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Gabriele Polo
UNA VITA DIFFICILE Scommettiamo sul "manifesto"
Scommettiamo che il prossimo anno il manifesto sarà ancora in edicola. Sessanta giorni fa ci davamo tre mesi per capire se saremmo riusciti a vivere: la cancellazione dei fondi per l’editoria - insieme al calo delle vendite - disegnava un futuro in nero, al punto da mettere a rischio il bilancio 2010. Contro questo destino - e contro la scure del governo - abbiamo chiesto il ripristino del «diritto soggettivo», il finanziamento del fondo-editoria e lanciato una campagna di sottoscrizione e abbonamenti per dar vita a un «editore collettivo» di fronte a un finanziamento pubblico sempre più aleatorio e incerto. Oggi possiamo dire di essere riusciti a evitare il baratro: i fondi pubblici per il 2010 sono stati stanziati in Finanziaria (anche se solo una tantum), gli abbonamenti, le sottoscrizioni, le decine di iniziative di sostegno hanno posto le basi per il futuro (almeno quello più prossimo).
Non che i problemi siano scomparsi. Sul «fronte dello stato», gli stanziamenti vengono decisi di anno in anno e possono persino scomparire dopo essere stati stanziati. Solo due giorni fa il ministro Tremonti - a Finanziaria ancora in discussione al Senato - alludeva a un nuovo taglio, cercando di mettere in competizione tra loro l’editoria e il volontariato che beneficia del 5 per mille (mai che gli venga in mente, ad esempio, di risparmiare rinunciando ai caccia F35). Un messaggio (minaccioso) che ci ricorda come gli euro stanziati per l’editoria in cooperativa e politica ci arriveranno tra un bel po’ e che fino ad allora potrebbero essere cancellati (magari per una delle tante emergenze di cui vive questo paese). Dovremo prestare molta attenzione, scrutare ogni singola riga di ogni singolo decreto governativo, «vigilare» per evitare sorprese e nuovi tagli su uno stanziamento di cui ancora non conosciamo l’entità, ma che dovrebbe essere analogo a quello ottenuto nel 2009, attorno ai 3.700.000 euro.
Restano poi aperte alcune questioni di fondo. Non solo perché il finanziamento pubblico è a rischio d’estinzione, dobbiamo investire di più sul nostro mondo: la campagna abbonamenti, le assemblee con i lettori, le cene e le sottoscrizioni ci hanno dato il sostegno umano, politico e materiale in queste difficili settimane. E’ importante che questa spinta continui e cresca. Da parte nostra dovremo fornire a lettori e compagni anche gli strumenti per aiutarci a migliorare il nostro lavoro: questo «nostro» mondo (a partire dai «circoli») vuole partecipare non solo sovvenzionare, può essere un editore collettivo che si affianca e integra la nostra cooperativa editoriale.Ma anche questo non basta: nelle prossime settimane - e non solo per ragioni di bilancio - dovremo intervenire su quel che facciamo e su come lo facciamo, per garantirci un futuro di vera autonomia finanziaria e politica. In gergo si chiamano «piano industriale» e «piano editoriale», in italiano significa migliorare il «prodotto» (dal giornale al sito a tutto il resto) anche alla luce dei suggerimenti che arrivano dalle assemblee o dal sito e - contemporaneamente - nuovi risparmi sui costi, anche su quello del lavoro. Perché lo sguardo non è più ai prossimi tre mesi. Vorremmo scommettere sui prossimi trent’anni.
- 30/11/2010 [3 commenti]
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P.S.
In ricordo di Enzo Baldoni pubblico il link "Bloghdad":
http://bloghdad.splinder.com/post/2618465#2618465 27-11-2010 20:21 - Antonio (SeL)
I FONDI PER L'EDITORIA DOVREBBERO ESSERE DIROTTATI VERSO NECESSITA' PIU' IMPORTANTI ... VEDI SCUOLA E RICERCA.
Secondo me, più che esultare, DOVRESTE VERGOGNARVI.
E ve lo dice un accanito lettore delle vostre pagine. 27-11-2010 09:49 - pasquale