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UNA VITA DIFFICILE Manifesto chi?
Colpiti al cuore. Mitragliati dalle vostre freccette, quella del lettore Riccardo Gitani ha fatto centro. Vogliamo dire, un po' più centro delle altre. «Io non credo che voi perdiate lettori perché siete un giornale fatto male (forse qualcosa si può migliorare, ovvio) ma perché nessuno vi conosce tra chi ha meno di 30 anni». Ma come? Non sono i nostri imperdonabili refusi, alcune pagine lenzuolate, certe analisi o non informazioni che a volte ci scappano, a rendere drammatica la nostra situazione contabile? No, sotto i 30 anni, il manifesto sarebbe uno sconosciuto. Che sia un modo subdolo per dire - forse e anche - che qui saremmo tutti babbioni?
Rigiriamo la domanda: sotto i 30 anni, quanta gente compra quotidiani? Ne “L'ultima copia del New York Times” di Vittorio Sabadin, un libro del 2007 ma sempre valido per capire l'aria che tira nell'editoria mondiale, si riporta a un certo punto il parere sulla crisi di Jon Gisby, responsabile di Media Group, Yahoo! Europa. Ecco cosa può succedere sotto i 30 anni, oltre che ignorare il manifesto: “Ero all'aeroporto di Parigi e c'erano due amici davanti a un'edicola. Uno stava comprando un giornale e l'altro gli ha detto: 'Lascia perdere lo leggiamo online quando siamo a casa'. (...) Ma la verità è che se a giovani di 21 anni venissero fatte due offerte di lavoro, una per la stampa tradizionale e l'altra per la creazione e distribuzione di contenuti online, la maggior parte sceglierebbe l'online. Un buon modo per scoprire se l'industria è in crisi o no è quello di domandarsi che cosa si deciderebbe di fare all'età di 21 anni”. Nel dubbio, abbonatevi o comprate il manifesto. Una cosa da ragazzi.
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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di gianni - 06.08.2013 06:08












Eravate un giornale di denuncia siete diventati un giornale come gli altri.
Avete tirato la volata a partiti che votavano le peggio cose in parlamento e avete persino sostenuto la guerra imperialista in Libano. Non è più il giornale di Stefano Chiarini insomma... Non vi compro più da qualche anno, non perchè siete "babbioni" ma perchè con la classe lavoratrice non avete più nulla a che fare. Non avete più nulla a che fare con le lotte dei popoli opressi. Vi siete rassegnati alla tarda ideologia imperante della post-modernità... insomma vi siete seduti! Proprio ora che c'è bisogno delle barricate!!! Porco mondo vi siete fatti cooptare e ne pagate le conseguenze. Non è una questione generazionale ma di coerenza è su questo campo che avete perso la partita. 21-11-2010 15:08 - marxista
Beh... ma allora il problema è presto risolto. Basta fare del manifesto un album a fumetti, che so?, "la politica dei supereroi"... e riconquistiamo i giovani ¬¬
Incolpiamo pure, di tutto ciò, la decadenza dell'istruzione pubblica, la "rete", o tutto quello che vogliamo: ma se i "giovani" non leggono è un po' anche colpa loro.
Sono gli stessi discorsi che quarant'anni fa ci sentivamo fare da chi aveva quarant'anni più di noi. Però abbiamo reagito, invece di stare a piagnucolare che non capivamo quello che ci dicevano: e, bene o male, una qualche capacità di "lettura della realtà" ce la siamo procurata. Guarda caso, proprio grazie ANCHE a strumenti come questo giornale e i libri letti perché magari li si vedeva consigliati o citati qui sopra...
Che il linguaggio del manifesto vada adeguato ai tempi mutati, è evidente. Ma se questo deve significare un manifesto decerebrato, fatto di articoli lunghi dieci righe - e scritti a lettere in corpo 18, mi raccomando: e molto spaziate fra loro, come nei libri di favole - perché altrimenti - orrore!! - si fa troppa fatica a leggerli, beh: io non ci sto. Lo dico da subito...
I giovani, e proprio giovanni mi pare ne sia prova lampante, non sono tutti uguali: né li si conquista dando loro in pasto l'omogeneizzato che solo apparentemente nutre, perché sazia e riempie per cinque minuti... dopo di che però hai più fame "che pria".
I giovani - e non solo loro: anche noialtri, i "vecchi" - il giornale li riconquisterà il giorno in cui ricomincerà ad essere indiscutibilmente autorevole, e a dire autorevolmente cose che non si trovino da nessun'altra parte. Tutto il resto, tutto ciò che attiene alle "forme" da dare ai contenuti, è di gran lunga secondario: e sarà assolutamente inutile, se prima non si risolverà il problema dei contenuti e della "sostanza"...
"Riguardo al Fatto, è in calo rispetto a qualche tempo fa. Perdono molti abbonati e se mantengono ancora una buona diffusione è perchè è diventato il PRIMO GIORNALE dei finiani e dei vecchi arnesi della destra missina che infognano quel partito."
È ovvio che "il Fatto" cominci a perdere: perché l'"effetto novita" può durare al massimo... quanto: sei mesi? un anno?... dopo di che, letto l'ennesimo editoriale di Marco Travaglio - inesorabilmente uguale al precedente, e al precedente, e a quello prima ancora - uno comincia un po' ad averne le p...e piene. O no?
Ed ecco perché - per inciso - continuare ad invitare "quelli del manifesto" a fare come "quelli del Fatto" perché "quella è la strada per fare un giornale che si mantenga" non sta in piedi. Il Fatto ha due anni: riparliamone fra dieci ;)
"Per cui bisogna semplicemente fare un buon giornale"
Approvo. Approvo incondizionatamente... :) 21-11-2010 14:29 - Harken
Pensiamo per es certi centri autogestiti, bella e utile cosa cosa nell'intento di dare vita a entità decadenti ed abbandonate, ma finisce con il sapere di ricerca di un'isola in cui di discute e si vive una filosofia, ma cosa manca?
Il contatto, la piazza quoatidiana per cui chi realizza un'isola rimane incompreso dalla stragrande ( se non stragrande certamente da buona parte) maggioranza della gente.
Si punta a filtrare solo sotto la lente della filosofia senza dare un effettivo e fattivo apporto al cambiamento.
Cosa ha bisogno la ns società corrota e decadente?
Ha bisogno di gente che infligga le propie unghie nelle carni dei corrotti per ricondurli alla ragione, ha bisogno del sviscerare i segreti e del turbare loe assopite coscienze.
Cos'è che a uno fà dire che hà ancora il 60% di favore della plebe?
propio la possibilità di trattare gli uomini da plebei, da servi, da consumatori legati alla cavezza, costretti in batteria, timorosi che un eventuale cambiamento possa comprommettere irrimediabilmente il loro stato di sfruttati, la loro certezza della pena in una vita insignificante ma non turbata dal doversi esporre, dal dovere agire, dal dover pensare.
Basta vedere il fatto della minore allietante il ministro primo, se invece di essere lui fosse stato qualsiasi altro cittadino cosa sarebbe successo?
Bè da noi non è elemento sufficiente a determinarne le dimissioni per non parlare di legami vari.
E' evidente che la cosienza degli italiani è talmente assopita che corre il rischio di non destarsi mai anzi si potrebbe dire che gli italiani ormai sono ridotti senza coscienza. 21-11-2010 14:19 - Gromyko
Per cui bisogna semplicemente fare un buon giornale, vicino ai conflitti, aperto ai movimenti, giovanile in quanto rivolto ai movimenti giovanili.
Penso che la pagina 15 deve essere nazionale perchè è quella + giovanile in senso lato. E anche il viaggio nell'Arci va accolto in tal senso.
Yuri (Chioggia) 21-11-2010 12:38 - yuri
Non avete compreso che fra copia cartacea e sito web vi sono sotanziali differenze. Quando vi attrezzerete decentemente on line, MAGARI AFFIDANDO L'IMPAGINAZIONE A DEI GIOVANI, potrete usare tutti gli altri strumenti mediatici (video, audio, etc) che ora vi sono preclusi, guadagnando, fra l'altro, in pubblicità!
Domanda: ma Chip & Salsa lo leggevate? 21-11-2010 12:26 - Dino Angelini
Quello che "frega" il Manifesto è, secondo me, il fatto di essere un secondo giornale, uno strumento di interpretazione. E la tendenza generale tra i 20enni è che capire le cose è palloso (preferiscono, appunto, i "fatti", nudi e crudi). Poi viene il registro linguistico, secondo molti troppo farraginoso (alcuni mi guardano e mi chiedono: "ma leggi il Manifesto?! Ma è difficilissimo!" ...boh. La demonizzazione del comunismo aggiunge dei problemi, vista la dicitura del quotidiano.
Se posso permettermi, mi piacerebbe sapere che ne pensate di alcune cose che potreste fare. Per esempio, le Monde Diplomatique sta sperimentando un nuovo modo di fare giornalismo con la "bande dessinée", il fumetto che loro definiscono "il futuro del giornalismo". Perché non provare questa o altre tecniche di graphic journalism per rilanciare il cartaceo?
Non credo che i giovani vogliano che i contenuti del Manifesto vengano adattati ai tempi (sarebbe come snaturare il giornale), ma che le forme in cui i contenuti sono proposti siano più moderne. 21-11-2010 12:14 - giovanni
Veramente pietosa l'uscita sulle prostitute che la Chiesa condannerebbe all'inferno che, come ben noto, non corrisponde ne' alle scritture del Vangelo ne' tantomeno alla pratica concreta di diversi preti che le hanno aiutate a liberarsi dallo sfruttamento. Vi dice qualcosa il nome di Don Oreste Benzi... che con la sua tonaca rotta andava in giro per i viali a salvarle e comunque a confortarle. Ma forse, per certi,
E mi viene in mente, pure il mio parroco, quand'ero ragazzino, don L., che a bordo di una scassata fiat 126 andava a liberare le prostitute tossicodipendenti, da schifosi sfruttatori e luridi spacciatori di eroina
Ps- non frequento parrocchie o chiese, a scanso di facili associazioni. 21-11-2010 12:02 - JAURES