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COMMENTO
28/10/2010
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    Tre o quattro cose su Néstor Kirchner

    Néstor Kirchner era quasi un carneade quando, agli inizi del 2003, si presentò sulla scena politica nazionale del suo paese candidandosi alla presidenza. L'Argentina era sull'orlo del collasso. Il Fondo monetario e gli Stati uniti, dopo averla indicata e «spinta» come una «world class success story», l'avevano lasciata affogare. Il paese era sconvolto dal «corallito» (in pratica il sequestro) dei conti bancari e dai «cacerolazos» che rimbombavano ogni notte nelle strade di Buenos Aires. I nuovi poveri, che avevano perso tutto - lavoro, casa, soldi, speranza - erano accampati davanti al Congresso. Era il risveglio tragico dopo l'ubriacatura dei tempi in cui un «peso» valeva un dollaro, il risultato della politica criminosa dell'ultra-liberista Carlos Menem, osannato fin quasi all'ultimo come una dei grandi esponenti della nuova generazione di leader che avevano riportato l'America latina sulla retta via dopo il ritorno alla «democrazia», quando le dittature gorilla del ventennio precedente non servivano più. I Menem in Argentina, i Cardoso in Brasile, i Fujimori in Perù, i Sanchez de Lozada in Bolivia, i Caldera in Venezuela.
    Menem, prima del crollo , era un illusionista affascinante, Kirchner era un provinciale con poco appeal e con un carattere scorbutico. Entrambi peronisti e il peronismo in Argentina può essere di tutto e di più. Un'incognita.
    In effetti, da presidente fu una sorpresa. Ma, questa volta, una sorpresa positiva. Forse non era «di sinistra», almeno sulla base degli standard con cui noi europei valutiamo la sinistra. Forse, in un certo senso, era «populista», ciò che noi europei aborriamo soprattutto adesso che l'Europa pullula di governanti e leader populisti di destra ed estrema destra, xenofobi e razzisti. Forse, più semplicemente, era un uomo di centro-sinistra, per quanto peronista. 
    Ha certo commesso molti errori. E' probabile che le accuse di corruzione che l'hanno investito non fossero false (ma quale politico in quale paese, anche del Primo mondo, può chiamarsi fuori dal perverso mix politica-affari?). Ma ha fatto e sarà ricordato per almeno tre o quattro cose che ne hanno fatto un grande presidente.
    Una, avere rotto con il micidiale (e criminale) modello neo-liberista impiantanto in Argentina (e in America latina) nella decade degli anni '90, responsabile delle devastazioni sociali ed economiche che poi portarono, come effetto, alla sfilza di presidenti «di sinistra» o progressiti dei primi dieci anni del secolo XXI (lo si chiami socialismo o no), i Lula, gli Evo Morales, i Correa, i Lugo, i Mujica.
    Due, avere rotto con lo schema del debito eterno e della subalternità invincibile al Fondo monetario e alla Banca mondiale. Uno dei momenti più alti della presidenza Kirchner fu quando, a metà anni '90, restituì anticipatamente i 9.5 miliardi di dollari (prendendoli dalle riserve, ciò che fece ululare l'opposizione e gli economisti) che l'Argentina doveva all'Fmi, praticamente espellendolo dal paese. Rilanciando - certo, anche grazie alla congiuntura internazionale - l'economia a ritmi cinesi e intaccando la povertà. 
    Tre, avere abbracciato quella ricerca della faticosa integrazione dell'America latina di cui la spocchiosa Argentina - più «europea» e «americana» che latino-americana - non aveva mai mostrato, prima, alcun interesse.
    Quattro e ultimo, ma più importante di tutti, l'annullamento della politica del «perdono e oblio» rispetto ai genocidi della dittatura militare.


I COMMENTI:
  • Desidero ricordare una frase molto semplice di nestor Krichner : "Sapiamo dove vogliamo andare, ma ancora di piu dove non vogliamo tornare" 28-10-2010 21:24 - nestor timpanaro
  • meta anni 90? No, fue se non sbaglio nel 2005! 28-10-2010 19:40 - bruno
  • OTTIMO RICORDARE LA FIGURA DEL PRESIDENTE KIRCHNER!!!!!

    figura STRAORDINARIA DEL LEADER che ha strappato l'ARGENTINA DAL BARATRO CHE AVEVA PRODOTTO QUESTO PAESE L'IMPERO MONDIALE ED IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE...
    Presidente della UNASUR...grande protagonista del nuovo continente Sud Americano, baluardo anti imperialista...grande e fidato amico del Comandante CHAVEZ e dei governi bolivariani...
    La sua morte rafforzera' negli Argentini la volonta di proseguire sulla strada della indipendenza ed il riscatto dai gangsters dell'impero Yanqui europeo......
    NESTOR E' GIA UNA FIGURA LUMINOSA ED IMMORTALE DEL NUOVO MONDO POSSIBILE ...con BOLIVAR,MARTI,SANDINO ,EL CHE !!!FIDEL,CHAVEZ,EVO,LULA,MUIJCA, ORTEGA,ED ALTRI PRESIDENTI DEL NUOVO MONDO ANTI-IMPERO ASSIEME AI PATRIOTI DELLA RESISTENZA COLOMBIANA CON IL LEGGENDARIO MANUEL MARULANDA VELEZ "TIRO FIJO"
    PRESIDENTE NESTOR PRESENTE!
    OTRO MUNDO ES POSIBLE
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE 28-10-2010 12:50 - CARLOS
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