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COMMENTO
20/11/2010
  •   |  
    UNA VITA DIFFICILE Manifesto chi?

    Una prima pagina del NYT del 1906

    Colpiti al cuore. Mitragliati dalle vostre freccette, quella del lettore Riccardo Gitani ha fatto centro. Vogliamo dire, un po' più centro delle altre. «Io non credo che voi perdiate lettori perché siete un giornale fatto male (forse qualcosa si può migliorare, ovvio) ma perché nessuno vi conosce tra chi ha meno di 30 anni». Ma come? Non sono i nostri imperdonabili refusi, alcune pagine lenzuolate, certe analisi o non informazioni che a volte ci scappano, a rendere drammatica la nostra situazione contabile? No, sotto i 30 anni, il manifesto sarebbe uno sconosciuto. Che sia un modo subdolo per dire - forse e anche - che qui saremmo tutti babbioni?

     

    Rigiriamo la domanda: sotto i 30 anni, quanta gente compra quotidiani? Ne “L'ultima copia del New York Times” di Vittorio Sabadin, un libro del 2007 ma sempre valido per capire l'aria che tira nell'editoria mondiale, si riporta a un certo punto il parere sulla crisi di Jon Gisby, responsabile di Media Group, Yahoo! Europa. Ecco cosa può succedere sotto i 30 anni, oltre che ignorare il manifesto: “Ero all'aeroporto di Parigi e c'erano due amici davanti a un'edicola. Uno stava comprando un giornale e l'altro gli ha detto: 'Lascia perdere lo leggiamo online quando siamo a casa'. (...) Ma la verità è che se a giovani di 21 anni venissero fatte due offerte di lavoro, una per la stampa tradizionale e l'altra per la creazione e distribuzione di contenuti online, la maggior parte sceglierebbe l'online. Un buon modo per scoprire se l'industria è in crisi o no è quello di domandarsi che cosa si deciderebbe di fare all'età di 21 anni”. Nel dubbio, abbonatevi o comprate il manifesto. Una cosa da ragazzi.


I COMMENTI:
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  • Ho 27 anni, vi conosco da quando di anni ne avevo 16... Mi sono fatto sedurre dalla vostra verve polemica e avete contribuito ad avvicinarmi all'opposizione di classe al governo D'Alema che bombardava la Serbia. Ma con gli anni più vi leggevo e più mi facevate incazzare.
    Eravate un giornale di denuncia siete diventati un giornale come gli altri.
    Avete tirato la volata a partiti che votavano le peggio cose in parlamento e avete persino sostenuto la guerra imperialista in Libano. Non è più il giornale di Stefano Chiarini insomma... Non vi compro più da qualche anno, non perchè siete "babbioni" ma perchè con la classe lavoratrice non avete più nulla a che fare. Non avete più nulla a che fare con le lotte dei popoli opressi. Vi siete rassegnati alla tarda ideologia imperante della post-modernità... insomma vi siete seduti! Proprio ora che c'è bisogno delle barricate!!! Porco mondo vi siete fatti cooptare e ne pagate le conseguenze. Non è una questione generazionale ma di coerenza è su questo campo che avete perso la partita. 21-11-2010 15:08 - marxista
  • Lavoro nel campo informatico da 20 anni, ne ho 42. Dal Dos ad oggi ne è passato di tempo! Se la strada è questa penso proprio che dovremo rassegnarci alla divulgazione online dei contenuti (ad eccezione penso/spero dei libri). Ma i quotidiani temo che diventaranno a breve un'appendice in perdita di faraonici portali internet. So long 21-11-2010 14:43 - simone
  • "I giovani non leggono e se leggono preferiscono fogli generalisti che non servono a niente."

    Beh... ma allora il problema è presto risolto. Basta fare del manifesto un album a fumetti, che so?, "la politica dei supereroi"... e riconquistiamo i giovani ¬¬

    Incolpiamo pure, di tutto ciò, la decadenza dell'istruzione pubblica, la "rete", o tutto quello che vogliamo: ma se i "giovani" non leggono è un po' anche colpa loro.

    Sono gli stessi discorsi che quarant'anni fa ci sentivamo fare da chi aveva quarant'anni più di noi. Però abbiamo reagito, invece di stare a piagnucolare che non capivamo quello che ci dicevano: e, bene o male, una qualche capacità di "lettura della realtà" ce la siamo procurata. Guarda caso, proprio grazie ANCHE a strumenti come questo giornale e i libri letti perché magari li si vedeva consigliati o citati qui sopra...

    Che il linguaggio del manifesto vada adeguato ai tempi mutati, è evidente. Ma se questo deve significare un manifesto decerebrato, fatto di articoli lunghi dieci righe - e scritti a lettere in corpo 18, mi raccomando: e molto spaziate fra loro, come nei libri di favole - perché altrimenti - orrore!! - si fa troppa fatica a leggerli, beh: io non ci sto. Lo dico da subito...

    I giovani, e proprio giovanni mi pare ne sia prova lampante, non sono tutti uguali: né li si conquista dando loro in pasto l'omogeneizzato che solo apparentemente nutre, perché sazia e riempie per cinque minuti... dopo di che però hai più fame "che pria".

    I giovani - e non solo loro: anche noialtri, i "vecchi" - il giornale li riconquisterà il giorno in cui ricomincerà ad essere indiscutibilmente autorevole, e a dire autorevolmente cose che non si trovino da nessun'altra parte. Tutto il resto, tutto ciò che attiene alle "forme" da dare ai contenuti, è di gran lunga secondario: e sarà assolutamente inutile, se prima non si risolverà il problema dei contenuti e della "sostanza"...

    "Riguardo al Fatto, è in calo rispetto a qualche tempo fa. Perdono molti abbonati e se mantengono ancora una buona diffusione è perchè è diventato il PRIMO GIORNALE dei finiani e dei vecchi arnesi della destra missina che infognano quel partito."

    È ovvio che "il Fatto" cominci a perdere: perché l'"effetto novita" può durare al massimo... quanto: sei mesi? un anno?... dopo di che, letto l'ennesimo editoriale di Marco Travaglio - inesorabilmente uguale al precedente, e al precedente, e a quello prima ancora - uno comincia un po' ad averne le p...e piene. O no?

    Ed ecco perché - per inciso - continuare ad invitare "quelli del manifesto" a fare come "quelli del Fatto" perché "quella è la strada per fare un giornale che si mantenga" non sta in piedi. Il Fatto ha due anni: riparliamone fra dieci ;)

    "Per cui bisogna semplicemente fare un buon giornale"

    Approvo. Approvo incondizionatamente... :) 21-11-2010 14:29 - Harken
  • Io penso che il problema sia il decadere nella discussione solo filosofica che in certi casi si fa autoemarginante.
    Pensiamo per es certi centri autogestiti, bella e utile cosa cosa nell'intento di dare vita a entità decadenti ed abbandonate, ma finisce con il sapere di ricerca di un'isola in cui di discute e si vive una filosofia, ma cosa manca?
    Il contatto, la piazza quoatidiana per cui chi realizza un'isola rimane incompreso dalla stragrande ( se non stragrande certamente da buona parte) maggioranza della gente.
    Si punta a filtrare solo sotto la lente della filosofia senza dare un effettivo e fattivo apporto al cambiamento.
    Cosa ha bisogno la ns società corrota e decadente?
    Ha bisogno di gente che infligga le propie unghie nelle carni dei corrotti per ricondurli alla ragione, ha bisogno del sviscerare i segreti e del turbare loe assopite coscienze.
    Cos'è che a uno fà dire che hà ancora il 60% di favore della plebe?
    propio la possibilità di trattare gli uomini da plebei, da servi, da consumatori legati alla cavezza, costretti in batteria, timorosi che un eventuale cambiamento possa comprommettere irrimediabilmente il loro stato di sfruttati, la loro certezza della pena in una vita insignificante ma non turbata dal doversi esporre, dal dovere agire, dal dover pensare.
    Basta vedere il fatto della minore allietante il ministro primo, se invece di essere lui fosse stato qualsiasi altro cittadino cosa sarebbe successo?
    Bè da noi non è elemento sufficiente a determinarne le dimissioni per non parlare di legami vari.
    E' evidente che la cosienza degli italiani è talmente assopita che corre il rischio di non destarsi mai anzi si potrebbe dire che gli italiani ormai sono ridotti senza coscienza. 21-11-2010 14:19 - Gromyko
  • è vero, al di sotto dei 30 anni i quotidiani non si leggono.Io ne ho poco più di 30 e mi sono innamorato della carta stampata quando, in 3a media, la mia professoressa di italiano ci spinse a comprare almeno un quotidiano da portare in classe.andai in edicola e rimasi affascinato dalla tanta scelta a mia disposizione, dai nomi dei quotidiani ed anche dai colori diversi (il rosa della Gazzetta, il giallo del Sole 24ore). Non sapevo cosa chiedere e scelsi il Corriere della Sera, perchè era l'unico di cui conoscessi il nome. Erano 20 anni fa, e mi permetto di dire che era un altro giornalismo,me lo ricordo bene.Oggi, in edicola, cosa è rimasto?per un periodo, poco tempo fa, ho comprato in circa 15/20 giorni i quotidiani in edicola. Il Corriere della Sera si perde in tremila allegati e finisce per non approfondire nulla.La Repubblica mi garba, ha tanto spazio dedicato alla politica ma a mio avviso non ha firme di spessore che rendono i fondi interessanti, cosa che il corriere invece ha. La Stampa un organo di famiglia, e cerchiobottista. Quelli locali tipo Il Messaggero, Il resto del carlino ed il Corriere Adriatico si avvicinano molto al bugiardone. De Il Giornale e Libero non dico nulla, servi del padrone. Arriviamo alla cosiddetta stampa di sinistra.Il Riformista vuole essere una via di mezzo tra approfondimento e notiziario di sinistra.inutile. Liberazione non lo sopporto per colpa del partito che, giocoforza, cerca di rappresentare.L Unita mi stava piacendo e l ho seguito con attenzione, adesso si sta sfasciando come il suo organo politico di rappresentanza. Rimangono due testate agli antipodi.Il Foglio, mirabile dictu, mi sa un ottimo giornale, in quanto sa approfondire. Ma non lo sopporto per pi\ di 2 numeri in quando destrorso.Il Sole 24 ore mi piace molto. Il nostro Manifesto sa approfondire e secondo me va integrato con il web. esempio. tra corriere on line e repubblica.it si reperiscono tutte le informazioni sui fatti e sugli avvenimenti. poi il manifesto che sta in edicola mi approfondisce, mi fa leggere un punto di vista. ho una proposta. inserite in questo sito un banner semplice semplice con le notizie, nude e crude. e poi rendere accessibili, dopo 1 o 2 giorni, tutti gli articoli del manifesto cartaceo, invece dei 4 o5 che sono in home page. 21-11-2010 13:11 - alessandro
  • Condivido l'intervento di Giovanni. I giovani non leggono e se leggono preferiscono fogli generalisti che non servono a niente. Riguerdo al Fatto, è in calo rispetto a qualche tempo fa. Perdono molti abbonati e se mantengono ancora una buona diffusione è perchè è diventato il PRIMO GIORNALE dei finiani e dei vecchi arnesi della destra missina che infognano quel partito.
    Per cui bisogna semplicemente fare un buon giornale, vicino ai conflitti, aperto ai movimenti, giovanile in quanto rivolto ai movimenti giovanili.
    Penso che la pagina 15 deve essere nazionale perchè è quella + giovanile in senso lato. E anche il viaggio nell'Arci va accolto in tal senso.
    Yuri (Chioggia) 21-11-2010 12:38 - yuri
  • anche noi ultrasessantenni gradiremmo avere un Manifesto on line più decente. Questo che vediamo qui è penoso!
    Non avete compreso che fra copia cartacea e sito web vi sono sotanziali differenze. Quando vi attrezzerete decentemente on line, MAGARI AFFIDANDO L'IMPAGINAZIONE A DEI GIOVANI, potrete usare tutti gli altri strumenti mediatici (video, audio, etc) che ora vi sono preclusi, guadagnando, fra l'altro, in pubblicità!
    Domanda: ma Chip & Salsa lo leggevate? 21-11-2010 12:26 - Dino Angelini
  • Ho 21 anni e leggo il Manifesto almeno 3-4 volte a settimana (sempre non me lo posso permettere). I miei coetanei, quando leggono quotidiani, e già è cosa rara, si dividono tra Repubblica e Il Fatto. La Repubblica per questioni di appartenenza, temo: i genitori l'hanno sempre comprata. Il Fatto perché ben rappresenta il qualunquismo urlatore di cui tanti sembrano aver bisogno per mettere un po' a posto la coscienza.
    Quello che "frega" il Manifesto è, secondo me, il fatto di essere un secondo giornale, uno strumento di interpretazione. E la tendenza generale tra i 20enni è che capire le cose è palloso (preferiscono, appunto, i "fatti", nudi e crudi). Poi viene il registro linguistico, secondo molti troppo farraginoso (alcuni mi guardano e mi chiedono: "ma leggi il Manifesto?! Ma è difficilissimo!" ...boh. La demonizzazione del comunismo aggiunge dei problemi, vista la dicitura del quotidiano.
    Se posso permettermi, mi piacerebbe sapere che ne pensate di alcune cose che potreste fare. Per esempio, le Monde Diplomatique sta sperimentando un nuovo modo di fare giornalismo con la "bande dessinée", il fumetto che loro definiscono "il futuro del giornalismo". Perché non provare questa o altre tecniche di graphic journalism per rilanciare il cartaceo?
    Non credo che i giovani vogliano che i contenuti del Manifesto vengano adattati ai tempi (sarebbe come snaturare il giornale), ma che le forme in cui i contenuti sono proposti siano più moderne. 21-11-2010 12:14 - giovanni
  • da un quotidiano come "il manifesto" mi attendo commenti e analisi ben diversi da quello scioccamente irridente verso Benedetto XIV apparso nell'edizione di oggi, circa l'apertura all'utilizzo del preservativo.

    Veramente pietosa l'uscita sulle prostitute che la Chiesa condannerebbe all'inferno che, come ben noto, non corrisponde ne' alle scritture del Vangelo ne' tantomeno alla pratica concreta di diversi preti che le hanno aiutate a liberarsi dallo sfruttamento. Vi dice qualcosa il nome di Don Oreste Benzi... che con la sua tonaca rotta andava in giro per i viali a salvarle e comunque a confortarle. Ma forse, per certi,

    E mi viene in mente, pure il mio parroco, quand'ero ragazzino, don L., che a bordo di una scassata fiat 126 andava a liberare le prostitute tossicodipendenti, da schifosi sfruttatori e luridi spacciatori di eroina

    Ps- non frequento parrocchie o chiese, a scanso di facili associazioni. 21-11-2010 12:02 - JAURES
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