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COMMENTO
11/01/2011
  •   |   Sandro Medici
    Il sindaco azzerato

    A questo punto non gli resta che azzerare se stesso. Dopo aver interamente abbattuto la squadra politica che si era scelto, cos'altro gli resta da fare, se non far le valigie e lasciare libero quel Campidoglio dove neanche tre anni fa era stato festeggiato con drappi littori e saluti romani?
    Come fossero birilli, ieri pomeriggio il sindaco Alemanno ha impallinato tutti gli assessori della sua giunta e i numerosi delegati alle varie attività, tra cui quello chiamato ai rapporti con la comunità calabrese. È una decisione che, di fatto, dichiara il fallimento dell'esperienza politica da lui promossa e guidata. Una scelta che nella sua roboante apparenza nasconde in realtà la pochezza di chi l'ha compiuta: è molto più facile prendersela con i propri collaboratori, quando le cose vanno male, quando la città appassisce giorno dopo giorno, progressivamente s'impoverisce e scivola sempre più nell'incuria e nel dissesto.
    Al di là delle indecenti dinamiche di poteri e sottopoteri che si scontrano e che non riescono a comporsi in uno straccio di sintesi politica, la crisi della giunta Alemanno è tutta nell'evidente incapacità della destra romana di governare una metropoli complessa come Roma. Un'incapacità che si è via via palesata nel corso di questi tre anni di amministrazione comunale inconcludente e cialtrona: al punto da diventare opinione diffusa che transita nei passaparola di rioni e quartieri, senso comune ormai prevalente.
    È un gesto disperato. Per tentare di salvare il salvabile. Non a caso, la decisione è stata concordata con i dioscuri del Pdl Cicchitto e Gasparri, inviati al capezzale romano direttamente da Berlusconi. Alemanno chiede in sostanza una seconda possibilità, avendo consumato malamente la prima. Dice che ha bisogno di una nuova giunta per rilanciare l'attività di governo locale e passare a una non meglio precisata «fase due», con cui finalmente metterà mano alla città per far vedere cosa davvero è capace di realizzare. In sostanza, un'ammissione d'insuccesso: dall'aprile del 2009 a oggi ci si è dunque arrabattati invano.
    Tre anni buttati a lanciare annunci su annunci, tutti sistematicamente dispersi nel nulla, a organizzare raduni e conferenze, utili a strappare qualche titolo di giornale ma del tutto vani e ingannevoli.
    Mentre Roma deperiva, sfinita nei suoi cronici disagi, maltrattata nella sua quotidianità, privata di servizi sociali e opere pubbliche. E anche indebolita nel suo tessuto democratico e partecipativo, attraverso le delibere su Roma capitale che hanno soffocato la riforma sul nuovo decentramento delle Municipalità, ridotte a sportelli amministrativi o poco più.
    L'unico cambiamento che forse Alemanno è riuscito a realizzare è stato quello di impaurire la città. Le sue ordinanze contro lavavetri e giocolieri, contro le comunità nomadi, contro stranieri e viandanti, poveracci e povericristi vari hanno davvero cambiato il respiro di Roma: che, improvvisamente, da città aperta e accogliente si è ritrovata rancorosa e accartocciata su se stessa.
    Ma evidentemente questo furore securitario, queste pulsioni regressive non sono state sufficienti a comporre una qualche politica, né a consolidare un blocco sociale. Più efficaci devono essere apparse, invece, le scorribande clientelari nelle aziende municipalizzate, con quelle quattromila assunzioni di amici e camerati, compari e parenti. Qui si è realizzato quel conglomerato politico-affaristico che ha davvero unito la destra romana, tanto famelica quanto infingarda. Una maggioranza scomposta e litigiosa, storicamente fagocitata dalla vecchia consorteria missina, si è infine e solennemente coagulata intorno alla spartizione di posti di lavoro per figli e cognati e qualche sfiorito squadrista.
    E adesso, con tutti questi assessori e delegati nominati dal sindaco che si ritrovano disoccupati, non sarà il caso di trovare una sistemazione anche per loro?


I COMMENTI:
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  • l'unico atto di coraggio che dovrebbe fare sarebbe buttarsi sotto la metro b alla fermata tiburtina tra le 7 e le nove di mattina almeno, prima di perire, si renderebbe conto del disagio quotidiano della gente che veramente lavora. 12-01-2011 15:07 - Belli 75
  • Se Sandro Medici diventasse sindaco di Roma, allora ci sarebbe ancora speranza per Roma (e forse per tutta l'Italia) 12-01-2011 14:10 - Riccardo Gatani
  • Ma ragazzi, sappiamo quello che diciamo ma sopratutto sappiamo che le nostre speranze sono illusioni ?
    Secondo voi uno come Gianni Alemanno mollerebbe la poltrona ? Non lo ha fatto Silvio che continua ad arrampicarsi sullo specchio e risolve i suoi problemini grazie al suo muovere le cose esattamente come fanno i mafiosi !!
    Quindi....Gianni non mollerà...troppi soldi, troppo interesse, troppo business, troppo potere Questa é gente che dicxe e pensa: mors tua vita mea. Troppo pessimista ? Ovvio che se lui lascia come se ci lascia per sempre Silvio....già organizzata cena su tutto il territorio nazionale con un pò di persone in onore alla loro scomparsa...ma tra il dire e il fare ci sta di mezzo il mare !
    Ciao a tutti/e. 12-01-2011 10:25 - Fodola
  • I neo fascisti come Alemanno sono un danno per la intera societa', e per la capitale ROMA, COME SI E' NOTATO ANCHE MALE AMMINISTRATA. INAUGURANDO IL NEPOTISMO--PARENTOPOLI ESASPERATO, DALLE ASSUNZIONI. SI DICE QUATTROMILA, FRA PARENTI E CAMERATI DEL SINDACO,QUALCUNO EX-TERRORISTA DEI NAR. Quindi, ALEMANNO DEVE DIMETTERSI, NON E' IN GRADO DI AMMINISTRARE IL COMUNE DI ROMA. 12-01-2011 09:51 - pier domenico
  • Ale attiva il cervello prima di scrivere. Ti ricordo che il Sindaco di Bologna forte di un mandato popolare ben più ampio di quello stiracchiato di Alemanno si è dimesso per una notte d'albergo... Quando si dimetterà uno di destra in Italia? 12-01-2011 08:49 - Enzo
  • chissà se un giorno i romani potranno avere un Sandro Medici sindaco/ e chissà se quel giorno saremo vivi/ 12-01-2011 00:52 - klaus mondrian
  • Sì, come scrive Ale (manno?), il sindaco di Roma ha avuto coraggio e coerenza nel fare quel che ha fatto. Gliene manca giusto un pochino per essere pienamente coraggioso e coerente: gli basterebbe dimettersi. Penso che i romani si rendano conto dell'incapacità (e della corruzione) di questa giunta. Quest'esperienza è cominciata male e finirà peggio, soprattutto per la città e i cittadini. E Alemanno ne porta l'intera responsabilità. Se poi si fa consigliare dalla coppia di comici Cicchitto&Gasparri, allora non trova neanche la strada per tornare a casa. 11-01-2011 23:54 - Spartacus
  • Altro che valige !!!,a me sembra una mossa astutissima per piazzare quelli che erano rimasti fuori dall'inizio del gioco e che a loro volta piazzeranno i "parenti poveri" ,e tutti contenti primi e secondi andranno alle prossime elezioni (che avrebbero perso) con nuovi traguardi (primo ministro?) !! non ha nulla da invidiare al "il divo" nemmeno la faccia, Bertoldo Bertoldino e romasenno , 11-01-2011 19:55 - ferruccio
  • La tassa di soggiorno per i turisti è stata forse la cosa peggiore che la giunta ha fatto. Altro che i barboni che stanno nei viali a chiedere gli spicci, il sindaco con questa legge ha fatto molto peggio di loro. La reputazione di Roma come città ospitante è davvero rovinata con questa tassa. Ma che figura ci fa il comune di fronte ai turisti? 11-01-2011 19:32 - Marx
  • Credo che bisogni sin da ora preparare la strada per la rinascita, quella vera, non quella dei pennacchini alla Rutelli o Veltroni.
    Propongo Sandro Medici a candidato sindaco di Roma. 11-01-2011 18:03 - Murmillus
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