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COMMENTO
11/10/2010
  •   |   Alessandro Robecchi
    Cose da fare quando non ci sarà più il manifesto

    Elenco delle cose che potrete fare alla mattina quando non ci sarà più il manifesto. Guardare le trasmissioni Mediaset per conoscere il colore dei calzini dei magistrati sgraditi al Conducator. Discettare di dossier in costruzione su padroni in rotta di collisione col padrone più grosso. Leggere le telefonate di giornalisti che minacciano la pubblicazione dei suddetti dossier. Sentire Carlo Rossella dire in tivù (Otto e mezzo) che «orcodio» non è una bestemmia perché manca la P iniziale, e quindi il suo principale non ha bestemmiato. Sentire il Tg1 dire che Berlusconi è stato assolto nel processo Mills. Leggere che sei uova fresche lanciate contro la Cisl sono terrorismo. Ascoltare industrialotti col foulard magnificare il made in Italy fatto in Cina. Leggere che Silvio ha salvato le banche americane con una telefonata a Obama. Prendere coscienza del fatto che la Fiom impedisce un nuovo rinascimento industriale italiano. Ascoltare i consigli del premier su come sfuggire al precariato sposando un miliardario. Appassionarsi per Fini. Leggere che Veltroni vuole solo gli immigrati che ci servono. Leggere l'Avanti, che fu di Nenni e Pertini e che oggi è di un tale Lavitola. Appassionarsi per Montezemolo. Apprezzare le cronache su Bossi che mangia imboccato dalla Polverini. Appassionarsi per Casini. Gustare i servizi economici del Tg5 per cui «la crisi è alle spalle». Ascoltare Feltri discettare di libertà di stampa. Apprendere (trafiletto nascosto) che la corruzione ci costa 60 miliardi l'anno. Apprendere che l'evasione fiscale ammonta a 200 miliardi l'anno. Collegare queste due ultime notizie con il taglio governativo di 4 milioni di contributo soggettivo al manifesto. Sfogliare un opuscolo spedito a 10 milioni di famiglie per dire quanto è bravo Silvio. Pagare il suddetto opuscolo (molto più di 4 milioni) senza batter ciglio. Restare più poveri, più soli e senza nemmeno un piccolo, scalcagnato, impertinente, non allineato sguardo diverso sul mondo.
    Avete tre mesi per pensarci su. Fate in fretta.


I COMMENTI:
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  • Egr. Rebecchi, è anche grazie alla spocchia farcita di idiozie del suo articolo, che la gente non compra più il Manifesto. Cos'è si sente "superiore" acculturato e giudica imbecilli quelli che non la pensano come lei? Ma mi faccia il piacere! 11-10-2010 13:37 - Piero
  • x Fabio: ti rispondo con una domanda: perchè dovrei pagare le tasse della sanità se io sono (e sono sempre stato) sano come un pesce?
    se hai la risposta a questa domanda hai anche la risposta alla tua domanda... 11-10-2010 13:11 - Riccardo Gatani
  • e leggere tutte queste notizie di prima mano non sul Manifesto! 11-10-2010 11:41 - guido
  • Spett. Manifesto,
    ho letto il vostro appello accorato alla solidarietà (art. 2 della Costituzione) ma devo disilluderVi avvertendoVi che mai nessuno è stato solidale con me (in un paese di ricchi) nonostante mi sia tanto dato da fare nella vita e, pur non avendo mai avuto un reddito ne’ lavorato in nero, pagato un fiume di tasse indirette.
    Nella mia ignoranza (non so tutto quello che è stato scritto) non mi risulta che mai nessuno abbia fatto notare ai vari governi succedutisi dal ’50 ad oggi che pretendere tasse indirette da chi non ha un reddito e non è ricco è estorsione.

    Tempo fa Vi ho inviato un mio scritto in proposito (http://www.marcocalvanella.it/approfondimento/tasse-indirette-e-disoccupati.asp ) ma non mi risulta che l’idea abbia avuto un seguito. Vi auguro di ritrovare subito un lavoro altrimenti sperimenterete sulla Vostra pelle quanto abbia avuto ragione a rivendicare il diritto di chi rimane disoccupato di non pagare almeno le tasse indirette (perché di lavoro ce ne sarà sempre meno http://www.marcocalvanella.it/approfondimento/perch-non-credo-nella-bontà-della-classe-dominante-e-perch-la-disoccupazione-aumenterà-enormemente.asp e di sussidi non se ne parla proprio). Un buon lavoro è sempre molto meglio che il ripiego di non pagare le tasse indirette ma in questi tempi tutto può aiutare a mettere distanza dalla miseria.
    Vi auguro di essere ricchi e con tanti amici generosi.

    È che non bisogna solo pensare al trend precostituito ed ai propri interessi contingenti di categoria.
    Bisogna pensarci per tempo.
    Per me è tardi. Tra l’altro hanno anche cercato di uccidermi ma non ci sono le prove.
    In Bocca al lupo per Voi. 11-10-2010 11:37 - Marco Calvanella
  • Però Alessandro, se il manifesto non lo compra nessuno, la colpa non è mica dei tagli. Dopo Barenghi, sto giornale ha smarrito la via, e non mancano giornalisti bravi o penne pungenti come la tua. 11-10-2010 11:17 - Vito A.
  • FORZA RAGAZZI
    IL MANIFESTO NON PUO' MORIRE
    E POI DARLA VINTA AL QUALUNQUISMO BECERO E CIALTRONE DEL FATTO QUOTIDIANO, NO PROPRIO NON SI PUO'....!
    ABBONIAMOCI, ABBONIAMOCI, ABBONIAMOCI! 11-10-2010 11:09 - gaber
  • Perchè devo mantenere coi miei soldi un giornale che non vende quel tanto da sostenersi con le sue capacità? 11-10-2010 11:08 - Fabio
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