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Alessandro Robecchi
Certi fantasmi
Comunicazione di servizio. I disoccupati italiani sono pregati di stare fermi. Se si muovono, si confondono tra loro, se si confondono non si riesce a contarli. È per questo che la Banca d'Italia dice che i disoccupati sono l'11 per cento, mentre invece l'Istat dice che sono l'8,5 per cento. Fa una differenza di due disoccupati e mezzo su cento italiani, che non si sa dove sono, cosa fanno, come si collocano nelle statistiche. Ovvio che in un paese dove le uova vengono scambiate per bombe, due punti e mezzo di disoccupazione in più vengono scambiati per un attentato alla serenità del governo, tanto che il ministro Sacconi si è un po' alterato per i dati «ansiogeni». Come nella storiella del dito e della luna - quella famosa in cui Sacconi guarda il dito - lo scontro non è sulla disoccupazione, ma su come diavolo contarla. In soldoni (avercene!), l'Istat non calcola i disoccupati scoraggiati, cioè quelli che un lavoro nemmeno lo cercano più, mentre Bankitalia li calcola eccome. È piuttosto grottesco che se sei un disoccupato generico vieni contato e se sei un disoccupato scoraggiato, con le braccia cascate per la disperazione, l'autostima sotto i tacchi e la povertà alle calcagna non ti contano nemmeno, sei un fantasma. Del resto, anche i poveri italiani dovrebbero stare fermi. Se si muovono, si confondono tra loro, se si confondono non si riesce a contarli. Così, mentre per l'Istat gli italiani poveri sono 7 milioni e 810 mila, per la Caritas sono 8 milioni e 370 mila. Fa 560 mila poveri che oltre a essere poveri sono fantasmi, e del resto sono fantasmi anche gli altri, perché di politiche per la povertà non ce ne sono, si reputa più urgente pagare penali milionarie per i furbetti delle quote latte, che servono alla Lega, che è amica di Tremonti, che è il ministro dell'Economia, che è il capo di Sacconi e di Berlusconi. Ma si, quel tipetto allegro del miracolo italiano, ricordate? Quello dei cieli azzurri e del sole in tasca, lui, dove sarà finito, poveretto? Un altro fantasma.
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Ma questa gentaccia,non vi dirà mai la verità.
Parlano di 8% e invece i giovani italiani stanno tutti sul muretto a trafficare con i stereo,con le droghe e con il lavoro nero, che spesso diventa manovalanza per mafie e piccole bande di quartiere.
I nostri ragazzi sono arrabiati e spesso sfociano nella violenza.Ma di questo il nostro presidente del consiglio e la "talpa" che sta sul colle,non vedono nulla.Tanto nei quartieri del milanese,l'omertà e la mafia fa razza.Certo con tutta questa manodopera a basso costo!
Quando pòi finiscono sul giornale,i genitori sono pronti a dare le loro case per risolvere le loro "cazzate".Ragazzi che fanno pena.Genitori che non vedono i drammi dei loro figli e pensano che un piatto di minestra e un lettino nel corridoio,gli risolve la vita.Tanto la polveriera giovani, sta per esplodere.Sbrigatevi a scoppiare!
Tanto, se non si rompe non si aggiusta,in questo paese.Stanno tutti liticandosi il voto futuro e stanno pensando a fare una crisi provocando gli altri. Tanto i nostri ragazzi stanno nella merda.Ma come potranno prendere il nostro posto questi giovani?
Una volta erano i giovani che aiutavano i vecchi a vivere.Oggi è tutto il contrario.Siamo noi vecchi che permettiamo ai giovani di sopravvivere.Ma da oggi bisogna chiudere il rubinetto.Lo dobbiamo fare per loro.Cacciamo i nostri ragazzi dalle nostre case,così saranno costretti a lottare! 19-10-2010 19:49 - mariani maurizio