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Tommaso Di Francesco
La guerra invisibile
È morto in battaglia il tenente Alessandro Romani, incursore italiano delle forze speciali che combattono di nascosto in Afghanistan una guerra persa, inutile e controproducente. E cosa dice il maggior partito dell'opposizione? «Il governo
riferisca in parlamento». Siamo alla ritualità e al cordoglio istituzionale.Inutile sperare in un esplicito «basta». L’Italia non può sparare sulla propria Costituzione di pace, questa guerra ha causato decine di massacri di civili. Invece tutto rientra nella rumorosa normalità della «guerra» per bande dentro la maggioranza di centrodestra - Fini solidale con la famiglia della vittima ha definito la presenza italiana «indispensabile» - e nel confronto scontro tra le forze del cosiddetto centrosinistra.
Eppure l’evidenza distruttiva della guerra ieri è precipitata sulla politica e sui palazzi italiani. 30 morti dal 2004 in un conflitto non dichiarato, ma che rivendichiamo pur affermando che «non siamo in guerra», dovrebbero essere un drammatico avvertimento sanguinoso. La guerra continua, nonostante abbia aiutato l’espandersi dei taleban che ora spadroneggiano in 33 delle 34 province
afghane. Nonostante si sia addirittura estesa alle regioni confinanti dell’immenso e rischioso Afghanistan.
Domenica in Afghanistan si vota per le elezioni parlamentari. E allora riecco il menzognero ministro della difesa Ignazio La Russa motivare la presenza militare italiana a baluardo delle «elezioni e della democrazia». Dimentico che nemmeno un anno fa dichiarava lo stesso per il voto presidenziale che elesse Hamid Karzai, mentre la commissione degli osservatori internazionali dichiarava la consultazione inficiata da troppi brogli.
Ora Karzai è presidente perché l’Amministrazione Usa, pur consapevole dell’amara verità del voto in Afghanistan con una guerra in corso, ha tacitato la verità dei brogli elettorali. E Karzai, che cerca la rivincita, già mette le mani avanti annunciando che «ci saranno brogli». Con l’ineffabile ministro La Russa occupato a tenergli bordone dichiarando che «non c’è da preoccuparsi, ci sono
brogli anche da noi».
Sarebbe da ridere, se non ci fossero di mezzo tante vittime, e non solo quelle
dei contingenti occidentali della Nato - ieri sono state cinque in soltanto 24 ore - ma migliaia di civili massacrati dalla guerra condotta dall’alto, a base di raid aerei e droni, gli ipertecnologici velivoli senza pilota che, anonimamente e vigliaccamente, mirano ai «terroristi», ma sparando nel mucchio di villaggi abitati e seminando distrattamente stragi che non hanno più titolo sulle nostre
cronache.
Solo poche ore prima dell’uccisione in battaglia del militare italiano, sempre il ministro La Russa, ricevendo il segretario della Nato Rasmussen, aveva dato la disponibilità dell’Italia ad aumentare il numero dei nostri soldati che ora ammontano a più di quattromila. Sarebbero «addestratori», ma è chiaro a tutti che si tratta di forze speciali da usare in combattimento, come per la battaglia di ieri, nelle aree a sud di Farah, sempre più vicino al fuoco del conflitto che è la provincia di Helmand malamente tenuta anche dalle truppe americane.
Oltre centomila statunitensi ormai, sui 150.000 complessivi del contingente Isaf, a guida Nato. Americani in difficoltà anche dopo l’arrivo dei trentunomila soldati
in più chiesti dal generale Mc-Christal prima di squagliarsela e nonostante l’arrivo del generale Petraeus che stenta qui ad applicare la strategia dell’«acquista il nemico» in parte riuscita in Iraq.
Ce n’è abbastanza, prima che questa guerra scattata nell’ottobre del 2001 come vendetta per gli attentati dell’11 settembre a New York e Washington, diventi anche il nostro Vietnam, perché a sinistra un’iniziativa pacifista dica
che la guerra non è «costituente», cioè utile a dimostrare l’adeguatezza bipartisan alle questioni della globalizzazione. Essa serve solo a distruggere le terre afgane e qui a militarizzare con il meccanismo della paura il governo della società, le questioni dei marginali, degli immigrati, della protesta sociale contro la crisi economica. Non altro. E se mettessimo la guerra all’ordine del giorno di quelle che vengono chiamate «primarie»?
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Non è possibile riferirsi al presidente del consiglio con gli improperi più offensivi e poi inalberarsi quando si definiscono gli islamici semplicemente puzzolenti.
Ma si sà, a sinistra i pesi e le misure si cambiano a piacimento. L'importante è far fuori il nemico di turno. 19-09-2010 19:31 - giovanni L.
degni del piu basso razzismo da Curva sud. LA COLPA NON E' DEL SUDDETTO RIDICOLO RAZZISTA, MA CHE ENTRINO QUESTI FRASARI DEGNI DEI FOGLIACCI LEGHISTI NEL MANIFESTO E' TROPPO! A CHE GIOCO STATE GIOCANDO REDATTORI? 19-09-2010 15:08 - gino
L'Italia ha bisogno assoluto di uomini che siano stati battezzati dal fuoco, che hanno fatta esperienza internazionale perchè un domani, quando la situzione sociale, visto che non abbiamo miniere ne cave, per cui la ns ricchezza potrebbe derivare solo dal turismo sessuale probabilmente e possibilmente perchè non siamo in grado ne di tutelare ne promuovere il patrimonio d'arte d'altri che per fortuna ci troviamo a possedere e le masse potrebbero diventare rumorose ed allora una certa esperiza fà comodo!
Intanto riferiscano in parlamento, le solite frignacce, ma le riferiscano! 19-09-2010 12:16 - Gromyko
E' così vigliacca da non voler chiamare col suo nome una guerra evidente.
Ciò le impedisce di fornire supporto adeguato agli uomini che manda in battaglia.
A differenza degli altri eserciti i nostri Predator (aerei senza pilota) non sono armati e quindi mandano solo le immagini di chi sta mettendo bombe lungo le strade. I Predator degli altri eserciti invece sparano immediatamente.
Le nostre regole d'ingaggio - perchè "non siamo in guerra" - prevedono che una volta avvisati dal Predator o dal Tornado , anch'egli disarmato, partano degli elicotteri per andare a sminare quella bomba, esponendo i soldati a rischi maggiori di quelli necessari.
Il tenente Romani è caduto eseguendo questa procedura.
La Russa dovrebbe spiegarcelo. 19-09-2010 08:49 - alvise
CHE UN QUOTIDIANO DI SINISTRA....E' IL COLMO CHE UNO DEBBA AVERE PAURA DI SCRIVERE COME UN PACIFISTA OD UN COMUNISTA PER NON RICEVERE IMMEDIATAMENTE DOPO POCHI MINUTI
PROVOCAZIONI OD ESSERE PRESO PER UN PAZZO COME IL POVERO MARIANI....E IL SOLITO ROSARIO SIETE FINITI, SPARITE!!!!SIETE DEGLI INFAMI ,MORTI VIVENTI!!!
UN CERTO ESTEBAN SCRIVE ADDIRITTURA IN UNO SPAGNOLO DA BURLETTA RIDICOLE MINACCE SULLO STILE DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE...POVERA MARIONETTA..ALESSANDRO E' MINACCIATO..
PROPONGO A TUTTI I COMPAGNI CHE ANCORA SCRIVEVANO AL MANIFESTO MARIANI ,ALESSANDRO ED ALTRI DI NON SCRIVERE PIU FINCHE GLI AMICI DELLA REDAZIONE DEL MANIFESTO FANNO PASSRE COMMENTI APERTI DI CUI ESSI SONO RESPONSABILI E NON GLI INFILTARTI FASCISTELLI CHE FANNO IL LORO MESTIE...APRITE UN DIBATTITO CON I LETTORI DI DI SINISTRA VERI PASSATE SOLO COMMENTI COSTRUTTIVI E DENTRO LA SINISTRA...ALTRIMENTI TENETEVI COMMENTI DEGNI DEL GRANDE FRATELLO!!! POVERO PINTOR!!! LA COLPA E'SOLO DELLA REDAZIONE.. AUTOCRITICA AUTOCRITICA ,AUTOCRITIVA!!!!! 19-09-2010 08:17 - EX LETTORE DEL MANIFESTO