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UNA VITA DIFFICILE Che sirene
Hans Christian Andersen ha avuto un'infanzia complicata. Ogni sera, prima di addormentarsi, lasciava vicino al suo letto un bigliettino: «Sembro morto ma non lo sono«. Aveva paura di cadere in un sonno così profondo che qualcuno avrebbe potuto scambiarlo per defunto e seppellirlo vivo. Ecco, se a qualcuno il manifesto potrebbe sembrare morto, sappia che non è così. E che non abbiamo nessuna voglia di farci seppellire, né da Tremonti né da una risata di chicchessia. Certo, a guardare l'andamento della raccolta fondi - 1226 euro al giorno per i primi 35 giorni, sabati e domeniche comprese, pausa pranzo abolita e permesso di malattia non previsto - c'è da pensare che in molti ci guardino come fossimo Andersen all'ora di andare a ninna. Care lettrici e cari lettori, se avessimo una bacchetta magica vi trasformeremmo tutti in acquirenti quotidiani del nostro quotidiano, più di tutti i supplementi a prezzo maggiorato che vi proponiamo, compresi i numeri fantascientifici tipo quello a 50 euro, il giornale più caro del mondo che solo il manifesto avrebbe mai potuto immaginare (e vendere). Non avendo bacchetta magica, andatevi però a leggere o a rileggere La Sirenetta di Andersen: siamo noi quella sirena in cerca del principe azzurro che si innamori fino a sposarci. Se così non accadesse, questa volta rischiamo di finire veramente in schiuma, magari in schiuma da bagno di casa Berlusconi. E non siate come il principe di Andersen, incantati dalla nostra bellezza, affezionati al manifesto ma non innamorati perdutamente. Non serve: forse non ci scioglieremmo in schiuma, ma resteremmo solo un essere invisibile destinato al paradiso dopo 300 anni di buone azioni. Un po' troppo in là. Dobbiamo ancora compiere 40 anni, il prossimo 28 aprile.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Francesco 09-11-2010 12:29
"""Ma perché non chiedere ad artisti, intellettuali, gente dello spettacolo vicine a noi di organizzare qualcosa... o semplicemente di adoperarsi per far si che si sappia della situazione del manifesto, perché a differenza degli scorsi anni, mi sembra che al di là del manifesto, NESSUNO parli della crisi del manifesto."""
.e quoto.2:
enzo 09-11-2010 13:19
"""Per il Manifesto non serve una bacchetta magica,basterebbe che i SINISTRI Prodi..cano bene ma Marrazzo..lano male,costoro parlano di Eguaglianza,Perequazione e delle Ingiustizie Sociali.Un esempio che riguarda il vostro(e il nostro)giornale:Il "Manifesto" stà per chiudere e i vari MULTI-miliardari:benigni-santoro-celentano-grillo-travaglio-camilleri-dariofòfrancarme-saviano-fabio fazio-dandini-gabanelli-floris-vauro-ferilli-annunziata-lerner-gruber-scrittori e intellettuali radical-schic-famiglia Tulliani con appalti rai,con ferrari e con appartamenti quasi regalati a montecarlo(geni della finanza)-ecc.-ecc.costoro non SCUCIONO un euro per aiutarvi(e aiutarci)sono solo degli IPOCRITI-AVIDI e TIRCHI COMPAGNEROS.Auguri al "Manifesto" per un futuro meraviglioso ce la farete se sono sicuro è un bene per voi ma maggiormente per NOI."""
cazzo, fortunatamente riesco a (soprav)vivere ma vi ho versato 200 €uri in attesa della 14a per riabbonarmi coupon con 500 sostenitori €uri.
ecco perché sono totalmente d'accordo con enzo e francesco.
coinvolgete i ricchi per i finanziamenti!
dovete dirglielo personalmente ch'è questione di sopravvivenza. nostra, vostra e anche loro.
si ché, evidentemente, non sanno (o non vogliono?) andare oltre al rotocalco repubblica e/o allo strillato fatto quotidiano.
di persona!!
capito??! 09-11-2010 20:06 - iggy
Per il momento mi limito a rilevare due o tre cose:
1. l'inserto di oggi sull'educazione è molto interessante e - almeno a prima vista - ben fatto. Soprattutto, contiene molti GRAFICI: e si sa che - come scriveva Herbert Simon in un famoso articolo del 1987 - "un grafico è (spesso) meglio di diecimila parole". Perché dunque non accompagnare più spesso i ragionamenti e le argomentazioni interne al giornale con GRAFICI e TABELLE? Ad esempio: un conto è DIRE, poniamo, che nell'ultimo semestre / anno / biennio le vendite del tale gruppo automobilistico sono diminuite del tot percento; tutt'altro conto sarebbe - e tutt'altro effetto avrebbe - mostrare il grafico della serie storica.
2. proprio l'inserto di oggi mi porta a pormi (e a porvi) la seguente domanda: ma non sarebbe meglio - tanto dal punto di vista dei costi quanto da quello della maggior calma con cui poter ragionare sui temi scelti - tornare alla rivista, mollando il giornale? Che so: settimanale invece di mensile (come mi pare fosse in origine), con paginazione variabile a seconda della quantità di temi da trattare, eccetera eccetera... ma non vi converrebbe dichiarare chiusa l'epoca del manifesto quotidiano, che forse, oggi, con la pletora di giornali tutti affannati a cercare di occupare più o meno la vostra stessa nicchia di mercato, è un'impresa che non ha più molto senso cercare di portare a termine "in pareggio" (o addirittura con degli utili)?
3. (questa è un po' una "provocazione") non sarebbe comunque ora di affidare la gestione "economico-finanziario-amministrativa" dell'"impresa-manifesto", non dico neanche ad un "manager": molto più banalmente, ad un ragioniere? Ma uno di quelli di una volta, con le palle, che sappia far quadrare i conti? Insomma: non sarebbe ora di darsi una regolata, e smetterla di navigare a vista?
Con la stima di sempre 09-11-2010 14:46 - Harken
altrimenti ci tocca morire sansonettiani.... 09-11-2010 12:02 - gaber
Quindi allegri e aspettate con fiducia. 09-11-2010 11:27 - Stefano
Io mi rifiuto di pensare, che se non c'è un "principe azzurro",il Manifesto muore.
Le nostre idee le scriveremo sui muri,con il ciclostile e con il sangue.
In altri tempi,si è fatto giornalismo anche senza soldi.
Mi rifiuto di pensare, che non si può scrivere con le toppe al culo.Se vi occorre un compagno che lavori gratis per la testata,stasera sono pronto a venire al Manifesto a lavorare.
Credo che si può oltrepassare il muro dei soldi.
Cuba, i compagni che scrivono sul Granma e su Gioventù rebelde,lavorano per un salario di 300 pesos moneta nazionale e le loro penne sono sempre all'avanguardia in tutta l'America Latina.
Essere comunisti,vuol dire,andare oltre all'orizzonte e magari sperimentare nuovi rapporti di lavoro.
Da giovani,scrivevamo sui ciclostili a mano e arrivavamo in tutto il paese.
Noi non siamo come i borghesi che se non bevono un cappuccino con la briosc calda,non gli vengono le idee.
Ho letto,sui muri di Via Tasso,parole meravigliose e piene di verità,graffiate sulla vernice di quelle celle.
Io sono realista,credo nell'impossibile 09-11-2010 10:09 - maurizio mariani