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COMMENTO
30/09/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Fini, "Mai più insieme a Silvio"

    Alla fine della resa dei conti nella maggioranza hanno vinto i finiani e perso i berlusconiani. «Senza Futuro e libertà il governo non esiste», esulta Carmelo Briguglio dopo il voto di fiducia. 
    La tattica del presidente della camera nei numeri ha pagato. Forse perfino al di là delle sensazioni della vigilia. Fini a pranzo si è (irritualmente) riunito con i suoi per decidere il voto dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Un po' come se un arbitro all'intervallo entrasse negli spogliatoi di una squadra per fare l'allenatore. Ma Fini fa trapelare essenzialmente tre notizie: la prima è che la fiducia stavolta la si vota («è inevitabile»). La seconda è che sulla giustizia si tratterà di volta in volta, del resto in diverse commissioni Pdl e Lega non hanno più la maggioranza dei membri. Terzo, notizia attesa ma la più rilevante per la scelta dei tempi dell'annuncio, è che martedì riunirà tutti gli eletti alla camera, al senato e al parlamento europeo per varare il comitato costituente del nuovo «soggetto politico». Un partito che sarà presentato già il 6 e 7 novembre nella convention di Perugia e che vedrà ufficialmente la luce a gennaio, lo stesso mese in cui nel '94 nacque An sulle ceneri del Msi, ma soprattutto a ridosso delle comunali o delle elezioni anticipate. 
    In attesa di una struttura nazionale, il partito finiano cresce soprattutto sul territorio. E rischia di terremotare un Pdl già in disfacimento. Il braccio di ferro tra i due leader della destra infatti si gioca non solo nel Palazzo ma anche sul territorio, dove il Pdl non sta messo tanto bene. In Toscana e nelle regioni rosse si allarga la fronda anti-Verdini. In Abruzzo i vertici del Pdl regionale (3 senatori) stanno per essere investiti dall'inchiesta di Pescara. In Lombardia la guerra tra ex An e forzisti non si è mai conclusa. Senza contare che in una roccaforte storica come la Sicilia, pezzi da novanta come Schifani, Alfano, Miccichè e Cuffaro sono per la prima volta da decenni all'opposizione. 
    Anzi, finiani e autonomisti di Lombardo a Roma ormai si muovono come un gruppo solo. Come dimostra anche formalmente la mozione comune con cui ieri hanno votato Berlusconi.
    Il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, vero sconfitto di giornata, ancora una volta ha fatto cilecca con i numeri (lo stesso fece presentando a Berlusconi lo scarso seguito della scissione finiana). Durante il dibattito di ieri pomeriggio assicurava a plotoni di giornalisti nel cortile di Montecitorio che il governo sarebbe stato «sicuramente autosufficiente» da Fini e Lombardo. E gongolava: «L'intesa con loro sarà più facile, perché del tutto priva di necessità. Nella maggioranza non c'è nessuna terza gamba, al massimo saranno un bastone per i momenti di difficoltà». Ma è sicuro? gli chiedevano un po' tutti: «Sicurissimo, ufficialmente e da coordinatore dico che quando Berlusconi parla di una maggioranza che si riarticola, fa riferimento a forze politiche come l'Udc, altrimenti avremmo fatto il vertice che chiedeva Bocchino. So per certo - aggiunge La Russa - che almeno 5 finiani, con nomi e cognomi, hanno preso il personale impegno a non votare mai, in qualunque caso, contro il governo». Resta il fatto che il gruppo finiano è comunque molto diviso al suo interno. Ieri hanno votato contro Berlusconi sia l'anziano Mirko Tremaglia che il «falco» Granata. Subito convocato, in serata, negli uffici di Fini per una bella ramanzina. Solo Fini riesce a tenere insieme le varie anime, magari mettendole in competizione tra loro come ha fatto per anni in An o nel Msi. 
    Ancora una volta il suo portavoce smentisce le indiscrezioni su sue possibili dimissioni dalla presidenza della camera. «Ipotesi lunare», aggiunge Bocchino. Ormai però il dado è tratto: «Si voti tra sei mesi o tra sei anni - confida il presidente della camera ai suoi - io non potrò mai più andare alle elezioni insieme a Berlusconi». Come Casini prima di lui, la troppa vicinanza al re Sole l'ha bruciato. Oppure (tardivamente) gli ha aperto gli occhi. 
    Resta il fatto che le dimissioni dalla guida di Montecitorio sono qualcosa di più di un'ipotesi. Ma la camera (visti i numeri ballerini) potrebbe anche respingerle, oppure eleggere un altro presidente che non sia di Pdl o Lega. Un'altra mano di poker che può sfuggire al Cavaliere e ai suoi consiglieri.

     

    CIARRAPICO SHOCK: FINIANI RINNEGATI EBREI


I COMMENTI:
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  • @harken ah ah, un'aggiornamento alla sfera di cristallo sarebbe quello che ci vuole. ma non credo che basti. thanx! 03-10-2010 13:12 - Matteo Bartocci
  • gentile ma non brillante Paolo, non è che Fini sia il dio tutelare della sinistra però: 1. non esiste più nessuna sinistra (datti pace, è cosi); 2. se le parole hanno il senso che risulta dal Dizionario, è da un pezzo che Fini è nettamente di sinistra (liberale, certo) su molte questioni che tanto piacciono alla sinistra ufficiale (quella che ancora crede di esistere). Do per scontato che è più a sinistra del PD - non ci vuole assolutamente nulla per esserlo. Sono un rincoglionito perchè, essendo comunista, lo voterò alle prossime elezioni inevitabilmente anticipate? Ai posteri l'ardua sentenza. Personalmente ritengo che i rincoglioniti siano quelli che continuano a prendere decisioni politiche sulla base di pregidiziali ideologiche che erano già stantie nel 1968. Comunque, per carità, se avete bisogno dell'orsacchiotto di pezza per prendere sonno fate pure, buon riposo. 01-10-2010 10:21 - dario gasparini
  • Non so se è fuori argomento, comunque: complimenti al grandissimo Vauro per la vignetta di oggi e per quella di qualche giorno fa "meglio porci che leghisti"! 01-10-2010 09:51 - Salvatore
  • Per me tutti questi discorsi sono oziosi. Se è vero che tra poco si va alle elezioni anticipate vedremo chi vince e chi perde. Secondo me Fini ha un potenziale elettorale molto basso e in caso di elezioni Berlusconi e Bossi sarebbero in grado di governare senza di lui. Resta da capire che cosa ha intenzione di fare la sinistra e se accetterebbe di allearsi con Casini e con Fini 01-10-2010 09:24 - Karl
  • Dalla stalla alle stelle. Ieri dopo il voto risicato alla Camera del deputati disperazione. rampogne, maledizioni e " compleanno di merda" per Silvio Berlusconi. Oggi dopo che 172 vecchi bavosi al Senato hanno votato la fiducia al Governo, tripudio del Cavaliere e dei suoi supporters come se non fosse successo niente. Ma veramente la faccia tosta di questa gente è troppo incredibile. E intanto la cosiddetta sinistra parlamentare del PD che cosa fa? Dorme oppure si diverte a giocare alle " Belle statuine". 01-10-2010 07:14 - gianni
  • Bellissimo il contributo di Stefano sul ritiro della mozione di sfiducia a bossi: non c´ e´ uno straccio di commento su nessun sito dei maggiori giornali. Invece e´un fatto gravissimo ed un errore politico enorme: si poteva mettere davvero in fuorigioco la lega sul tema dell´ unita´nazionale, e invece niente. Si accettano le scuse di un mentecatto analfabeta. Anche di pietro e´ soddisfatto, Si´, tutti intelligenti e tatticamente raffinati, come d´alema. E poi si chiedono perche´ perdono i voti. 30-09-2010 21:13 - hans moser
  • Che paura mi fanno queste dichiarazioni.....ne ho sentite troppe per fidarmi.....adesso facciamo ingrossare il partito di fini ...DI DESTRA... e poi si rialleano loro due senza aver bisogno di nessun altro e sono ancora più cazzi amari -- 30-09-2010 20:38 - Emanuele
  • sbagliate di grosso. Ha vinto ancora una volta Berlusconi.

    Se tra due mesi richiederà la fiducia su un qualche argomento Fini non potrà negarla. Ed allora che cosa è cambiato? Fini si è fatto prigioniero del centro destra e di Berlusconi.
    Ha votato la fiducia oggi dopo la campagna di denigrazione nei suoi confronti e non vorrà rivotarla domani?
    Fini gioca nel Palazzo. Non seguitelo. 30-09-2010 20:14 - pietro ancona
  • Il becero senatore Giuseppe Ciarrapico che in aula crede di insolentire Fini chiedendogli se si è già procurato la kippà, cioè il copricapo religioso ebraico, è il simbolo della vergogna del centrodestra italiano che contiene al suo interno gli umori più beceri e reazionari, fino all’antisemitismo. Berlusconi ha grattato il fondo del barile. Solo pochi [...]Gad Lerner 30-09-2010 18:47 - riccione
  • Anche voi innnegiate a Fini come se fosse il dio buono della sinistra. Bisogna essere ormai rincoglioniti a sinistra per appellarsi all'ex AN.
    Fini e i suoi prodi stanno assieme a Berlusoni per opportunismo nonostante l'epurazione ed hanno ieri dato di nuovo la fiducia al nanetto di Arcore perchè devono mangiare anche loro ancora qualcosa. 30-09-2010 17:15 - paolo
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