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COMMENTO
02/10/2010
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    Dall'Ecuador al Brasile

    Giovedì in Ecuador una rivolta della polizia che assomigliava molto a un golpe, domenica in Brasile si vota per il nuovo presidente della repubblica. Due eventi, che hanno come scenario l’America latina, molto distinti fra loro ma legati da un
    sottile filo comune. E inquietante.
    E per ritrovare l’origine di quel filo bisogna spostarsi un po’ più su e andare
    a cercarlo in un paese ancor più piccolo e marginale del Centramerica, la regione che dopo essere fuggevolmente emersa dal buio della storia durante la ventina d’anni delle lotte di liberazione e delle guerre civili, una volta finite le guerre - vinte dalla «guerra sporca» di Ronald Reagan - e acquisita la «democrazia», è ripiombata nel silenzio dei precedenti 500 anni di colonizzazione. Il golpe in Honduras con cui la destra civile e militare si sbarazzò del presidente costituzionale Manuel Zelaya, un liberale moderatamente di sinistra la cui colpa principale era quella di essere troppo «amico» del venezuelano Hugo Chávez, fu il primo della nuova stagione. Quella
    di Obama alla Casa bianca e del «new beginning» nei rapporti Usa-America latina. Quella del nuovo corso e del «rinascimento» - democratico e anche
    economico - latino-americano del primo decennio del secolo XXI. Lo si chiami «socialismo» o no.
    Quel golpe, dietro cui non c’erano solo i «gorilla» in divisa o in guayabera locali, ma ampi settori del dipartimento di stato Usa, signora Hillary in testa, passò. Passò nonostante l’immediato e urlato rifiuto di tutta la comunità internazionale.
    L’Honduras per sua sfortuna non è un paese importante e dovette accettare
    la legge del più forte. Ma il sasso era stato lanciato. E anche se sono i soliti
    rompiscatole - Chávez e Morales, il boliviano - a gridare di tanto in tanto al golpe di cui si dicono vittime, quel filo ha ricominciato a tessere. Ora contro un altro rompiscatole, quel Rafael Correa, «cristiano di sinistra», che ha in comune con gli altri rompiscatole ha non solo e non tanto «il socialismo del secolo XXI», quanto la ripresa in mano - pur con tutti gli errori che gli si possano addebitare - del destino del proprio paese. Un peccato capitale che la destra e i media
    ecuadoriani, come la destra e il business internazionale, non possono perdonare. A nessuno, figurarsi al piccolo e periferico - nonostante il nome e
    la collocazione geografica - Ecuador.
    Bisogna fare molta attenzione. Perché quel filo maligno che tesse può investire
    anche il grande Brasile, il paese-continente, il paese leader dell’America latina, il «gigante che dorme», anzi dormiva, e che si è improvvisamente risvegliato negli otto anni di Lula presidente. Non un golpe classico, d’antan, come quello dell’Honduras o quelle tentato in Ecuador (o in Venezuela nel 2002). Ma una tessitura di destabilizzazione più sottile e più insidiosa. Anche nel grande Brasile divenuto con Lula una «global power» a livello sia politico sia economico,
    i grandi media e i poteri forti - nonostante il colossale e fruttivero giro d’affari e di profitti assicurato dal governo - sono in guerra permanente e senza tregua contro un presidente «di sinistra» e contro il suo candidato a succedergli. Per di più una donna.


I COMMENTI:
  • Io vivo in Brasile da qualche anno e svolgo attività politiche con l'MST dello stato di Bahia.Devo dire che i commenti all'articolo mi sono sembrati molto azzeccati e aggiornati. L'articolo in sé non è male a parte la definizione di Lula come di un presidente di " esquerda". Lula è un socialdemocratico che nulla ha fatto se non appoggiare il progetto neoliberale cominciato da Fernando Henrique Cardoso, in alcuni casi ampliandolo,vedi "bolsa familia", ma sempre dalla parte dell'agronegozio e delle banche dimenticando completamente di essere stato eletto dai movimenti sociali nella speranza di una improrogabile Riforma Agraria.
    Patria livre-Venceremos 02-10-2010 23:49 - giò
  • Gli useranno tutti i mezzi per condizionare l'esito delle elezioni in Brasile. Sono certamente l'Impero del Male di cui parlava Reagan. Lavorano giorno e notte per fottere tutti e mettere il loro dito tra i glutei degli altri, 02-10-2010 21:28 - pietro ancona
  • In Ecuador,c'è lo zampino di Obama.
    Ma la zampetta si è dovuta ritirare in fretta altrimenti il popolo unito che mai sarà vinto,gliela staccava.
    I poliziotti traditori, si sono arresi e con le mani alzate, hanno subito dato la colpa ad altri.
    Pensavano di farcela,perche dagli USA era arrivata la notizia che potevano assaltare e rapire il presidente socialista come nel Cile di Pinochet.Invece questa volta hanno dovuto posare "l'osso".
    Domani tocca al Brasile.Ma lì non ci provano per niente.Lì sanno che troverebbero un popolo pronto a assaltare le ambasciate amerikane e a rompere le trattative economiche che agli USA gli importa a livello vitale.
    Si signori,il Brasile sfama gli USA e se si dovesse rompere queste intese chi pagherebbe di più sono gli USA.
    Ormai l'imperialismo straccione di Obama è circondato.Nessuno prende più sul serio questi signori e anche gli inglesi metitano di abbandonare gli amerikani in Afganistan.
    C'è solo Berlusconi con tutto il suo circo a aplaudire questi imperialisti da strapazzo.
    Pòi vanno dicendo in giro che l'America Latina è terzo mondo.
    Ma siamo noi a essere terzo mondo e Obama,il capo del vero terzo mondo affamato! 02-10-2010 20:08 - mariani maurizio
  • grande matteuzzi, "quasi un golpe" in ecuador, e quando è che p un golpe? mario 02-10-2010 18:49 - matio
  • Una volta si diceva: fare il processo alle intenzioni, ma questo articolo fa semplicemente il processo al NULLA-SOTTO-VUOTO-SPINTO!!! Ma si possono scrivere simili scemenze? Paventare ..."una tessitura di destabilizzazione più sottile e più insidiosa. Anche nel grande Brasile divenuto con Lula una «global power» a livello sia politico sia economico,
    i grandi media e i poteri forti - nonostante il colossale e fruttivero giro d’affari e di profitti assicurato dal governo - sono in guerra permanente e senza tregua contro un presidente «di sinistra» e contro il suo candidato a succedergli..." Va bene credere alla vostra favola sempre comoda e di moda (un vero riflesso automatico che scatta puntualmente ogni volta che serve!) che gli USA s' ingeriscano sempre e comunque in vicende di paesi secondari come l' Honduras o simili "Repubbliche delle banane", ma addirittura il Brasile??? ... E chi sarebbero POI questi SUPPOSTI ed onnipotenti cospriratori ed il loro super-capo? Mr. President Obama?!? Ma non era poi un nero e pure di sinistra? O è per caso diventato quasi bianco e persino di destra? Va bene soffrire di manie di persecuzione ed avere la sindrome dell' accerchiamento, ma qui mi sembra che si stia semplicemente delirando! Tra un po' ci anche verrete a raccontare che la rivolta e/o simil-golpe contro Correa l' aveva organizzato la CIA, sotto le mentite spoglie di pericolosi polizziotti ecuadoriani incazzati x il taglio dei loro stipendi e privilegi. Eppure a delirare con dichiarazioni farneticanti ci sarebbero già Hugo ed Evo, che bastano ed pure avanzano. In questo modo, poi, agitando puntualmente inesistenti spettri di manovre destablizzanti contro di loro, etero-dirette dal potente ed odiato gendarme norte-americano, questi nerboruti "caudillos" di sinistra cercano puntualmente e banalmente solo di puntellare il loro traballante potere, in perfetto-stile Fidel (il loro maestro!) che sta lì da molti decenni a romperci le scatole con le sue favole (x gonzi!) di complotti, congiure e manovre nell' ombra. Insomma, un preclaro esempio di "democratura" perenne, noiosamente verbosa ed buona sostanza inamovibile (anche perchè lì le elezioni mica sono libere e pluraliste!), ovvero quanto di più democratico ed avanzato ci sia in giro per il mondo, tanto da ricordare per similitudine (!?!) le impeccabili democrazie scandinave... 02-10-2010 18:05 - Fabio Vivian
  • La mafia capitalista ne ha fatta un'altra delle sue, questa volta alle spese dell'Ecuador e del suo Presidente. Presidente che, non dimentichiamolo, è stato eletto democraticamente. Gli Stati Uniti sono i veri burattinai di questa organizzazione criminale che semina ormai da anni colpi di stato e guerre civili in tutta l'America Latina. Il sistema è sempre lo stesso: un mare di soldi a gruppi dissidenti (quasi sempre di estrema destra), i quali al momento opportuno fanno dei colpi stato militari, mettendo poi dei governi fantocci amici della borghesia e dell'alta finanza. Se questa volta il gioco non ha funzionato, è soltanto perché è ormai conosciuto da tutti. Bene ha fatto quindi Rafael Correa ad epurare l'esercito dagli estremisti. L'Honduras è l'ultima vittima di questi squadristi, i quali sono sempre stati appoggiati anche dalle gerarchie vaticane, in particolare dall'Opus Dei, la quale ha interessi commerciali di alto rilievo nelle Americhe. Concludo dicendo che gli USA non dovrebbero appoggiare questi fasciti, considerando che loro combatterono contro questo tipo di cultura durante la seconda guerra mondiale. Dovrebbero imparare dalla comunità internazionale, e dai loro cugini inglesi, i quali hanno sempre poco tollerato l'estrema destra sudamericana. 02-10-2010 17:55 - Marx
  • E le basi militari Usa in Colombia e Peru, le minacce giunte al presidente del Trinidad e Tobago (facente parte dell'Alba), gli atti terroristici verso Cuba e Fidel, l'occupazione militare di Haiti mascherata da aiuto umanitario. C'è ancora molto altro ma dietro ci sono sempre gli USA del buon Obama (Nobel per la pace). Ora voglio sentir dire da qualcuno che Chavez è illiberale. 02-10-2010 17:28 - Mirko84
  • IL GOLPE FASCISTA DELL'IMPERO
    STRONCATO DA UNA IMPRESSIONANTE
    RISPOSTA POPOLARE!!!!!!

    Cosi' io avrei scritto il titolo di un articolo su cio che e' successo da poco in Equador......
    Questa volta le trame dell'impero mondiale yanqui,della destra fascista mondiale.del partito popolare europeo :Aznar- Berlusconi che ha sempre supportato le oligarchie mafiose e narcotrafficanti di quella parte del mondo HANNO FALLITO...
    I CIRCOLI INTERNAZIONALI MAFIOSI DELL'IMPERO CHE HANNO PROVATO A FARE UN NUOVO GOLPE SANGUINOSO COME IN HONDURAS SONO STATI SBARAGLIATE per TRE FATTORI:
    1)la reazione impressionante delle masse di Quito che immediatamente ed eroicamente si sono lanciate a liberare il loro presidente....
    2)La fedelta dell'esercito che ancora una volta in Sud America
    dimostra di non essere dalla parte dei golpisti appoggiati dall'impero del nord ed anche dall'Europa
    3)La ferma reazione dei governi
    sud americani CHE HANNO DIMOSTRATO CHE NON PERMETTERANNO MAI PIU AVVENTURE
    DELLA DESTRA FASCISTA E MAFIOSA DI MIAMI!!!!
    come ho gia detto altre volte ...va male per i numerosi tifosi italiani del golpismo,dei cartelli narcos e
    mafiosi dei circoli oligarchici putridi e fuori ormai dalla attuale storia di riscatto del sud-america...
    IN BRASILE SI PRESENTA ALLA SCENA PRESIDENZALE UNA EX GUERRIGLIERA..PEPE MUJICA PRESIDENTE DELL'URUGUAY E' UN EX GUERRIGLIERO....
    IL COMANDANTE CHAVEZ IN VENEZUELA come EVO ...E' PIU SALDO CHE MAI!!!!
    sono costretto a scrivere senza se e senza ma in termini di una sinistra di classe cio puo sembrare strano in Italia dato lo squallore politico che ci circonda e la paura della sinistra ufficiale a fare un discorso di CLASSE.....MA STIAMO PARLANDO DI FATTI CHE SUCCEDONO IN UN CONTINENTE LONTANO DA NOI...DOVE SCRIVERE IN TERMINI radicali di una sinistra militante e' ormai la norma

    la sinistra salottiera italiana
    tanto moderata ed impaurita a fare un discorso di classe e fermamente anti imperialista SAPPIA CHE I TEMPI SONO CAMBIATI!!!!!
    per quanto riguarda I FANATICI FANS DL GOLPISMO E DELLE MAFIE cosi vanno trattati!!! con essi non ci potra essere mai nessun dialogo vanno sbaragliati immediatamente come a Quito!!
    finalmente una buona notizia che ci rallegra e ci sprona ad inviare LA SOLIDARIETA MILITANTE
    AGLI STATI BOLIVARIANI!!!!
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!! 02-10-2010 17:14 - carlos
  • La cosa sbalorditiva è che, in obbedienza alla linea statunitense, Repubblica (la grande stampa italiana!), nonostante da ore si sapesse che Correa era sequestrato, continuava a scrivere "Correa si rifugia nell'ospedale della polizia".
    Ma che diavolo succede in Italia? Tutti ammalati di pronismo? 02-10-2010 15:32 - antonella
  • Beh, tutto qui? L'articolo sembra tagliato a metà... 02-10-2010 15:22 - Riccardo Gatani
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