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COMMENTO
14/10/2010
  •   |   Giorgio Parisi*
    Controtendenza Italia

    L'università pubblica italiana sta di fronte ad un baratro. Per l'anno prossimo è previsto un taglio del 15 per cento nei bilanci: sarà molto difficile pagare gli stipendi ai dipendenti e le spese fisse e del tutto impossibile assumere giovani al posto dei tanti professori che andranno in pensione. Nonostante che il numero dei docenti non sia adeguato agli standard europei e sia insufficiente per una buona didattica, il governo è intenzionato a ridurre il numero d'insegnanti universitari tagliando brutalmente i fondi. Già negli scorsi anni i tagli sul bilancio (che arrivavano a sfiorare complessivamente quasi il 10 per cento, tenendo conto dell'inflazione) avevano provocato gravi disagi alle Università, che erano state costrette a raschiare il fondo del barile, e il previsto taglio ulteriore del 15 per cento avrebbe effetti devastanti. 
    È impossibile trovare esempi recenti in altri paesi di una simile riduzione improvvisa (da 7 miliardi a 6 miliardi di euro) nei fondi assegnati dallo Stato alle università. È una politica in controtendenza con il resto del mondo che, al contrario dell'Italia, investe nell'università, nella ricerca e sviluppo per superare la crisi. Ed è anche una politica criminale, che bloccando per anni il turnover nelle università induce molti giovani all'emigrazione, impoverendo il paese delle sue risorse più valide, che non sarà possibile sostituire. Tremonti aveva già tentato di tagliare significativamente i bilanci, negli anni scorsi, ma grazie al movimento dell'Onda era stato costretto a rimandare. Adesso, nonostante la situazione sia più grave che nel 2008, in attesa che il movimento studentesco si rafforzi, il governo può tranquillamente provare a distruggere scuola pubblica e cultura. 
    Ma le disgrazie non vengono mai da sole. Sta per essere portata in aula alla Camera la cosiddetta riforma Gelmini, un insieme di norme tra le più disparate che vanno dall'esenzione fiscale per le donazioni fatte alle università al riconoscimento delle medaglie olimpioniche come credito formativo (lo Scudetto invece non vale). Tutta la legge ha come filo conduttore l'entrata sia dei privati, sia del ministero dell'Economia nel governo dell'Università (il dicastero è citato ben 23 volte nella legge). Alcune norme hanno impatto fortemente negativo sulle Università e le poche norme che avrebbero un possibile impatto positivo sono sterilizzate dalla mancanza dei fondi necessari per applicarle. A volte la coda del diavolo si nasconde nei dettagli: in un emendamento approvato in commissione è stato tolto l'obbligo da parte delle università di bandire borse di studio per almeno il 50% dei posti di dottorato esistenti. Il risultato certo, date le future ristrettezze economiche, sarà la quasi completa sparizione delle borse per il dottorato, che nel quadro desolante del mancato sostegno al diritto allo studio, era l'unico strumento che permetteva agli studenti di arrivare a conseguire il dottorato senza pesare troppo sulle famiglie. Forse più qui, che in altri ambiti, si vede la vera natura della Destra al governo.
    *Fisico teorico del dipartimento di fisica dell'Università La Sapienza di Roma


I COMMENTI:
  • è sicuramente criminale tagliare i fondi all'università. senza buon senso staccare biglietti di sola andata per persone che si sono formate in italia. lo stato fa pochissimo, prossimo a niente. ma molto di meno fanno i professori ordinari, i quali in questa situazione drammatica invece di rimboccarsi le maniche e cercare fondi con progetti di ricerca internazionali, curano gli interessi privati con consulenze profumate. insomma un cane che si morde la coda.
    in bocca al lupo italia, io spero di tornarci presto ma chissa....francesca 14-10-2010 22:28 - francesca
  • Grecia.Spagna ,Francia ,Italia

    alla corrotta e mafiosa oligarchia europea ed i berlusconiani DELL'IMPERO:

    LE MASSE SON TORNATE!!!!

    PEOPLES OF EUROPE RISE UP'!!!!! 14-10-2010 21:44 - un comunista
  • Purtroppo l'Italia in questo non e' in controtendenza, cito l'esempio UK dove 4-5 anni fa bastavano 1300£ per la retta annuale universitaria, adesso siamo sui 3300£, ma Cameron e' gia' pronto a una riforma che potrebbe portare ad un ulteriore raddoppiamento.
    A parte questo, dico che ormai e' chiaro, lo hanno gia' detto un po' tutti: la maggior parte delle riforme berlusconiane che daranno danno 10 al paese, il PD (o DS o...) le aveva gia' votate a livello 5. Fino al 2006 mi arrabbiavo quando sentivo questi ragionamenti, ma adesso non piu', perche' capisco il profondo senso che hanno, mi chiedo solo perche' non abbiamo chiesto/chiediamo al PRC/sinistra radicale (che quelle riforme le hanno sempre solo dovute subire) di stare fuori dalle alleanze, di non accettare compromessi e non le abbiamo votate/ votiamo in massa. La realta' ci dice che la sinistra fuori dall'alleanza non la vota piu' nessuno. Allora, no, quelle critiche non le capisco piu', rimangono vuote, senza nessuno sbocco attivo. 14-10-2010 20:04 - Giovanni
  • D'accordo con Peppino: la (cosiddetta) sinistra (?) al potere ha sfornato la riforma Berlinguer, che prevedeva una sostanziale 'aziendalizzazione' del sistema educativo. Può anche andar bene il contributo di privati (aziende come FIAt o altri) per finanziare ricerche di loro interesse: questo vale per le università di stampo tecnico-scientifico, purché non si lesini sulla ricerca (libera) di base, e non vada a scapito degli insegnamenti umanistici. In definitiva, purché non si torni ad un sistema educativo di classe, mettendo tutto al servizio delle potenti forze economiche.
    Però, per favore, caro Peppino...evitiamo di usare le 'K' al posto di 'ch' ! Non facciamo strame della cultura, imbarbarendola con linguaggi magari alla moda tra i ragazzi, ma ASSOLUTAMENTE DEGNI di Federico Moccia & C. 14-10-2010 16:36 - Alessandro Terlizzi
  • Caro Giorgio,
    grazie per questo chiaro intervento. Riduzione dei fondi bob e`innovazione, semmai si torna ad un`Universita`elitaria, come 50 anni fa. Ma i tempi sono parecchio cambiati, e chi ci governa pare non accorgersene, senza una visione di lungo periodo e troppo preso a difendere la rendita di posizione del vechio capitale italiano.
    Saluti, 14-10-2010 15:28 - Enrico Marsili
  • La scuola va indietro,allo stesso ritmo di come va indietro l'industria.
    Certo, se si è deciso che per i prossimi venti anni lavorino solo gli asiatici e gli ex comunisti,a cosa serve una scuola che istruisce e prepara i giovani.A Che fare?
    Quì si chiude ragazzi.Si chiudono i cantieri,le scuole,le industrie.Si sta impiantando in Polonia,in Serbia,nella India.Lì le case salgono a dismisura.
    Salgono i terreni e i giovani vanno a scuola, sempre più numerosi.
    L'Italia deve tornare a essere quel paese descritto dai pittori inglesi.
    Bei panorami, con vaste piantaggioni popolate da contadini, sempre più ignoranti,come lo zio della povera Sarah.
    La gente che deve tornare a popolare le nostre terre incolte.(Prima però tocca togliere tutta quella merda che abbiamo seppellito)
    I nostri giornalisti,parlano già del Diavolo che si impossessa dei contadini.
    Andiamo bene....
    Scommetto che tra 5 anni il nostro paese ritorna al primo dopoguerra.
    Spero che nascano anche altri Pasolini e altri De Sica,che potranno descrivere meglio di me questa italietta berlusconiana.
    La mia italietta, dove tra una processione e una violenza carnale di nipotine,ci sono scazzottate e accortellate per un parcheggio.
    Ma non è colpa della gente e del suo imbarbarimento,è colpa del Diavolo!
    Che Diavolo! 14-10-2010 15:10 - mariani maurizio
  • assolutamente d'accordo con il Sig. Bartolo Anglani. All'epoca del famigerato Berlinguer nessuno si mosse per protestare per quello che gia' si mostrava come un disastro annunciato. La Gelmini, in pratica, e' solo il Maramaldo di turno per il colpo di grazia. Sono contento di essere anarchico... 14-10-2010 14:58 - woland
  • A
    Il problema è appunto questo..destra sinistra....ma quando la finirete??.. a partire da te ke hai commentato...chi se ne frega se destra o sinistra..qui è l'italia che va a p.......!!!mi togli l'obbligo delle borse di studio..ki vai a penalizzare se non la povera gente?Siam tornati al medioevo dove se nasci contadino..contadino muori.è una vergogna...e la maggior parte degli italiani che fa?no la destra..la sinistra...ma imparate a ragionar con la vostra testa e riconoscete le porcate quando sono davanti ai votri okki..a prescindere dal vostro credo politico..riconoscete gli errori o si andrà a finire sempre piu nel baratro! 14-10-2010 14:01 - Peppino
  • Sarò noioso, ma ogni volta che leggo un articolo che descrive come la destra stia distruggendo la scuola e l'università pubbliche mi sento in dovere di ricordare che la sinistra quando è stata al governo non si è comportata diversamente: con un po' di vasellina, con qualche copertura demagogica, ma la sostanza non è stata diversa. L'attacco alla scuola "pubblica" è cominciato da Berlinguer, nell'indifferenza della sinistra ed anzi nella convinzione che le misure berlingueriane fossero progressiste. E a quel tempo né gli studenti né i sindacati scesero in piazza per difendere la scuola pubblica. E' dunque vero che le cose di destra conviene farle fare alla sinistra... Preciso che io non sono di quelli che dicono "ormai fra destra e sinistra non c'è differenza" ed altre cose qualunquistiche, sono di sinistra e resto tale, ma di fronte a ciò che la sinistra ha fatto contro la scuola non posso far finta di nulla. E' grazie alle riforme berlingueriane che la scuola italiana, una fra le prime del mondo, è scivolata agli ultimi posti. Citatemi una sola misura presa dai governi di centrosinistra che abbia accresciuto significativamente gli investimenti ed abbia considerato la scuola una risorsa dalla quale dipende il futuro stesso della nazione. Perciò, critichiamo pure la Gelmini ma non dimentichiamo che la natura delle cose sta nel nascimento di esse... Queste cose le dico non per fare polemiche retroattive ma per stimolare i cervelli pensanti della sinistra a rispondere alla seguente domanda: non è che se andiamo al governo (potrebbe anche succedere!) i nostri rappresentanti pensano di ricominciare da Berlinguer? Sarebbe una catastrofe! 14-10-2010 12:54 - Bartolo Anglani
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