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COMMENTO
26/10/2010
  •   |   Gaetano Azzariti
    La solitudine di Berlusconi

    È certamente irrituale la lettera di Napolitano al presidente della Commissione affari costituzionali del Senato per manifestare forti perplessità in merito alla proposta di legge costituzionale sulla sospensione dei processi. Ciononostante a me pare del tutto giustificata in considerazione dello stato di emergenza costituzionale cui tenta di far fronte. Il presidente della Repubblica - garante degli equilibri politico-costituzionali e del sistema dei poteri - non può rimanere silente dinanzi a ipotesi che appaiono «viziate da palese irragionevolezza»; tanto meno può tacere nel caso in cui esse incidono sullo «status complessivo del Presidente della Repubblica riducendone l'indipendenza nell'esercizio delle funzioni». Devono dunque essere prese molto sul serio le parole del capo dello Stato che hanno lo scopo di salvaguardare la superiore legalità costituzionale e non possono invece essere ridotte a questioni di mera politica-politicante. Anzi, a ben vedere, il primo significato da attribuire all'intervento presidenziale è proprio quello che non tutto può essere sacrificato sull'altare della politica. Così, il compromesso raggiunto tra le forze di maggioranza (e una parte dell'opposizione) per trovare una via d'uscita alle vicende personali del signor Berlusconi incontra un limite invalicabile: il rispetto dei principi supremi dell'ordinamento costituzionale. Sono questi ultimi - quei principi che neppure una legge costituzionale può violare - a essere messi in gioco e su cui richiama la nostra attenzione la lettera del Presidente.
    Sarà pur vero - come ha precisato il Quirinale - che le «conseguenze politiche» annunciate dopo la lettera sono «del tutto estranee» agli «intendimenti del capo dello Stato», rimane fermo però che il significato costituzionale della lettera presidenziale non può essere disatteso dal mondo politico e dall'attuale maggioranza. Il richiamo è stato formulato sia su un piano generale (in relazione alla «scelta d'innovare la normativa vigente prevedendo che la sospensione dei processi penali riguardi anche il Presidente della Repubblica») sia su un punto specifico (nella parte in cui consente alla maggioranza semplice di far valere la responsabilità penale del Presidente). Alcuni esponenti della maggioranza ritengono sufficiente eliminare il profilo specifico sollevato per risolvere la questione: basterebbe cancellare il voto del Parlamento e rendere automatica (salvo rinuncia dell'interessato) la sospensione dei processi. Un esito che non affronterebbe affatto la questione di fondo denunciata dal presidente della Repubblica. La richiesta è quella di non trascinare il capo dello Stato in una vicenda che non ha nulla a che fare con il ruolo e le funzioni di garanzia. Ciò che si auspica è di lasciare solo il presidente del Consiglio al suo destino e alle sue contorsioni processuali, senza coinvolgere le altre istituzioni repubblicane.
    C'è poi un ulteriore problema. Che non poteva essere sollevato da Napolitano, ma che mi sembra l'altra faccia del ragionamento presidenziale. E riguarda la possibilità che la sospensione operi esclusivamente per Berlusconi. Per dare una risposta motivata e non ideologica è opportuno guardare alla finalità della norma, la quale è stata espressa con nettezza pochi giorni addietro con l'approvazione - da parte della Commissione affari costituzionali del Senato - della previsione di retroattività della sospensione dei processi nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri, oltre che del presidente della Repubblica. Francamente sono apparse un po' ipocrite le lamentele e le sorprese manifestate da parte di «anime belle». È, infatti, a tutti noto che la ragione principale (per non dire unica) che induce la maggioranza a modificare il testo della Costituzione è proprio quella di impedire lo svolgimento dei processi a carico di Berlusconi per delitti commessi, secondo l'ipotesi accusatoria, prima dell'assunzione della carica di presidente del Consiglio. In certo senso è quasi un bene che si sia resa esplicita la finalità perseguita dal legislatore costituzionale: emerge così, senza possibilità di dubbio, il carattere aberrante della proposta.
    Ora, poi, con l'abbandono anche del capo dello Stato, si fa palese la finalità della modifica costituzionale proposta. Non uno scudo per le alte cariche dello Stato a garanzia del sereno svolgimento delle funzioni cui esse sono preposte, ma una misura di natura personale che riguarda le specifiche vicende processuali di un singolo esponente politico: l'attuale presidente del Consiglio.
    Ed è proprio la vicenda personale del presidente del Consiglio che si mostra sempre più incompatibile con la Costituzione. L'idea di poter modificare il testo della nostra legge «suprema» per impedire che giungano a conclusione dei processi intentati contro Silvio Berlusconi non può trovare cittadinanza in nessun sistema costituzionale degno di tale nome. E che di questo si tratti è ormai esplicito, caduti tutti i veli che coprivano la vergogna. Basta pensare alla «sinfonia degli addii» che ha caratterizzato la lunga catena dei «lodi» salva-premier: nella prima versione («lodo Schifani») erano quattro le alte cariche che circondavano il vero protagonista della storia, nella versione successiva («lodo Alfano») esce di scena il presidente della Corte costituzionale, infine nell'ultima versione «costituzionalizzata», attualmente in discussione, scompaiono i due presidenti delle Camere. Ora il duetto rimasto si scompone: eclissatosi per sua volontà il capo dello Stato, rimane in solitudine il presidente del Consiglio.
    Rimasto solo, in mezzo al palco della politica, sembra che il protagonista della nostra storia non sappia più come continuare a incantare il pubblico, appare incerto, frastornato, stonato. Eppure è chiaro che a questo punto vi è una sola via d'uscita. Smettere di suonare.


I COMMENTI:
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  • un piccolo commento al Sig. Enzo (forse la maiuscola gli fa piacere): anche Hemingway era di sinistra, tanto che, da giornalista durante la guerra civile in Spagna, si uní alle Brigate Internazionali, Partigiani (va bene il maiuscolo o è un errore grammaticale?) provenienti da tutto il mondo per combattere il fascismo internazionale. beh, dopo le nozioni di storia e letteratura, devo dire che mi rattristisce pensare non che una persona voti per il Sig. Presidente del Cosiglio Berlusconi (contento?), ma che sia disposto a fare l'avvocato del diavolo (corna non volute, chiedo scusa) pur di difendere i potenti, di sentirsi bene a dare a una persona potere assoluto e uno stato sia giuridico che personale diverso dalle altre persone, "superiore". è chiaro che anche in Italia siamo arrivati allo "scontro di civiltà", in un altro senso però: cosa significa "civiltà"? garantire stessi diritti a tutte/i, o garantire impunità ai potenti, solo perchè eletti dagli italiani? 26-10-2010 22:53 - Massimo Chindamo
  • tu pensa che casino c'è in atto per dare a un cittadino, ultraricco , privilegi che agli altri 60 milioni sono negati. Incredibile . 26-10-2010 19:15 - riccione
  • Piero, suppongo lei non abbia mai sostenuto un'esame di giurisprudenza, eppure sostiene con una certa superbia che il sig. Azzariti (sig. minuscolo, sì, non essendo un titolo nobiliare ma onorifico) sbagli deliberatamente definendo "delitti" gli eventuali illeciti compiuti dal "sig."Berlusconi (si tratta per la legge di una persona fisica come tutti noi, non conta la qualifica di Presidente del Consiglio). Ebbene volevo informarLa che i reati si distinguono in DELITTI e CONTRAVVENZIONI; tecnicamente la tipologia di reati che si ipotizza abbia commesso il suddetto, dicasi "delitti". Saluti da uno studente di giurisprudenza che prima di parlare cerca di avere cognizione di causa. 26-10-2010 16:35 - Dominus
  • Premetto che non sono a favore di una qualsiasi legge che impedisce di procedere giuridicamente e/o penalmente verso chicchessia. Siamo però di fronte ad un problema. Sono 15 anni Che Berlusconi è soggetto a provvedimenti giudiziari di ogni tipo. Provvedimenti che per quanto mi risulta non lo hanno mai visto giudicato colpevole. I casi sono 2 (per lo meno) o è effettivamente innocente o la legge ha dei bachi tali che permette in maniera continuata e reiterata di aggirare le condanne. C’è da dire che se la magistratura avesse la stessa caparbia determinazione verso altri personaggi, probabilmente ci sarebbero meno delinquenti in giro… ed invece gli assassini escono per buona condotta, i pirati della strada non subiscono pena alcuna, i grandi truffatori (vedi caso Parmalat) sono a piede libero, ecc.. i magistrati che indagano su Berlusconi diventano eroi mediatici, quelli che tentano di indagare su D’Alema, vengono trasferiti… qualcosina di strano c’è! Onestamente ho giudizi personali su entrambe, ma restano tali, invece quando si parla di Berlusconi si danno giudizi che sembrano sentenze. Ma le sentenze non si emettono SOLO nei tribunali? Anche qui c’è qualcosa che non va. Purtroppo non ho risposte come credo nessuno di voi, giornalisti compresi! Penso solo che sarebbe meglio offrire al paese un’alternativa a Berlusconi piuttosto che puntare ad eliminarlo. Questo per due semplici motivi. Primo, se ci fosse un’alternativa probabilmente molti italiani la accoglierebbero volentieri. Secondo, se si eliminasse Berlusconi… chi si mette al suo posto?!?! L’opposizone è il vuoto! E scusatemi ma con le ideologie non si fa un paese. 26-10-2010 15:49 - fabio
  • Concordo con l'analisi di piero sul contenuto dell'articolo.Purtroppo gli uomini di sx(grazie a Dio non tutti(es.Ciamparino,Cacciari,ecc.)hanno un pessimo giudizio (da sempre)verso chi non la pensa come loro.Ho impresso nella mente una frase del grande scrittore statunitense HERNEST HEMINGWAY:CHI DISPREZZA HA UN PROBLEMA SERI,SI SENTE INFERIORE,sembra rivolto alla sinistra italiana(ma ancora esiste?).Per quando riguarda Berlusconi e i suoi problemi con la magistratura,anche un idiota capirebbe che è un accanimento PERSECUTORIO(godono pensando di fottere,ma è solo sesso solitario e triste).Perchè il Cavaliere è sempre votato nelle urne?perchè gli italiani non si fidano dei magistrati politicizzati.E loro che fanno:vanno in Tv a MOSTRARSI,ESTERNARE,PARLARE,ACCUSARE,la smettessero di mostrarsi,sono uomini di legge non politici.Perchè solo in Italia succede ciò?non si possono fermare?.Ma non c'è una legge che vieta a questi magistrati di parlare i politica,se non c'è bisogna farla.Ringrazio Dio di non aver mai a che fare con UN TRIBUNALE,mi vengono i brividi nel pensare che di pietro e de magistris erano "LA CREMA"(avariata) di questa casta intoccabileora purtroppo(per noi italiani)sono entrati in politica (ma che c'azzeccano)e vi hanno portato(purtroppo)un cinismo brutale,DIRETTO A DISTRUGGERE INVECE CHE A COSTRUIRE.Riforma della giustizia immediata,gli italiani non vogliono che costoro SUPPLISCANO ALLA POLITICA(è dittatura di questa casta)e pensando a ciò mi vengono i brividi lungo la schiena. 26-10-2010 14:10 - enzo
  • x signor Piero: ma lei sa cosa ha fatto il signor Berlusconi nella sua vita ? E non lo trovo dispregiativo quel "signor", anzi! Forse perché il PRESIDENTEDELCONSIGLIO non lo è per nulla!!!. Si tolga le fette di salame dagli occhi, e come lei qualche milione di concittadini! 26-10-2010 13:33 - Fon
  • Solo, frastornato, stonato, che non può continuare a incantare. Mai m'ha incantato(anche se miei figli dicono che sono un serpente).Perche smeta di suonare siamo noi che dobbiamo toglierli i violino delle mani e far valere la Costituzione che prevede che il personaggio venga alloggiato in carcere. 26-10-2010 12:57 - ines cainer
  • Gaetano, sa dove sta la sua(vostra) pochezza, non nei contenuti dell'articolo che si possono condividere o meno, ma nell'ostentato disprezzo che lei dimostra verso le istituzioni che non sono della sua parte politica. Lei si riferisce a Napolitano chiamandolo giustamente "Presidente della Repubblica", e non "sig. Napolitano", cosa che invece fa, da solito copione dispregiativo, con quel "sig. Berlusconi" (sig. volutamente minuscolo). Non soddisfatto, scrive di "delitti commessi" da Berlusconi. Lei cosa intende per delitto,una violazione grave di una norma penale per la quale siano previste le pene dell'ergastolo?
    O era solo un'espressione volutamente esagerata, per denigrare e sfogare il suo livore. Se malauguratamente qualcuno della sua famiglia dovesse macchiarsi di alcuni delitti, le auguro siano solo "delitti berlusconiani" e non di altro tipo, questo in particolare per le vittime. 26-10-2010 12:39 - Piero
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