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COMMENTO
21/12/2010
  •   |   Giuliana Sgrena
    Commissione d'inchiesta

    L'auto su cui fu ucciso Calipari

    Il caso Calipari per molti è solo un ricordo scolorito. Certamente non per noi. L'insabbiamento dell'inchiesta ha rappresentato uno dei «successi» della coppia Berlusconi-Bush junior. Una vittoria di due «grandi amici» che non è stata scalfita nemmeno quando a palazzo Chigi è arrivato Romano Prodi, sotto la cui presidenza del Consiglio il governo costituì parte civile.
    Non avevamo dubbi che la ragion di stato avrebbe prevalso perfino sul ricordo dei migliori servitori dello stato, ma ora il sacrificio di questa memoria è confermato da un dispaccio Usa secretato rivelato da WikiLeaks. E un brivido corre lungo la schiena all'idea che gli stessi uomini - Berlusconi, Fini, Letta e l'allora capo del Sismi, il generale Pollari - che avevano celebrato Nicola Calipari come un eroe lo abbiano poi liquidato come un qualsiasi «effetto collaterale» della guerra.


    I nostri governanti si sono mostrati asserviti al potere Usa, fino al punto di sottoporre all'ambasciata americana un documento, che era persino sembrato prendere qualche distanza dalla versione Usa - pur di mettere a tacere l'opposizione -, prima ancora di presentarlo al Parlamento italiano.
    È sconvolgente pensare che l'operato di periti e magistrati, un lavoro che aveva portato al rinvio a giudizio del militare statunitense Mario Lozano per omicidio volontario politico di Nicola Calipari e tentato omicidio volontario di Carpani e mio, fosse solo un esercizio della magistratura senza nessuna possibilità di successo. Inutili i dibattiti di diritto internazionale per fare valere la sovranità italiana affermando la nostra giurisdizione per celebrare un processo che forse avrebbe permesso di conoscere qualche particolare in più su quanto successo a Baghdad il 4 marzo 2005.
    Certo, tutti gli ostacoli incontrati, persino per inviare alla segreteria di stato Usa la nostra citazione, avevano svelato gli intenti del governo italiano di evitare un processo e soprattutto il coinvolgimento del governo americano. Tuttavia questo eccesso di zelo fa nascere il dubbio (che non è solo un dubbio) che anche l'Italia avesse qualcosa da nascondere e forse conveniva a tutti mettere al più presto una pietra sopra al caso Calipari.

     

    Esauriti tutti i gradi di giudizio con la sentenza della Corte di cassazione, che aveva respinto il nostro ricorso contro la sentenza della Corte d'Assise, ci auguriamo che ora di fronte alle rivelazioni del sito internet fondato da Julian Assange almeno le forze di opposizione in parlamento si assumano la responsabilità di svelare quelle verità finora volutamente insabbiate dal governo.
    L'apertura di quella Commissione d'inchiesta parlamentare negata nel 2005 risulta oggi indispensabile per cercare la verità sulla morte di Nicola Calipari e anche di tutti quei servitori dello stato che hanno sacrificato la loro vita per difendere il loro paese e garantire la nostra democrazia.
    WikiLeaks ha ancora una volta svelato l'ipocrisia di governi che accusano il sito web di attentare alla sicurezza dello stato, ma chi attenta alla nostra sicurezza se il governo non è nemmeno in grado di garantire la nostra sovranità?


I COMMENTI:
  • Contento di aver dato battagli x Fuori l'Itali dalla Nato. Ho ed abbiamo perso una battaglia, ma non la nostra voglia di ricerca della verità.Tutti purtroppo ci portiam dietro delle contraddizioni, ma la sinistra al governo vuol sempre andare a braccetto con le lobbies ed i massoni. Forse è parte integrante del gruppo Bildeberg? In quanto ai governi Us semina panico e terrore pur di mantenere la supremazia. 22-12-2010 11:37 - Franz
  • E' inutile commentare tutto ciò perchè chi ignore tutto questo non può essere che definito ignorante! Ignorate ignorate!! 21-12-2010 23:08 - unelettorecomune
  • il "caso calipari" non è per me un ricordo scolorito. è un ricordo nel cassetto della memoria ma è comunque presente. e il "caso calipari" non è disgiunto da ciò che accadde e visse e vive giuliana sgrena. togliere il segreto di stato. da tutto. questa la mia richiesta. e se wikileaks pubblica cose: meglio. per chiarezza. rossa. 21-12-2010 23:00 - rossana
  • Capipari e la Sgrena caddero in una trappola.Chi la tese?Gli americani sicuramente.Ma siamo certi che anche qualcuno dei nostri servizi segreti non tradi? 21-12-2010 22:16 - antonio fattore
  • Sono veramente indignata per tutto quello che sta venendo fuori grazie a questo uomo che tanto fa paura ai cosiddetti !grandi!Ricordo che mi colpì molto la morte di Nicola Calipari,e ancor di più come la giornalista Giuliana Sgrena voleva gridare la sua verità.ma ebbi la netta sensazione che le fu impedito!Questa brutta storia mi lasciò tanto amaro in bocca.Ora a distanza di anni viene fuori tutto il marcio e lo schifo che sta ricoprendo i "due grandi amici!L'inchiesta va sicuramente riaperta per dare un senso di giustizia alla morte di questo valoroso uomo che si era messo al servizio dello Stato. Glielo dobbiamo. 21-12-2010 17:39 - Marina Esposito
  • La funivia si chiamava cermis, e gli imbecilli che pilotavano l'aereo non stavano facendo un esercitazione ma, appunto, gli imbecilli ed assassinarono o 20 persone. w l'italia.... 21-12-2010 17:16 - No Global
  • Qui (e altrove) ci si stupisce (o si fa finta) di cose ovvie a chiunque abbia un minimo di senso critico. L'Italia e' sottoposta al volere americano dalla seconda guerra mondiale. Naturalmente in nome della liberta' ecc. ecc.
    Stipirsi, o peggio, fare finta di stupirsi, danneggia la verita', perche' lascia credere che si tratti di un fatto isolato.
    Il massacro, conseguente alla rottura di un cavo della funivia (di cui non ricordo il nome) causato da un aereo pilotato da un americano che stava facendo esercitazioni di volo radente in vista dell'attacco alla Yugoslavia, lo dimostra. Infatti nessuno e' stato punito e il Governo D'Alema addirrittura ha partecipato ai bombardamenti. Piu' chiaro di cosi'... 21-12-2010 16:16 - Murmillus
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