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COMMENTO
09/09/2010
  •   |   Loris Campetti
    Il fumo e l'arrosto, parte seconda

    Care lettrici e lettori, qui di seguito troverete il mio articolo di ieri sulla contestazione a Bonanni, e i numerosissimi commenti online che sono arrivati nelle 24 ore successive. Altri commenti, arrivati per vie diverse, sono pubblicati sul giornale di oggi. Qui rispondiamo solo a quelli critici - che sono la gran maggioranza.

    Primo: diamo per acquisito il nostro giudizio duro sulle politiche di Bonanni. Chi legge quotidianamente «il manifesto» lo conosce.

    Secondo: critica, polemiche, conflitto politico e sociale sono il sale della nostra sfibrata democrazia.

    Terzo: ognuno invita chi vuole alle proprie feste.

    Quarto: «il manifesto» bisognerebbe leggerlo tutti i giorni per evitare polemiche tanto pesanti quanto improprie.

    Quinto: scrivendo che lanciare quel fumogeno è stato un gesto politicamente stupido esprimevo un giudizio sul fumogeno, non sul diritto di contestazione. Ribadisco: ogni azione presuppone una reazione, ed è dovere di chi si batte contro le ingiustizie - i diktat Fiat, le complicità sindacali, la cancellazione del contratto - interrogarsi sulle conseguenze delle proprie azioni. Se aiutano la canea che criminalizza la resistenza e il conflitto della Fiom contro la cancellazione della democrazia nei luoghi di lavoro, sono azioni sbagliate. Siamo stati facili profeti nel prevedere titoli e commenti dei giornali e dei servizi televisivi che avrebbero accompagnato la notizia di quel fumogeno. E a dire che quell'azione avrebbe portato a Bonanni e alla sua politica solidarietà e consensi fino alla santificazione. Persino il suo giubbotto annerito è stato promosso a oggetto di culto. Avevamo anche previsto che l'enfasi su una banale contestazione avrebbe sbianchettato le notizie sulla Fiat e la decisione della Fiom di indire uno sciopero contro la cancellazione del contratto e una manifestazione nazionale dei metalmeccanici a Roma. Chiediamo ai lettori che criticano il nostro giudizio e a chi ha scelto quella forma di contestazione a Torino di fare un bilancio politico della giornata di mercoledì. Non abbiamo usato termini demenziali come «squadristi» o «provocatori», né ci chiediamo «chi li paga» perché abbiamo un'altra cultura, opposta a quella dominante, non solo a destra. Però non siamo ipocriti, e nessuno ci impedirà di esprimere i nostri giudizi politici, contestabili anch'essi naturalmente. Abbiamo scritto che quel fumogeno ha fatto danno alla parte che i contestatori intendono sostenere.

    Ps. la rivolta operaia contro un accordo separato (piazza Statuto) è sacrosanta. Ma non facciamo paragoni impossibili.
    (Loris Campetti)

     

    Fischi e anche un fumogeno lanciato sul palco della festa del Pd che sfiora Raffaele Bonanni. Alcuni giovani dei centri sociali torinesi non si sono limitati a gridare «venduto». Hanno impedito al segretario della Cisl di parlare. Un gesto stupido che rovescia persino il fine che forse i contestatori si erano dati: condannare e isolare una pratica sindacale giudicata - certo non solo dai centri sociali - subalterna al governo, alla Confindustria e alla Fiat. Così si è santificato «l'avversario», costruendogli intorno una solidarietà più ampia del consenso alle sue politiche. Tutti devono poter dire la loro liberamente, ha giustamente commentato il segretario della Fiom Maurizio Landini. Sia Bonanni che i lavoratori a cui è negato anche il diritto di esprimersi sui loro contratti, e sia la Fiom espulsa dalla contrattazione con la pratica autoritaria degli accordi separati. Quel fumogeno è stato lanciato più che contro un simbolo contro una persona, e questa è una logica insopportabile. Ma rischia di ricadere sulla testa delle vittime di politiche sbagliate. Sono già iniziate le speculazioni contro chi è accusato di «esasperare» il conflitto, quando chi sta facendo degenerare il clima politico, sindacale e sociale va ricercato al governo, in Confindustria, alla Fiat e tra i sindacati complici. Quel fumogeno, poi, rende più difficile difendere il sacrosanto diritto di critica e contestazione. Infine, fa tristezza che il più grande partito d'opposizione non riesca a gestire neanche le sue feste.


I COMMENTI:
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  • Le contestazioni sono il pane della democrazia giacché parlare anzi condannare una contestazione mi sembra peccaminoso nei confronti di una lotta politica dal basso(è uno dei pochi strumenti che abbiamo per farci "ascoltare"), persino la lotta non-violenta attua una logica "sabotatrice" per cui criticare è irrisorio; ma.. se il sindacalista avesse avuto modo di esporre le sue idee (le sue? O dei padroni?) si sarebbero aperte le acque salmastre, rivelatrici dei concetti meschini su cui poggiano. Il discorrere delle posizioni, in via del tutto ipotetica, avrebbe fatto comprendere la loro logica iniqua.Ci troviamo davanti ad un dualismo che a mio avviso può essere convogliato ad un unità di azione, per una lotta unitaria non-violenta anticapitalistica. dobbiamo ritrovare l'Unità come ebbe a dire un pensatore incarcerato da un regime dispotico ma questa è un altra storia. 09-09-2010 14:50 - Astaroth0086
  • La violenza va rifiutata, ma equiparare la violenza enorme che fanno fiat, governo, cisl e uil con un petardo significa fare parti uguali tra diseguali: una delle più grandi ingiustizie. Peccato per questa caduta di Campetti che comunque rimane un bravo e competente giornalista. Come del resto mi sembra esagerato attaccare il manifesto e la sua storia per un articolo. 09-09-2010 14:43 - marco
  • E' veramente triste leggere questo articolo sul Manifesto. Ci siamo sempre distinti nel criticare la politica dei palazzi, dei colletti bianchi ed ora dobbiamo leggere un'analisi che vedrei bene sulla bocca di D'Alema. Non abbiamo forse sempre rivendicato il diritto protestare? Ed ora critichiamo "la base" per una contestazione più che legittima, doverosa. 09-09-2010 14:37 - Luca
  • Non si riesce più a sentire un discorso "di sinistra". Se non in questi commenti. Nessuno ha il coraggio di ammettere che le reazioni "estremiste" sono la CONSEGUENZA e non la causa di una situazione creata dalle istituzioni, dai partiti (destra e sinistra) e dai sindacati. E quando si è emarginati dal dibattito politico, quando si diventa consapevoli di essere diventati pedine al servizio dello stato, mentre dovrebbero essere le istituzioni al servizio dei cittadini (e i sindacati al servizio dei lavoratori), non si ha altra scelta che contestare nei sempre più rari dibattiti "pubblici". SIETE ANTIDEMOCRATICI, ha ripetuto più volte Letta. Verissimo, solo che è stato detto dalla persona sbagliata alla parte sbagliata. Questo andava detto loro dai contestatori. La violenza è sempre deprecabile ma la contestazione, a questo punto, è un dovere morale!
    Aet.1 della nostra Costituzione, sarebbe utile un ripassino, ogni tanto! 09-09-2010 14:32 - Simonetta Zandiri
  • Solidarietà ai lavoratori che hanno contestato il sindacalista "giallo" Bonanni. E' ora di incrementare tutte le forme di contestazione di queste cricche politiche. Non vanno fatti parlare perché straparlano sempre e ovunque, sommergendoci con le loro stronz..te. Il fumogeno l'avrei lanciato anche contro il patetico Letta. Il Manifesto fa il paio con Letta, patetico e triste. 09-09-2010 14:24 - Alessandro
  • Che tristezza questo articolo! Sono arrivato a quasi 50 anni per vedere il mio giornale ridotto così. Moralismo di bassa lega, miopia sociale e politica. Ed è tutta colpa vostra se vi siete ridotti così... 09-09-2010 14:23 - riccardo buonaiuti
  • bravo Campetti, devi sentirti meno solo ad accodarti così alla stampa borghese..

    l'unico gesto stupido qui è condannare la contestazione!

    cos'è? siamo passati dal dibattito violenza/non violenza al dibattito contestazione/non contestazione?? 09-09-2010 14:22 - sergio
  • Non conosco bene i fatti relativi al fumogeno. Non seguo da vicino le "faccende" sindacali. So un paio di cose:
    1) nei sindacati di potere (CISL in particolare) la dirigenza ha da sempre usato il sindacato per i propri interessi e toranconto. Gente come Marini o D'Antoni hanno solo accumulato potere con le clientele. Se volete alcuni nomi di collusi e squallidi individui che hanno fatto cariere fuori dalla CISL ma grazie alla CISL ve li faccio. Ricordo solo molti professori universitari e anche rettori.
    2) La CISL e' nata da un atto di sabotaggio CIA attauo per spaccare il sindacato e i traditori venduti non dovrebbero avere la parola tra gli operai. 09-09-2010 14:22 - Murmillus
  • ....che dire...un'articolo ignobile,peggiore della cronaca di Torino di Repubblica che quantomeno ha dato la parola a operai,precari della scuola protagonisti della contestazione superando
    la teoria dei soliti centri sociali "cattivi"...per non parlare della ricostruzione dei fatti tutta centrata su un fumogeno per non vedere una sala che in gran parte contestava Bonanni. Torino è uno degli epicentri della sofferenza della crisi e si trova sotto attacco dai vari Marchionne,Tremonti...con la complicità dei signori Bonanni vari e il Manifesto cosa chiede? un libero socratico dibattito fra vittime e carnefici...complimenti! Grazie Signor Campetti ! ...voglio vedere con quale faccia verrai a chiedere a noi lavoratori un sostegno per il giornale
    ...un lettore che ha ancora in casa il primo numero del Manifesto 09-09-2010 13:58 - spataco
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