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UNA VITA DIFFICILE Yes, ho un sogno
Il vero limite de il manifesto, che poi probabilmente è il limite di tutti gli umani senza per questo voler consolarci per errori, opere e omissioni, non è il conto in banca. L’ha individuato una volta per sempre Cesare Pavese, quando scrive nel suo diario, “Il mestiere di vivere”: siamo autori dei nostri sogni ma non sappiamo come finiscono. Bella impresa incompiuta. Certo, se voi lettori-editori (o eventuali editori editori che ci leggano) ci aiutaste un po’ di più, senza svenarsi con mutui accesi per noi ma per esempio comprando ogni giorno il quotidiano in edicola, il sogno de il manifesto avrebbe qualche certezza in più di poter durare. A occhi aperti meglio che chiusi, magari per andare a vedere tutti insieme come andrebbe a finire.
Siamo determinati a sognare ancora. E ci aiuta a farlo da qualche altrove Luigi Pintor con le sue parole tratte da “La signora Kirchgessner”, libro da rileggere, rileggere, rileggere: “Era l’anno 1971 e soffiavano venti procellosi per un battello di carta. Non c’erano ricchi armatori o mecenati indigeni né i sovrani di Spagna o l’imperatore della Cina disposti a sovvenzionare una navigazione programmata su carte nautiche del 1848. Ma facevo affidamento su maree favorevoli che ci avrebbero sospinto verso nuovi orizzonti. (…) Non so con certezza se il battello di cui parlo resiste in navigazione o se finirà in disarmo. Mi dispiacerebbe perché il suo scafo ha superato molte prove. Quando fu varato da cantieri screditati nessuno lo credeva capace di galleggiare per più di sei mesi. Fu un miracolo di ingegneria navale e forse il solo errore commesso fu di non battere bandiera bianca, che è sempre bene accolta nei porti di mare”.
- 30/11/2010 [3 commenti]
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- 01/11/2010 [17 commenti]
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












scrivo dalla "remota" Calabria, meglio dalla ancora più remota Locride, per incitarvi a tenere duro e dirvi che sto provando insieme ad altri amici a mantenere in vita il sogno. Compro/compriamo, ogni giorno, il manifesto del giorno prima (per i problemi di distribuzione che voi ben conoscete), leggendo quindi le notizie con 48 ore di ritardo... se questo non è un gesto d'amore! Buona fortuna a tutti noi. 15-11-2010 12:02 - Luca Giuseppe Ritorto
conto su di voi, come sempre d'altrone e sempre disponible a fare una delle antenne da torino 15-11-2010 11:58 - laura tori
ADESSO PERO' COMINCIA LA VERA BATTAGLIA OVVERO PORTARE GILIANO PISAPIA A PALAZZO MARINO E POI NICHI A PALAZZO CHIGI.
PER CAMBIARE DAVVERO PERO' NON BASTA ARCHIVIARE SOLO IL BERLUSCONISMO MA BISOGNA DELEGHISTIZZARE IL PAESE 14-11-2010 23:21 - Antonio P.
ECCO TUTTO. 14-11-2010 22:55 - BRUNO
la redazione: C'è chi può permettersi di stampare anche in Sicilia, e chi deve affidarsi a trasporti che non arrivano mai in tempo. La stessa cosa più o meno vale per la Sardegna e in misura minore per altre regioni "remote" come la Calabria o il Friuli.
A proposito, il vero limite del manifesto è proprio quello di non essere più, se mai lo è stato, un quotidiano comunista. 14-11-2010 16:36 - Alessandro
E' pur vero che il mondo affronta problemi gravi, che a volte sembrano senza soluzioni, ma la ricetta comunista è inaccettabile e questo è ormai chiaro a tutti, proletari compresi.
Abbandonate il comunismo e cercate di aiutare i deboli a risolvere i loro problemi senza quella nefasta ideologia. 14-11-2010 16:05 - giovanni L.