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UNA VITA DIFFICILE Manifesto chi?
Colpiti al cuore. Mitragliati dalle vostre freccette, quella del lettore Riccardo Gitani ha fatto centro. Vogliamo dire, un po' più centro delle altre. «Io non credo che voi perdiate lettori perché siete un giornale fatto male (forse qualcosa si può migliorare, ovvio) ma perché nessuno vi conosce tra chi ha meno di 30 anni». Ma come? Non sono i nostri imperdonabili refusi, alcune pagine lenzuolate, certe analisi o non informazioni che a volte ci scappano, a rendere drammatica la nostra situazione contabile? No, sotto i 30 anni, il manifesto sarebbe uno sconosciuto. Che sia un modo subdolo per dire - forse e anche - che qui saremmo tutti babbioni?
Rigiriamo la domanda: sotto i 30 anni, quanta gente compra quotidiani? Ne “L'ultima copia del New York Times” di Vittorio Sabadin, un libro del 2007 ma sempre valido per capire l'aria che tira nell'editoria mondiale, si riporta a un certo punto il parere sulla crisi di Jon Gisby, responsabile di Media Group, Yahoo! Europa. Ecco cosa può succedere sotto i 30 anni, oltre che ignorare il manifesto: “Ero all'aeroporto di Parigi e c'erano due amici davanti a un'edicola. Uno stava comprando un giornale e l'altro gli ha detto: 'Lascia perdere lo leggiamo online quando siamo a casa'. (...) Ma la verità è che se a giovani di 21 anni venissero fatte due offerte di lavoro, una per la stampa tradizionale e l'altra per la creazione e distribuzione di contenuti online, la maggior parte sceglierebbe l'online. Un buon modo per scoprire se l'industria è in crisi o no è quello di domandarsi che cosa si deciderebbe di fare all'età di 21 anni”. Nel dubbio, abbonatevi o comprate il manifesto. Una cosa da ragazzi.
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La termoelettrica di Huexca
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Magari porta pazienza e clicca (e qui c'è già una sfoltitura, vi rendete conto?) e trova... le vostre battutine sui lettori ignoranti e sugli appelli ai mecenati.
Mentre i contenuti originali che producete (o cazzo, ce ne sono!) sono confinati in angolini, senza mai essere evidenziati quando sono rinnovati. Risultato, la pagina sembra sempre uguale.
Perché dovrei tornare a visitarla? Non è una domanda retorica. 22-11-2010 19:55 - Mariano Maurizi
Uso le nuove tecnologie per praticità e pure lastampa che ilgiornale, giornali che reputo pessimi, sono più funzionali.
Google non è un tiranno, per avere le notizie su google news basta impaginarla in accordo agli standard, se ce la fa IlGiornale perchè il Manifesto non può farlo?
E gli articoli dall'estero mi fanno arrabbiare, specie quelli dal Giappone. Un po' di serietà, per favore. 22-11-2010 18:19 - alberto
(nota: da leggersi in chiave scherzosa)
Un caro saluto,
Zurlì 22-11-2010 17:28 - zurlì
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=13861 22-11-2010 17:23 - emanuele
Ancora con la storia che i giovani sono rimbambiti dalla tv???
Ho letto "Vie nuove" di Pasolini, è una raccolta di una rubrica che aveva sul "Tempo" dove rispondeva ai quesiti dei lettori (anni 1960-1965). Molti lettori più anziani criticavano i giovani moderni perchè non si occupavano di politica, perchè erano catatonici, perchè non avevano più ideali... giusto prima del '68.
E' sempre così, le persone più grandi credono che i giovani siano degli imbecilli in confronto a loro, eppure se il mondo è andato a rotoli di certo la colpa non è mia che ho quasi 30 anni, bensì di chi c'era prima di me e ha permesso che tutto questo accadesse...
E, per finire, anche se quello che si chiede è un giornale più innovativo e non un fumetto, non vedo dove sia il problema nei fumetti? Era Hugo Pratt che parlava dei fumetti come di "letteratura disegnata" e Umberto Eco che disse "quando voglio rilassarmi leggo un saggio di Hengel, quando voglio avere una letture impegnata leggo Corto Maltese" 22-11-2010 14:35 - Riccardo Gatani
ci sono regioni che il giornale tratta poco e male(Toscana, Emilia e sopratutto Umbria e friuli). Ci sono regioni analizzate benissimo (Camoania, Calabria, Lombardia e piemonte) e altre poco o niente. Bisogna registrare queste disfunzioni, per il resto trovo il giornale da quando c'è la nuova direzione.
Lia (Avellino) 22-11-2010 13:35 - Lia
Ci sono comunisti, che hanno fatto anni e anni di galera per una idea.Ci sono comunisti che hanno sofferto una vita e hanno fatto soffrire i figli per una idea più grande della loro vita.
Tu Pasquale,queste cose non le puoi capire.Io si! 22-11-2010 12:33 - mm
I COMUNISTI SE NE FREGANO DELLE PAGHE?!?!
Questa non l'avevo mai sentita?
E come vivono?
Aprite gli occhi e le orecchie, se ne siete capaci!!!
Il mondo di oggi (terribile) purtroppo se ne infischia delle filosofie anti denaro... se volete combattere questo stato di cose, malgrado tutto, dovrete per forza fare i conti... i conti con i SOLDI!!!
Ne soffro anch'io di tutto questo, ma non possiamo vivere di sola ideologia, le battaglie di oggi vanno combattute con le stesse armi dei vostri avversari, anzi, ne dovreste avere di più di queste armi!!! 22-11-2010 10:40 - pasquale