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COMMENTO
19/01/2011
  •   |   Michele Prospero
    Il mandante di se stesso

    Con il turbamento del Quirinale comincia a calare ormai il sipario su un re nudo e sempre più solo. E per questo imprevedibile. Berlusconi esce di scena (a meno di colpi di coda, di cui pure il pittoresco personaggio è sempre capace) non solo per le misere debolezze della carne che l'hanno messo nei guai fino al collo. La fine politica del vecchio statista post-democratico dalle insane voglie si era già consumata con l'immagine dissacrante di Fini che, con il dito indice alzato, rompeva platealmente con un capo sbigottito per la sua suprema potestà violata in pubblico da un possibile delfino.
    Lì, nell'unica direzione che abbia mai convocato del suo partito personale, era già sancita la inappellabile sconfitta politica di Berlusconi. La maggioranza e il suo partito di plastica si erano all'improvviso dissolti al vento. Dopo di allora, il suo cadavere ha continuato a camminare ma appunto solo come uno spettro.


    Con un tocco di sfrontata provocazione, ha persino imposto la dura legge dei (suoi) numeri alla logica piana della politica che a dicembre aveva progettato una indispensabile rivoluzione parlamentare per farlo fuori. Per tre voti è rimasto in sella e il suo fantasma ha continuato ad aggirarsi ancora nei luoghi del potere con la sola ambizione di durare qualche giorno in più. Gli sbrigativi metodi della contrattazione privata con i singoli deputati disponibili ad abboccare alle sue lusinghe lo hanno salvato dal baratro ma non gli hanno restituito certo una potenza politica. Proprio sul campo politico il cavaliere è stato sconfitto ma non costretto ad abdicare.
    La notte della seconda repubblica non è calata improvvisa per la scoperta della costosa volontà di vitalismo sprigionata da un dorato corpo decrepito che scalpitava nelle segrete stanze di Arcore all'ombra di fanciulle in fiore. Non è vero che siano stati ancora una volta i magistrati a rimuovere l'ingombro di un capo scomodo e di per sé invincibile violando la dolce privacy di uno statista, come pretende un liberale un po' confuso alla Piero Ostellino per il quale dentro la privata dimora del cavaliere cessa la legge e tace il diritto penale.

     

    L'azione giudiziaria non ha ucciso Berlusconi, ha solo reso percepibili i cattivi odori del suo inerme cadavere politico.
    I giudici con la loro azione rendono solo improbabile l'intenso lavoro per rianimare la salma del cavaliere con vane proposte di pacificazione. Troppo costoso per tutti è diventato l'accorrere attorno a un relitto ormai incontrollabile. Persino la curia ha dovuto correre ai ripari dopo la rivelazione dello sfrenato edonismo del corpo del re. I più grandi maestri di relativismo e di gretto materialismo, e cioè proprio gli alti prelati, ora provano qualche imbarazzo nel riproporre lo scambio indecente tra un pugno di euro alle scuole private e l'indifferenza verso le più disinvolte cadute etiche del potere.
    Si sta così consumando la tragedia di un capo con la velleità di esercitare una potestà assoluta di comando che si tramuta d'un colpo in uno zimbello un po' ridicolo per la sua condotta sempre ricattabile. Non può più governare il cavaliere, ma ciò non significa che non abbia ancora le risorse estreme per nuocere. Il segreto del berlusconismo era la singolare e completa coincidenza tra la condotta irregolare dei vertici del potere e dei signori del denaro e l'immaginario profondo dei bassifondi della società. Gli ideologi del berlusconismo oltre al denaro come ideologia di se stesso sono stati non a caso Fede, Mora e Signorini, la De Filippi. La politica ridotta a narrazione festosa e sensuale ha finora unito in una simbiosi totale i vizi privati del potere e i sogni del pubblico spoliticizzato attratto dalle metafore del denaro e dalle sfrenate simbologie del desiderio. Questo è il populismo di massa sprigionato dal cavaliere e dai suoi incanti.


    Attorno a Berlusconi ora restano pochi soldati fedeli. Anche gli atei devoti scesi in una donchisciottesca lotta santa contro l'islam ora sono costretti ad acrobazie spericolate e vanno alla improbabile ricerca di un qualche diritto del sultano a costruire un proprio harem. La caduta del capo è oramai inarrestabile. In condizioni come le attuali, con il prestigio del paese che precipita al livello del fango, in nazioni in via di sviluppo (ma l'Italia del "secondo ventennio" è ancora un paese che ha diritto a ritenersi civile secondo i canoni minimi delle economie di mercato e dello Stato di diritto?) sono di solito i vertici militari, ossia la porzione più moderna e occidentale dell'élite, a sollecitare il capo a togliere subito il disturbo.
    Come sostituire Berlusconi? E' chiaro che c'è oggi una grave emergenza nazionale. Le classi dirigenti che sostengono il governo (ma ce ne sono ancora di classi dirigenti in un parlamento di nominati?) dovrebbero loro staccare la spina. Non lo faranno, anche se la Lega, che non è un partito di plastica ma raccoglie fette di popolo reale, non è detto che sia disponibile al sostegno fino alle prove di supplizio. L'opposizione e il sindacato devono essere pronti ad affrontare una prova che potrebbe anche assumere i colori del dramma.


I COMMENTI:
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  • Scusate, intendevo dire "come si fa a dire che e' figlia di un egiziano come Mubarach" 20-01-2011 15:05 - Murmillus
  • Non c'e' dubbio che ilpuntosollevato da MM merita un po' d'attenzione. Il re del Marocco e' considerato diretto discendente di Maometto; E' il "capo dei fedeli" e quindi ha una importanza notevole come figura religiosa. La Rubacuori e' marocchina, con documenti marocchini immagino. Come si fa a dire che e' la figlia di un arabo. deve esserci sotto qualche cosa. Il B deve aver deto qualche cosa di troppo e poi e' stato corretto, oppure ci sono le registrazioni? il punto andrebbe precisato. 20-01-2011 13:17 - Murmillus
  • Via l'Egoarca immorale.
    Via i suoi pretoriani, persino più indecenti di lui.
    E che pena quelle ragazze e i loro famigliari che sognano che le loro figlie vengano "toccate" da Re Mida. Via tutto questo.
    Come? Con un rigurgito di dignità. E con il voto.
    Chiunque, a questo punto, è meglio di lui. 20-01-2011 13:09 - antonio
  • quale sindacato,quale opposizione deve affrontare il dopo silvio? se l'opposizione è quella attuale parlamentare per le classi subalterne non cambia nulla,se il sindacato è quello dell'accordo separato di mirafiori,per le classi subalterne non cambia nulla,se il sindacato è quello della Camusso e della sua maggioranza che con la sua firma tecnica vuole portare la FIOM nell'area di maggioranza e far scomparire l'area "la cgil che vogliamo".e con la riduzione di democrazia a partire dalla legge elettorale aumenterà l'astensionismo,perchè gli operai di mirafiori si ricorderanno del peccato di omissione del PD,e tutto verrà affidato al pardito della propaganda che porterà a votare il popolo della televisione dipendente. 20-01-2011 11:57 - nico
  • L'intelligenza non avra' mai peso,mai nel giudizio di questa pubblica opinione.Neppure sul sangue dei lager,tu otterrai da una dei milioni di anime della nostra nazione,un giudizio netto,interamente indignato:irreale e' ogni idea,irreale ogni passione,di questo popolo ormai dissociato da secoli,la cui soave saggezza gli serve a vivere,non l'ha mai liberato.P.P. Pasolini 20-01-2011 11:55 - rosario
  • La faccenda veramente penosa è che anche nella cosiddetta sinistra si continua a pensare a una politica nel segno del leader. Siccome però noi siamo buoni, il capo deve avere uno di quegli insopportabili nomignoli familiari, tipo pappi, pupi, nanni o minestrina. Così "il popolo" di commuove alle omelie di Nichi. 20-01-2011 11:25 - ateo
  • credo profondamente che se alle prossime elezioni verra' di nuovo al potere sara'la fine della restante civilta' della ns nazione , in tutti i campi , e la definitiva rinuncia della nostra gente a difendere la dignita' del nostro paese da un vecchio e patetico "signore "che la sta distruggendo pezzo dopo pezzo 20-01-2011 09:48 - ROBERTO LIBERATI
  • questo galantuomo qui non esce di scena..questo manda all'aria le istituzioni, manda l'Italia alla rovina ma resta lì, non è un politico, è al potere con un disegno eversivo contro le garanzie democratiche che usa solo per sè..questo non sente ragione nè il gruppo di delinquenti rotti a tutto che lo sostiene.. 20-01-2011 02:08 - contro
  • E' tutt'altro che cotto. Non dimentichiamo che Berlusconi ha un vantaggio su tutti i restanti politici. E' un abile imbroglione e non ha nessuna remora di natura etica o morale. Se può ricorrere a truffe ed espedienti anche di bassa lega, non si fa scrupoli. Io credo che sia anche in grado di taroccare i risultati elettorali. Può essere battuto solo sul piano politico, lavorando ad un livello più alto e tessendo alleanze orizzontali che lo taglino fuori. Ma nel rapporto verticale, demagogico, populistico, fatto di spallate, taroccamenti dell'opinione pubblica e raggiri è imbattibile 19-01-2011 23:18 - Parole Chiare
  • bisogna prendere atto che il suo imbecillismo è in perfetto sintonia con la pancia di chi lo sostiene, ma putroppo bisogna anche prendere atto che non lo si è fermato e che tuttora non lo si ferma. Allora, c'è un'altra soluzione possibile? o la violenza è sacrosanta? 19-01-2011 23:03 - alessandro
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