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UNA VITA DIFFICILE Il postino ininterrotto
Nessuno della nostra redazione Internet ha mai avuto il coraggio di chiedergli che cosa fa. Se lavora, se è pensionato, se è un bamboccione, se ha un wi-fi sottopelle. Perché Maurizio Mariani, anzi maurizio mariani in minuscolo – come internet, che disinsegna a tutti le regole della grammatica – è un nostro lettore che ci scrive ogni giorno. Un postino ininterrotto. Che commenta a tutte le ore tutti i nostri articoli on line e i blog, a volte in maniera da strapparsi i capelli, sempre e qualsiasi argomento, dalla Cgil al suicidio di uno studente kazako.
Quanti maurizio mariani abbiamo? E quanti ne sarebbero necessari perché il manifesto diventasse più critico, più originale o anche più disgustoso? Insomma, un giornale che facesse discutere di più, che scatenasse la corsa all’acquisto per leggere un suo punto di vista o che producesse un’insaziabile voglia di abbonarsi on line, anche solo per dircene quattro?
Alla nostra redazione Internet ogni tanto alzano gli occhi al cielo quando maurizio mariani posta, tipo: “Domani scrivo un giallo dove Berlusconi è la vittima e noi i suoi ladri, lo chiamerò ladri di biciclette e Berlusca farà la parte dell’attacchino. Ti va bene così? Tanto stiamo vaneggiando tutti…Vaneggiamo alla grande…!”. Magari ha ragione, del resto noi vaneggiamo di restare in edicola, di superare questa crisi per rilanciare il giornale e con esso un progetto di sinistra in un paese dove ci si intruppa al centro. Alla nostra redazione Internet nessuno lo ammette, ma c’è chi sospetta che se maurizio mariani vincesse il SuperEnalotto, manderebbe un aiutino finanziario al manifesto. A chi posterebbe a ogni ora del giorno e della notte, se non ci fossimo davvero più?
- 30/11/2010 [3 commenti]
- 29/11/2010 [10 commenti]
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- 01/11/2010 [17 commenti]
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
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Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
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La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
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Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
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Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
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E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
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Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
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Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
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Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
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Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
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Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
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La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Il Fatto cartaceo non è granchè, e non può essere paragonato alle analisi del Manifesto.
Ultima cosa: le pause degli operai di Pomigliano (come le definisci tu) non sono un privilegio (al di là che non è solo questo in discussione), e se non lo capisci allora meriti di considerare il Fatto il tuo giornale di riferimento (di sinistra)
saluti 10-11-2010 14:45 - Mario
Dopo la caduta del governo Prodi e le posizioni del Direttore Gabriele Polo circa la necessità di "staccare la spina" a quel governo non l'ho più comprato. Avete fatto le vostre scelte e io le mie.
Saluti 10-11-2010 14:38 - ermodoro
perciò allego una lettera che, come semplice cittadina quale sono, ho scritto al Presidente della Regione Caldoro e che contiene un 'elenco di Sì'
Egregio Presidente Caldoro,
in merito al suo appello per la costituzione di 'Comitati del sì', voglio informarla
che da tempo, da molto prima della sua elezione alla Regione, esiste già in Campania un
foltissimo 'Comitato del Sì', un Comitato che da anni, tra le menzogne dei media, il filo spinato
dell'esercito, le cariche della polizia, da Acerra a Terzigno a tutti i luoghi devastati della
nostra Regione, continua a dire:
SI! Vogliamo la raccolta differenziata porta a porta, il riuso, il riciclo, perchè si può!
SI! I cittadini di Napoli e della Campania, come i cittadini di qualunque altro posto del mondo,
sono perfettamente in grado di differenziare i rifiuti, solo che siano messi in grado di farlo
invece che esserne materialmente impediti!
SI! Vogliamo un ciclo dei rifiuti sano e legale, che tuteli il territorio, riutilizzi i materiali,
risparmi risorse!
SI! Il problema dei rifiuti in Campania è ancora intenzionalmente tenuto in piedi da chi vuole fare affari sporchi e 'puliti' con le discariche, i 'termovalorizzatori', lo smaltimento occulto di rifiuti pericolosi da tutta Italia grazie all' 'emergenza' e al caos!
SI! La soluzione c'è: l'attuazione rapida di un piano per differenziare, riusare, riciclare!
SI! Questa è una soluzione rapida, perfino più rapida del 'termovalorizzatore', per il quale
bisognerebbe comunque aspettare almeno tre anni!
SI! Le risorse per questo ci sono : sono quelle che si vuole destinare alle nuove discariche e ai
nuovi 'termovalorizzatori', alle compensazioni per i territori che si lascino distruggere, e anche
quelle per il neonato piano - lavoro regionale!
SI! Il 'Piano di azione per il lavoro' ("Campania al Lavoro": 500 milioni di Euro,
50.000 lavoratori coinvolti, approvato dalla Giunta Regionale in data 11-10-10) avrebbe dovuto
individuare come priorità assoluta, in tutte le sue sezioni, i soggetti attivi e propositivi nella
gestione e nell' innovazione di un ciclo sano e legale dei rifiuti, ed è una grave negligenza (o
una consapevole colpevole scelta?) non averlo fatto!
SI! La Regione Campania può ancora oggi, con un provvedimento semplicissimo, porre quella
priorità in testa al suo piano per il lavoro, senza mutarlo di una virgola!
SI! La Regione Campania deve urgentemente fare questo, avviando così una vera politica di sviluppo
che 'vinca la sfida della modernizzazione' saldando insieme occupazione, innovazione, salute,
ambiente, e soluzione del dramma rifiuti!
SI! Le Provincie (o la Regione?) i bandi devono emanarli per impianti veri di compostaggio e
riciclo invece che per i 'termovalorizzatori'!
SI! E'veramente criminale riproporre ancora, dopo quindici anni terrificanti, la stessa soluzione
che ha fatto nascere e perpetuare il dramma: discariche e 'termovalorizzatori'!
SI! Sappiamo dire SI a tutto questo, e lo diciamo, lo gridiamo, da anni!
MA CONTINUEREMO A DIRE NO ALLE POLITICHE DISSENNATE E CRIMINALI CHE VOGLIONO DISTRUGGERE LE
RISORSE AVVELENANDO I TERRITORI E LE VITE
Cordiali saluti Mariarosaria Marino - Napoli - insegnante 10-11-2010 14:38 - Mariarosaria Marino
Nella stessa misura in cui noi, “residuati” del comunismo, abbiamo diritto ad un giornale comunista che ancora scrive dei bambini del Biafra, della difesa delle lotte operaie e per loro rovescio dei privilegi dei potenti e, pure, di come sbarazzarsi di Berlusconi sia solo uno dei problemi… poichè il dramma è che le idee sopravvivranno all’uomo, anche con questo centrosinistra al governo!... quando sarà…
Noi residuati del comunismo abbiamo bisogno di un giornale che apre le porte al mondo e guarda alla profondità delle cose… un giornale che non semplifica le notizie fino ad annularne la sostanza… e che nemmeno le rincorre a secondo del gradimento di questa società del pettegolezzo e delle miserie da nascondere sotto il tappeto… Il Fatto quotidiano, in un certo senso fa controinformazione, ma solo in modo speculare a Libero o al Giornale. La Repubblica tolta la pubblicità non descrive null’altro che le “atmosfere” della politica, non certo i contenuti. L’Unità è un bollettino di partito che nega lo stesso e se stesso… Mi fanno sorridere i commenti di coloro che confondono l’elaborazione con il tifo, l’analisi con l’insipidezza, la denuncia con il appagamento…
Il Manifesto ha molti limiti, ma è leggendo il Manifesto, tutto sommato, che trovo riflessa la realtà quotidiana che vivo quando esco per strada, nel posto di lavoro, al bar o davanti ad uno schermo a cinquanta cristalli liquidi che propina il solito Fatto, la solita Repubblica ecc… Cosa che non ritrovo nei commenti che affermano i concetti correlati dell’utilità immediata, della demagogia che si sostituisce alla razionalità, della banalità che soppianta il pensiero creativo.
Saluti, da un precario comunista che crede in qualcosa di più di un legittimo e insufficiente aumento salariale 10-11-2010 14:10 - Antonio
Il comunismo del sig.mariani è così: ingenuo e un po' cialtrone, ma che è capace di dare un'immagine rosea e positiva ad una ideologia superata e mortifera. 10-11-2010 13:14 - giovanni L.
Ripeto in giro non vedo nessuno con in mano il nostro giornale, troppi invece con il quotidiano di moda al momento, e che ha attirato molti di sinistra sebbene sia, il Fatto, un giornale di DESTRA.
Io stesso all'inizio l'ho comprato qualche volta, il sito è molto migliore della loro edizione cartacea, e questo aiuta a creare sempre più acquirenti (anche se ho il sospetto che anche loro quest'anno stiano raccogliendo meno abbonati del prino anno)
Saluti 10-11-2010 10:13 - Mario
A me pare un fatto anche questo.
Il Manifesto appare vecchio nei contenuti, pedante nelle analisi, carente nella grinta.
Io lo comprerei ogni giorno ma oggi per me è la quarta scelta dopo La Repubblica, Il Fatto e L'Unità. E quattro giornali non posso leggerli. 10-11-2010 10:10 - Mario