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COMMENTO
06/01/2011
  •   |   Marco Bascetta
    Battisti, una storia per nulla criminale

    Da giorni la politica e i media italiani stanno conferendo al "caso Battisti" un peso fuori misura. Sarebbero in gioco l'orgoglio nazionale, l'idea stessa di giustizia, la sensibilità di un intero popolo. L'immagine dell'Italia nel mondo. Indignazione ed esercizi retorici si susseguono frenetici, accuratamente evitando il piano del ragionamento. Cerchiamo allora di esaminare con qualche ordine gli aspetti più rilevanti della faccenda, estraendoli dal pentolone dell'ideologia e della propaganda in cui sono stati messi a bollire. A cominciare dal ruggito del topo emesso dalla diplomazia italiana. La quale, se dobbiamo dar credito ai La Russa e ai Frattini, sarebbe rimasta ferma ai tempi di Elena, Paride e Menelao, laddove intorno a un singolo caso si scatenava addirittura lo "scontro di civiltà". Come mai nessuno si è mai sognato di impartire alla Francia di Mitterrand o di Chirac (strapiena di esuli e fuoriusciti) lezioni di diritto e di democrazia, di minacciare boicottaggi e oscure "conseguenze" come oggi si è fatto con il Brasile di Lula? Forse perché si continua a considerare quel grande paese una realtà del "terzo mondo" cui insegnare le buone maniere? Berlusconi, cui non difetta un certo realismo, si è affrettato ad assicurare che il rapporto tra Italia e Brasile non sarà in nessun modo compromesso da questa vicenda. Chi fa affari non è incline all'autolesionismo.
    E forse si rende anche ragionevolmente conto che l'insistenza, i giudizi irriverenti e le accanite pressioni esercitate sul governo e sulla giustizia di Brasilia avranno un effetto controproducente rispetto allo stesso scopo che esse si propongono: l'estradizione di Cesare Battisti.
    Al di là del caso specifico, sbandierare l'inappuntabilità del sistema penale italiano (le cui carceri, per esempio, sono state oggetto di severi giudizi da parte di organismi internazionali) e dei processi celebrati durante e a ridosso degli anni di piombo in un clima assolutamente emergenziale, è frutto della più sfacciata malafede e di una visione nazionaltrionfalista della storia e della realtà del nostro paese. Così come non si può sorvolare sulla mancata ratifica da parte italiana di importanti trattati internazionali che riguardano diritti e garanzie in ambito penale (ne ha riferito accuratamente Mauro Palma qualche giorno fa su queste stesse pagine) e che recano invece la firma del Brasile. Qui non si tratta dell' infatuazione degli intellettuali francesi, con cui polemizza Barbara Spinelli sulla Repubblica di ieri, ma di puntuali argomentazioni tecniche e giuridiche.
    La Spinelli conclude quello stesso articolo, confermandone così il vero intento, con la seguente affermazione: «Gli anni di piombo non sono stati una guerra civile. Sono stati una storia criminale». Non sono stati né l'una né l'altra cosa, come invece pensavano, su fronti opposti, le Br e la politica del compromesso storico che in nome della versione "storia criminale" decise di sacrificare Aldo Moro. Sono stati anni di stragi oscure (su cui la nostra inappuntabile magistratura non ha mai fatto luce) e di altissima tensione sociale, di conflittualità diffusa, spesso intrecciata, è vero, con pratiche e comportamenti decisamente criminali in una matassa che non sempre è possibile districare. E nella quale, innocente o colpevole che sia, Battisti è rimasto impigliato. Da molti decenni quella stagione si è conclusa e quella matassa si è disfatta. Qualcuno vi è rimasto strangolato, qualcun altro è sgusciato tra le sue maglie, ma quel contesto, quei moventi, quei sentimenti feroci o disperati che fossero, si sono completamente estinti. Di certo le tre funzioni che uno stato democratico dovrebbe attribuire alla pena detentiva (impedire la reiterazione del reato, rieducare, fungere da deterrente) nella lunga distanza che ci separa dagli "anni di piombo" da un pezzo non sono più operative. Resta la questione della Giustizia o del "sentimento di giustizia", ma è una questione ben più grande e importante di quanto un caso singolo possa incarnare, che la cattura o la latitanza di un colpevole appena sfiora. E che ben poco ha a che vedere, soprattutto, con la grancassa propagandistica e la criminalizzazione indiscriminata di un intero pezzo di storia italiana che intorno all'estradizione di Battisti sono state montate. Della quale, fatta eccezione per i parenti delle vittime (il cui dolore però non è in alcun ordinamento un criterio giuridico), non credo importi molto a nessuno, una volta sventolata a sufficienza la bandiera della legge, dell'ordine e dell'orgoglio nazionale.


I COMMENTI:
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  • Tante chiacchiere da pseudo-filosofi e poco senso del pudore alla fine non siete diversi dai fascisti che dite di combattere fate squadrismo attorno ad un assassino 23-08-2011 18:58 - Placido
  • Peccato, avete perso una grandissima occasione per dimostrare un po' di indipendenza di pensiero che in altre occasioni avete dimostrato di avere. Quest'articolo, oltre ad essere disonesto intelletualmente (sembra scritto da un Sallusti di sinistra), è solo un mirabile arrampicamento sugli specchi che dice poco o nulla sulla vicenda.
    Sono delusa ed amareggiata.
    P.S. la tesi del signor Massimo sulla contumacia poi è il picco della follia. 11-06-2011 16:03 - C.Cosini
  • Quando, nell'Assemblea Costituente, si discuteva sulla potenzialità rieducativa dell'ergastolo, il futuro presidente della repubblica Leone fece passare una modifica in cui si dichiarava che la detenzione del reo aveva anche un significato punitivo, anche nel senso di una certa "soddisfazione" spettante alla società civile... è nella Costituzione 27-01-2011 05:27 - non importa
  • Articolo deludente, partendo da interessanti premesse si perde poi in una giustificazione strana, che non vuole entrare nel merito: "E nella quale, innocente o colpevole che sia, Battisti è rimasto impigliato", ma conclude a favore dell'impunitá assumendo che il Battisti non abbia bisogno di essere rieducato e che le pene non servano come deterrente. Probabilmente sarebbe necessario approfondire meglio la discussione, chissá quanti altri condannati (in contumacia o no) potrebbero invocare lo stesso diritto. 18-01-2011 20:23 - Marco
  • Come al solito siete tra i pochi ad analizare le situazioni razionalmente, senza ipocrisia; personalmente non posso sapere se battisti sia innocente o meno, prendo atto della sua dichiarazione di innocenza. bel articolo bravi 16-01-2011 23:45 - silvio
  • @Alessandro: spiacente tu non abbia compreso.. me ne farò una ragione.. a presto.. 09-01-2011 00:31 - e.mi
  • trasecolo nel vedere e nel leggere tutti questi commenti privi di analisi critica rispetto a quanto propinato dai mass-media: ma se vi fanno tanto schifo i comunisti potete leggere altri giornali ( si fa per dire) tipo "Libero" o "Il Giornale"...
    perqunato riguarda Battisti potrebbe essere una soluzione l'estradizione in cambio del rifacimento integrale dei processi subiti ( ovviamente con tutte le garanzie giuridiche del caso)... 08-01-2011 15:30 - pietro
  • @ ALAN:-------MA PERCHE' TUTTI GLI ANTICOMUNISTI DEL TERZO TIPO COME UN ALLOCCHITO DI NOME <<ALAN>> SONO COSI' POCO ACCULTURATI CHE SCRIVONO LA LORO RABBIA PER POTER VIVERE IN CATTIVITA', ASSIEME AD ALTRI INDIVIDUI DELLO STESSO TIPO. NOI COMUNISTI TI POSSIAMO INSEGNARE MOLTISSIME COSE SUL PENSIERO UNICO , SULLA SVENDITA DELLA DEMOCRAZIA , NELLA GLOBALIZZAZIONE, COME DIFENDERE LA TUA DIGNITA' DEPRESSA DAL SISTEMA CAPITALISTICO CHE TANTO AMI,IL QUALE PRESTO TI TRADIRA' PERCHE' NON , SARAI PIU' INTERESSANTE NELLO POTERTI SFRUTTARE. RICORDA SEMPRE CHE I POTERI FORTI CIOE' LE FORZE CHE STANNO IMPOVERENDO POPOLI NEL NOME DELLA DEA FINANZA CHE CON LA NOSTRA VITA CENTRA POCO MA FA FELICI UNA PICCOLISSIMA MINORANZA CHE HA IN MANO LA MAGGIORANZA DELLE RICCHEZZE MONDIALI. NEL TUO PAESE UK IL CAPITALISMO PREDATORE E' SEMPRE PIU' RICCO, MENTRE I LAVORATORI SONO SEMPRE PIU' POVERI , E IL GOVERNO BRITANNICO HA SCELTO DI FARE PAGARE LA CRISI AI PIU' DEBOLI,ESENTANDO I PREDATORI DELLA FINANZA QUESTI SI' COLPEVOLI DEL DISASTRO CHE STA' DISTRUGGENDO INTERE ECONOMIE E DI CONSEGUENZA METTE IN DISCUSSIONE I DIRITTI ESSENZIALI DEI LAVORATORI NON SOLTANTO NELLA UK MA NELL'EUROPA INTERA. VIVIAMO IN UN MONDO CHE NON PUO' PIU'SOPPORTARE QUESTE ESTREME DISUGUALIANZE SOCIALI. I CAPITALISTI DISTRUGGONO L'AMBIENTE PER L'UNICO SCOPO EDONISTICO DEL PROFITTO.... PER CAMBIARE LE COSE ESISTENTI C'E' UNA UNICA VIA D'USCITA:O SOCIALISMO O BARBARIE-------- 07-01-2011 18:16 - pierdomenico
  • Siete sempre i soliti. Battisti è parte integrante del vostro 'album di famiglia'. Siete comunisti e cane non mangia cane, si sa. Fate un po' schifo anche, ma questo si sapeva già. Meritate quel 2% che avete di consenso nel Paese. Nel mio Paese d'origine - il Regno Unito - quando sentono parlare di comunismo nel terzo millennio hanno i brividi. Vaglielo a spiegare come siamo messi in Italia. Siete fuori dalla Storia, un pericoloso rottame del secolo passato. 07-01-2011 11:42 - Alan

    la redazione: Lei non è obbligato a leggerci, se le facciamo così schifo. Approfitti di questa libertà e stia di umore migliore. Quanto ai comunisti, si ha l'impressione che nel Regno Unito ce ne siano di più che in Italia.
  • caro manifesto, dai retta al consiglio di e.mi., per non perdere lettori non pubblicare articoli di chi cerca un minimo di ragionare, pubblica solo ciò che fa comodo al pensiero dominante, i criminali devono andare in galera, il contesto storico nulla conta rispetto alle libere scelte individuali, a chi non ha vissuto in prima persona i cosiddetti anni di piombo non raccontare in nessun modo cosa è successo, e magari metti finalmente qualche foto di donna discinta, allora sì che il numero di lettori risalirà! 07-01-2011 09:41 - Alessandro
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