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COMMENTO
13/11/2010
  •   |  
    UNA VITA DIFFICILE Yes, ho un sogno

    Il vero limite de il manifesto, che poi probabilmente è il limite di tutti gli umani senza per questo voler consolarci per errori, opere e omissioni, non è il conto in banca. L’ha individuato una volta per sempre Cesare Pavese, quando scrive nel suo diario, “Il mestiere di vivere”: siamo autori dei nostri sogni ma non sappiamo come finiscono. Bella impresa incompiuta. Certo, se voi lettori-editori (o eventuali editori editori che ci leggano) ci aiutaste un po’ di più, senza svenarsi con mutui accesi per noi ma per esempio comprando ogni giorno il quotidiano in edicola, il sogno de il manifesto avrebbe qualche certezza in più di poter durare. A occhi aperti meglio che chiusi, magari per andare a vedere tutti insieme come andrebbe a finire.

     

    Siamo determinati a sognare ancora. E ci aiuta a farlo da qualche altrove Luigi Pintor con le sue parole tratte da “La signora Kirchgessner”, libro da rileggere, rileggere, rileggere: “Era l’anno 1971 e soffiavano venti procellosi per un battello di carta. Non c’erano ricchi armatori o mecenati indigeni né i sovrani di Spagna o l’imperatore della Cina disposti a sovvenzionare una navigazione programmata su carte nautiche del 1848. Ma facevo affidamento su maree favorevoli che ci avrebbero sospinto verso nuovi orizzonti. (…) Non so con certezza se il battello di cui parlo resiste in navigazione o se finirà in disarmo. Mi dispiacerebbe perché il suo scafo ha superato molte prove. Quando fu varato da cantieri screditati nessuno lo credeva capace di galleggiare per più di sei mesi. Fu un miracolo di ingegneria navale e forse il solo errore commesso fu di non battere bandiera bianca, che è sempre bene accolta nei porti di mare”.


I COMMENTI:
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  • Purtroppo noto come i vostri colleghi del 'Fatto quotidiano' hanno iniziato a sparlare di voi: vivete sopra le vostre possibilità, c'è la crisi, volete soldi pubblici e via di questo seguito. Anche Travaglio - che pure stimo - nel suo video di oggi ha calcato su questo tasto. Ma che gliene frega a loro se voi avete avuto i contributi statali? Il Dio Mercato? Allora in Italia di giornali ne uscirebbero al massimo tre o quattro. Avete la mia solidarietà. 15-11-2010 21:15 - Giuseppe Michieli
  • Cari compagni
    scrivo dalla "remota" Calabria, meglio dalla ancora più remota Locride, per incitarvi a tenere duro e dirvi che sto provando insieme ad altri amici a mantenere in vita il sogno. Compro/compriamo, ogni giorno, il manifesto del giorno prima (per i problemi di distribuzione che voi ben conoscete), leggendo quindi le notizie con 48 ore di ritardo... se questo non è un gesto d'amore! Buona fortuna a tutti noi. 15-11-2010 12:02 - Luca Giuseppe Ritorto
  • sono stata abbonata coupon, ho organizzato e partecipato a cene di sottoscrizione, sono azionista...adesso mi faccio due conti e cerco di fare l'abbonamento web per il prox anno! detto questo sono molto d'accordo con maurizio mariani: per farsi leggere, per farsi comperare bisogna scrivere di più quello che gli altri non dicono, non scrivono, non vogliono scrivere e sì tornare a fare le inchieste dai luoghi di questa italia in agonia. secondo me di corrispondenti o segnalatori da tutto il paese ne trovereste a decine e la tecnologia attuale consente di raccogliere e filtrare news dal territorio con grande facilità.
    conto su di voi, come sempre d'altrone e sempre disponible a fare una delle antenne da torino 15-11-2010 11:58 - laura tori
  • ABBIAMO VINTO LE PRIMARIE A MILANO,
    ADESSO PERO' COMINCIA LA VERA BATTAGLIA OVVERO PORTARE GILIANO PISAPIA A PALAZZO MARINO E POI NICHI A PALAZZO CHIGI.
    PER CAMBIARE DAVVERO PERO' NON BASTA ARCHIVIARE SOLO IL BERLUSCONISMO MA BISOGNA DELEGHISTIZZARE IL PAESE 14-11-2010 23:21 - Antonio P.
  • C'E'BISOGNO DI UN GIORNALE CHE STIMOLI A COMPRENDERE LE DINAMICHE DELLA/E SOCIETA' UMANE, NON QUELLE DEI PARTITUCOLI. iL GIORNALE DI PINTOR NON TRAGUARDAVA AL PENSIERO DI BERTINOTTI MA A QUELLO DI MAO. E SE ANCHE SI DEDICAVA AL DOMESTICO ERA ROSSANDA A FARE ANALISI, NON AGNOLETTO.
    ECCO TUTTO. 14-11-2010 22:55 - BRUNO
  • Concordo con Maurizio, dovete tornare a fare inchieste sociali e dovete farlo presto, per recuperare, più che a livello di vendite, culturalmente tutte le persone perse. 14-11-2010 21:34 - Stefano
  • vi comprerei tutti i giorni ma in sicilia non ci siete. come mai il fatto si? 14-11-2010 18:08 - sisifo

    la redazione: C'è chi può permettersi di stampare anche in Sicilia, e chi deve affidarsi a trasporti che non arrivano mai in tempo. La stessa cosa più o meno vale per la Sardegna e in misura minore per altre regioni "remote" come la Calabria o il Friuli.
  • Per giovanni L.: che cos'è l'ideologia comunista? ho qualche dubbio sulla tua reale conoscenza sia del termine "ideologia" che del termine "comunista".
    A proposito, il vero limite del manifesto è proprio quello di non essere più, se mai lo è stato, un quotidiano comunista. 14-11-2010 16:36 - Alessandro
  • il vero limite del manifesto è l'ideologia comunista.
    E' pur vero che il mondo affronta problemi gravi, che a volte sembrano senza soluzioni, ma la ricetta comunista è inaccettabile e questo è ormai chiaro a tutti, proletari compresi.
    Abbandonate il comunismo e cercate di aiutare i deboli a risolvere i loro problemi senza quella nefasta ideologia. 14-11-2010 16:05 - giovanni L.
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