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Alessandro Robecchi
Se lo dice Giavazzi
Con la Camera chiusa per evitare incidenti, il terzo polo dei compagni Fini, Casini e Montezemolo in gestazione, la fuga dei peones dal fortino berlusconiano, pare quasi assodato che il 14 dicembre sarà una specie di giorno della liberazione, lo scrivo incrociando le dita e vi assicuro che è piuttosto scomodo. Nel naufragio del governo Berlusconi dovrebbe affondare anche la riforma Gelmini dell'Università. Che la riforma avesse buone probabilità di morire malamente ci è stato comunicato l'altro giorno dal Corriere della Sera, che ha affidato a Francesco Giavazzi un editoriale in suo favore.
Tranquilli. Se Giavazzi dice che va tutto bene, potete giurarci, sarà il disastro, come minimo. Se Giavazzi dice che c'è il sole, uscite con l'ombrello. Se Giavazzi dice che piove, portate la crema abbronzante. Francesco Giavazzi, è il Signore che ce lo manda, basta fare il contrario di quello che dice lui e tutto si risolverà per il meglio. Il grande economista che cercò di convincerci che il liberismo è di sinistra, date retta, è una garanzia. Scrisse nel 2007 sul Corriere: «La crisi del mercato ipotecario americano è seria, ma difficilmente si trasformerà in una crisi finanziaria generalizzata». Davvero un veggente.
Nel 2008, davanti al fallimento di Lehman Brothers, Giavazzi esultò come un ultrà e scrisse: «È un bel giorno per il capitalismo, perché non si possono salvare i banchieri sempre e comunque». Passati due anni, il «bel giorno del capitalismo» si è rivelato una sfiga planetaria, Giavazzi ha fatto marcia indietro e oggi teorizza ogni salvataggio possibile dalla Grecia all'Irlanda, con tanti saluti alla manina magica del mercato. Per questo, letto che Giavazzi tifava per la riforma Gelmini, ho tirato un sospiro di sollievo: abbiamo bisogno come il pane di questi economisti liberisti, di questi luminari del libero mercato. Più Giavazzi per tutti!
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Giavazzi potrebbe anche essere uno di quei ricercatori fossilizzati nei modelli economici, con vaste conoscenze tecniche e striminzita consapevolezza della realtà, ma l'ipotesi di tagliare totalmente i finanziamenti alla ricerca economica mi sembra francamente eccessiva. In fondo l'economia politica, non quella aziendale, è pur sempre finalizzata al miglioramento del benessere della collettività. 07-12-2010 16:50 - Antonio
Oggi la borghesia imperialista,ha capito che la "cosa" Berlusconi, si potrebbe rompere.
Bisogna ritornare alla concertazione e a un centro.
Come affermava Moro il centro può essere di destra o di sinistra,rimanendo sempre al centro,grazie alle convergenze parallele.
politica italiana.Politica di un partito, quello della borghesia italiana,che aveva delegato, lo scimmiotto violento di turno,per non sporcarsi loro.Ora che lo scimmiotto ha fatto il suo lavoro,un bel calcio in culo e tutto torna in mano ai figli di Moro.
Avete visto?
Pensavate che Berlusconi lo avrebbero tenuto lì per sempre.Invece come Ciano ,lo hanno messo in minoranza e consegnato al presidente "sciaboletta"
Ma non vi vendete la pelle dell'orso,prima di averlo steso e ammazzato.A volte essere figli di un grande lider politico,non vuol dire essere all'altezza di fare tele come lui.
A volte questi figli,sono molto peggio dei loro padri! 06-12-2010 17:52 - maurizio mariani
Cosa succedera' nell'arte e in politica dopo (?) berlusc. ? Proviamo a 'legare' le due cose, sarebbe interessnate... 06-12-2010 17:24 - maurizia n.
Oggi si leggono due economisti che ci dicono che la ripresa è già tra noi, altri due che forse arriva tra un pò, e due che si dichiarano invece pessimisti....poi scopriamo che sono 6 premi Nobel x l'economia, fossero medici ci dovremmo mettere tutto le mani dove dico io e sperare.... 06-12-2010 17:11 - cosmikdebris
Il direttore della celeberrima rivista d’arte Flash art disse in televisione”un uomo come Achille ve lo dovreste contendere a suon di milioni”solo nei primi anni novanta lo scaricherà slealmente-va detto-.Ed in televisione e sui giornali si impongono per una scelta che avviene dall’alto-un consiglio obbligatorio-Bonito Oliva, Alberoni.Adriano Sofri-è il riflusso ideologico-un operazione immensa che parte dal pentitismo giudiziario e straborda nella società.Si scopre il privato, il disimpegno, alla sociologia per ignoranza e ricatto si impone un tema da diario adolescenziale-l’innamoramento e l’amore-con Alberoni.I socialisti occupano il Corriere della Sera, la televisione è il tempo di Ghino di Tacco -ma lo capiremo un decennio dopo-Per i giovani degli anni ottanta che non erano tutti-paninari-c’è la minaccia dell’HIV-l’AIDS-cambiano i comportamenti, si inizia a vedere obbligatoriamente la televisione di Berlusconi, sono gli anni in cui la televisione è preponderante per i giovani dopo anni di rifiuto, invenzione e critica, non ostante che il filosofo liberale Popper scriva il saggio-cattiva maestra televisione-Le trasmissioni per i giovani-da sempre Italia Uno-compare Drive In-cosa il femminismo aveva detto si avvera per colpa forse della degenerazione del femminismo con le idee di alcune…-Sono anni di porno soft, lascito dei vari film precedentemente visti negli anni passati, Tarantino l’anno scorso li ha rivalutati- era il cosiddetto cinema Trash- La televisione è anche servizio pubblico, piazza -agorà- si capisce il ruolo dei proventi del crimine l’intreccio con la politica -ciò “esploderà” letteralmente negli anni novanta- ma prima sono stati gli anni di arretramento delle sinistre poi gli anni dell’abiura e del tradimento di Occhetto prima e del più cinico ma intellettualmente-medio-D’Alema.Negli ottanta…Walter Weltroni direttore de L’Unità darà ai suoi lettori il -Vangelo- un gioco demenziale fà scambiare ad una lettrice sceltamente ignorante -una frase di Lenin per una frase di Mussolini- Le classi medie hanno quello che volevano-l’uomo forte-che può promettere un sistema colluso in cui lo stato aiuta il privato-erano le tangenti- si ha il governo più lungo della storia della Repubblica.All’ombra di cotanta prepotenza Bonito Oliva è come scriveva prima il poeta Emilio Villa”il critico che cercano i giovani che non hanno dubbi”.Usciamo dagli anni ottanta che non sono mai finiti. 06-12-2010 14:51 - Derrick