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COMMENTO
15/01/2011
  •   |   Ida Dominijanni
    Foto di regime

    Uso della prostituzione minorile e concussione aggravata non sono due reati leggeri per nessuno, tantomeno per un presidente del consiglio. E la richiesta del rito immediato sta a significare che le prove in possesso della procura di Milano sono consistenti. Siamo di fronte all'atto giudiziario che sigla una sequenza di cosiddetti «scandali sessuali», meglio definita fin dall'inizio da Veronica Lario «ciarpame politico», che dura da ventuno mesi, e che contiene in sé tutti gli elementi necessari a un giudizio politico sul regime di Silvio Berlusconi, anche a prescindere dalla prova tecnica di un reato penale.
    Chiunque, di fronte a tanta evidenza, cederebbe il passo, si imporrebbe cautela, abbasserebbe i toni. Berlusconi e la sua corte no. Quando, nell'autunno scorso, si seppe dai giornali che il premier aveva personalmente telefonato alla questura di Milano, la notte del 27 maggio scorso, perché Kharima el Marhouh, in arte Ruby, minorenne marocchina arrestata per furto, venisse rilasciata in quanto «nipote di Mubarak» e affidata a Nicole Minetti, il premier prima negò poi rivendicò: «l'ho fatto per bontà», «amo le donne» e «meglio amare le donne che essere gay». Oggi fa il gradasso e dice che non vede l'ora di difendersi dal reato inventato di «cena privata a casa del presidente». I suoi, intanto, organizzati in due armate, ripassano e ripetono il copione. L'armata politica grida alla giustizia a orologeria e al complotto destabilizzante; l'armata giuridica, Ghedini & co., prepara i cavilli per sfilare l'inchiesta dalla procura di Milano e le carte per usufruire di quel che resta del legittimo impedimento; Gaetano Quagliariello, testa di ponte fra i due battaglioni, sentendo parlare di prove «aspetta di vedere i preservativi» (parole sue). Non è da escludere che la seconda armata riesca nel suo intento di diluire nel nulla l'ennesima inchiesta a carico del premier. Ma qui non è, o non è solo, il seguito giudiziario della vicenda il punto.
    Sempre nell'autunno scorso, fu di Carlo Freccero l'acuta osservazione che quel verbale della questura di Milano da cui risultava la telefonata notturna del premier rompeva improvvisamente e definitivamente, con un inoppugnabile dato di realtà, la fiction scritta, prodotta e interpretata con successo per vent'anni da Silvio Berlusconi.
    A romperla in verità c'era già stata la parola di due donne, Veronica Lario e Patrizia D'Addario, la moglie e la prostituta uscite allo scoperto per denunciare di quanto ciarpame e di quanta corruzione fosse fatta quella fiction; Ma si sa che nella misoginia imperante, non solo berlusconiana, la parola di due donne vale meno di un verbale. E dietro quel verbale ce n'erano altri, in procura, a resocontare un'inchiesta su un presunto giro di prostituzione organizzato a beneficio del premier dai suoi fidi, Mora, Fede, Minetti per le feste di Arcore nello stesso ruolo che fu di Tarantini per le feste di palazzo Grazioli e di villa Certosa. Questo è lo stato del principe e della corte. Questa è la fotografia del regime che va sotto il nome, ormai in tutto il mondo, di «berlusconismo».
    Ora il punto è il seguente. Da ventuno mesi ci sentiamo ripetere, dalla maggioranza e dall'opposizione, la stessa solfa. Dalla maggioranza: sono «intrusioni indebite della vita privata»; a casa propria ognuno può fare quello che vuole, e la legge non ci può entrare; il premier è un simpatico libertino perseguitato da magistrati delinquenti e dalla stampa di sinistra talebana. Dall'opposizione, fatte salve poche e meritevoli eccezioni: lo stile di vita del premier non è un esempio di moralità, ma non ci interessa, se non per le questioni di sicurezza e di decoro istituzionale che solleva; non è su questo che Berlusconi va combattuto e battuto, ma sulla politica «vera», l'economia, il malgoverno, i deputati comprati e venduti. Lasciamo perdere gli insuccessi strategici e tattici di cui è stata costellata, anche di recente, questa strada, e torniamo alla fotografia del regime. Il fatto è che nella soap dei cosiddetti «scandali sessuali» che va avanti da ventuno mesi, derubricata da destra e da sinistra a fatto minore, c'è tutta, ma proprio tutta, la quintessenza del berlusconismo. Sconfinamento fra pubblico e privato, politicizzazione della biografia e privatizzazione della politica; contrabbando dell'arbitrio per libertà (tutto si può fare); riduzione a supermarket della vita pubblica e privata (tutto si può comprare, dalle donne ai parlamentari); uso della sessualità come protesi del potere; uso dei ruoli sessuali («veri uomini» e «vere donne») come maschere rassicuranti per identità, maschili e femminili, incerte; uso razzista della bellezza; imperativo del godimento come surrogato del desiderio; pratica dell'illegalità come risposta beffarda alla crisi dell'autorità e della legge; eccetera. Prima la politica di un'opposizione degna di questo nome si deciderà a occuparsi di questo fascio di questioni con una proposta culturale degna di questo nome, prima spunterà l'alba del dopo-regime. Diversamente la fiction scritta, prodotta e interpretata da Silvio Berlusconi continuerà a calamitare la sua audience, e i cavilli di Ghedini a occupare le cronache.


I COMMENTI:
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  • Ma alle urne votano anche i berluschiani, il popolo di mediaset e i raccomandati e famiglia. La sinistra non puo' farci nulla alla destra. Come se il ministro della Difesa la Russa ordinasse qualcosa al premier...sognano a sinistra. 20-01-2011 08:49 - carle
  • Concordo con la sostanza dell'articolo.
    Le feste con escort del premier non sono incidenti di percorso, fanno parte di un sistema fondato sulla compravedita delle persone. Berlusconi ha instaurato la prostituzione generalizzata della società. 18-01-2011 00:34 - Paolo
  • Dice Ugo: è triste dover sconfiggere b. solo con i magistrati... Ma non si sta cercando di sconfiggerlo, si sta aspettando che la giustizia ordinaria faccia piazza pulita di questo straricco strapotente corruttore, che ha introdotto nel gioco politico intollerabili elementi antidemocratici che ne alterano le giuste regole. Anche se questo è colpa in parte dell'ignavia della sinistra, non è detto che gli italiani per bene non debbano aspettare con ansia il ripristino di regole democratiche con qualunque mezzo lecito. Sarà quindi triste per i politici di sinistra, ma non altrettanto per noi comuni cittadini. 16-01-2011 18:09 - Amerigo
  • Un buon articolo che dice la cosa vera, cioé che questi scandali sono parte del sistema di potere di Berlusconi e quindi é sbagliato condiderarle solo manifestazioni degenerate di un vecchio pervertito. Quel che stupisce é che dall'opposizione non si levi la parola DIMISSIONI. Se ne deve andare non perché é "ricattabile" come dice il PD ma perché ha portato alla degenerazione la politica italiana. 16-01-2011 11:57 - Franco
  • Gianni Palma sei solo l'esempio dei fascisti pagati da Berlusconi per andare a rompere i coglioni nei siti di sinistra. VAi a scrivere sul sito de Il Gornale dove si respira libertà e dove si capisce che Berlusconi non è affatto finito... FAi ridere idiota. Quando Berlusconi sarà caduto (tra poco) t verremo a cercare. Stai tranquillo. 16-01-2011 11:37 - pippo
  • sieti i soliti, pubblicate solo quello che vi fa comodo. Il comunismo è finito, non ritornerà più e voi finalmente andre fuori dai coglioni, giornali compresi. Non siete capaci a guadagnare i soldi, aspettate che lo stato, con voi al potere, tassi le rendere, per distribuire a degli inetti come voi, i soldi per far andare avanti il giornale. Andate a lavorare, è finita la pachhia, la rendita resterà a chi lavora ed investe i rispambi in un giusto profitto. Non per dividerlo, come dice la Camusso, altra comunista che ancora non ha scorto gli ultimi bagliori. Pveri illusi.
    Viva BERLUSCONI,VERO ITALIANO:
    Voi siete tutt dei pesci in barile.
    Gianni 16-01-2011 10:08 - gianni palma
  • voi del manifesto ancora non avete capito che il comunismo è finito,ha seminato fame e guerra tra il proletariato.
    Berlusconi, è l'unico uomo che si è rimboccato le maniche per dare all'Italia libertà, lavoro, democrazia e sicurezza per il futuro. Voi comunisti lo volete cacciare con questi ridicoli giudici, solo mantenere i privileggi per vivere a cortina ed assicurare il posto di lavoro ai vostri figli, fannulloni.
    Vedi Dalema, figlio di onorevole comunista che gli ha lasciato il posto in parlamento e che lui a sua volta lascerà a suo figlio. Mica è scemo a lasciare. Però, non essendo un'aquila d'intelligenza, ha sfasciato tutta la sinistra. Evviva Dalema.
    Miei cari non avete capito un cazzo e vorreste che la gente sia come voi. Be, arrivederci, illusi.
    VivaBerlusconi, vero ITALIANO 16-01-2011 09:59 - gianni palma
  • Concordo con l'articolo. Quanti sostengono che B. vada combattuto sui temi veri dell'economia non considerano che B. gioca su più piani: economico, politco, culturale, comunicativo, pubblicitario. B. ha gestito la vicenda Ruby come ha gestito tutta la sua vita pubblica, con artifizi, seduzioni, imbrogli. Non vi è separazione tra struttura e sovrastruttura, su questo Marx è abbondantemente superato, tanto è vero che B. ha un voto interclassita. La cosa peggiore di 15 anni di B. non è stata la sua politica economica ma il disastro istituzionale e culturale che ha provocato, cioè la sua indecenza. I governi sono transitori, l'eredità di uno sfascio invece dura negli anni. 16-01-2011 09:30 - Fausto Menna
  • Verissimo che di ben più gravi problemi l'Italia è assalita ma qui c'è una questione morale da rivendicare. Il puttaniere è il presidente del consiglio!!!!!
    Che una simpatica canaglia classe 1936 faccia "quel che si fa per mettere al mondo dei marmocchi" con chicchessia a me puzza per raggiunti limiti d'età; ma gli italiani ci credono, lobotomizzati come sono dalle dilui televisioni. Se ci riesce ancora cosi bene magari è grazie a qualche intruglio di cui andrebbe verificata la legalità. Non sarà che nel famoso trading exchange che l'imprenditoria continua a fare fuori dagli uffici, a cena, sugli yacht, nei luoghi di vacanza e nelle ville private ci sia carne fresca come bonus? 16-01-2011 07:34 - Federico
  • Se giochi a carte e ti accorgi che al tavolo c'e' un baro, che fai? Butti all'aria il tavolo o ti lasci convincere che devi batterlo con le carte? 16-01-2011 02:46 - Aristide
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