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COMMENTO
25/11/2010
  •   |   Gabriele Polo
    UNA VITA DIFFICILE Scommettiamo sul "manifesto"

    Scommettiamo che il prossimo anno il manifesto sarà ancora in edicola. Sessanta giorni fa ci davamo tre mesi per capire se saremmo riusciti a vivere: la cancellazione dei fondi per l’editoria - insieme al calo delle vendite - disegnava un futuro in nero, al punto da mettere a rischio il bilancio 2010. Contro questo destino - e contro la scure del governo - abbiamo chiesto il ripristino del «diritto soggettivo», il finanziamento del fondo-editoria e lanciato una campagna di sottoscrizione e abbonamenti per dar vita a un «editore collettivo» di fronte a un finanziamento pubblico sempre più aleatorio e incerto. Oggi possiamo dire di essere riusciti a evitare il baratro: i fondi pubblici per il 2010 sono stati stanziati in Finanziaria (anche se solo una tantum), gli abbonamenti, le sottoscrizioni, le decine di iniziative di sostegno hanno posto le basi per il futuro (almeno quello più prossimo).


    Non che i problemi siano scomparsi. Sul «fronte dello stato», gli stanziamenti vengono decisi di anno in anno e possono persino scomparire dopo essere stati stanziati. Solo due giorni fa il ministro Tremonti - a Finanziaria ancora in discussione al Senato - alludeva a un nuovo taglio, cercando di mettere in competizione tra loro l’editoria e il volontariato che beneficia del 5 per mille (mai che gli venga in mente, ad esempio, di risparmiare rinunciando ai caccia F35). Un messaggio (minaccioso) che ci ricorda come gli euro stanziati per l’editoria in cooperativa e politica ci arriveranno tra un bel po’ e che fino ad allora potrebbero essere cancellati (magari per una delle tante emergenze di cui vive questo paese). Dovremo prestare molta attenzione, scrutare ogni singola riga di ogni singolo decreto governativo, «vigilare» per evitare sorprese e nuovi tagli su uno stanziamento di cui ancora non conosciamo l’entità, ma che dovrebbe essere analogo a quello ottenuto nel 2009, attorno ai 3.700.000 euro.


    Restano poi aperte alcune questioni di fondo. Non solo perché il finanziamento pubblico è a rischio d’estinzione, dobbiamo investire di più sul nostro mondo: la campagna abbonamenti, le assemblee con i lettori, le cene e le sottoscrizioni ci hanno dato il sostegno umano, politico e materiale in queste difficili settimane. E’ importante che questa spinta continui e cresca. Da parte nostra dovremo fornire a lettori e compagni anche gli strumenti per aiutarci a migliorare il nostro lavoro: questo «nostro» mondo (a partire dai «circoli») vuole partecipare non solo sovvenzionare, può essere un editore collettivo che si affianca e integra la nostra cooperativa editoriale.

     

    Ma anche questo non basta: nelle prossime settimane - e non solo per ragioni di bilancio - dovremo intervenire su quel che facciamo e su come lo facciamo, per garantirci un futuro di vera autonomia finanziaria e politica. In gergo si chiamano «piano industriale» e «piano editoriale», in italiano significa migliorare il «prodotto» (dal giornale al sito a tutto il resto) anche alla luce dei suggerimenti che arrivano dalle assemblee o dal sito e - contemporaneamente - nuovi risparmi sui costi, anche su quello del lavoro. Perché lo sguardo non è più ai prossimi tre mesi. Vorremmo scommettere sui prossimi trent’anni.


I COMMENTI:
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  • Caro Polo

    siamo un gruppo di compagne/i abbonati e amici del manifesto di lungo corso. Abbiamo sottoscritto tutti l'abbonamento coupon e purtroppo da una settimana il manifesto non arriva in edicola. Non ci troviamo in un lontano e isolato paese di montagna ma in una città importante del sud: Crotone che al movimento operaio e comunista dovrebbe dire qualcosa. E anche al manifesto, "quotidiano comunista" . Purtroppo qui invece il giornale arriva poco e male. In estate la situazione era incredibilmente migliorata e la distribuzione non aveva saltato un giorno. Invece con i rigori autunnali siamo punto e daccapo. Anzi anche peggio: perchè una settimanan senza manifesto non si era mai vista. Perchè considerarci città di serie inferiore? A cosenza e catanzaro il manifesto arriva regolarmente e con puntualità. Qui a poche decine di chilometri no.
    Perchè non deviare un po' di risorse per migliorare la distribuzione ? Perchè dobbiamo essere sempre considerati "figli di un dio minore", anche del manifesto?

    Franco e altri 26-11-2010 21:29 - franco
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