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Micaela Bongi
Oggi le comiche
Evviva, evviva, Silvio Berlusconi ha deciso di chiedere un voto di fiducia sul suo discorso di oggi alla camera e Italo Bocchino gongola. Finalmente il premier riconosce che Futuro e libertà è la terza gamba della coalizione e non la quinta colonna del Pd? Tale è il riconoscimento, che il Cavaliere invia il guardaspalla
Ignazio la Russa a menare le mani: un vertice con gli esponenti di Futuro e liberta? «Sì, se li incontriamo per strada».
Con il loro sì i finiani si apprestano a dichiarare che Berlusconi non è un aspirante dittatore che manovra miliardi di dubbia provenienza, servizi di provata infedeltà e giornali-manganello esponendo a seri rischi «l’intero sistema democratico». Fatti due conti, al momento sembra l’unico presidente
del consiglio possibile.
A meno che non si voglia rischiare di perdere per strada qualche pezzo della compagine di «ribelli», compresi gli esponenti al governo: come potrebbero votare contro? Dovrebbero ribellarsi dimettendosi. Appunto. Quello che sul Foglio di ieri consigliava di fare a Gianfranco Fini il suo intellettuale di riferimento,
Alessandro Campi: lasci la presidenza della camera, faccia un partito, e «combatta». Forse è troppo tardi, forse Fini teme che sarebbe come impiccarsi da solo a Giancarlo Tulliani, alla casa di Montecarlo, alle società off shore.
Finendo per darla vinta ai direttorissimi del capo. Preoccupati non solo di scoprire gli altarini del paladino della legalità cresciuto alla corte di Arcore, ma di dimostrare all’elettore berlusconizzato la differenza tra il leadertycoon con una disneyland in Sardegna e il suo sfidante alla guida della destra. Uno che al massimo fa carte false per comprare una cucina Scavolini al cognato parvenu.
Agli altri, di elettori, forse Gianfranco Fini dovrebbe anche spiegare come si fa a
predicare solennemente il rispetto per le istituzioni e contemporaneamente, dallo scranno più alto di Montecitorio, riunire i deputati come un capogruppo qualsiasi. Anche in questo caso, troppo tardi.
Ma non è detta l’ultima parola. Il gruppo in questione si riunirà oggi, dopo le comunicazioni del presidente del consiglio, per decidere il da farsi. L’ipotesi più probabile è quella di votare la fiducia al governo, ma anche un documento autoprodotto «con i contenuti che a quel punto decideremo di metterci noi». Cos’è, un governo ombra?
Praticamente cacciati dal partito «caserma» (copyright del cofondatore), con il
loro gruppo parlamentare avrebbero voluto dimostrare di essere determinanti.
Ma i finiani o quel che ne resta si votano all’irrilevanza, visto che Berlusconi potrebbe riuscire a costruirsi anche il suo terzo polo privato (gli udc siciliani, l’uomo simbolo del Pdl veltroniano Massimo Calearo più un altro deputato, Cesario, che con Api vola nella maggioranza, magari persino i lombardiani che in Sicilia governano con il Pd...). Voti forse volatili di manovrieri ancora in transito, ma utili alla bisogna e ok, il prezzo è giusto.
Governare è un altra cosa. Avere i numeri pure: i nuovi acquisti potrebbero rivelarsi solo in prestito e la Lega abbaia pronta a mordere. Ma domani è un altro giorno. Oggi, le comiche.
- 30/09/2010 [22 commenti]
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sì Prodi cadde per tanti Mastelliani, ma anche per uno delle intellighenzia di Rif.Com. quale Turigliatto.
Non voto centro, voto il programma, le persone, il loro profilo, le loro testimonianze.
Qui ora gridate allo scandalo di una destra che tira a campare al governo. Ma sareste pronti per le elezioni? Buona giornata. 30-09-2010 13:22 - stefano
Il risultato però non cambia, Berlusconi da 15 anni. 30-09-2010 10:08 - fede
L’ennesimo articolo sul teatrino della politica ma gli italiani su questo teatrino cosi come sulla casa di montecarlo sono perfettamente informati, forse anche un po’ nauseati, mentre invece non c’è stata alcuna notizia su 15.000 persone scese in piazza a Roma contro la vivisezione. Come
mai?
Personalmente non posso non esprimere la mia indignazione ma soprattutto la mia delusione per il fatto che un giornale come Il Manifesto non abbia dedicato alcun servizio ne alcun articolo ad una manifestazione come quella di sabato dove 15.000 persone, soprattutto compagni, antifascisti, antisessisti, antispecisti sono scesi in piazza a Roma, contro la vivisezione… dovrebbe essere un tema di attualità, che dovrebbe avere al stessa dignità delle altre notizie o no!?
L’assordante silenzio di media e giornali (compreso il vostro!!) nei confronti di una mobilitazione del genere conferma sempre di più che l’informazione viene inibita nel momento in cui si attaccano le lobby farmaceutiche, nel momento in cui si cerca di fare informazione in merito ai crimini nascosti compiuti nei laboratori di vivisezione e negli allevamenti di animali destinati ai laboratori stessi.
Diversi articoli (con qualche rara eccezione) hanno riportato molte informazioni fuorvianti e non contenenti le reali motivazioni del corteo (si è detto di tutto: da corteo organizzato dalle associazioni esclusivamente contro la direttiva UE alla manifestazione indetta per difendere i cani randagi). Evidentemente era più importante dedicare articoli (come fate bene voi) sui problemi immobiliari del Presidente della Camera, sull’accampamento ROM, sui mercatini e su frikkettoni vari! piuttosto che informare veramente su quanto stesse accadendo per le strade contro una delle forme di tortura più radicate nella nostra cultura: la vivisezione.
In passato i cambiamenti sociali e radicali nella nostra società sono avvenuti fortunatamente, anche in assenza dei media, e chi sa di avere responsabilità nel garantire l’esistenza di posti come Green Hill sa benissimo che 15.000 persone hanno sfilato in corteo, con o senza sinistra con o senza visibilità, (siamo ormai abituati a non avere più alcuna rappresentanza sia politica sia giornalistica!) e sa benissimo che anche se il tema non è stato trattato da alcun giornale, la voce di tante persone è arrivata e si è fatta sentire.
Il corteo è stato un passo verso un nuovo cammino che andrà fino in fondo e che ha riunito un gran numero di persone e compagni che speriamo vogliano continuare a percorrere, per farla finita con i soprusi lo sfruttamento e le torture nei laboratori.
Per le strade di Roma sabato scorso hanno manifestato molti compagni, molti giovani (forse era questa presenza che ad una sinistra che puzza sempre più di naftalina che ha dato fastidio?) consci di un problema reale, di una questione profondamente aperta nella nostra coscienza e nella società.
Il distacco di questa sinistra dalla sua gente, la sua incapacità di capire oltreché di incarnare le più avanzate istanze della modernità, è sempre più evidente!
Vi sveglierete un giorno? Bah!
Saluti Pasquino. 30-09-2010 10:03 - Pasquino
Magari ce ne fossero di operai pronti ad entrare in scena. Io purtroppo non ne vedo nessuno. Probabilmente stanno tutti a casa a guardare Mediaset. E votano pure per il nano, o per il rimbambito padano. Il dramma italiano è proprio questo. 30-09-2010 01:02 - Ginko
Tanto non è che prima noi elettori potevamo scegliere chi votare, perchè le liste le ha sempre fatte il partito o sbaglio; e che davano le preferenze erano il 5% si e no.
Però statene certi che i vari Bersani, Veltroni ecc se ne guarderanno bene d'andare ad elezioni sapendo che vengono di nuovo bastonati come è già avvenuto 3 volte in due anni. 29-09-2010 21:51 - picchiato