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UNA VITA DIFFICILE Marty e Confucio
La Marty in questione non è la simpatica zebra del film “Madagascar”, ma una nostra attentissima lettrice. Marty ci fa venire in mente alcune parole di Confucio, quando ci scrive: “Vi do un consiglio fraterno: cercate di fare un giornale leggibile anche per chi non ha molta cultura”.
Il Confucio che ci torna in testa ce lo racconta Gore Vidal in “La fine dell’Impero”: “Confucio, a chi gli chiedeva quale era la prima cosa che avrebbe fatto se fosse stato lui a governare – un suo sogno mai realizzato – rispose: rettificare la lingua. Idea saggia. Idea fine. Quando le società decadono, decade anche la lingua”. Non c’è bisogno di leggersi tutto Vidal o calarsi nel confucianesimo per dare ragione a Marty. E insieme sostenere quanto sia trasparente, anche per chi ha poca cultura, il messaggio del pensatore cinese.
E’ vero, per uscire dalla crisi ci vuole un linguaggio diverso. Figuratevi per un giornale come il nostro, con l’ambizione di volere avere un futuro prossimo, di essere piccolo che parli a molti, indipendente che appartenga a tutti. E figuratevi se non subito e adesso, in questa nostra società che più decaduta non si può.
Cara Marty, fare un giornale più leggibile significa innanzitutto sopravvivere a noi stessi. Ai nostri errori, di battitura (quanto vi facciamo infuriare!) o di analisi, di interpretazione o a volte di politica. E poi arricchirlo (parola grossa, diciamo pure dei soldi necessari da qui a dicembre fra legge per l’editoria, abbonamenti, sottoscrizioni, acquisto quotidiano, altrimenti non ci saremo più); soprattutto, arricchirlo di collaboratori, di lettori, di idee, di politica, di cultura. Di una ricchezza che sia accessibile a tutte e a tutti. Grazie Marty.
- 30/11/2010 [3 commenti]
- 29/11/2010 [10 commenti]
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W il manifesto, w l'anarchia 12-11-2010 13:04 - esterino
Le analisi (più o meno approfondite) di chi vuole cambiare davvero questo mondo, che crede che il sistema non regge più, e che aveva molto ragione Marx (dopo 20 anni di dimenticatoio) vive la sindrome di Cassandra.
Come se ne esce? Io non sono abbastanza bravo per capirlo... 12-11-2010 12:20 - cosmikdebris
Un giornale di classe, deve scrivere cose di classe.
Solo con la conoscenza, si arriva alla soluzione dei problemi.
Perche non arrivare con classe a parlare di classe.
Io non ho molta classe,Ma mi sforzo di essere all'altezza di una classe con classe.
Pasolini ha affrontato problematiche, sulla vita e la morte,partendo da un "Va a moriammazzato" del riccetto.E quella si che era una gran classe. 12-11-2010 12:04 - maurizio mariani
Continuate a fare un giornale e ricordatevi che non potete continuare a brancolare nel buio, senza un'idea, una strategia (la linea!) non si arriva da nessuna parte!
Un abbraccio.
|Vito 12-11-2010 10:42 - Vito A.
Sino a prova contraria l'Abc dell'istruzione per leggere l'abbiamo.
Gli analfabeti (più ampiamente intesi come tali) continueranno a non leggere.
Con ciò voglio sperare che non si appiattisca ancora di più la lingua italiana.
Ma ancora... non vorrei che "scendessimo" ad utilizzare termini da "televisione". Penso che il lettore medio di un giornale abbia più di 3-4 anni, in grado cioè di recepire e comunicare pensieri che non siano esclusivamente legati ai "bisogni primari".
Con ciò, Confucio ha pienamente ragione, Marty no. 12-11-2010 10:03 - Francesco