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COMMENTO
16/11/2010
  •   |  
    UNA VITA DIFFICILE In crociera con noi

    Abbonatevi, abbonatevi, abbonatevi. Non è detto che così il manifesto la scampi, ma è un buon metodo per provare a scacciare la crisi, portarci a compiere i nostri primi 40 anni il prossimo 28 aprile e fare una cosa assolutamente di sinistra. Negli Stati Uniti funziona. Il nostro inviato Marco d'Eramo ha appena finito di raccontarci un'altra crisi, quella della voce storica della sinistra americana, la rivista The Nation.

     

    Quanto ci assomiglia! Sentite un po': loro, come noi, hanno un incasso pubblicitario fra i più bassi dell'editoria mondiale, circa il 10% del fatturato. Loro, come noi, vendevano circa 20.000 copie negli anni Novanta, adesso sono però molto più bravi: 150.000 copie, parola di Victor Navasky, storico direttore e poi editore e direttore editoriale di The Nation. Loro, come noi, hanno il 25 per cento del fatturato proveniente da aiuti pubblici, donazioni lì, legge sull'editoria qui (almeno finché c'era, e speriamo che torni).

     

    L'unica grande differenza fra le due testate ha numeri curiosamente rovesciati: per il manifesto, le vendite in edicola contano per il 90 per cento e gli abbonamenti per il 10, per The Nation il 90 per cento è abbonamento. Come i nostri amici americani convincono i lettori ad abbonarsi? Scrivendo fine, certo, ma anche per esempio portandoli in crociera in Alaska insieme alle loro migliori firme. Insomma, se vi abbonate al manifesto, promettiamo una crociera alle Maddalena con le nostre firme più ambite. Fatevi sotto.


I COMMENTI:
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  • Ho comperato il giornale.
    Ho fatto tutto quello che posso fare per il mio giornale.
    Io sono un povero,un ex operaio.Uno che, per la pensione che prendo, è già un grosso sforzo comperare il giornale.vuol dire per me un litro di lattre in meno.
    Oggi sul giornale leggo che le Camere sono ardenti.
    Però non vedo morti!
    Anzi vedo un lavorio all'interno delle camere ardenti.
    Altro che il nano, che si dimette.Questi si sono garantiti un altro mese senza la magioranza.Ma cosa fanno le opposizioni in Italia.Ce lo domandiamo tutti.Eccetto uno sparuto gruppetto di persone,me compreso,che si stanno incazzando e stanno riempiendo tutti i spazi dell'informazione,per richiamare alla lotta e proporre uno sciopero generale, che fermi una volta per tutte queste camere ardenti e li seppellisca per sempre e togliere dal paese il puzzo nauseabondo, che ormai queste carogne decomposte, emanano,non c'è nessuno che decida di scansare questa classe decotta.
    Gli industriali si lamentano perche non vedono risultati.Gli operai si lamentano perche perdono il loro lavoro.
    I pensionati si lamentano e muoiono di fame.I giovani emigrano,e diventano stranieri.
    Nessuno è contento,ma si continua a fare di quelle camere ardenti un sudario per carogne inseppellite.
    Ma chi ci deve salvare?
    Zorro?
    Le BR,oppure l'Uomo Ragno?
    Intellettuali della sinistra,non vi preoccupate solo dei soldi,perche verrà il giorno che i soldi non vi serviranno.
    Quando i cieli si caricano di acqua e di magnetismo,può non piovere per mesi,ma sappiate che quando pioverà,piovera da far paura!
    Si perche se non ci saranno gli intellettuali e le persone intelliggenti a dirigere la lotta,allora quella lotta sarà diretta da persone ignoranti che non terranno conto dei danni e dei morti.
    Io sono un ingnorante e quando mi incazzo, non mi controllo.
    Non sono come i Valentino o le Rossande.Io vengo dalla strada e quando meno,meno per far male.
    Questo non è il momento di contare i soldi,ma quello di aiutarci a non scoppiare!
    Se coppierà la nostra pazienza,allora saranno cavoli amari per tutti i borghesi.
    Noi siamo ignoranti e non sappiamo distinguere i borghesi di sinistra con quelli di destra! 17-11-2010 08:15 - maurizio mariani
  • The Nation e' un settimanale. Ha perso soldi per tutta la sua vita ad eccezione di quattro anni. Vive in pratica con donazioni private che fanno fronte alle perdite. Pubblica per l'enorme mercato in lingua inglese che comprende USA, Canada, GB, Australia, New Zealand, South Africa e molti paesi nord europei dove la lingua inglese la parlano e leggono tutti.
    Le crociere poi sono une delle fonti di entrate e la gente che ci va paga migliaia di dollari per sentire qualche personalita' del mondo liberal. immaginate in Italia chi pagherebbe per rimanere affumicato da chi non puo' fare a meno delle sigarette.
    The Nation poi non si e' mai dichiarata comunista.
    Veramente non vedo le similitudini.
    Sebbene io ritenga assolutamente attuali le teorie marxiste e leniniste, credo che in questo momento di terribile stagnazione sociale e involuzione politica il termine "quotidiano comunista" andrebbe modificato con l'aggiunta di un termine piu' inserito nella societa' civile attuale. Un termine che qualifichi il contenuto e la linea editoriale. Il termine "progressista" e' il primo che mi viene in mente, perche' mai usato dai vari partitelli italiani ma molti altri farebbero alle bisogna.
    Dopo la caduta dell'URSS e il vittorioso sforzo propagandistico, facilitato dalla stupidita' e servilismo dei dirigenti "comunisti", fatto per associare il termine comunismo al disastro sovietico c'e' bisogno di una rivalutazione vera del marxismo e del leninismo. Rivalutazione che deve partire dalle fondamenta. La lotta per l'emancipazione sociale, per il progresso civile, magari in una prospettiva "comunista" deve essere quello che qualifica un giornale veramente di sinistra o meglio un giornale "progressista" che lotti per il progresso e le liberta' civili che in Italia non sono mai state raggiunte. 17-11-2010 00:25 - Murmillus
  • Facciamola davvero! 16-11-2010 23:23 - daniele
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