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UNA VITA DIFFICILE Avvenimento A
Segni di vita al manifesto. Grazie naturalmente a voi lettori: che un giorno ci insultate, un altro rinnovate l'abbonamento, un altro ancora ci chiedete chi di fare la rivoluzione, chi di finire ad Alcatraz (in crociera con le nostre migliori firme, pensa te). Molto bene. Ma alla domanda che è la madre di tutte le domande – il manifesto, alla fine, si salverà? - rispondiamo tramite interposto Italo Calvino e le sue "Cosmicomiche", parole tratte da "Quanto scommettiamo". Aspettando di saperne di più dalla legge di stabilità e dalla nostra amministrazione al piano di sopra, una trincea che nemmeno immaginate.
Calvino, dunque. «Facevamo sempre delle scommesse, io e il Decano, perché non c'era proprio altro da fare (...) Scommettevamo sugli avvenimenti che sarebbero o non sarebbero avvenuti; la scelta era praticamente illimitata, dato che fino a quel momento non era avvenuto assolutamente niente. Ma siccome non c'era nemmeno modo di immaginarsi come un avvenimento avrebbe potuto essere, lo designavamo in modo convenzionale: avvenimento A, avvenimento B, avvenimento C, eccetera, tanto per distinguerli. Ossia: dato che allora non esistevano alfabeti o altre serie di segni convenzionali, prima scommettevamo su come sarebbe potuta essere una serie di segni e poi accoppiavamo questi possibili segni a dei possibili avvenimenti, in modo da designare con sufficiente precisione faccende di cui non sapevamo un bel nulla».
Se non vi sembrasse una risposta compiuta, continuate a seguirci.
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Io, liberista convinto, ma, guarda un pò, lettore del manifesto e di tanti altri quotidiani, non ho mai pensato al mercato come l'unica e vera legge.
Cerco solo di far comprendere a gente come voi, che ha la presunzione di erogare un servizio al di sopra di qualunque altra attività , che si sente superiore intellettualmente a tutto e tutti e che, quindi, che PRETENDE che il proprio lavoro sia sempre assistito, vorrei far comprendere che neanche questa è la verità assoluta.
Non è il mercato e non siete voi la verità.
Desidererei soltanto che questi soldi siano spesi meglio.
Chi siete per sostenere che la vostra attività meriti un sostegno pubblico ed invece, che ne sò, gli insegnanti debbano vivere di precariato?
Perchè un povero artigiano deve combattere con le storture del mercato e voi no?
Perchè un piccolo negoziante è costretto a chiudere se a pochi passi da lui ha aperto un ipermercato?
La legge deve essere unica ed uguale per tutti, ANCHE NEL VOSTRO CASO.
Abbiate l'umiltà di ABBASSARVI AL LIVELLO DI TANTI ALTRI PERSONAGGI CHE SVOLGONO ATTIVITA' IMPORTANTI ED ALTRETTANTO NECESSARIE PER LO SVILUPPO DI UN PAESE IN OGNI SENSO (penso ai ricercatori universitari che vivono di stenti).
Abbiate la decenza di dire basta una volta per tutte al salasso delle casse dello stato... credo che potrete essere un ottimo giornale, anche senza questi soldi... anzi, come minimo, avreste un abbonato in più!!! 19-11-2010 17:05 - pasquale
Avanti compñaeros y compañeras!
Vai!...escuse por el itagnolo. 19-11-2010 15:55 - diego
E poi un giornale, soprattutto se "indipendente", non è un frigorifero, caro Pasquale (e altri come lui), e difendere un modo eretico di pensare ed agire, è appunto difendere tutti quei mezzi di comunicazione e d'informazione che sfuggono alla dittatura di coloro che detengono il potere economico e finanziario, le leve della pubblicità e della trasmissione di massa. È obolo di stato l'assistenza sanitaria o è un diritto ? Vorrei che questi pseudo-lettori del piffero meditino sulle conquiste - dovute anche a tante battaglie della sinistra - dell'ultimo mezzo secolo. Per me è civiltà o barbarie. E i fondi per l'editoria, la vera editoria indipendente (non quella che si nasconde dietro il paravento dell'Unione Monarchica per otteneri i fondi destinati alla stampa di partito), sono uno strumento idoneo a garantire il dibattito e il confronto dei cittadini.
Vorrei poi aggiungere qualcosa per coloro che ritengono, mi pare di capire, il manifesto un quotidiano comunista, sui generis, frivolo e leggero, non fedele alla linea. Il vostro modo d'intendere il comunismo fa venire i brividi, è da Terza Internazionale. Ma il manifesto è nato proprio rifiutando questa visione del comunismo, monolitico, grigio e triste.
Assistere ad un altro processo sarebbe il colmo.
Quindi ben vengano anche gli articoli sul giardinaggio o sulla marjuana, sulle avanguardie e sui fumetti, accanto ad interventi che parlano di lavoro (in prima pagina), di risorse, di diritti, di migranti, di donne, di mafie varie.
Io trovo semplicemente che il giornale debba sviluppare ulteriormente il proprio sito internet e rivedere (sulla base di scritti teorici come Fa notizia di Cesareo), il modo col quale si arriva a "creare" le notizie. Il "partito nuovo" di Togliatti e l'Unità, grazie anche alla capillare impiantazione delle case del popolo e delle camere del lavoro, pretendeva poter arrivare ad aggirare la "dittatura" delle agenzie di stampa (AP, Reuter etc.). La telematica dà nuovi strumenti nel senso della democratizzazione della circolazione delle informazioni, delle notizie. Lo sviluppo di questo interscambio coi lettori, coi lavoratori, coi disoccupati, con le associazioni e i comitati di base, col "terriotorio" etc, può creare appunto un modo nuovo di "creare notizie", non limitandosi al puro commento di una massa d'informazioni che provengono tutte più o meno dalle stesse fonti (le agenzie appunto).
Ma da quello che capisco, la riflessione sviluppata dalla nebulosa manifesto in questa fase, tocca appunto queste tematiche. Bisogna semplicemente accellelare i tempi.
Per il resto non posso che complimentarmi col manifesto. Vivo all'estero da ormai 15 anni, e la lucidità dei vostri contributi è tale che siete sempre più spesso citati dalla stampa estera (un esempio su tutti, il Courrier International). 19-11-2010 15:11 - Spartacus
Grazie a Berlusconi e il suo governo viene tolta l'ultimo brandello di quella maschera ipocrita,togliendo i finanziamenti al Manifesto;be, prometto di continuare da solo o con qualche altro compagno, a scrivere a nome del Manifesto N.2
Un Manifesto che verrà attaccato per le strade e d'avanti le fabbriche.un Manifesto gratuito a forma di manifesto.
Prometto di essere come voi.Mordente,accusatore,critico di una societa edonista e di classe.
Cercherò di sostitiuire la vostra sapienza con una, più popolare, ma aggressiva!
Il Manifesto non morirà mai.Lo attaccheremo da per tutto e sarà l'unica verità per un popolo oppresso dal dittatore nano.
Valentino,Rosy e tutti i compagni della redazione,avete creato cento nuovi germogli.Vedrete i frutti!
Viva il Manifesto. 19-11-2010 11:52 - maurizio mariani