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COMMENTO
05/11/2010
  •   |  
    UNA VITA DIFFICILE Stiamo al Monde

    Xavier Niel

    Xavier Niel ha 43 anni, i capelli lunghi e sembra un enfant prodige della Silicon Valley. Invece è un self made man francese, ha i suoi uffici nell’ottavo e borghese arrondissement di Parigi e fa milioni a palate con internet. Nel 1999, il giorno precedente l’esplosione della grande bolla virtuale, mette in piedi un provider e con Free.fr pian piano sbanca il mercato. Per 30 euro al mese ti dà l’Adsl a 28 megabit, un wi-fi, una tv via internet e telefonate illimitate ai fissi di circa 70 paesi.

    Niel è uno dei tre nuovi azionisti di maggioranza di Le Monde, su cui insieme agli altri ha appena iniettato 110 milioni di euro, cura robusta ma chissà se basterà. Perché la carta stampata francese e mondiale continuano a vivere la loro grande depressione, da cui forse non si uscirà nemmeno con una guerra.

     

    A Le Monde, i redattori hanno perso il controllo del giornale durato 66 anni, mantenendo però una minoranza di blocco del 33% e la nomina del direttore.

    A il manifesto, che di grande depressione sta morendo sempre che voi lettori-editori non ci diate una longa manus, servirebbe un tipo come Niel. Per restare vivi, e comunque autonomi. Perché Internet non uccide necessariamente la carta e perché entrambi funzionano se producono un’informazione più libera.

     

    In Italia, chi controlla le tlc non è un enfant o un self come Niel, ma intanto potrebbe aiutare il nostro giornale ricoprendoci per esempio di pubblicità. Per sostenere un’informazione altra, come è quella della Rete, siamo tutti gente di monde. In fondo Telecom ha appena tolto il freno a mano alla sua La7, Wind studia russo, la lingua dei nuovi proprietari, e Vodafone potrebbe anche prestarci per uno spot Totti, che ha già dimostrato di funzionare bene per il manifesto quando si trattò di indossare una maglietta per la liberazione della nostra Giuliana Sgrena. E se il Monde è nato per volere di De Gaulle, il manifesto è nato per volere di Pintor. Non c’è paragone. Che aspettate a investire su di noi? 

     

    Noi che abbiamo tre mesi per vivere. Anzi, due. Ecco il bilancio dei primi trentacinque giorni: 340 abbonamenti «cartacei» (117.216 euro), 291 abbonamenti web (28.824 euro), più 42.913 euro di sottoscrizione. Totale 188.953 euro, contro i tagli del governo. Info: www.ilmanifesto.it, tel.06.68719330

     

    GUARDA QUI l'intervista di Norma Rangeri a Libera.tv sulla campagna del "manifesto"




I COMMENTI:
  • Mi riferivo al link in calce alla risposta a Valerio. Ah se foste così rigorosi-permalosi-precisini anche nel fare il giornale :-D 10-11-2010 00:04 - sadik
  • E pensare a qualche gadget targato "il manifesto"?troppo costoso?sarebbe un modo di raccogliere qualche soldo (si avvicinano anche le feste e l'occasione per eventuali regali anche "militanti")e farsi pubblicità indiretta. 07-11-2010 01:51 - Simone
  • Meno male che il link che avete messo non è cliccabile. Però c'è lo stesso il rischio che qualcuno riesca ad accedere alla sezione e fare il versamento. Coraggio, si può fare di meglio!
    Seccante dirlo ma il sito di Liberazione vi sta doppiando peggio di Valentino. 06-11-2010 19:38 - sadik

    la redazione: I link sono tutti cliccabili. Coraggio, si può guardare meglio!
  • avevo scritto un commento troppo lungo ma era lo stesso troppo breve per cercare di essere chiaro. non tutto è sintetizzabile, per cui mi arrendo ad una formula: se i giornalisti non comprendono l'essenza della crisi (il cui aspetto finanziario è solo un epifenomeno) il Manifesto non offrirà mai un buon prodotto ovvero non si saprà proporre.

    tutto il resto (molto) viene dopo.

    dice: e qual'è l'essenza della crisi?
    dice: e che c'entra poi il saperlo con del buon giornalismo cui noi aspiriamo?

    ...

    ...non mi viene niente di meglio che rispondere che la risposta è dentro di voi, e però è sbagliata :) 06-11-2010 19:07 - lpz
  • non ci siamo! Non per i numeri esposti che ovviamente parlano da soli, NON E' UNA BUONA IDEA! 06-11-2010 17:22 - ammiraglio61
  • Personalmente credo che uno dei mali della nostra era e' la pubblicita', la quinta essenza del capitalismo. Senza pubblicita' non si avranno piu' molti giornali, molte televisioni, molte automobili ma ci sarebbe' piu' tempo per pensare ed agire. La televisioni e gli altri media moderni hanno ucciso la creativita' impedendo lo sviluppo delle menti e internet sta dando il colpo di grazia con tutto il tempo che si spreca davanti allo schermo. Non e' un caso che da decenni non si vedono piu' artisti o scrittori o musicisti o rivoluzionari degni di questo nome e paradossalmente un numero enormi di mediocri pseudoartisti. La civilta' dei consumi ci sta tarlando la mente e ci sta riducendo a larve senza meta. L'alternativa e' un recupero delle idee rivoluzionarie nella loro essenza o un uso spregiudicato dei mezzi di distruzione mentale che il capitalismo mette a disposizione. Nel primo caso il Manifesto dovrebbe mettersi a capo di una nuova ideologia politica rivoluzionaria, con tutte le conseguenze del caso, nel secondo mettersi nelle mani di un qualche mecenate illuminato e perdere la sua indipendenza.
    Il Manifesto non e' mai stato ne' rivoluzionario ne' spregiudicato. 06-11-2010 13:49 - Murmillus
  • Ma ho capito bene cosa chiedete?
    Volete un capitalista che vi dia soldi? Insomma tutto questo per finire in tal modo?
    E Pintor sarebbe stato d'accordo? E la Rossanda che ne pensa? Lei vive in Francia, conosce bene la storia di Niel...
    Le Monde non è più indipendente (se mai lo è stato dalla borghesia francese). Esistono in Francia altri giornali totalmente autonomi, che non accettano nemmeno la pubblicità dai grandi gruppi capitalistici (come Free), ad esempio il Canard enchaîné.
    Ma siete alla frutta oramai per pensare a queste cose. 06-11-2010 12:19 - Luca
  • 340 abbonamenti? TRECENTOQUARANTA? non che pensassi fossimo un esercito, ma questi numeri sono deprimenti. anche perché, non è per fare i conti in tasca agli altri, ma gli estimatori del manifesto, almeno a parole, non sono tutti cassintegrati/precari/disoccupati o studenti... comunque se così stanno le cose, propongo, se la cosa è possibile, dei pacchetti di coupon da un mese come idea regalo ad amici/parenti anche in previsione del natale. perché di abbonamenti annuali magari ne posso fare uno svenandomi, ma se proponete qualcosa del genere magari a 30-40 euro, la cosa diventa più abbordabile.
    Altra proposta: chiedete più soldi a Paolo Villaggio per concedergli di scrivere i suoi raffinati sul nostro amato giornale. perché vi paga, vero? 06-11-2010 12:01 - Francesco
  • Da qualche parte, su queste pagine, qualche giorno fa, ho letto di un nuovo modello di business per il manifesto: l'acquisto on-line della singola copia quotidiana. Ho frainteso? 06-11-2010 06:25 - Valerio

    la redazione: Non è un "modello di business": è una possibilità che offriamo - al costo di un euro - a chi legge il manifesto solo online e molto saltuariamente. Per informazioni: http://store.ilmanifesto.it/index.php?main_page=index&cPath=66 Si possono anche acquistare 10 singoli numeri web (da scaricarsi a proprio piacimento) con un unico pagamento; oppure, opzione molto conveniente, abbonarsi anche per un solo mese al giornale online (20 euro, comprensivi anche di Alias e dei supplementi).
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