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UNA VITA DIFFICILE Il nostro elenco
Autorevole, poche palle. Il giornale deve essere – o tornare a essere – autorevole, ci chiedono i lettori (Gatani e non gitani, Harken, giovanni). E’ l’unico modo farsi comprare da tutti quelli che non ci comprano più. E pagare stipendi, fornitori e il bar sotto la redazione. Accidenti, e come si fa, su due piedi? Mica possiamo dire “giornale autorevole” e magari andare in tv a leggere un elenco e a milioni si precipitano nelle edicole (o accendono un abbonamento presso la nostra amministrazione di guerra).
Ma cosa è oggi esattamente un “giornale autorevole”? Un primo elenco tratto dalle prime due pagine di ricerca di Google non aiuta. Sentite qua: 1) L’Observer è un giornale autorevole tranne quando parla…2) L’autorevole Times? Una fabbrica di bufale; 3) Per i guru de Il Fatto, Dagospia è autorevole…4) Anche il futuro dei giornali locali è nell’autorevolezza; 5) Il Paese Patafisico. Della Stampa Autorevole; 6) Ma quanto è ganzo l’Osservatore Romano coi blue jeans sotto… 7) Il giornalismo online poco affidabile e autorevole 8) L’algoritmo della fiducia, ecco di che cosa hanno paura i vecchi; 9) Come creare un giornale personalizzato;10) Perché la gente crede quasi a tutto…
Non ci siamo, un giornale autorevole deve essere altro. Una volta Norberto Bobbio ha fatto un elenco, che è molto meglio di Google: “L’inquietudine per la ricerca, il pungolo del dubbio, la volontà del dialogo, lo spirito critico, la misura nel giudicare, lo scrupolo filologico, il senso della complessità delle cose”. Forse non è il migliore, ci piace quello ricevuto da Luciano R. (un po' sterminato, su carta non avremmo avuto spazio), aspettiamo gli altri. Ma già che ci siete, metteteci dentro pure quel verso di Whitman, un gesto d’amore per il manifesto: “Devo aspettare perché ti incontrerò di nuovo, non ho dubbi, devo vedere come non perderti più”.
- 30/11/2010 [3 commenti]
- 29/11/2010 [10 commenti]
- 28/11/2010 [4 commenti]
- 25/11/2010 [11 commenti]
- 24/11/2010 [7 commenti]
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- 10/11/2010 [6 commenti]
- 09/11/2010 [28 commenti]
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- 05/11/2010 [9 commenti]
- 05/11/2010 [14 commenti]
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- 01/11/2010 [17 commenti]
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
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Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
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Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
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Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
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Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
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Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
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Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
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Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
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Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
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Un mezzo trasloco
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Gomorra2, e che fiction sia
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I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
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Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











1) Molte persone oggigiorno usano solamente internet per leggere i quotidiani e per informarsi in generale. Molti addirittura nemmeno usano il giornale ma solo la tv, di cui i risultati elettorali degli ultimi anni sono la riprova. Qui consiglierei al manifesto di diventare compatibile con circuiti di pagamento più moderni (paypal) anche se questo è un aiuto al settore del capitalismo creditizio.
2) Concordo con chi parlava di marxismo. Concordo non sul marxismo ma sull'esigenza di diventare piattaforma di discussione per la strategia della sinistra. Perchè lo sappiamo tutti molto bene che senza strategia non si può lottare in maniera efficace. In aggiunta direi anche che c'è bisogno del tasto "refresh", quando sento parlare di lotta di classe mi viene quasi da ridere, ridere non perchè non ci creda, ma perchè ho dovuto leggere, studiare e informarmi molto per vederla e continuare a vederla per quello che oggi è diventata: una lotta culturale, o come detto sopra, una guerra culturale. Bisogna quindi cercare di fornire nuovi strumenti intellettuali vicini alle persone. Io mi confronto con un mondo in cui mi affermo (non in senso economico ma culturale, maledizione L'EGEMONIA!!!) solo se ho degli argomenti e non dei sogni/ideali/utopie (che poi questi siano funzionali a me o io li necessiti è un altro discorso). La necessità imperante è quindi quella di "fornire armi culturali" alle persone per difendersi dall'ondata populista, xenofoba, razzista, sessista e classista. Dateci le parole funzionali all'emancipazione, la narrazione è un'arma, perfavore datecela in dotazione.
3) Il paragone con il fatto quotidiano mi sembra poco azzeccato. Insomma "il fatto" non ha lo stesso focus. Il fatto che la gente oggi sia interessata ai discorsi legalisti va benissimo, ma perfavore ricordiamoci che oltre a vedere chi sbaglia e infrange la legge bisogna anche sapere organizzare un orizzonte di discorso in modo da aprire la contrattazione per una pratica collettiva indirizzata verso il futuro. Inoltre trovo gli articoli del manifesto molto validi anche dopo molto tempo e questo non è il caso di altri giornali (tra cui repubblica) insomma è un giornale qualitativo non quantitativo.
4) Siamo un paese anomalo. Vero. Ma siamo un paese anomalo anche perchè rispetto ad altri paesi europei abbiamo da gestire una eredità politico-culturale molto difficile (e magnifica). Bisogna cominciare a capire in che maniera movimenti "radicali" (nel senso che vanno alla radice e quindi non estremisti) europei si muovono nel loro territorio e di come si autorappresentano sui media. Ecco qui il punto chiave. Se veramente abbiamo un'identità politica collettiva (questo non vuol dire che siamo uniformati o dogmatici) è anche ora di riuscire ad elaborarla in maniera chiara ed "attraente" in modo da acquisire visibilità e quindi aumentare il potenziale di (messa in) discussione.
5) Riguardo all'autorevolezza credo che il termine sia abusato da molti. L'autorevolezza vuol dire che c'è consequenzialità tra quello che l'autore scrive e quello che uno può verificare nella realtà sociale. Insomma il giornale ci offre delle cordinate per affrontare il difficile compito di comprendere le cose. Poi ognuno si mette gli "occhiali sociali" (paradigmi) che preferisce. Purtroppo pochi giovani hanno la volontà di indossare occhiali critici. Qui si pone anche il problema della multimedialità: BISOGNA DIVENTARE ATTRAENTI IN MODO DA ATTIRARE LE NUOVE GENERAZIONI DIGITALI SU PIATTAFORME DI DISCUSSIONE ED ELABORAZIONE STRATEGICA. Bisogna parlare la lingua di tutti gli altri per poter veicolare i contenuti da noi posseduti, insomma bisogna adattarsi se si vuole sopravivvere, evitando però di tradire sè stessi e i propri propositi.
Molte grazie per il lavoro da voi svolto. Continuiamo, Insieme! 24-11-2010 20:12 - Matteo_Bozen
Un quotidiano non dispersivo, chiaro, dai buoni contenuti è utile soprattutto per non dimenticare fatti e situazioni che altrimenti la nostra fragile memoria cancellerebbe
in poco tempo.
Probabilmente uno dei problemi di cui soffre il manifesto è la poca visibilità. Più di una
persona negli ultimi mesi mi ha domandato stupita 'Ma esiste ancora? Io lo acquistavo anni
fa'. Evidentemente si tratta di persone distratte ma potenzialmente ancora interessate che
andrebbero raggiunte. Ma come? Mi chiedo e vi chiedo come si fa per esempio ad essere
presenti sui tavoli dei bar? Qui a Bologna è il regno de il Resto del Carlino, la Repubblica e l'Unità. Anche la gustosa e apprezzata presenza di Vauro ad Annozero forse non viene poi associata al quotidiano. Nonostante la vostrà maturità se da un lato siete poco conosciuti dall'altro scrivete che molti lettori non vi acquistano più. Personalmente sono diversi gli
articoli che nell'ultimo periodo non ho condiviso:
dall'invito a disertare il referendum del giugno scorso (anno 2009,ho votato NO), all'invito di partecipare alle primarie per il candidato segretario del Pd (ottobre 2009), ai per nulla
condivisibili motivi di critica a Saviano (il buon senso è stato poi ristabilito da un ottimo editoriale di Norma Rangeri, giugno 2010), ai fantasiosi commenti di Profumo disoccupato come originale guida per il centrosinistra.
Se mi posso permettere anche l'iniziativa che poi per
fortuna avete abbandonato di vendere il quotidiano a 50 euro è stata una scelta editoriale di poco buon senso. Il bacino di elettori di sinistra è in massima parte costituito da persone che difficilmente si possono permettere il lusso di spendere in edicola quella somma. Questo allontana il quotidiano dai suoi 'naturali' lettori. Meglio vendere tanto ma a poco che vendere poco ma a tanto.
Contenuti: che cosa mi aspetto? Mi aspetto il manifesto di sempre con in più la grinta e la forza di 'denunciare' tutti quei quotidiani che fino a questo momento hanno ingiustamente usufruito di ingenti fondi pubblici, che hanno fatto guadagni che sono poi stati ridistribuiti agli azionisti (sto pensando per esempio al Sole 24 ore).
Vorrei un quotidiano che non solo abbia la volontà di evidenziare le qualità del politico Vendola, ma anche il coraggio di criticare e documentare lo sfascio ambientale e umano che da
anni sta dilaniando pensionati, uomini-operai, donne,bambini e territorio della città di
Taranto-Regione Puglia di cui Vendola è governatore dal lontano 2005. Non sono accettabili compromessi che mettano in pericolo la salute e la vita delle persone. Non dobbiamo dimenticare tutti coloro che involontariamente hanno sacrificato la loro vita per un lavoro che li ha uccisi.
Da ricordare: non dimentico nemmeno che il manifesto nonostante le sue scarse possibilità economiche è stato l'unico quotidiano che attraverso le notizie del pacifista Vittorio Arrigoni ha documentato giorno dopo giorno tutta la criminale rappresaglia istraeliana dell'operazione Piombo Fuso nella Striscia di Gaza del dicembre 2008-gennaio 2009. Il manifesto è stato l'unico quotidiano che nella primavera del 2009 ha raccontato delle vergognose condizioni di detenzione imposte ai migranti nel CIE di Lampedusa, sfociato poi nella rabbia degli stessi e nell'incendio di una parte della struttura.
Infine va ricordato come il manifesto abbia con coraggio analizzato la vicenda
dell'ex-governatore Marrazzo alla luce degli affari romani dell'imprenditore Angelucci che
poi ha querelato il quotidiano.
Insomma spero tanto che 'ce la caviamo'. Dal canto mio farò una sottoscrizione per un
abbonamento web trimestrale. Per il momento non posso fare di più, l'anno sta finendo e anche il mio contratto di lavoro. I soliti problemi dei 'ragazzi' di oggi.
Un grosso saluto e un buon lavoro a tutti! Simone Tramonti 24-11-2010 18:09 - Simone Tramonti
Si vero c'erano state 2 pagine domenica, ma cmq mi ha stupito, penso che anche altri abbiano avuto la stessa reazione, anche perchè difronte al silenzio assoluto di tutti i media (a parte Liberazione ovviamente).
Se possibile avere una piccola spiegazione grazie 24-11-2010 16:36 - cosmikdebris
Voi cercate su google come essere autorevoli? E mica troverete una formula. Bobbio dice cose condivisibili. Ma voi con il vostro modo di essere, siete autorevoli? Voi vi definite comunisti, bene, benissimo. Ma allora bisogna spingere fino alle estreme conseguenze questo concetto. Non dovete accettare la pubblicità della FIAT, non dovete pubblicizzare motoscafi, non dovete elemosinare le sovvenzioni dello stato, come fanno tanti questuanti (che su google troverete come equivalente di “elemosinare”) della pseudo-cultura di oggi. Definendovi comunisti, dovete dire a quale tipo o corrente comunista vi orientate: quella rivoluzionaria (secondo i dettami di Marx-Lenin per dire), a quella riformista, ossia a tutta quella corrente che nel secolo scorso ha portato a far fallire, qualsiasi tentativo serio di cambiamento (vi ricordo (tanto per gradire) i tanti partigiani che volevano la rivoluzione dopo il 45, disarmati da Togliatti e dalla divisione in due blocchi del mondo, ossia il blocco capitalista serio e quello fasullo sovietico di stato). Basta con le ambiguita’, ce ne sono fin troppe. Voi siete stati gia’ fin troppo sovvenzionati e tenuti in vita artificialmente. Dopotutto, io oggi mi interrogo sempre di piu’ su cosa volete dire quando vi definite “quotidiano comunista”. Vi leggo sempre (spesso), trovo vostri articoli di ottima fattura (Galapagos, Halevi, Palladino, Campetti). Ma questo mica vi risolvera’ le contraddizioni dell’oggi confuso e immaterialistico? Ecco, ritornando all’autorevolezza cercata: io faticosamente come Marlow in “cuore di tenebra” sto cercando di risalire il fiume della ragione, per leggere gli eventi e farmi fottere (non e’ volgare) il meno possibile; orbene sulle sponde del fiume trovo tanti indizi, per esempio, vedo i brandelli del materialismo storico, buttati li’. Oppure qualche foglietto strappato de “Il capitale”, straletto dai padroni, ma mai da chi e’ stato destinato. Oppure, tanti articoli di critica al 68, al 77. Tanti articoli che smontavano i deliri sovietici stalinisti, o le derive del PCI nostrano. Tanti indizi, come pure molti articoli vostri.
Rivoluzionatevi veramente. 24-11-2010 12:31 - Antonio (tink+in-different)
L'edicola è attaccata al bar e se entro nel bar c'è il Messaggero sul tavolo.
Sto,sempre un pò indeciso,specialmente in questi ultimi tempi,che la mia pensione diventa sempre più povera....
Guardo gli altri che bevono il caldo nettare,ma pòi leggono il giornale della "serva".
Da una parte li invidio,ma pòi quando li sento parlare,mi convinco di aver speso bene,la mia pensione.
Invece di cappuccini mi sono nutrito di Manifesto.
Non si muore senza bar.Invece si muore senza cultura.
Scegliete anche voi,come ho fatto io.
Vedrete che ogni sacrificio è ben pagato!
Oggi sono in grado di parlare di qualsiasi argomento.Grazie al Manifesto! 24-11-2010 11:15 - mm