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COMMENTO
03/11/2010
  •   |   Valentino Parlato
    Un 25 luglio. E dopo?

    Con Giuliano Ferrara, più di qualche anno fa, alla radio, cominciammo, concordi, a dare alle possibili crisi del cavaliere, la sigla 25 luglio. Entrambi (Ferrara era stato un giovane comunista) concordavamo nel considerare ducesca la sua ascesa politica e, quindi, la sua crisi doveva avere la sigla del 25 luglio. Ieri Il Foglio Quotidiano ha pubblicato ben due pagine sotto il grande titolo: «È arrivato il 25 luglio del Cav.?» e sotto questo titolo ci sono un sacco di interventi, acuto come sempre quello di Rino Formica, ma anche gli altri stanno sull'osso. Ma va bene il riferimento al 25 luglio? In una certa misura sì. In primo luogo la carriera e i comportamenti di Berlusconi sono duceschi, anche se Mussolini, nonostante la Petacci, la sera tornava a dormire a Villa Torlonia dove lo aspettava Donna Rachele. 
    In secondo luogo, e questo ci spinge ad autocritiche e sensi di colpa, Berlusconi non viene abbattuto dalla pur straordinaria manifestazione della Fiom a piazza San Giovanni, ma dalla sfiducia del suo Gran Consiglio: se Berlusconi cadrà sarà ad opera dei suoi grandi gerarchi, Grandi, Ciano e compagnia bella. Berlusconi non ha la Germania nazista alle sue spalle (la signora Merkel è in imbarazzo) ma la Russia di Putin e, con molte riserve arabe, la Libia di Gheddafi; personaggio sul quale gli scandali di Silvio cercano, falsamente, ascendenza.
    Il punto grave di differenza rispetto a quel lontano 25 luglio è che le forze di Hitler si avviavano alla sconfitta, gli Alleati erano sbarcati in Sicilia, dopo che Montgomery aveva stravolto in Africa settentrionale le forze armate italo-tedesche.
    Il punto di differenza è che Mussolini fu scaricato dal suo Gran Consiglio, che ormai era conscio della sconfitta e della svolta del re (Mussolini uscito da Villa Savoia fu arrestato). Il grande punto di differenza sta nel fatto che dopo il 25 luglio venne il 25 aprile (stava maturando) mentre oggi è difficile prevedere un prossimo 25 aprile.
    Il rischio è quello di avere un 25 luglio senza un 25 aprile, e qui vale ricordare quel 25 aprile del 1994, promosso da il manifesto che indusse Bossi a scaricare Berlusconi senza tante chiacchiere. 
    E aggiungo, (con i tempi che corrono sono piuttosto pessimista) che cosa può portare un 25 luglio di Berlusconi senza un 25 aprile? In tempi non di guerra, un 25 luglio di Mussolini avrebbe provocato scontri e turbative assai più gravi della Repubblica di Salò. Ma quel 25 luglio fu provocato dalla sconfitta militare dell'asse Roma-Berlino, da Stalingrado, e in Italia poi venne la Resistenza. Se vogliamo - come vogliamo - il 25 luglio di Berlusconi, lavoriamo a costruire il 25 aprile, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e - mi si consenta - anche nella stampa, che non può alimentarsi solo di Ruby.
    Avviamo, a cominciare da noi de il manifesto, la campagna elettorale con l'obiettivo (chiediamo consenso) che si voti il 25 aprile del 2011, festa della Liberazione. Un 25 luglio non ci basta, ed è anche pericoloso.


I COMMENTI:
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  • I comportamenti privati del Belusconi, come quello della sua ciurma e del suo predecessore Benito, sono non solo diseducativi per un popolo da sempre costretto ad essere "buggerato" (uso questo termine nel suo significato storico), ma anche pericolosi. Se ad un privato cittadino si puo'/deve condere la liberta' di azione nell
    ambito della legalita', ad in uomo pubblico di deve richiedere una dirittura morale esemplare. Non capire questo significa cadere nella trappola di un concetto di liberta' astratto e vuoto come voluto dalla propaganda consumista.
    La liberta'/liberazione sessuale non puo'/possono essere confusa/e con il libertinaggio sessuale, spesso associato alla arroganza e abuso del potere. 05-11-2010 02:19 - Murmillus
  • Cominciò Guzzanti a criticare il Berlusca e ora,dopo un paio di anni ecco la valanga....
    Guzzanti,si incazzò come una bestia quando vide il presidente nominare ministo,cani e porci.
    Ballerine e mignottone da strada a comandare il nostro paese. Nessuno de nostri governanti,si era mai esposto,come Berlusconi.Lui ha creduto di fare una rivoluzione culturale,facendoci governare da ballerine e cubiste,invece non ha fatto altro che scatenare il mondo delle persone moderate e timorate di Dio,contro un governo di Bunga Bunga.
    Benvengano questi moderati a combattere il tiranno,ma noi non stiamo quì a combatterlo per le sue tendenze sessuali.
    Per noi una persona ha il diritto di fare quello che vuole,nella sua vita privata.
    Per noi Berlusconi,se non fosse quel tiranno e quel mascalzone che è e non farebbe solo leggi a persona e non aiuterebbe solo suo figlio a vendere decoder,ma sarebbe un grande uomo politico, che si interessa del popolo,non ce ne fregerebbe nulla se alla sera,nella sua casa si mettesse a fare il Bunga Bunga con Fede e altri suoi amici.
    Per noi un uomo ha il diritto di fare quello che vuole nel suo privato a patto che non usi i soldi o le auto e gli aerei dello stato.
    I moderati sono contro Berlusconi perche è indecente,noi siamo contro Berlusconi perche è un deficiente e un ladro!
    Ma possiamo marciare insieme.... 04-11-2010 08:11 - maurizio mariani
  • Egr.Sig. Parlato, ma lei quando scrive poi rilegge quello che ha scritto? In caso affermativo, si capisce?Perchè è incomprensibile un tale contorcimento mentale per mettere assieme e paragonare 2 eventi che non c'entrano un accidente l'uno con l'altro. Si "distorca" il cervello e riprovi, magari la seconda volta le andrà meglio. A proposito, ma non è il vostro idolo il super "macho" della Moncada(tale Fidel), che oltre alla moglie, tenuta nell'ombra per 40 anni, ha avuto frotte di amanti e di marmocchi? 04-11-2010 00:49 - piero
  • "Numerosi sono quelli che si immergono totalmente nella politica militante, nella preparazione della rivoluzione sociale. Rari, rarissimi quelli che, per preparare la rivoluzione, se ne vogliono rendere degni".

    Non vedo uomini degni abitare l'orizzonte politico del nostro paese. Dopo S.B. arriveranno i veri barbari che per il momento sostano lungo i confini. 03-11-2010 20:51 - Morganthal
  • Se vogliamo il 25 aprile, bisognerebbe che qualcuno - dalle parti della sinistra - presentasse una bella mozione di sfiducia al governo, per costringere Gattopardo Fini - l'oppositore della domenica - ad uscire allo scoperto. Ma questo non accadrà, perchè, anche grazie a Veltroni, in Parlamento la sinistra non c'è. Bisogna cercarla altrove. 03-11-2010 18:59 - stefano
  • Un 25 aprile?
    Difficile, forse impossibile.
    Il paese è sulle ginocchia, dilaniato dal sconquasso sociale che la crisi economica e morale stà facendo con la collaborazione del governo, situazione tenuta defilata dalle varie veline più o meno maggiorenni del cav che con i suoi vari collaboratori, uniti stretti da fini d'interesse, sostengono ed alimentano tale situazione.
    Stiamo assistendo all'uso impropio di termini, alla negazione più spudorata della verità, alla leggiferazione ad personam ed al ricatto di tenere in scacco le istituzioni se le leggi non saranno in tal senso.
    Sembra di assistere ad un varietà e non al governo di un paese, una minore che si esibisce anche in privato per allietare un primo ministro dovrebbe essere non elemento sufficiente ma sovrabbondande a consigliarlo a levare le tende, ma quì da noi non è così, tanto e tali sono gli intrecci da tener in piedi la deriva.
    Eppoi un grande non và lasciato mai solo, và seguito fino in fondo, ha dato la Tv gratuita a tutti come lo si può abbandonare, certo la pagano e più salata con la pubblicità ma chi se ne frega, vuoi mettere un centesimo alla volta dati ad altri che li girano a lui e 100 € tutti in un colpo! 03-11-2010 18:50 - Gromyko
  • Caro parlato, l'età e le sigarette si fanno sentire. L'excursus storico è fuor di luogo - non so quello mitologico - tranne per quel che riguarda l'implosione per congiura della Destra, con tutti i tradizionali trasformismi del caso e che, per i protagonisti comprimari, non rappresentano altro che una ri-sistemazione di bottega. La prospettiva escatologica della sinistra immaginaria resterà un fatto di fede, mentre la realtà della contraddittoria sinistra empirica è talmente evanescente che consentirà la mutazione vittoriosa della destra, per di più autenticamente fascista e non solo strumentalmente, come è stata ed è quella berlusconiana. Anche nella società di sinistra vige il libero amore - tranne che, ufficialmente, per i suoi sacerdoti - e sinceramente la sessualità con l'argano di Fede e Berlusconi, a me non interessa né tanto, né punto. Il moralismo istituzionale di Dalema, come se l'Italia avesse tanto da difendere in termini di sicurezza, è patetico e, probabilmente, tartufesco. Ma non si maschera così la propria insipienza. 03-11-2010 18:42 - Riccardo Geri
  • Sono d'accordo con Peduzzi: non possiamo "giocare" con ricorrenze immaginarie, a meno di servirsene in senso meramente metaforico. Parlare di differenze tra l'oggi (probabile caduta di Berlusconi come capo carismatico e proprietario) e il 25 luglio 1943 vuol dire istituire una comparazione, dal punto di vista strettamente storico del tutto inappropriata: non vi sono analogie significative. La metafora ci dice però di un "25 luglio" che non sarà seguito dal CLN e da un 25 aprile: ma questa conclusione realistica é tutta incardinata sull'analisi dell'oggi. Il berlusconismo introiettato in varia misura da tutti i soggetti in campo sarà ereditato e corretto da un'egemonia moderata, di centro-destra, nel migliore dei casi "europeo". Ci potrà anche essere, più o meno transitoriamente, un governo di unità nazionale: una qualche differenza sarà data dal fatto se a guidarlo e ispirarlo sarà l'asse Casini-Fini oppure un superstite PD, perchè da questa circostanza dipenderà anche l'esistenza e la collocazione di una rediviva sinistra politica. Penso più all'uscita "controllata", tipo dal franchismo in Spagna, che non ad una vera rottura democratica. 03-11-2010 17:56 - Giacomo Casarino
  • caro valentino, come sempre il tuo sguardo e' acuto. ma per fare il 25 aprile bisogna capire da che prte andare, cosa vuol dire cambiamento, almeno cos'e' che non vogliamo del berlusconismo. Il manifesto e' capace di elencare - almeno - due o tre punti di ripartenza? 03-11-2010 15:28 - cinzia
  • Vorrei sommessamente ricordare che dopo il 25 luglio in Italia arrivò l'8 settembre 1943, con le conseguenze nefaste che tutti sappiamo. Ci fu l'occupazione nazista durata nel centro nord per tutto il 1944, l'anno peggiore con una guerra civile spaventosa piena di fame, morti, bombardamenti e rappresaglie a non finire. Appena nel maggio del 1945 arrivò la pace, ma erano passati quasi due anni dal 25 luglio 1943. Credo che dopo il 25 lulglio nell'Italia del 2011 ci sarà sicuramente un otto settembre, perchè il nano malefico farà di tutto per non farsi detronizzare, ma sinceramente vedo poche possibilità per l'arrivo del 25 aprile. Senza un 25 aprile, temo che le cose andranno molto male per noi tutti recidivi oppositori del regime ducesco messo in piedi dallo psiconano. 03-11-2010 15:05 - gianni
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