l'ipocrisia del mondo occidentale che fa della democrazia il pretesto per sanguinose guerre (Iraq, Afghanistan, etc.) ma non è disposto a difendere i diritti universali soprattutto quando sul patibolo sale una donna.
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, vedova e madre di due figli, è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Non è il primo caso in Iran e non sarà l'ultimo. E non solo in Iran, ma anche in Arabia saudita, Afghanistan, Iraq, Bangladesh, Nigeria e molti altri paesi musulmani. Sono sempre le donne a dover salvare l'onore del marito, del maschio, della famiglia. Assolta dall'accusa di complicità nell'uccisione del marito non ha ottenuto la libertà, ha subito prima la fustigazione (99 frustate) e poi, speriamo di no, forse la condanna a morte in una delle sue modalità più atroci. Per completare il macabro spettacolo è stata costretta anche a confessare le proprie colpe in tv.
Ma di quale adulterio si tratta se non aveva nemmeno il marito? L'ossessione del controllo della sessualità rende la donna un oggetto nelle mani di un marito, di un carceriere o di un regime teocratico.
Perché le donne sono così pericolose agli occhi dei fondamentalisti accecati dal fanatismo? Perché la rivendicazione dei loro diritti cambia la natura dello scontro in atto in Iran, rende evidente l'impossibilità di una riforma del regime teocratico e dà alla rivolta iraniana - che continua, anche se con battute d'arresto dovute alla feroce repressione - un potenziale sovversivo. Uno stato islamico è incompatibile con i diritti delle donne.
Il mondo occidentale ha reagito, soprattutto le donne si sono mobilitate per Sakineh e speriamo che questo possa salvarle la vita. Se sarà possibile non dovremo tuttavia abbandonare la lotta. Altre Sakineh vivono dietro le sbarre di prigioni come Tabriz o Evin. Nel famigerato carcere di Evin è detenuta da sabato scorso anche Nasrin Sotoudeh, avvocata impegnata nella difesa dei diritti dei minori in carcere, dei detenuti politici e anche della premio Nobel Shrin Ebadi. Convocata per un interrogatorio, al quale non ha potuto assistere nemmeno il suo avvocato, non è più uscita dal carcere.
Questa barbarie va fermata con tutti i mezzi. Se Sakineh morirà, con lei avremo perso anche una parte della nostra libertà. A che serve una lotta per la difesa dei diritti umani se non riusciamo a salvare una donna, le donne, dalle pietre affilate dei boia? La mobilitazione serve a farle sentire meno sole e isolate, a dare loro la forza di resistere contro l'arroganza di regimi guidati da fondamentalisti come Ahmadinejad.
«Ma come fanno a prepararsi a mirare al mio viso e alle mie mani, a lanciarmi delle pietre?» si chiede Sakineh dal carcere di Tabriz, e aggiunge che ha paura di morire. E noi abbiamo paura che lei possa essere lapidata.
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La Sinistra non potrà che perdere se insiste con le semplificazioni culturali e politiche di chi si accontenta di "buttare i fanatici iraniani a mare ".
Dimentica o forse non sa che per un qualsiasi mussulmano , fanatico o moderato, LA LEGGE DIVINA VIENE PRIMA DI QUELLA DEGLI UOMINI.
Infatti non ho ancora letto sui giornali di una qualsiasi presa di posizione, a favore di Sakineh, da parte di musulmani installati in Italia.
DEVO PREOCCUPARMENE ? 09-09-2010 10:40 - lina
Concordo con il primo commento (Andrea).
Non vorrei dovessimo cantare Faccetta Nera Bella Iraniana (andate a vedere quale fu la scusa per attaccare l'Etiopia).
Inoltre leggo lodi per Francesco d'Assisi o altri fondamentalisti cristiani. Bene andate a vedere cosa diceva Francesco d'Assisi sulla guerra!! andate a vedere quello che diceva sull'Islam e sulle Sante Crociate!!!
Resta il fatto che ormai qst è divenuto un giornale di basso profilo, falsamente moralista (vedasi anche vicedna Luttazzi) e medio borghese (cioè benpensante e bigotto). 09-09-2010 09:33 - Mirko P
Molte ideologie religiose si macchiano di maschilismo, intolleranza, barbarie.. Questo non ne giustifica nessuna.
Assurdo, poi, chiedersi cosa ci sia dietro alla legittima indignazione mondiale per l'ennesimo caso di barbarie giudiziaria derivante dalla giurisprudenza islamica. Semmai si dovrebbe tracciare l'origine di tanta insensatezza, le cui radici storiche sono nella concezione della donna come possesso maschile. La cancellazione del politeismo dal pantheon pre-islamico, segna l'inizio della dittatura islamica, ideologia inventata da Mohammad per riunificare le litigiose tribu' beduine e lanciarle alla conquista dei due imperi confinanti: Persiano e Bizantino ("Romano"). Un'analisi storica accurata della nascita, dell'evoluzione e della ri-nascita nel XX sec. dell'ideologia islamica porterebbe a paragonarla alle ideologie regressive europee del primo Novecento (Fascismo, Nazismo). 09-09-2010 04:19 - Ahmed
E spiace doppiamente per la povera Sakineh la cui terribile situazione è strumentalizzata, suo malgrado, per finalità abiette. 09-09-2010 00:46 - Alessandro B.
Complimenti per il commento e la sua impostazione, sperando che La signora Sgrena lo legga e ne tragga le giuste conclusioni. 08-09-2010 23:23 - Caneliberonline