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COMMENTO
06/12/2010
  •   |   Alessandro Robecchi
    Se lo dice Giavazzi

    Con la Camera chiusa per evitare incidenti, il terzo polo dei compagni Fini, Casini e Montezemolo in gestazione, la fuga dei peones dal fortino berlusconiano, pare quasi assodato che il 14 dicembre sarà una specie di giorno della liberazione, lo scrivo incrociando le dita e vi assicuro che è piuttosto scomodo. Nel naufragio del governo Berlusconi dovrebbe affondare anche la riforma Gelmini dell'Università. Che la riforma avesse buone probabilità di morire malamente ci è stato comunicato l'altro giorno dal Corriere della Sera, che ha affidato a Francesco Giavazzi un editoriale in suo favore.

     

    Tranquilli. Se Giavazzi dice che va tutto bene, potete giurarci, sarà il disastro, come minimo. Se Giavazzi dice che c'è il sole, uscite con l'ombrello. Se Giavazzi dice che piove, portate la crema abbronzante. Francesco Giavazzi, è il Signore che ce lo manda, basta fare il contrario di quello che dice lui e tutto si risolverà per il meglio. Il grande economista che cercò di convincerci che il liberismo è di sinistra, date retta, è una garanzia. Scrisse nel 2007 sul Corriere: «La crisi del mercato ipotecario americano è seria, ma difficilmente si trasformerà in una crisi finanziaria generalizzata». Davvero un veggente.

     

    Nel 2008, davanti al fallimento di Lehman Brothers, Giavazzi esultò come un ultrà e scrisse: «È un bel giorno per il capitalismo, perché non si possono salvare i banchieri sempre e comunque». Passati due anni, il «bel giorno del capitalismo» si è rivelato una sfiga planetaria, Giavazzi ha fatto marcia indietro e oggi teorizza ogni salvataggio possibile dalla Grecia all'Irlanda, con tanti saluti alla manina magica del mercato. Per questo, letto che Giavazzi tifava per la riforma Gelmini, ho tirato un sospiro di sollievo: abbiamo bisogno come il pane di questi economisti liberisti, di questi luminari del libero mercato. Più Giavazzi per tutti!


I COMMENTI:
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  • Non credo che sia auspicabile tagliare i finanziamenti alla ricerca in economia.
    Giavazzi potrebbe anche essere uno di quei ricercatori fossilizzati nei modelli economici, con vaste conoscenze tecniche e striminzita consapevolezza della realtà, ma l'ipotesi di tagliare totalmente i finanziamenti alla ricerca economica mi sembra francamente eccessiva. In fondo l'economia politica, non quella aziendale, è pur sempre finalizzata al miglioramento del benessere della collettività. 07-12-2010 16:50 - Antonio
  • Gli economisti (la scuola di Chicago) come gli alchimisti medievali o come quelli che nell'antichità credevano nelle virtù di re Mida di trasformare quanto da lui toccato in oro (denaro produce altro denaro). I due premi Nobel 1997 per l'economia, Robert Merton e Myron Scholes, ottengono il massimo riconoscimento mondiale grazie ad una formula matematica che sarà alla base dei "derivati" (prodotti finanziari poi risultati tossici), qualificati allora dalla giuria di Stoccolma come "un grande contributo per l'umanità". Eppure l'anno dopo il fondo di investimento gestito dai due premi Nobel, Long term capital management (Ltcm),si ritrova sul lastrico e deve essere salvato dalla Federal Reserve. L'effetto moltiplicatore delle perdite causate dalla famosa formula creano una voragine di 3,5 miliardi di dollari. (liberamente tratto da Loretta Napoleoni, La morsa, Chiarelettere, 2009). 07-12-2010 15:49 - Giacomo Casarino
  • Volete farvi un'idea seria e approfondita di analisi di economia critica? Seguite il sito Economia e politica e il sito dell' economista Emiliano Brancaccio. Altre progetti sono necessari, dietro al liberismo economico si nasconde il darwinismo sociale: più forte vince sul più debole. 07-12-2010 12:34 - Sergio
  • Attenzione ai grillini, hanno solo slogan facili facili come No al nucleare, Acqua pubblica, Riciclaggio rifiuti, WiFi libero, ecc. Ma non hanno un programma politico serio e non hanno competenze nelle materie importanti: non hanno mai preso posizione sulla riforma Gelmini, non hanno parole sulla politica estera, non sanno come affrontare una crisi globale se non con slogan d'effetto ma inapplicabili. 07-12-2010 11:37 - giovanni
  • Io non darei n Italia soldi per la ricerca in campo economico : sono soldi buttati: fanno ricerceghe astruse che non servono alla gente. Diamo i soldi alla vera ricerca scientifica non alle balle di Givazzi : il liberismo è di sinistra: ci viole coraggio a bestemmiare così! 06-12-2010 20:18 - giuseppe
  • per il post berlusconi non fatevi incantare da beppe grillo...l'unica strada è che a sinistra del pd si formi una coalizione tipo la linke che porti avanti idee chiare di sinistra... 06-12-2010 19:43 - jack
  • Finalmente sta finendo l'epoca Berlusconi.Dopo che ha sbaragliato tutto e tutti e ha messo a KO la classe operaia facendola indietreggiare fino a diventare paladina dei contratti già stipulati e scaduti.
    Oggi la borghesia imperialista,ha capito che la "cosa" Berlusconi, si potrebbe rompere.
    Bisogna ritornare alla concertazione e a un centro.
    Come affermava Moro il centro può essere di destra o di sinistra,rimanendo sempre al centro,grazie alle convergenze parallele.
    politica italiana.Politica di un partito, quello della borghesia italiana,che aveva delegato, lo scimmiotto violento di turno,per non sporcarsi loro.Ora che lo scimmiotto ha fatto il suo lavoro,un bel calcio in culo e tutto torna in mano ai figli di Moro.
    Avete visto?
    Pensavate che Berlusconi lo avrebbero tenuto lì per sempre.Invece come Ciano ,lo hanno messo in minoranza e consegnato al presidente "sciaboletta"
    Ma non vi vendete la pelle dell'orso,prima di averlo steso e ammazzato.A volte essere figli di un grande lider politico,non vuol dire essere all'altezza di fare tele come lui.
    A volte questi figli,sono molto peggio dei loro padri! 06-12-2010 17:52 - maurizio mariani
  • bravo derrick, forse sei un artista, o forse no -assomigli a wikileaks di Assange.
    Cosa succedera' nell'arte e in politica dopo (?) berlusc. ? Proviamo a 'legare' le due cose, sarebbe interessnate... 06-12-2010 17:24 - maurizia n.
  • Giavazzi fa il liberale, comanda il mercato (sempre), e da bravo economista sbaglia previsioni che neanche a Bernacca riuscivano così bene. Il mondo degli economisti (scienza piuttosto recente) è piena di gente che potrebbe anche usare i tarocchi.....
    Oggi si leggono due economisti che ci dicono che la ripresa è già tra noi, altri due che forse arriva tra un pò, e due che si dichiarano invece pessimisti....poi scopriamo che sono 6 premi Nobel x l'economia, fossero medici ci dovremmo mettere tutto le mani dove dico io e sperare.... 06-12-2010 17:11 - cosmikdebris
  • Negli anni ottanta gli intellettuali hanno scoperto la televisione.Attraverso il mercato e lo stare sul mercato si è pensato di avere voce d’imporla poi è venuto Sgarbi ed ora Saviano è sempre una clava-leggete, leggete, leggete-.Voci di evasione, autodefinizioni-il successo nel parlare di sé stessi, il porsi come personaggi, lo sfogo e la lite perfino violenta-, lo stesso intrattenimento ha eclissato i temi seri per alcuni seriosi.Il disimpegno politico era una scelta politica.Io direi che i liberisti all’Italiana che facevano breccia con Craxi, introdotti nei programmi televisivi per volontà dei socialisti;hanno mandato in onda la loro ideologia di egoismo competizione ed ignoranza calzata e vestita, magari da Armani.Un modello economico la cui innovazione è copiabile; sono solo marchi uno per tutti-made in italy-a fronte di un vero impoverimento nella vera capacità di progettazione i voti del portafoglio fanno produrre scarpe…oggi manca lo sviluppo ed una politica industriale.Di fatto sciocchini liberali che hanno propugnato una parola d’ordine-arricchitevi-riproposto un idea rozza di darwinismo sociale-ce la fanno i migliori -Apoteosi di ciò era guardare all’America.Ieri era così negli ottanta ed iniziava il nostro declino che in eredità ci lascia il gigantesco debito pubblico.Una generazione si aggiornava- era la stessa generazione del sessantotto- Per Cicchitto il sessantotto era libertino ed antiautoritario-certo-ex socialista che in un discorso al senato ha brandito questi slogan; Morandiano come Bertinotti, poi seguace di Berlusconi fino alla morte-ora vedremo- Il sessantotto è stato libertino ed è un arma da brandire contro quello che da venti anni chiamano –giustizialismo, l’altra faccia della corruzione e delle vicende privatissime dell’insonne Berlusconi- Negli anni ottanta l’edonismo un idea del sessantotto l’applicava ma diventava prostituzione ed entravano con grande dignità personale le porno dive sia in parlamento che nei programmi televisivi, ma il guaio è che con il sesso si faceva(si credeva di far…) carriera.Le idee del sessantotto venivano portate da un’altra parte per fare soldi la cultura diventava propaganda pubblicitaria.L’intellettuale diventa narcisista battutaro porta al riflusso ideologico si inventa una ricetta per il successo economico-sciocchino liberale-tutti possono fare soldi, soldi facili, sono i soldi della finanza sono i soldi dell’arte.Allo studio si preferisce l’improvvisazione ieri tutti pittori oggi con Berlusconi tutti nei reality, tutte letterine e meteorite, il privato và in scena e spariscono i veri luoghi pubblici di dibattito, si sta a casa è una scelta forzata, a cui segue dubbio e squalifica sociale.Giorgio Gaber capisce e scrive e canta..”Si può con il pennello perpetrare la creatività dei popoli latini”.Era il movimento “artistico”della transavanguardia -teorizzato”ed imposto con ogni mezzo dalla persona di Achille Bonito Oliva.The Transavanguard diktator.La prima volta che a far parlare dell’arte sono i prezzi delle opere vendute.Si plagia l’espressionismo, degnissimo movimento artistico, si plagia e di lucido c’è un operazione finanziaria proprio in combutta con galleristi europei e statunitensi.Gli artisti ora sono visionari, narcisisti gli è precluso il sociale era la vecchia parola di Carmelo Bene-non me ne frega un cazzo dell’Uganda-si riscopre Nietsche, si ritorna a leggere…si legge anche Heidegger, cambiano le librerie e biblioteche.In compenso la precedente arte viene sminuita, viene sminuito il ruolo dell’artista-non ha più parola, per interposta persona adesso parla il critico, -solo lui solo-e il critico nazionale è Bonito Oliva.Lo seguono tantissimi, dove sono adesso?Tutti questi-ben dimenticati da tutti-?Bonito Oliva ha supporter…Lo accoglie bene il giornale Frigidaire.Ancora è campano come il nostro Santoro si intrattiene nel salotto dell’allegra ed affascinante Dandini è compare di…con Renato Nicolini, politico immagine uomo della creatività intelligenze ma scusate-futile-.Un craxiano fa breccia a sinistra è Achille Bonito Oliva sempre lusingato sul giornale Il Manifesto enclave del precariato intellettuale e pure di quello prezzolato e sconfitto-Ahime!-.Oggi l’economista Giavazzi dice che il liberismo è di sinistra?Chiediamolo ai cassaintegrati e disoccupati!Una mentalità imprenditoriale si impone nella cultura, come disse Flaiano la chiamano cultura è uno spostamento di capitali.Il cosiddetto critico d’arte diventa un manager ha appalti con soldi pubblici per curare mostre e produce, alleva e vezzeggia schiere di artisti che nessuno ha tempo di conoscere e veramente valutare e lui controlla ed inibisce introducendolo in modo flessibile in un mondo assediato dove non si entra senza mentori, ma il critico ora ha una scuderia, nel caso di Bonito Oliva è un autosalone dell’usato, un parcheggio per le demolizioni, presente come Pippo Baudo ha più seguaci di Padre Pio…-nei tempi lunghi tutto muore, queste persone rimangono disadattate-. Fioriscono studi di managment -risorse umane-entra il calcolo nei rapporti personali si affermano i più prepotenti, non si campa certo di sogni, ma si vendono proprio i sogni e si lucra-il sogno è un certo tipo di successo, gli altri si possono lasciare indietro-.
    Il direttore della celeberrima rivista d’arte Flash art disse in televisione”un uomo come Achille ve lo dovreste contendere a suon di milioni”solo nei primi anni novanta lo scaricherà slealmente-va detto-.Ed in televisione e sui giornali si impongono per una scelta che avviene dall’alto-un consiglio obbligatorio-Bonito Oliva, Alberoni.Adriano Sofri-è il riflusso ideologico-un operazione immensa che parte dal pentitismo giudiziario e straborda nella società.Si scopre il privato, il disimpegno, alla sociologia per ignoranza e ricatto si impone un tema da diario adolescenziale-l’innamoramento e l’amore-con Alberoni.I socialisti occupano il Corriere della Sera, la televisione è il tempo di Ghino di Tacco -ma lo capiremo un decennio dopo-Per i giovani degli anni ottanta che non erano tutti-paninari-c’è la minaccia dell’HIV-l’AIDS-cambiano i comportamenti, si inizia a vedere obbligatoriamente la televisione di Berlusconi, sono gli anni in cui la televisione è preponderante per i giovani dopo anni di rifiuto, invenzione e critica, non ostante che il filosofo liberale Popper scriva il saggio-cattiva maestra televisione-Le trasmissioni per i giovani-da sempre Italia Uno-compare Drive In-cosa il femminismo aveva detto si avvera per colpa forse della degenerazione del femminismo con le idee di alcune…-Sono anni di porno soft, lascito dei vari film precedentemente visti negli anni passati, Tarantino l’anno scorso li ha rivalutati- era il cosiddetto cinema Trash- La televisione è anche servizio pubblico, piazza -agorà- si capisce il ruolo dei proventi del crimine l’intreccio con la politica -ciò “esploderà” letteralmente negli anni novanta- ma prima sono stati gli anni di arretramento delle sinistre poi gli anni dell’abiura e del tradimento di Occhetto prima e del più cinico ma intellettualmente-medio-D’Alema.Negli ottanta…Walter Weltroni direttore de L’Unità darà ai suoi lettori il -Vangelo- un gioco demenziale fà scambiare ad una lettrice sceltamente ignorante -una frase di Lenin per una frase di Mussolini- Le classi medie hanno quello che volevano-l’uomo forte-che può promettere un sistema colluso in cui lo stato aiuta il privato-erano le tangenti- si ha il governo più lungo della storia della Repubblica.All’ombra di cotanta prepotenza Bonito Oliva è come scriveva prima il poeta Emilio Villa”il critico che cercano i giovani che non hanno dubbi”.Usciamo dagli anni ottanta che non sono mai finiti. 06-12-2010 14:51 - Derrick
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