-
|
Rossana Rossanda
Lettera al Presidente della Repubblica
All' on. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Signor Presidente,
non credo di mettere in causa l'esercizio del Suo mandato al di sopra delle parti politiche e sociali, chiedendoLe, da semplice cittadina che ha avuto, anche se solo per età, il privilegio di seguire il lavoro dei costituenti, di voler intervenire con un richiamo al paese su quel che la Costituzione prescrive in tema di diritti sindacali. Gli articoli 39 e 40 infatti non sono, come può constatare anche una non giurista, principi ottativi che testimoniano di un indiscutibile spirito dei costituenti ma cui, per mancanza delle articolazioni successive, un cittadino non si può appellare per veder riconosciuto un suo diritto. Sono del tutto inequivoci e la loro attuazione è stata regolamentata dalle leggi.
Ora, ferma restando la libertà di opinione dell'attuale amministratore delegato della Fiat che si propone di mutare le relazioni industriali del paese, è legittimo che egli decida della libertà sindacale nella sua azienda contro il dettato costituzionale? Non credo. L'art. 39 della Costituzione più chiaro di così non potrebbe essere: l'organizzazione sindacale è libera e nessuna legge la può impedire salvo l'obbligo per i sindacati di essere registrati. Una volta registrato un sindacato ha personalità giuridica e rappresenta i suoi iscritti ed è in grado di stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alla categoria alla quale il contratto si riferisce.
Non sono in grado di sapere se sia ammissibile che una azienda privata possa obbligare i dipendenti a un referendum che, se proposto su scala nazionale, la Corte Costituzionale non ammetterebbe. Ma mi permetto di chiederLe se giovi al clima politico che Lei auspica che nella maggiore azienda italiana si indica un referendum fra lavoratori su un «accordo» con la proprietà che preveda la sospensione di alcuni diritti sindacali di fondo, come quello di sciopero garantito dall'art. 40 e dalle successivi leggi di attuazione. E se anche si considera che tale referendum possa essere tenuto, è legittimo che in quell'accordo si dichiari che il sindacato che non lo avesse firmato sarà interdetto di ogni attività nell'azienda? So che alcuni sindacati si appellano al non particolarmente trasparente art.19 dello Statuto dei lavoratori, per negare tale diritto a un sindacato che senza osteggiare il referendum dichiara di non approvarne l'oggetto, ma la loro interpretazione è quanto meno assai discutibile.
Sarebbe prezioso che Lei, la cui imparzialità nei confronti delle diverse parti sociali nessuno può negare, intervenisse su questo aspetto decisivo dei diritti indisponibili del cittadino, richiamando tutti allo spirito e alla lettera della nostra legge fondamentale. Se la possibilità di agire d'un sindacato, fra l'altro ad oggi il più fortemente rappresentativo, è messa in causa nella maggiore azienda italiana, cade uno dei diritti fondamentali che distinguono una democrazia da una dittatura. Per questo esso sta a cuore ad ognuna e ognuno di noi, e sono certa che Lei condivide questa preoccupazione.
Voglia scusare l'irritualità di questo mio rivolgersi alla Sua persona, e, in attesa d'un suo cenno, La ringrazio fin d'ora per l'ascolto.
- 30/01/2011 [20 commenti]
- 29/01/2011 [28 commenti]
- 29/01/2011 [0 commenti]
- 28/01/2011 [7 commenti]
- 27/01/2011 [11 commenti]
- 26/01/2011 [10 commenti]
- 25/01/2011 [23 commenti]
- 24/01/2011 [16 commenti]
- 23/01/2011 [11 commenti]
- 22/01/2011 [36 commenti]
- 21/01/2011 [6 commenti]
- 20/01/2011 [9 commenti]
- 19/01/2011 [26 commenti]
- 18/01/2011 [26 commenti]
- 16/01/2011 [46 commenti]
- 15/01/2011 [22 commenti]
- 14/01/2011 [5 commenti]
- 13/01/2011 [25 commenti]
- 12/01/2011 [9 commenti]
- 11/01/2011 [14 commenti]
- 10/01/2011 [13 commenti]
- 09/01/2011 [8 commenti]
- 08/01/2011 [6 commenti]
- 07/01/2011 [9 commenti]
- 06/01/2011 [43 commenti]
- 05/01/2011 [16 commenti]
- 04/01/2011 [28 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Lei non mi conosce, ma alcuni suoi articoli, ingialliti, ancora li conservo dentro Stato e Rivoluzione e in qualche numero della prima rivista Il Manifesto.
Dal suo insegnamento credo di aver tratto una volta per tutte l'idea che sono i rapporti di forza materiali tra le classi che costruiscono la politica e la sostanza dei diritti costituzionali, non le PAROLE DEGLI INTELLETTUALI.
Gi operai di mirafiori sono stati lasciati soli da fiom a vedersela con le proprie convenienze se dire si o no a un accordo che certo sancisce una sconfitta.
Non ci sarà nessun appello di Rossanda, o di Hack, Cammilleri, Asor Rosa, Rodotà e via culturando che rovescerà la sconfitta in vittoria.
E non servirà nemmeno nessuna alta opinione del Presidente della Repubblica.
Bisogna ripartire dalla fabbrica, da Mirafiori, da Fiom essendo capaci di elaborare stategie dell'efficienza aziendale, che sono imprescindibili, nel rispetto dei diritti del lavoro.
Utopia?
Meno che gli appelli degli intellettuali, che, in più, agiscono come costrutturi di fossati ideologici tra i lavoratori rendendo più difficile il richiamo agli interessi materiali, approfondendo la solitudine di ogni lavoratore in cabina elettorale.
Brutta vecchiaia la mia, con la coscienza dell'inutilità di quei ritagli di giornale ingialliti. 13-01-2011 16:15 - VALERIO CACIAGLI
Sig Presidente,ma come può permettere che un individuo venuto da lontano,si possa permettere di portar via la nostra casa automobilistica.Non si ricorda quanti soldi ci è costata?
Quanti soldi e scelte politiche si sono fatte per lei.
Un tempo venivamo chiamati FIATNAM,perche eravamo del tutto dipendenti della famiglia Agnelli.
Oggi che gli abbiamo dato tutto e gli abbiamo fatto le autostrade invece di fare i treni, come tutti i paesi civili,ci dice che va via.
Se vanno via con le loro auto,allora rimettiamo i binari sulle autostrade.
Rompiamo tutte le trattative e le esclusive con la Fiat per il parco auto dello Stato e cacciamo,noi,dopo che ci hanno risarcito di tutti i soldi che ci è costata questa FIAT,Maglioni e Agnelli.
Il popolo lo rifacciamo andare sui mezzi pubblici che tra l'altro, sono anche più economici e ecologici.
Un treno può trasportare,tanta merce,quanto 120 TIR.
Su un treno ci sale tanta gente quanto un ingorgo stradale a mezzogiorno su due km di automobili.
Presidente,faccia lei da giudice,non permetta a quell'individuo, che dice che la FIAT fa bene ad andarsene,di non metterci la bocca.
Quello è un incapace e sa dire solo stupidaggini.
Noi lavoratori,aspettiamo con ansia che dica qualche cosa.
Nel frattempo la ringraziamo anticipatamente e le auguriamo di fare il meglio per chi lavora veramente! 13-01-2011 14:47 - mariani maurizio
g. 13-01-2011 14:14 - giulia