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Marco Bascetta
Disturbate il manovratore
Può accadere che la volontà del «popolo sovrano» si incarni in qualche nullità, comparsa o vassallo di infimo ordine. I loro nomi e le loro motivazioni sono insignificanti quanto le parole che pronunciano. Sono nulla e provengono dal nulla, da formazioni, gruppi, corti e cordate senza storia e senza prospettiva, sigle effimere, altisonanti prive di qualsiasi consistenza. Paradossi della democrazia rappresentativa, quando un governo putrescente e politiche visibilmente inique e fallimentari si conservano per questa via, appesi al filo del capriccio e del caso. L'Europa, la crisi, l' «interesse del paese», il «futuro dei giovani», la «competitività» risuonano come vuote retoriche in un conclave sempre più distante dalla vita reale e dalle scelte che questa imporrebbe, fermo alle premesse delle premesse. Nessuno disposto a misurare l'entità macroscopica del fallimento, quello delle politiche liberiste come quello delle opposizioni blande quando non corrive che hanno incalzato il governo a colpi di galateo, di scorciatoie giudiziarie e di vacua propaganda.
Ma mentre nell'aula si gioca la partita tra la nascita (assai improbabile) di una destra «per bene» e di una «non destra» capace di intendercisi, almeno sull' essenziale, e un prolungamento comatoso e incarognito del regime berlusconiano, fuori la crisi morde e distribuisce costi e privilegi in proporzioni che il paese è sempre meno disposto ad accettare, vivendoli ormai come veri e propri atti di violenza.
Quel che sembra certo è che dalla giornata di oggi non uscirà un quadro di stabilizzazione, né sul piano politico, né su quello sociale. Non è una circostanza di cui avere timore, semmai un'occasione promettente. Non sarà la sfiducia a Berlusconi ad attizzare la speculazione internazionale più del suo sopravvivere a sé stesso. E, del resto, Londra insegna, anche il resto d'Europa avrà le sue gatte da pelare.
La manifestazione di oggi, il percorso che la ha preceduta per tutto l'autunno, e che dovrà seguirla, hanno se non altro il significato di disturbare i manovratori, che si trovino al governo, all'opposizione o in transizione tra l'uno e l'altra. Metterli cioè di fronte a una ripresa di soggettività politiche, anche diverse ma in grado di riconoscersi, consapevoli delle violenze subite, decise a modificare i rapporti di forza che hanno soffocato la società italiana nell'ultimo ventennio: ricattato, diviso, disciplinato. Questa fragilità del quadro politico (anche se non esente da pericolosi colpi di coda), questa incertezza e questo disorientamento costituiscono una occasione nuova, la possibilità di rilanciare una opposizione sociale tenuta insieme da una comunanza di esperienze e dalla loro elaborazione politica. Di cui neanche la minima traccia è visibile tra le forze parlamentari nei loro contorcimenti e nelle loro schermaglie.
Nessuno, oggi, può ragionevolmente escludere l'eventualità di elezioni ravvicinate. Farsene terrorizzare e scendere a qualsiasi compromesso pur di evitarle è la ricetta più certa per perderle, di fronte alla baldanza militante della Lega e a quel che residua del potere ipnotico di Silvio Berlusconi. Confidare in una ingegneria che prescinda dal conflitto sociale in atto vuol dire, soprattutto a sinistra, non recuperare mai, e semmai ampliare, quell'area dell'astensione che da tempo la tiene al chiodo e al chiodo continuerà a tenerla. Nell'inseguimento senza fine e senza esito di un elettorato «moderato» che sempre più si rivela un'astrazione o un feticcio. Nel mito di una governabilità «a prescindere» che è esattamente ciò contro cui i movimenti mostrano di volersi battere. E che sarà anche il principale bersaglio della manifestazione di oggi.
- 29/12/2010 [157 commenti]
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Concordo perfettamente, e penso che un quadro di stabilizzazione sociale (la stabilizzazione politica riuscirebbero a trovarla sempre) NON POTRA' MAI PIU' USCIRE DAL PARLAMENTO!! Se uscirà, uscirà solo dalle rivolte di piazza, in Italia e nella "gemella" Europa, ormai anch'essa fatta solo di "berlusconi", "bersani", "fini, casini", "di petro"... e persino di quei peggiori personaggi alla Vendola che riescono a spacciarsi contemporaneamente per gay, Comunisti..... e CATTOLICI PRATICANTI!! 14-12-2010 15:32 - La Bella+Italia
Ho paura che quì,la nostra gente,non abbia ancora capito.
Non basta cacciare Berlusconi,neanche un nuovo governo di larghe intese.
Quì,se domani non nasce un governo di salute pubblica e cominci a ridistribuire il potere e i soldi che stanno dentro le casse dello stato,staremo sempre in piazza.
Brunetta e Tremonti devono smettere si succhiare e fare bere i cavalli, dei nostri padroni, all'unica fonte dello stato.
Con delle lunghe cannucce si stanno bevendo il poco che è ancora rimasto.Dopo averci fregato i telefoni,le energie elettriche e del gas .Dopo aver portato il loro profitti delle nostre fabbriche,in paradisi fiscali e dopo aver fatto lavorare cinesi e indiani al posto dei nostri operai,oggi dopo il disastro che hanno creato,ecco che si attaccano allo stato e si fanno assistere con i nostri soldi.I soldi regalati alle case automobilistiche,con gli incentivi,sono soldi estorti alla ricerca,ai musei,ai comuni che dvono aumentare le tariffe locali.
Vampiri!
Hanno succhiato il sangue a tutte le fanciulle vergini,e ora si accontentano di succhiarlo anche a mia nonna.
Mortacci vostra e di chi non ve lo dice.
Vi siete magnati il paese.
Ora non vorrei che impiccato, a testa in giù, il nano tiranno,domani si continui a depretate e fare strage delle nostre paghe e pensioni.
Ora siamo quà a circondare Berlusconi e il suo governo.Ma non si illudano i successori,di avere patenti per continuare a fare lo schifo che stiamo subendo.
Oggi si è rotto un giochetto.
Tutti ci siamo resi conto che con i padroni,non c'è accordo.
Quindi deve governare il popolo.
Il popolo che lavora.
Propongo che ogni componente di classe,in questo paese abbia la sua rappresentanza,in base alla forza numerica che rappresenta!
Oggi anche i "NEGRI"italiani devono stare in parlamento!
Basta con il vecchi sistema sud africano, di classe! 14-12-2010 12:14 - mariani maurizio
...........sic! sic! sic! 14-12-2010 12:11 - Antonio