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COMMENTO
14/01/2011
  •   |   Ida Dominijanni
    Partita doppia

    Per quanto la Corte costituzionale abbia cesellato sul legittimo impedimento un bicchiere tanto pieno da dare a Berlusconi soddisfazione sul principio e tanto vuoto da restituire ai giudici il potere di valutare se e quando accordargli la sospensione delle udienze, è difficile pensare che il premier accetterà serenamente di tornare a far parte di una comunità di cittadini tutti uguali di fronte alla legge. Dunque è prevedibile che, a onta delle sue dichiarazioni della vigilia sulla «ininfluenza» della sentenza sulla durata e l'attività del governo, Berlusconi userà il verdetto della Corte per rilanciare la sua crociata contro la magistratura e riportare l'asse del dibattito pubblico su se stesso, guadagnando così tempo di governo ma di fatto allenando i muscoli per la campagna elettorale. E inasprendo di nuovo il confronto sulle regole, in modo da togliere ulteriori margini di manovra al disegno terzopolista della grande ammucchiata per le riforme che nei sogni di Fini e Casini dovrebbe tenere insieme e rinvigorire tutto l'arco di forze che va dai supposti «malpancisti» del Pdl al Pd.
    Non per questo ne guadagnerà la strategia delle alleanze di Pierluigi Bersani, che l'ammucchiata vorrebbe invece limitarla al centro-sinistra ma dal centro ha già ricevuto una sostanziale indisponibilità. Bersani sembra del resto averlo realizzato, quando vira le sue conclusioni della riunione di direzione di ieri più sulla «autonomia» e la «centralità» del Pd (versione aggiornata della «vocazione maggioritaria» veltroniana, ma depurata del solipsismo) che sulla ricerca delle alleanze e il corteggiamento degli alleati. Senonché l'enfasi sull'autonomia chiama, o dovrebbe, inevitabilmente una precisazione dei contenuti: e qui, come al solito, nel Pd l'asino continua a cascare. O rischia di rizzarsi in piedi il 22 gennaio al Lingotto, quando i cosiddetti Modem, che ieri si sono differenziati dal segretario posizionandosi a favore dell'accordo di Mirafiori, prevedibilmente sostanzieranno la «centralità» del Pd con un'agenda di contenuti marcatamente «centristi».
    La vertenza Fiat diventa così un fattore dirimente di chiarezza nell'opacità del gioco politico. E non solo la vertenza Fiat, in verità. Più passano le settimane, più si capisce il ruolo di spartiacque giocato dalla giornata del 14 dicembre scorso, nel duplice scenario del Palazzo e della strada. E' chiaro da allora che la partita si va biforcando: sconfitta la prospettiva di un'uscita soft dal berlusconismo con un governo trasversale di transizione, il gioco si fa più duro fra una ricomposizione politica tutta interna al campo di centro-destra e una radicalizzazione del conflitto sociale. Per la «centralità» del Pd non sono affatto tempi facili. E la Direzione di ieri non scongiura affatto il rischio che essa non regga a lungo agli effetti a catena provocati dalla fine del bipolarismo. Anche per chi la lavora ai fianchi da sinistra, c'è materia di una iniziativa che non si limiti solo alla rivendicazione delle primarie.
     


I COMMENTI:
  • a Fabio Masci:ci sarebbe molto da fare,se la sinistra (non il Pd che in questo momento non si sa cosa sia) la smettesse con le sue stupide divisioni (per responsabilità principale dei suoi rancorosi dirigenti) e si presentasse unita, forte e autorevole a presentare (prima di tutti agli imbarazzati e frastornati militanti del PD)il suo progetto di società:sarebbe un fatto rivoluzionario che potrebbe far arrivare questo partito di sinistra unito al 15% e anche più di consensi e sarebbe il punto di riferimento,la sponda politica per gli operai di Pomigliano e di Mirafiori che hanno detto no al ricatto del padrone reazionario Marchionne.L'unità quindi è urgentissima e se non si riesce a farla ne portano una pesantissima responsabilità i vari Vendola,Ferrero,Bertinotti,Diliberto,Mussi,ecc.ecc. 15-01-2011 15:16 - antonio
  • Charo e pregevole articolo. I nodi vengono al pettine: la crisi economica ha solo iniziato aprodurre effetti, il csunset boulevard berlusconiano sarà tragico, il PD è alle strette delle proprie contraddizioni, le risolverà? imploderà?
    Ci sarebbe molto da fare, molto... 15-01-2011 12:11 - fabio masci
  • Sostanzialmente è un analisi precisa, sembra , però, priva di valutazione sulle stranezze della Lega e dell'ulteriore decadimento del meridione d'Italia.
    Nella mia posizione di cittadino e lavoratore del Sud noto, con rammarico, che il centrosinistra al Sud non è riuscito a dare quella linfa necessaria ai cittadini e atutti coloro che sono costretti a subire le più virulente angherie sia delle pubbliche amministrazioni che dalla camorra.Anzi, la mentalità camorristica si è diffusa in maniera omogenea sul territorio, specie nelle amministrative si è vista una tendenza a dare cariche importanti ai soliti ex socialisti, nel passato craxiani ed oggi apolidi ma sembre presenti insieme ai reduci demitiani. La sommatoria di tutte queste anomalie rende l'Italia un paese dove scappare appare una decisone saggia e obiettiva, perchè se non si è concatenati in qualche settaria aggregazione non hai la minima certezza del futuro tuo e quello della famiglia. Alle mie figlie più volte ho raccontato del passato, delle lotte studentesche, dei sogni di libertà e vedo nei loro sguardi smarrimento, un paese privo di memoria riesce ad incudere ,alle nuove generazioni, queste sensazioni di qualunquismo egemonizzato da una spiccata ignoranza di regole. Le sfide future saranno, dal mio modesto punto di vista, improntate al salvataggio della democrazia ,da anni insidiata dalle mafie politiche e territoriali, dal caporalaggio nei luogh di lavoro e dal senso di impunibilità di casta che è lo status simbol dei politici italiani, bipartizan. 15-01-2011 11:34 - Gennaro da Avellino
  • Trovo l'apertura del manifesto di oggi tutta su B.e le seu frequentazioni con tanto di foto di famiglia alquanto ridondante e soprattutto uguale a tutti gli altri giornali (tranne Liberazione). Cose già super conosciute dette e ridette trite e ritrite. Potevate almeno aprire su la Tunisia su quello che sta succedendo a due passi da noi.
    Artico già scritto.... 15-01-2011 11:06 - Cristiana Nasoni
  • Bell'articolo. Rapido e concentrato sulla 'partita' vera, quella che riguarda il futuro della democrazia in questo Paese. La partita è già andata troppo avani. Ora stiamo giocando su un piano inclinato. Ed è giusto e necessario passare in rapida rassegna i soggetti in campo. 14-01-2011 23:02 - Pina
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