-
|
Norma Rangeri
La censura che non c'è
Il direttore generale della Rai che va ospite in un programma dell'azienda per discutere con un conduttore (Vespa) del comportamento di un altro conduttore (Santoro), naturalmente assente dal contraddittorio. Nel paese di Berlusconi succede anche questo. Al conflitto di interessi che manganella l'avversario (giornalista, politico o magistrato), mancava il serial delle ospitate di Mauro Masi. Ora abbiamo anche quelle.
La pressione sull'informazione è fortissima. La Rai è, come sempre, il termometro più sensibile del Palazzo, le vicende santoriane sono un avvertimento. Poi altri editti seguiranno. Per esempio «l'odioso» Report o il prossimo programma con Saviano. La guerra interna alla leadership berlusconiana riverbera negli attacchi alle leadership televisive (Santoro, Fazio, Gabanelli...) con una nobile gara a chi, tra i caporali, riesce a dimostrare di essere ancora fedele al re.
C'è poi un'altra guerra, non dichiarata davanti alle telecamere, purtroppo mai neppure nominata dalle star della tv minacciate di bavaglio. Come se i tagli ai giornali non fossero una censura altrettanto odiosa. È una guerra che ci riguarda direttamente e duramente, perché mette a rischio la stessa sopravvivenza del giornale. La vignetta di Vauro lo segnala ogni giorno con il suo esangue malato bisognoso di una trasfusione di abbonamenti. Che cominciano ad arrivare (troppo lentamente). I lettori scrivono, ci sono vicini, offrono consigli su come migliorare il giornale, ma stentano a credere che effettivamente questa volta le nostre vicende possano giungere a un punto di non ritorno. «Ho venti anni, sono un vostro appassionato neo lettore, spero proprio che la notizia di una imminente chiusura sia un falso allarme», scrive Giovanni sul nostro sito. Purtroppo l'allarme non è mai stato così reale, mai ci siamo trovati di fronte alla mancanza dei fondi pubblici dell'editoria come accadrà quando verificheremo che nella legge finanziaria il governo di Berlusconi e Tremonti lascerà a secco decine di giornali, noi compresi e, direi, noi soprattutto. Perché siamo una vera cooperativa, perché non siamo legati a un partito, perché non abbiamo finanziatori di altro genere. Noi soprattutto perché siamo tra quelli che rischiano di più.
- 31/10/2010 [19 commenti]
- 29/10/2010 [33 commenti]
- 28/10/2010 [39 commenti]
- 28/10/2010 [3 commenti]
- 27/10/2010 [2 commenti]
- 26/10/2010 [18 commenti]
- 25/10/2010 [12 commenti]
- 24/10/2010 [3 commenti]
- 23/10/2010 [1 commenti]
- 22/10/2010 [9 commenti]
- 21/10/2010 [14 commenti]
- 20/10/2010 [14 commenti]
- 19/10/2010 [1 commenti]
- 18/10/2010 [6 commenti]
- 17/10/2010 [2 commenti]
- 16/10/2010 [10 commenti]
- 15/10/2010 [10 commenti]
- 14/10/2010 [9 commenti]
- 13/10/2010 [2 commenti]
- 12/10/2010 [17 commenti]
- 11/10/2010 [47 commenti]
- 09/10/2010 [30 commenti]
- 08/10/2010 [6 commenti]
- 05/10/2010 [77 commenti]
- 03/10/2010 [28 commenti]
- 03/10/2010 [6 commenti]
- 02/10/2010 [10 commenti]
- 01/10/2010 [18 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Come andrà a finire non lo so, so però che se il manifesto dovesse chiudere basterà leggere le notizie sulla versione originale "La Repubblica"... 21-10-2010 09:45 - Alessandro
PIU'CHE UN AUTOCRITICA IN QUESTO MOMENTO È FONDAMENTALE CONTRASTARE QUESTO GOVERNO AUTORITARIO E APPOGGIARE CON TUTTE LE FORZE UN BALUARDO DELLA DEMOCRAZIA.LUNGA VITA AL MANIFESTO! 21-10-2010 02:08 - ANTONIO
La sinistra in Italia è in pericolo, tutta la sinistra i partiti, i gornali, le associazioni, i movimenti. E' stato un duro lavoro che la destra ha fatto in questi ultimi 16 anni, ma alla fine è riuscita. Basta pensare che quello che subiamo oggi, solo 10 anni fa ci sembrava impossibile, ma soprattutto 10 anni fa la gente si arrabbiava e scendeva in piazza.
Adesso tutto tace.
Nessuno fa più nulla.
Alla fine è anche colpa nostra, di noi che siamo di sinistra. Non ci battiamo più come prima, siamo stanchi, disillusi, tristi e pessimisti.
Forse Il Manifesto è un giornale che semplicemente non meritiamo più 21-10-2010 00:06 - Riccardo Gatani
socialisti imbecilli (nell'accezione marxiana) come questo qui, Manifesto caro mio bello, te li stai coltivando tu con la campagna anti-Israele che stai conducendo. e hai pure il coraggio di indignarti per il taglio dei finanziamenti di stato in tuo favore.
p.s.
un articolo sul professore negazionista di Teramo vi faceva schifo scriverlo? rischiavate di perdere una fetta di lettori "antisionista"? 20-10-2010 20:46 - lpz
Si perche Andrea,invece di guardare la paiuzza che sta nell'occhi dei compagni del Manifesto,pòi non riesce a vedere che si stanno fregando la nostra nazione antifascista,nata dalla resistenza.
Domando ad Andrea,ma perche non vai d'avanti al cavallo della RAI e non aspetti questi mascalzoni e gli tiri un colosseo di "cartone"?
Stai sempre a guardare i compagni che ce la mettono tutta, per dare una informazione seria,senza i milioni di Berlusconi.
Ma perche non ti incazzi, con chi sta facendo carne di maiale della nostra libertà e dell'informazione.Se hai saputo qualche cosa di serio e di vero,lo hai letto su questo giornale.Santoro,e alcuni altri come quelli del Manifesto,sono rimasti come bandiere a testimoniare una Italia democratica e libera e tu invece di schierarti con noi,ci stai sempre a contare i peli che ci escono dalle mutande.Io non lo dico per quelli del Manifesto, che non hanno bisogno di un "avvocato" come me,ma lo dico per te che se continui così,diventerai a breve,una persona ridicola!
Non ti arrabiare,che le critiche fanno sempre bene! 20-10-2010 17:44 - mariani maurizio