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Alessandro Robecchi
Cose da fare quando non ci sarà più il manifesto
Elenco delle cose che potrete fare alla mattina quando non ci sarà più il manifesto. Guardare le trasmissioni Mediaset per conoscere il colore dei calzini dei magistrati sgraditi al Conducator. Discettare di dossier in costruzione su padroni in rotta di collisione col padrone più grosso. Leggere le telefonate di giornalisti che minacciano la pubblicazione dei suddetti dossier. Sentire Carlo Rossella dire in tivù (Otto e mezzo) che «orcodio» non è una bestemmia perché manca la P iniziale, e quindi il suo principale non ha bestemmiato. Sentire il Tg1 dire che Berlusconi è stato assolto nel processo Mills. Leggere che sei uova fresche lanciate contro la Cisl sono terrorismo. Ascoltare industrialotti col foulard magnificare il made in Italy fatto in Cina. Leggere che Silvio ha salvato le banche americane con una telefonata a Obama. Prendere coscienza del fatto che la Fiom impedisce un nuovo rinascimento industriale italiano. Ascoltare i consigli del premier su come sfuggire al precariato sposando un miliardario. Appassionarsi per Fini. Leggere che Veltroni vuole solo gli immigrati che ci servono. Leggere l'Avanti, che fu di Nenni e Pertini e che oggi è di un tale Lavitola. Appassionarsi per Montezemolo. Apprezzare le cronache su Bossi che mangia imboccato dalla Polverini. Appassionarsi per Casini. Gustare i servizi economici del Tg5 per cui «la crisi è alle spalle». Ascoltare Feltri discettare di libertà di stampa. Apprendere (trafiletto nascosto) che la corruzione ci costa 60 miliardi l'anno. Apprendere che l'evasione fiscale ammonta a 200 miliardi l'anno. Collegare queste due ultime notizie con il taglio governativo di 4 milioni di contributo soggettivo al manifesto. Sfogliare un opuscolo spedito a 10 milioni di famiglie per dire quanto è bravo Silvio. Pagare il suddetto opuscolo (molto più di 4 milioni) senza batter ciglio. Restare più poveri, più soli e senza nemmeno un piccolo, scalcagnato, impertinente, non allineato sguardo diverso sul mondo.
Avete tre mesi per pensarci su. Fate in fretta.
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dogfighters
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Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
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La terra dei fuochi come il Vajont
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Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
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Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
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E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
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Le sigle televisive – una carrellata
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Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
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Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
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Egitto: da Tahrir a Otranto
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Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
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La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












il diritto soggettivo sancito dalla vecchia legge editoria dev'essere immediatamente ripristinato perché la sua soppressione non nasconde una evidente volontà di sopprimere alcune voci dissonanti che non si allineano alla politica dominante.
il manifesto dovrebbe avere più voce in capitolo nel chiedere una radicale revisione delle regole che conferiscono le quote di finanziamento pubblico e fare proprio l'obiettivo di questa battaglia politica
buona fortuna 12-10-2010 10:52 - antigone
1. Intensificare gli inserti (ottimi quelli sul Risorgimento);
2. Istituire rubriche settimanali (es. D'Eramo tutte le domeniche);
3. Aumentare inchieste e approfondimenti;
4. Riformare la pagina culturale, ispirandosi all'insuperabile domenicale del sole 24 ore;
5. Estendere la pagina dei territori in tutta Italia;
6. Abbandonare la convinzione di avere sempre ragione, pur vantandosi di essere dalla parte del torto;
7. Essere garantistim, sempre;
8. Dotarsi di buona organizzazione anche per evitare continue richieste di finanziamenti;
9. Usare schemi e tabelle per rendere i problemi di immediata percezione;
10. adottare uno stile britannico (vedi il foglio) sia nel dare le notizie che nella grafica del giornale.
Infine, un appunto post-manifestazioni: evitare banali celebrazioni, ma prendere spunto dalle manifestazioni per fare approfonditi reportage.
Detto questo, complimenti per il giornale che leggo per primo tutti i giorni. 12-10-2010 09:49 - giacomo
Ah, e poi la cultura: lì sì che siete snob: la trovo illeggibile. Provate a guardare la pagina culturale del sole 24 ore, e imparate qualcosa dal nemico.
Finchè ci siete, sono comunque con voi. Ma non cominciate a urlare che c'è già troppa gente che urla. Il vostro bello è proprio che ragionate. 12-10-2010 08:56 - federico fiocchi
I giornale politicisti lasciamoli fare agli altri....ke palle 12-10-2010 01:13 - lorena