domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
18/09/2010
  •   |   Tommaso Di Francesco
    La guerra invisibile

    È morto in battaglia il tenente Alessandro Romani, incursore italiano delle forze speciali che combattono di nascosto in Afghanistan una guerra persa, inutile e controproducente. E cosa dice il maggior partito dell'opposizione? «Il governo
    riferisca in parlamento». Siamo alla ritualità e al cordoglio istituzionale.

    Inutile sperare in un esplicito «basta». L’Italia non può sparare sulla propria Costituzione di pace, questa guerra ha causato decine di massacri di civili. Invece tutto rientra nella rumorosa normalità della «guerra» per bande dentro la maggioranza di centrodestra - Fini solidale con la famiglia della vittima ha definito la presenza italiana «indispensabile» - e nel confronto scontro tra le forze del cosiddetto centrosinistra.

    Eppure l’evidenza distruttiva della guerra ieri è precipitata sulla politica e sui palazzi italiani. 30 morti dal 2004 in un conflitto non dichiarato, ma che rivendichiamo pur affermando che «non siamo in guerra», dovrebbero essere un drammatico avvertimento sanguinoso. La guerra continua, nonostante abbia aiutato l’espandersi dei taleban che ora spadroneggiano in 33 delle 34 province
    afghane. Nonostante si sia addirittura estesa alle regioni confinanti dell’immenso e rischioso Afghanistan.
    Domenica in Afghanistan si vota per le elezioni parlamentari. E allora riecco il menzognero ministro della difesa Ignazio La Russa motivare la presenza militare italiana a baluardo delle «elezioni e della democrazia». Dimentico che nemmeno un anno fa dichiarava lo stesso per il voto presidenziale che elesse Hamid Karzai, mentre la commissione degli osservatori internazionali dichiarava la consultazione inficiata da troppi brogli.
    Ora Karzai è presidente perché l’Amministrazione Usa, pur consapevole dell’amara verità del voto in Afghanistan con una guerra in corso, ha tacitato la verità dei brogli elettorali. E Karzai, che cerca la rivincita, già mette le mani avanti annunciando che «ci saranno brogli». Con l’ineffabile ministro La Russa occupato a tenergli bordone dichiarando che «non c’è da preoccuparsi, ci sono
    brogli anche da noi».
    Sarebbe da ridere, se non ci fossero di mezzo tante vittime, e non solo quelle
    dei contingenti occidentali della Nato - ieri sono state cinque in soltanto 24 ore - ma migliaia di civili massacrati dalla guerra condotta dall’alto, a base di raid aerei e droni, gli ipertecnologici velivoli senza pilota che, anonimamente e vigliaccamente, mirano ai «terroristi», ma sparando nel mucchio di villaggi abitati e seminando distrattamente stragi che non hanno più titolo sulle nostre
    cronache.
    Solo poche ore prima dell’uccisione in battaglia del militare italiano, sempre il ministro La Russa, ricevendo il segretario della Nato Rasmussen, aveva dato la disponibilità dell’Italia ad aumentare il numero dei nostri soldati che ora ammontano a più di quattromila. Sarebbero «addestratori», ma è chiaro a tutti che si tratta di forze speciali da usare in combattimento, come per la battaglia di ieri, nelle aree a sud di Farah, sempre più vicino al fuoco del conflitto che è la provincia di Helmand malamente tenuta anche dalle truppe americane.
    Oltre centomila statunitensi ormai, sui 150.000 complessivi del contingente Isaf, a guida Nato. Americani in difficoltà anche dopo l’arrivo dei trentunomila soldati
    in più chiesti dal generale Mc-Christal prima di squagliarsela e nonostante l’arrivo del generale Petraeus che stenta qui ad applicare la strategia dell’«acquista il nemico» in parte riuscita in Iraq.
    Ce n’è abbastanza, prima che questa guerra scattata nell’ottobre del 2001 come vendetta per gli attentati dell’11 settembre a New York e Washington, diventi anche il nostro Vietnam, perché a sinistra un’iniziativa pacifista dica
    che la guerra non è «costituente», cioè utile a dimostrare l’adeguatezza bipartisan alle questioni della globalizzazione. Essa serve solo a distruggere le terre afgane e qui a militarizzare con il meccanismo della paura il governo della società, le questioni dei marginali, degli immigrati, della protesta sociale contro la crisi economica. Non altro. E se mettessimo la guerra all’ordine del giorno di quelle che vengono chiamate «primarie»?


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • al sig.gino faccio notare che l'indignazione per il frasario usato nei commenti, per essere credibile deve essere bipartisan.
    Non è possibile riferirsi al presidente del consiglio con gli improperi più offensivi e poi inalberarsi quando si definiscono gli islamici semplicemente puzzolenti.
    Ma si sà, a sinistra i pesi e le misure si cambiano a piacimento. L'importante è far fuori il nemico di turno. 19-09-2010 19:31 - giovanni L.
  • Chi scrive "islamici puzzolenti" frasario da padani in scarponi maleodoranti e' un povero SQUALLIDO seduto a Bergamo o Sondrio nel suo salottino....mi meraviglio che la redazione del Manifesto faccia passare frasari
    degni del piu basso razzismo da Curva sud. LA COLPA NON E' DEL SUDDETTO RIDICOLO RAZZISTA, MA CHE ENTRINO QUESTI FRASARI DEGNI DEI FOGLIACCI LEGHISTI NEL MANIFESTO E' TROPPO! A CHE GIOCO STATE GIOCANDO REDATTORI? 19-09-2010 15:08 - gino
  • Per il caro compagno EX LETTORE DEL MANIFESTO. Guarda che non sono un fascistone degli squadroni della morte, sono un compagno che ha osato prendere in giro il nostro buon CARLOS per le sue idee alquanto datate e poco attinenti alla realta', non sono certo il tipo da minacciare nell'anonimato. Era la prima volta che commentavo sul Manifesto, che ritengo un ottimo giornale, pero' sono rimasto allibito nel leggere certi commenti. Forse hai ragione tu, non serve scrivere e si rischia di essere presi per sorci fascisti solo per un aver espresso dissenso ad un commento sinceramente poco condivisibile. Hasta la vista siempre. 19-09-2010 12:24 - Esteban
  • Bisogna vedere più in là del naso!
    L'Italia ha bisogno assoluto di uomini che siano stati battezzati dal fuoco, che hanno fatta esperienza internazionale perchè un domani, quando la situzione sociale, visto che non abbiamo miniere ne cave, per cui la ns ricchezza potrebbe derivare solo dal turismo sessuale probabilmente e possibilmente perchè non siamo in grado ne di tutelare ne promuovere il patrimonio d'arte d'altri che per fortuna ci troviamo a possedere e le masse potrebbero diventare rumorose ed allora una certa esperiza fà comodo!
    Intanto riferiscano in parlamento, le solite frignacce, ma le riferiscano! 19-09-2010 12:16 - Gromyko
  • La rituale e puntuale invocazione del PD "il governo riferisca in Parlamento" dovrebbe risultare offensiva per gli elettori di quel partito. E' come dire "nulla da dichiarare", affermare un atteggiamento attendista, la scelta (mancando di identità) di voler sempre giocare di rimessa, ribadendo così il proprio nullismo politico. Con Berlusconi monarca é l'"opposizione di Sua Maestà". 19-09-2010 11:01 - Giacomo Casarino
  • Al di là delle considerazioni esposte da altri vorrei far notare che quel morto , a mio avviso, dovrebbe avercelo sulla coscienza il Parlamento italiano, ovvero la maggioranza che lo guida.
    E' così vigliacca da non voler chiamare col suo nome una guerra evidente.
    Ciò le impedisce di fornire supporto adeguato agli uomini che manda in battaglia.

    A differenza degli altri eserciti i nostri Predator (aerei senza pilota) non sono armati e quindi mandano solo le immagini di chi sta mettendo bombe lungo le strade. I Predator degli altri eserciti invece sparano immediatamente.
    Le nostre regole d'ingaggio - perchè "non siamo in guerra" - prevedono che una volta avvisati dal Predator o dal Tornado , anch'egli disarmato, partano degli elicotteri per andare a sminare quella bomba, esponendo i soldati a rischi maggiori di quelli necessari.
    Il tenente Romani è caduto eseguendo questa procedura.
    La Russa dovrebbe spiegarcelo. 19-09-2010 08:49 - alvise
  • il punto è che in afganistan come in altre parti del mondo, dove si combattono sporche guerre, dove si uccide indiscriminatamente, queste forze speciali, come quella alla quale apparteneva il caduto italiano, sono costituite in buona parte da uomini che sanno di dover operare di nascosto e che proprio per questo sono dei volontari. Insomma sono dei professionisti che scelgono la guerra come loro lavoro, per cui sanno che l'infortunio dipende da un'azione dell'avversario, che talvolta può costargli la vita. 19-09-2010 08:36 - antonio caserta
  • PERCHE' NON SCRIVERO' PIU AL MANIFESTO...CHE SCRIVANO PERSONE DI SINISTRA E PACIFISTE ANTI GUERRA E' NORMALE MA CHE LA REDAZIONE DEL MANIFESTO FACCIA PASSARE INSULTI, PROVOCAZIONI PRESE IN GIRO DA PARTE DI PROFESSIONISTI DELL'INFILTRAZIONE E DELLA PROVOCAZIONE E' TROPPO.. LA RESPONSABILITA E' VOSTRA CARI AMICI DEL MANIFESTO.....UN DELEGATO FIOM SCRISSE BENE CHE C'E QUALCOSA DI FONDO CAMBIATO IN QUESTO GIORNALE!!!!POVERO PINTOR!!!!!SEMBRATE ORMAI E SI VEDE DAI COMMENTI PIENI DI ODIO CONTRO I COMUNISTI...PIU LIBERO
    CHE UN QUOTIDIANO DI SINISTRA....E' IL COLMO CHE UNO DEBBA AVERE PAURA DI SCRIVERE COME UN PACIFISTA OD UN COMUNISTA PER NON RICEVERE IMMEDIATAMENTE DOPO POCHI MINUTI
    PROVOCAZIONI OD ESSERE PRESO PER UN PAZZO COME IL POVERO MARIANI....E IL SOLITO ROSARIO SIETE FINITI, SPARITE!!!!SIETE DEGLI INFAMI ,MORTI VIVENTI!!!
    UN CERTO ESTEBAN SCRIVE ADDIRITTURA IN UNO SPAGNOLO DA BURLETTA RIDICOLE MINACCE SULLO STILE DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE...POVERA MARIONETTA..ALESSANDRO E' MINACCIATO..
    PROPONGO A TUTTI I COMPAGNI CHE ANCORA SCRIVEVANO AL MANIFESTO MARIANI ,ALESSANDRO ED ALTRI DI NON SCRIVERE PIU FINCHE GLI AMICI DELLA REDAZIONE DEL MANIFESTO FANNO PASSRE COMMENTI APERTI DI CUI ESSI SONO RESPONSABILI E NON GLI INFILTARTI FASCISTELLI CHE FANNO IL LORO MESTIE...APRITE UN DIBATTITO CON I LETTORI DI DI SINISTRA VERI PASSATE SOLO COMMENTI COSTRUTTIVI E DENTRO LA SINISTRA...ALTRIMENTI TENETEVI COMMENTI DEGNI DEL GRANDE FRATELLO!!! POVERO PINTOR!!! LA COLPA E'SOLO DELLA REDAZIONE.. AUTOCRITICA AUTOCRITICA ,AUTOCRITIVA!!!!! 19-09-2010 08:17 - EX LETTORE DEL MANIFESTO
  • Con 3.400 uomini (agosto 2010) l'Ialia ha il quinto posto (dopo Usa, Gran Bretagna, Germania e Francia)nel contingente (120 mila soldati) della ISAF ("missione" internazionale appovata all'ONU nel dicembre 2001, Risoluzione 1386). Il supporto logistico e di sicurezza (incluse forze di combattimento irregolare)e' assicurato da circa 130/150 mila contrattisti privati (di cui circa 75 mila lavorano per compagnie direttamente sotto contratto del Pentagono e del dipartimento di Stato). Questo considerevole contingente dotatto di mezzi estremamente sofisticati (militari e di intelligence) da 9 anninon solo non riesce a cavare un ragno dal buco, ma - come dice l'articolo, ha di fatto perso ogni controllo sulla maggioranza del territorio afghano (circa 646 mila kmq, un po' piu' di due Italie). La logica conclusione e' che i "nostri" o altrui "ragazzi" (senza contare il "nuovo esercito afghano e le forze di polizia) sono un completo fallimento, militarmente parlando (di cui solo pochi parlano), nonostante la soverchiante forza tecnica a loro disposizione. Chi sono gli altri? I Taleban sono infatti solo una delle componenti delle forze che si oppongono all'ISAF. Sono combattenti formidabili e con una estremamente diffusa rete di intelligence che permette loro di colpire dove vogliono. Politicamente sono degli oscurantisti, ma il loro oscurantismo permette alle forze di occupazione, responsabili di innumerevoli morti civili, di presentarsi come "democratici". L'87% delle donne e il 56% degli uomini sono analfabeti.Su 26/28 milioni di afghani, circa l'80% vive sotto la legge dei talibani. Non non c'e soluzione militare vincente in Afghanistan, non c'e' neanche una soluzione politica vincente. Obama e' in una trappola peggiore di quella di Johnson in Viet Nam. Il punto e' questo: il fallimento militare e politico dell'avventura in Afghanistan e' un colossale business che coinvolge i maggiori settori economici occidentali. Quando i neoconservatori statunitensi progettarono la guerra (sia in Afghanistan che in Iraq)avevano im mente una "guerra infinita" che perpetuasse innazitutto l'instabilita' del Medio Oriente e dell'Asia del Sud, punti chiave del controllo sullo sviluppo dell'Asia in generale attraverso il controllo delle risorse energetiche e minerali e del loro trasporto (la Cina punta sulle risorse africane, ma il Medio Oriente e' ancora il punto di approvvginamento maggiore). L'impero romano si e' disgregato in un contesto strategico e politico non molto dissimile, si trattava di risorse da contrllare o rapinare, la guerra ne era il sostegno maggiore, fino a quando la grandezza dell'impegno non ha travolto chi pensava di poter imporre a mondi che non conosceva la pax (e gli affari) romana, certo piu' "civilizzante" di quella che sara' imposta dai loro avversari per molti secoli. Si puo' paradossalemente dire che per il futuro degli Afghani, in particolare delle donne, le traformazioni forzate introdotte dall'occupazione sovietica negli anni 70 erano l'unica speranza, perche' in quel contesto trasformazioni consensuali o autonome non sono in realta' possibili, tremenda verita', ma una verita'. Sono stati gli statunitensi, e guarda caso proprio gli stessi uomini entrati vet'anni dopo nell'amministrazione Bush, a impedire un Afghanistan forzatamente moderno, anche se non libero (ma dalla modernita' soltanto nascono le lotte per l'emanicpazione politica e civile che avrebbero potuto includere anche l'emancipazione dai governi degli occcupanti). Un Afghanistan oscurantisat e l'appoggio ai "muhjadin" (i freedon=m fighters di Reagan, ora Al-Qaida e dintorni)erano gli obiettivi dell'establishment statunitense. L'ISAF e' poi nata ed e' stata condotta come mezzo per perpetuare la guerra e gli affari piu' corrotti che si possano immaginare dentro un involucro disgustosamente ipocrita. Non verra' da li' alcuna "democratizzazione" ovviamente. Il consenso che nei paesi occidentali ha la guerra contro i Taleban e' basato sulla completa ignoranza di cio' che sta realmente accadendo in Afghanistan e l'informazione dovrebbe essere il primo obiettivo delle forze progressiste. Erodere la base di consenso alla perpetuazione dell'ISAF e' il primo punto per arrivare alla chiusura dell'ISAF stesso. Ma sotto i Taleban gli Afghani moriranno di morte civile. Per le forze progressiste il secondo punto e' dunque l'appoggio con tutti i mezzi a coloro che in Afghanistan (e ce ne sono, come ci ha informato molto spesso il manifesto) vogliono lottare, liberi, per i diritti civili (inclusa la liberazione delle donne dal giogo dei padri-padroni) e per i diritti e i salari dei lavoratori (i circa 10 milioni di economicamente attivi - ufficiali, senza contare l'estesa economia "informale" ove lo sfruttamento e' bestiale) includono piu' di 7 milioni di lavoratori dipendenti). Per le forze progressiste e di sinistra non ci sono linee politiche contro la guerra se non ci sono anche e soprattutto i due obiettivi sopra delineati. Non sono sole le guerre umanitarie a non esistere, non esistono nemmeno le paci umanitarie. Esistono solo lotte di classe in cui essere coinvolti o a cui partecipare. Le altre prospettive lasciamole a chi pensa che le guerre e le paci non coinvolgano questioni di lotta di classe. 18-09-2010 21:24 - Sergio Finardi
  • il commento di alessandro B. è semplicemente infame. 18-09-2010 19:37 - giovanni L.
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI