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Loris Campetti
La solitudine dei bravi ragazzi
Brucia piazza del Popolo, bruciano le strade di Roma, brucia la rabbia di decine di migliaia di studenti quando alle 13,41 viene annunciato il voto di fiducia a Berlusconi. Hai voglia di dire che tanto quello lì ha perso politicamente: i simboli sono importanti. E quella maledetta legge Gelmini fermata dalla rivolta delle scuole e delle università ora torna in campo. I tre voti che salvano il governo cancellano definitivamente la fiducia della piazza nella politica, cancellano il futuro di una generazione. E ne condannano un'altra alla precarietà. La stessa rabbia degli operai metalmeccanici arrivati da Padova o da Pomigliano che vedono il modello sociale di Marchionne puntare contro di loro come come i blindati della Polizia e della Finanza. Vedono tornare il panzer Sacconi lanciato a bomba contro lo Statuto dei lavoratori.
Quel voto del Palazzo, quel mercato sub-politico che umilia il Parlamento cambia l'umore della piazza, la protesta esplode e poche voci si alzano contro chi magari è arrivato organizzato in piazza, non invitato, per far casino. Nessuno prova pietà per qualche suv sfasciato sul Lungotevere, per una Jaguar che brucia, per i bancomat presi a colpi di sampietrini: sono simboli di un potere odiato oggi più di ieri, rappresentano anch'essi un modello diseguale, ingiusto, basato sul furto ai poveri, tanti, per dare ai ricchi, pochi. Goliardia? Non solo, e non soprattutto. Il blindato e qualche altro mezzo che bruciano tra piazza del Popolo, via del Corso e via del Babbuino non trovano solidarietà tra i giovani e giovanissimi che si affollano dietro chi resiste alle cariche della polizia. Quando un blindato tenta di sfondare il muro umano che, a differenza del Parlamento, sta sfiduciando Berlusconi ma viene ributtato indietro, parte un applauso corale. Questa non è goliardia, è rabbia di chi vede sfilarsi futuro e diritti e non ci sta.
Così brucia piazza del Popolo. La politica ha fallito, le istituzioni sono fuori, lontane, nemiche di queste ragazze e ragazzi così simili ai loro compagni di Atene o di Londra, che ieri hanno messo in campo la più grande manifestazione studentesca che il cronista, non più ragazzino, ricordi. Non hanno tutti contro, però. Con loro ci sono le tante Italie che resistono, e cominciano a incrociarsi. C'è la Fiom con il suo gruppo dirigente che chiede, insieme ai ragazzi, lo sciopero generale. Che se ci fosse stato avrebbe contribuito a farli sentire meno soli e meno lontani da tutte quelle rappresentanze che non rappresentano più, non svolgono più alcun ruolo di mediazione. Ci sono i terremotati dell'Aquila e il popolo avvelenato di Terzigno e Chiaiano, persino le «Brigate Monicelli», il popolo dell'acqua pubblica. Movimenti che dovranno intrecciarsi, meticciarsi, costruire insieme un percorso duraturo, perché domani è un altro giorno e bisognerà continuare il cammino insieme. Per questo è nato «Uniti contro la crisi» che ha promosso la manifestazione.
La piazza ondeggia sotto le cariche della polizia. C'è chi resta fuori dagli scontri, come gli operai della Fiom, perché non sono nel suo dna e punta da piazzale Flaminio verso il Muro torto per raggiungere la Sapienza. Ma alla fine la polizia sfonda, riconquista piazza del Popolo, si riversa sul piazzale mentre il fumo acre dei lacrimogeni intossica e fa crescere ancor più la rabbia. Un candelotto va a finire dentro il lungo sottopassaggio della metropolitana trasformandolo in una camera a gas. Sopra, nel piazzale, vola di tutto contro un blindato della Finanza, isolato e impazzito, una scena che nella memoria dei meno giovani richiama una dannata piazza di Genova.
Alle 13,41 è cambiata non solo la piazza ma anche l'atteggiamento di chi avrebbe dovuto garantire l'ordine: fino al voto, fino a davanti al Senato, confronti anche duri, ma senza volontà di precipitazioni. Poi la «difesa dei Palazzi» è diventata aggressiva, quasi alla ricerca dello scontro. Che alla fine, immancabilmente, è arrivato con tanto di fuoco, ragazze e ragazzi in fuga inseguiti dai manganelli.
I Palazzi hanno ignorato la protesta della piazza, hanno offeso la dignità di chi chiede quel che sarebbe giusto avere ma da oggi dovrà farci i conti. E sarà dovere di ogni organizzazione democratica costruire ponti con una generazione offesa ma determinata, e sostenere una battaglia per l'istruzione, la cultura, il lavoro, la giustizia sociale, che è una battaglia di civiltà e parla di diritti. Per costruire un'altra politica e differenti relazioni sociali, non mercificate, per pretendere giustizia sociale. Gli studenti sono in prima fila. Con loro ci sono altri movimenti, c'è un pezzo di Cgil. E gli altri dove sono?
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DEMENTE E' CHI SE LO FILA
DETRAVAGLIZZIAMO LA RAI! 15-12-2010 22:13 - Liam
Io sono un ingnorante,ma le cose in fondo le capisco,pensa che ho letto persino Marx e Engels e li ho capiti,ma a te non ti capisco proprio.Potresti parlare un pò meno e con più argomenti?
Ma cosa dici? 15-12-2010 20:04 - mariani maurizio
ecco vedi, l'Italia e' da un po' andata a far parte delle repubbliche delle banane.
Per quanto riguarda le fette di salame naturalmente potresti provare a mangiare le tue, ma temo siano gia' un po rancide. 15-12-2010 20:01 - Murmillus
A questo punto, per continuare in "bellezza", vorrei aggiungere qualcos' altro:
1) Quando si organizza una mozione di sfiducia x il capo del Governo e la si carica di chissà quali significati più o meno palingenetici, sarebbe bene essere abbastanza certi di saper contare, onde evitare di perdere rovinosamente. Già in passato era successo qualcosa di simile col Governo Prodi, o sbaglio??? Da qui la mia intima, personale ma irremovibile convinzione che l’ opposizione sia composta, almeno in larghissima parte, da autentici DILETTANTI ALLO SBARAGLIO.
2) Da che mondo è mondo c’ è ovunque gente in piazza che protesta anche in maniera “focosa” per così dire. Di fronte alla guerriglia urbana, cosa dovrebbe fare secondo voi la polizia? Lasciare che sfascino tutto ?
3) Siete proprio sicuri che certi metodi “pseudo-democratici” paghino poi molto a livello di consenso elettorale? Se così fosse, viste le vostre innumerevoli manifestazioni con grandi slogan, bandiere e tanta brava gente che le carica di chissà quali aspettative, com’ è che poi uscite praticamente da TUTTE le elezioni con le OSSA ROTTE ? Un minimo di auto-critica sui metodi con i quali VORRESTE catturare il consenso NON sarebbe FORSE opportuna dopo decenni di FALLIMENTI ROVINOSI? Provare a cambiare qualcosa nei “metodi-di-lotta”?
4) Quanto sopra non vi fa sospettare che magari sarebbe ora di cominciare ad usare leggermente di più la testa e cercare altre vie? Vi risulta che ci siano molti esempi di VITTORIA tramite le proteste di piazza? Mi riferisco ai tempi recenti ed alle nazioni cosiddette “occidentali” ed “avanzate”, delle quali l’ Italia dovrebbe ancora fare parte (per quanto?)
5) Per convincere molte altre persone a votare a sinistra, non sarebbe magari ORA di proporre programmi validi e credibili, invece di continuare a “SPARARE EVIDENTI CAZZATE” contro l’ ometto di Arcore. Con … “programmi validi e credibili” … intenderei qualche cosa che non suoni del tipo: scuola gratis fino all’ Università x tutti, raddoppio delle pensioni a tutti, abbassando anche l’ età pensionabile; altre “perle” da evitare: patrimoniale, eliminare l’ evasione fiscale (e chi NON lo vorrebbe?!? Ma NESSUNO c’ è mai riuscito!), raddoppio dell’ indennità di disoccupazione, ecc. Vi faccio un piccolo “geniale” esempio della nuova “teoria economica” proposta da un lettore del Manifesto x risolvere i problemi economici fottendosene di deficit / debito pubblico: STAMPARE NUOVA MONETA; costui l’ applicava al caso inglese, tenendo conto del fatto che la BoE aveva la famosa “sterlina” da manovrare. Ragazzi: se la pensate così tornate all’ ASILO dove forse qualcuno vi farà tornare all’ abc dei numeri !!!
6) Oltre a protestare e lanciare SLOGAN generici pro-democrazia, pro-ecologia, pro-solidarietà, ecc., cosa fate CONCRETAMENTE voi per fermare il declino del “Belpaese”? Ad esempio, quanti alberi avete piantato, da bravi ecologisti? E quante donazioni pro-ONLUS avete fatto quest’ anno? Quanto del vostro tempo avete dedicato alla solidarietà in prima persona, presso Associazioni varie?
7) Vi do anche un’ altra NOTIZIA: chi non la pensa come voi non è sempre sul libro paga di qualcun altro, ovvero di S.B. Infatti, costui sarà anche molto ricco ma forse NON abbastanza per pagare la MAGGIORANZA RELATIVA degli elettori.
MEDITATE e magari PROVATE A TOGLIERVI LE FETTE DI SALAME DAGLI OCCHI, UNA BUONA VOLTA !!!
A questo punto, per continuare in "bellezza", vorrei aggiungere qualcos' altro:
1) Quando si 15-12-2010 19:30 - Fabio Vivian
Ma se lei mi associa a quella banda di criminali e p2isti che stanno al parlamento,io mi incazzo.Ma non solo mi incazzo,ma la sfiderei a duello,anche se sono vecchio.
Mi dia a me l'arma con cui sfidarla,dato che sono anziano e sfidante.La sfido a palate di merda
Quì dalle parti di Cerveteri ci sono stalle piene di merda,Venga che la sfido.
Certo, che agente del nemico,ancora non mi aveva chiamato nessuno.
Spero che accetti la sfida.Invitiamo tutti coloro, che vogliano vedere.
Non si preoccupi,che tanto anche se la coprissi interamente, fino ai capelli,respirerebbe ugualmente.Nella merda noi proletari, siamo abituati a starci.
Si iparerà anche lei.Signor Paolo! 15-12-2010 18:27 - mariani maurizio
Resistere per ricostruire 15-12-2010 16:42 - Francesco
Il problema non e' la sinistra o la destra (quando sono e rappresentano legittimamente chi le sostiene).
Il prolema e' quando una persona (di dubbie virtu') si arroga il diritto di comandare (e non il dovere di governare) in un paese dove, tra l'altro, anche se fa parte della cosiddetta maggioranza, non rappresenta tutta la nazione.
Poi, se i metodi, anche discutibili, di chi protesta travalicano le regole del confronto civile, occorre ricordare che anche nel passato ci sono state rivoluzioni, sommosse, guerre e ogni altro genere di manifestazioni violente.
Chi si sente oppresso, soprattutto quando numericamente e' rilevante, puo' arrivare alla decisione di rimuovere colui che giuduca un tiranno.
Pensiamo al "ladro" che ruba per mangiare (non quello che lo fa per arricchirsi...).
Quindi, oltre che a giudicare coloro che hanno scelto di reagire con la violenza, giudichiamo anche chi (provocatori a parte), ha fatto si che si creassero le condizioni per arrivare a questo!
Facile giuducare, per chi non ha il problema di arrivare a fine mese. 15-12-2010 16:13 - Tony
Il solito moralismo senza morale. 15-12-2010 16:07 - Murmillus