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COMMENTO
20/10/2010
  •   |   Norma Rangeri
    La censura che non c'è

    Il direttore generale della Rai che va ospite in un programma dell'azienda per discutere con un conduttore (Vespa) del comportamento di un altro conduttore (Santoro), naturalmente assente dal contraddittorio. Nel paese di Berlusconi succede anche questo. Al conflitto di interessi che manganella l'avversario (giornalista, politico o magistrato), mancava il serial delle ospitate di Mauro Masi. Ora abbiamo anche quelle.
    La pressione sull'informazione è fortissima. La Rai è, come sempre, il termometro più sensibile del Palazzo, le vicende santoriane sono un avvertimento. Poi altri editti seguiranno. Per esempio «l'odioso» Report o il prossimo programma con Saviano. La guerra interna alla leadership berlusconiana riverbera negli attacchi alle leadership televisive (Santoro, Fazio, Gabanelli...) con una nobile gara a chi, tra i caporali, riesce a dimostrare di essere ancora fedele al re.
    C'è poi un'altra guerra, non dichiarata davanti alle telecamere, purtroppo mai neppure nominata dalle star della tv minacciate di bavaglio. Come se i tagli ai giornali non fossero una censura altrettanto odiosa. È una guerra che ci riguarda direttamente e duramente, perché mette a rischio la stessa sopravvivenza del giornale. La vignetta di Vauro lo segnala ogni giorno con il suo esangue malato bisognoso di una trasfusione di abbonamenti. Che cominciano ad arrivare (troppo lentamente). I lettori scrivono, ci sono vicini, offrono consigli su come migliorare il giornale, ma stentano a credere che effettivamente questa volta le nostre vicende possano giungere a un punto di non ritorno. «Ho venti anni, sono un vostro appassionato neo lettore, spero proprio che la notizia di una imminente chiusura sia un falso allarme», scrive Giovanni sul nostro sito. Purtroppo l'allarme non è mai stato così reale, mai ci siamo trovati di fronte alla mancanza dei fondi pubblici dell'editoria come accadrà quando verificheremo che nella legge finanziaria il governo di Berlusconi e Tremonti lascerà a secco decine di giornali, noi compresi e, direi, noi soprattutto. Perché siamo una vera cooperativa, perché non siamo legati a un partito, perché non abbiamo finanziatori di altro genere. Noi soprattutto perché siamo tra quelli che rischiano di più.


I COMMENTI:
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  • VESPA IL CONDUCTOR TELEVISIVO RAI, E' IL PIU' PAGATO DELLA TV DI STATO. E' L'UOMO CHE NON DELUDE MAI IL POTERE DI QUALSIASI COLORE ESSO SIA. FU IL GIORNALISTA RAI CHE DISSE CHE LUI PRENDE SOLO ORDINI DA PIAZZA DEL GESU' SEDE DELLA VECCHIA DC, PARTITO DI POTERE. BONTA' SUA. COME SI FA A NON CREDERE CHE L'ITALIA DI OGGI NON SIA UN REGIME??? 21-10-2010 09:50 - ernesto
  • Mi chiedevo come mai alla direzione del manifesto era stata chiamata quella che si occupava di televisione, ora comincio a capire... la lotta di classe al quotidiano "comunista" non interessa più, se non come specchietto per le allodole per farsi leggere anche da qualche proletario, ciò che interessa è sopravvivere, e visto che c'è bisogno dei fondi pubblici bisogna fare la parte della Repubblica (intesa come giornale) dei poveri e attaccare il governo infame che ha daciso di tagliare i finanziamenti, così la lotta per la propria sopravvivenza viene camuffata da lotta per la libera informazione, e chi meglio della Rangeri poteva guidare questa lotta?
    Come andrà a finire non lo so, so però che se il manifesto dovesse chiudere basterà leggere le notizie sulla versione originale "La Repubblica"... 21-10-2010 09:45 - Alessandro
  • ANNULLARE UNA VOCE CRITICA E INDIPENDENTE COME IL MANIFESTO RISPONDE A PIENO ALLA STRATEGIA VOLUTA DALL'ATTUALE SISTEMA DI POTERE CHE HA COME SCOPO QUELLO DI IMPORRE IN ITALIA LA SOLA VOCE DEL PADRONE FATTA DI VELINE, CRONACA NERA PROPINATA A DOSI DA CAVALLO ,CALCIO VIOLENZA E...OTTIMISMO.
    PIU'CHE UN AUTOCRITICA IN QUESTO MOMENTO È FONDAMENTALE CONTRASTARE QUESTO GOVERNO AUTORITARIO E APPOGGIARE CON TUTTE LE FORZE UN BALUARDO DELLA DEMOCRAZIA.LUNGA VITA AL MANIFESTO! 21-10-2010 02:08 - ANTONIO
  • Sono d'accordo sia con Maurizio Mariani quando dice che ormai è pieno di persone che "ci contano i peli che ci escono dalle mutande" (e questo è uno dei motivi per cui il Manifesto vende sempre di meno), sia con l'analisi fatta da Marco Cerioni, soprattutto la conclusione.
    La sinistra in Italia è in pericolo, tutta la sinistra i partiti, i gornali, le associazioni, i movimenti. E' stato un duro lavoro che la destra ha fatto in questi ultimi 16 anni, ma alla fine è riuscita. Basta pensare che quello che subiamo oggi, solo 10 anni fa ci sembrava impossibile, ma soprattutto 10 anni fa la gente si arrabbiava e scendeva in piazza.
    Adesso tutto tace.
    Nessuno fa più nulla.
    Alla fine è anche colpa nostra, di noi che siamo di sinistra. Non ci battiamo più come prima, siamo stanchi, disillusi, tristi e pessimisti.
    Forse Il Manifesto è un giornale che semplicemente non meritiamo più 21-10-2010 00:06 - Riccardo Gatani
  • Sono d'accordo che la sinistra in Europa e soprattutto in Italia non ha superato il trauma della caduta del Comunismo in Unione Sovietica, che era una potenza nucleare pari agli Usa capace di dare un valido contributo, economico e ideologico alla sinistra stessa. Quello che è accaduto poi è il disastro fascista soprattutto in Italia e in mezza Europa e anche una completa indisciplina sotto tutti i fronti nel resto del mondo. Uscì internet, in cui ognuno dice quello che gli pare, e servì alle destre per darci un contentino e prenderci tutti per il culo facendo i cazzi loro a go-go. Internet altro non è che la deriva della morale tra i giovani e meno giovani di tutto il mondo. Poi ci furono le grandi fonti mediatiche (Stream, Sky, i decoder satellitari, i telefonini, il GPS e tutte le tecnologie in crescita esponenziale) fatte per farci perdere il lume della ragione e lo spirito critico, ed imputo a questa premessa di falsa libertà la perdita della morale e del lume della ragione di molti poveri o comunque non ricchi o privilegiati che votano per le destre. E' stata una escalation, in cui molti di sinistra sono passati alla destra, la quale fa gli interessi di un Berlusconi che da sedici anni, dopo che non c'era più Craxi a difenderlo, è sceso in campo per non farsi processare (solo per quello), e gli interessi della peggior gente d'Italia (mafiosi, imprenditori ladri ed evasori fiscali). Questo fu tutto un sistema che aspettava di esplodere non appena fosse caduto il muro di Berlino, che ci pensò Giovanni Paolo II a farlo cadere. Il Papa di oggi non è male, ma quello lì ha rovinato il mondo intero. Se prima c'era possibilità di un confronto, oggi non c'è più, perché il vento tira da una sola parte, e sei quasi costretto a votare destra perché la sinistra non esiste. Questo ha tirato su una nuova generazione completamente immorale e depravata, con droga, sesso immorale e fretta di crescere per raggiungere l'America, la quale sta nella testa di tutti i giovani. I giovani che vogliono il successo come attori, o come persone dello spettacolo si sono dimenticati che i loro nonni scaricavano con la pala i camion di ghiaia, e vogliono il successo perché si sentono tutti "Americani". E pensare che c'è l'America di Obama che non piace neanche a Berlusconi, perché a tratti Obama sembra socialista. Comunque il socialismo nel mondo è sparito, e senza una contropartita al liberismo, non vi è futuro. Questa è la mia analisi politica, storica, culturale e sociale di quanto è successo dal 1989 ad oggi. Ristagniamo, e il futuro è incerto. Per salvare il giornale occorrono sì i nostri contributi, e farò quanto mi sarà possibile, ma la sinistra, unica fonte di vera libertà, oggi è in serio pericolo, dunque anche i loro quotidiani. 20-10-2010 22:16 - marco cerioni
  • "...con un chiaro, esplicito legame organico con le organizzazioni sioniste, in Italia e all'estero..."

    socialisti imbecilli (nell'accezione marxiana) come questo qui, Manifesto caro mio bello, te li stai coltivando tu con la campagna anti-Israele che stai conducendo. e hai pure il coraggio di indignarti per il taglio dei finanziamenti di stato in tuo favore.


    p.s.

    un articolo sul professore negazionista di Teramo vi faceva schifo scriverlo? rischiavate di perdere una fetta di lettori "antisionista"? 20-10-2010 20:46 - lpz
  • spero di tranquillizzare tutti santoro non rischia niente, masi è un cane che abbaia ma non morde, non perchè B. sia una persona che ha a cuore la libertà di espressione e di stampa, ma per il semplice motivo che santoro potrebbe fare lo stesso programma su un altro canale televisivo, come la 7 o cielo senza alcuna censura togliendo pubblicità alla rai e alla mediaset. e B alla pubblicità ci tiene molto. per quel che riguarda il manifesto il problema del calo delle vendite e dei tagli ai finanziamenti e un problema che riguarda tutta la sinistra italiana, arriva da lontano e riguarda l'incapacità della sinistra italiana di superare la crisi aperta dopo la caduta del muro di berlino, l'italia è il paese più a destra d'europa, tutto ciò è dimostrato anche dal fatto che nonostante i problemi che angustiano il governo il centro-sinistra probabilmente perderebbe le elezioni se si svolgessero ora. 20-10-2010 19:35 - massi
  • Se mi posso permettere, un buon modo per cercare di salvare il Manifesto e', da parte dei suoi giornalisti e del Direttore, continuare a dare un'informazione corretta e critica. Non e' possibile accettare queste difese d'ufficio dei Fazio-Saviano-Benigni (non si possono mischiare con il caso Gabanelli e Santoro, non e' la stessa cosa). Si tratta di personaggi dello spettacolo certamente bravi e simpatici, ma distanti dalle esigenze dei lavoratori e con un chiaro, esplicito legame organico con le organizzazioni sioniste, in Italia e all'estero. Basterebbe questo per rendersi conto che tutta questa storia della censura contro di loro e' una pagliacciata montata dai loro amici come De Benedetti, che certo non corre ad aiutare Il Manifesto. Non verranno censurati. Un'altra ragione per cui si e' creata per loro una grande campagna di supporto, e' che sono prodotti dalla Endemol. Il proprietario della Endemol e' Silvio Berlusconi. 20-10-2010 19:06 - giuliano campo
  • Certo che la "banda" del B. le sa sparare grosse. Però ai "verdi" resta il... primato. 20-10-2010 18:52 - maralb
  • Se oggi Vespa parla di Santoro in TV con chi lo vuole per strada è anche colpa di Andrea.
    Si perche Andrea,invece di guardare la paiuzza che sta nell'occhi dei compagni del Manifesto,pòi non riesce a vedere che si stanno fregando la nostra nazione antifascista,nata dalla resistenza.
    Domando ad Andrea,ma perche non vai d'avanti al cavallo della RAI e non aspetti questi mascalzoni e gli tiri un colosseo di "cartone"?
    Stai sempre a guardare i compagni che ce la mettono tutta, per dare una informazione seria,senza i milioni di Berlusconi.
    Ma perche non ti incazzi, con chi sta facendo carne di maiale della nostra libertà e dell'informazione.Se hai saputo qualche cosa di serio e di vero,lo hai letto su questo giornale.Santoro,e alcuni altri come quelli del Manifesto,sono rimasti come bandiere a testimoniare una Italia democratica e libera e tu invece di schierarti con noi,ci stai sempre a contare i peli che ci escono dalle mutande.Io non lo dico per quelli del Manifesto, che non hanno bisogno di un "avvocato" come me,ma lo dico per te che se continui così,diventerai a breve,una persona ridicola!
    Non ti arrabiare,che le critiche fanno sempre bene! 20-10-2010 17:44 - mariani maurizio
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