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Fabrizio Tonello
Quando il capo rifiuta ogni freno
Sesso e potere hanno una lunga storia in comune dall'antica Grecia fino ai giorni nostri, passando per Machiavelli e Cicerone. L'immaginario collettivo dell'Europa moderna si è nutrito di guerra di Troia (scoppiata per le grazie di Elena), madame Pompadour con Luigi XIV, John Kennedy con Marilyn Monroe e Bill Clinton con Monica Lewinsky. I casi di cui Berlusconi è protagonista a ripetizione invadono quindi i giornali non solo per pruriginosi interessi di cassetta ma perché toccano corde profonde della società.
Oggi non se ne discute più nelle taverne, nelle piazze o sul sagrato delle chiese ma in televisione, il che impoverisce il dibattito e distorce la prospettiva ma, poiché la televisione non può essere disinventata, c'è ben poco da fare se non cercare di capire di cosa esattamente si sta parlando. Forse si farebbe un piccolo passo avanti se si riconoscesse che sul tema si scontrano due visioni del problema: quella dell'etica pubblica e quella della società dei consumi, quella della libertà dei cittadini e quella della libertà dei servi.
Tutto, in realtà, era già stato detto nelle battute iniziali di Antonio e Cleopatra di Shakespeare, dove l'amico di Antonio Filone dice: «Però, questa frenesia del nostro generale comincia a passare la misura. Quei suoi occhi superbi che fiammeggiavano su schiere e coorti come quelli di Marte in assetto di guerra ora li china al suolo (...) il suo grande cuore di condottiero (...) adesso rifiuta ogni freno, è diventato mantice e ventaglio per raffreddare gli ardori di una zingara».
Sta tutto qui, nelle tre parole «reneges all temper», rifiuta ogni freno, un peccato capitale per i generali e i leader politici, che devono dare prova di saper controllare le proprie pulsioni sessuali. Ciò è necessario perché è il test della loro capacità di dominarsi in generale, di saper prendere decisioni sottraendosi all'ira o ad altre emozioni, un ovvio requisito per ben governare. Se così non fosse, i piaceri della carne ben presto farebbero dimenticare i doveri di stato: nella stessa scena Antonio non vuole ascoltare un messaggero e dice: «Si sciolga nel Tevere Roma, crolli il grande arco del suo ordinato impero. Qui è il mio respiro, i regni sono d'argilla». E, così dicendo, bacia Cleopatra.
Ma è possibile coltivare un'etica repubblicana in una società dei consumi che ha il corpo delle giovani donne come passepartout per vendere qualsiasi cosa? Non il denaro ma il corpo femminile è la merce di scambio universale nella società dello spettacolo. Questo non può che saldare l'invidia popolare per chi può realizzare il desiderio maschile con modelli sociali in cui le donne ricominciano a vedere come naturale usare il proprio corpo come strumento di scalata sociale. I vecchi satiri, se dotati di ricchezza e potere, producono giovani aspiranti veline, soubrette e quant'altro: da Noemi a Patrizia D'Addario che voleva sbloccare la sua concessione edilizia fino a Ruby che si fa scarcerare dopo un furto.
Berlusconi trova quindi un ampio consenso sia tra i maschi che vorrebbero essere al suo posto, sia tra le donne che pensano di aver capito le regole del gioco. Un consenso che le deboli critiche sul tema della sua «ricattabilità» non possono scalfire. Dobbiamo quindi rassegnarci a un premier puttaniere? Nel lungo periodo no, a condizione che la maggioranza degli italiani capisca che i motivi per cacciarlo sono più profondi, e più di interesse collettivo, di quanto non facciano credere i giornali che buttano la cosa in ridere.
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Il cavaliere viene accerchiato su argometi che nulla hanno di politico, perchè ormai da tempo, nessuna proposta alternativa viene dalla sinistra.
Politicamente non sapete più cosa dire ed ecco quindi l'attenzione morbosa, spiando dal buco della serratura,per le relazioni del premier.
Ma non vi illudete, il fango gettato contro di lui sarà un boomerang contro la sinistra che alle prossime elezioni sarà ancora una volta sconfitta. 01-11-2010 09:16 - giovanni L.
vicino ed inevitabile ! L'Italia e non solo, invocano
questo "storico" evento. 01-11-2010 08:18 - erve 73+guidecenter@libero.it
quando si trova in difficoltà crea puntualmente un diversivo; a napoli ci sono 6 metri di merda e la situazione economica è quella che è, e guarda caso esce uno dei tanti scandaletti da 4 soldi, inizia a suonare il piffero e i topolini idioti lo seguono, (deve avere letto grimm), x cercare di neutralizzarlo basterebbe ignorare le sue evoluzioni pindariche, servirebbe un'opposizione insensibile ai suoi diversivi, che gli chiedesse conto in continuazione dei 4 - 5 problemi economici che stanno massacrando le classi meno abbienti, glielo si chiede 40 volte al giorno, senza farsi distrarre e senza mollare mai!!!!!!!!, deve diventare un mantra, - orecchie tappate!!!!!!!! - non bisogna seguirlo sul terreno a lui più confacente - il tergiversare.
- con questa inconcludente e soporifera opposizione -, diventerà tranquillamente presidente della repubblica e avremo x i prossimi 40anni la dinastia dei berlusconi al governo. 31-10-2010 20:13 - corto
Questa del 'Governo Tecnico che rovescerebbe la Democrazia' è poi la sparata più pericolosa. E non è il solo che insiste su queste dichiarazioni eversive. Queste sì che rovesciano la Costituzione oltre a mancare di rispetto al nostro Presidente della Repubblica.
Bisogna fare presto a far cadere questo Governo. Senza frapporre ulreriori indugi. Chi va da solo o pone problemi ad una Coalizione delle opposizioni costituzionali è un irresponsabile.
Ristabilire lo Stato di Diritto è la prima cosa da fare. 31-10-2010 18:11 - Romolo Cappola
Pensate che berlusconi si possa vincere col moralismo?
Si vince solo facendo peggio (o meglio, dipende dai punti di vista) di lui, dimostrando che, in realta, e' un reazionario. 31-10-2010 17:38 - stefano