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COMMENTO
22/01/2011
  •   |   Rossana Rossanda
    E ora su la testa

    Non è piacevole essere oggi un'italiana all'estero. Tanto meno se si è stata una sia pur minuscola tessera di ceto politico, due volte consigliere comunale e una volta deputata, una cui l'antipolitica fa venire il nervoso. E perdipiù comunista libertaria, specie rarissima, orgogliosa di sé e di un paese che, fino agli anni Sessanta e con diverse code nei Settanta, pareva il laboratorio politico più interessante d'Europa.
    Oggi gli amici che incontro non dicono più: ma che disgrazia quel vostro Berlusconi! Mi chiedono: Com'è che l'avete votato tre volte? Che è successo all'Italia? Una come me si trova a balbettare. Perché hanno ragione, non si può
    più fare del premier il caso personale di uno che ha fatto troppi soldi, che ha tre televisioni, che prende il paese per un'azienda di sua proprietà, che sa che molti sono acquistabili e li acquista, e adesso, gallo attempato, si vanta dei suoi exploits su un numero illimitato di pollastrine: «Vorreste tutti essere come me, eh??».
    E' vero che l'Italia lo ha votato e rivotato. E' vero che non c'è traccia di una destra formalmente civile che di lui ne ha abbastanza, né di un sedicente centro deciso a liberarsene. E neanche di una sinistra capace di rischiare un «buttiamolo fuori con le elezioni». La destra tutta perché gli è ancora complice, il centro perché lo è stato, la sinistra perché il sistema elettorale bipolare le faceva comodo contro le sue ali meno docili. Metà dell'Italia è berlusconiana, l'altra metà è azzittita, e non c'è imputazione - ignoranza, prevaricazione, corruzione, soldi, attentato ai minori - mossa al personaggio che sia in grado di scuoterla. Anzi. C'è qualche verità nelle vanterie di costui, se più se ne sente più tutti si accucciano per calcoli loro. Perfino i media, che sarebbero di opposizione, sono diventati un buco della serratura per voyeurs intenti a sfogliare pagine su pagine o ad ascoltare minuti su minuti di dialoghi sul prezzo per un appalto o per togliersi le mutande.
    Che ci è successo? Da quando? Perché? Sarebbe una discussione interessante. Si potrebbe sprofondare in una storia secolare di servaggi, Francia o Spagna pur che se magna. O di una unità nazionale sotto una monarchia codina, tardiva e ben epurata di ogni fermento rivoluzionario - i giacobini napoletani decapitati o appesi nel giubilo dei lazzari e sanfedisti, la repubblica romana repressa, e soltanto le tracce dell'ammodernamento giuridico di Napoleone al nord. Non sarà del tutto casuale che siamo stati noi a inventare il primo fascismo europeo. Ci deve essere qualcosa di guasto nella coscienza della penisola. Alcuni di noi pensano che soltanto la presenza di un partito comunista che non mollava sui diritti sociali ha costretto il paese alla democrazia, come un tessuto fragile ma fortemente intelaiato, che non si è lacerato finché i comunisti non si sono uccisi da soli.
    Tutto da vedere, se se ne avesse voglia. Ma chi ne ha? Lo slogan nazionale è: fatti gli affari tuoi. Vota chi si fa i suoi. Non è una storia soltanto italiana, tutta l'Europa va a destra. Ma da noi si esagera. In Francia un vecchio ed elegante signore, Stephan Hessel, che non alza la voce ma non ha mai taciuto, ha scritto un opuscolo: Indignatevi! Ne sono sparite subito quasi un milione di copie. Una settimana fa voleva parlare della Palestina, glielo hanno impedito. E lui e i suoi lettori si sono trovati fuori, in migliaia, di notte, con un freddo polare, nella piazza del Pantheon, a gridare: Basta! Perché noi no? Si sta meglio con la testa alta, invece che fra le spalle e gli occhi a terra. Non so se lo farà Vendola. Non credo che lo farà Bersani. Ma chiudiamo con il cinismo del chi se ne frega. Indigniamoci!
     


I COMMENTI:
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  • Senza risalire troppo indietro nella storia, credo una cosa basica da prendere in considerazione é che l’Italia é una societá divisa in classi. Da un lato la classe capitalista costituita da banchieri, industriali, grandi commercianti, grandi proprietari, con tutto il seguito di personale politico, intellettuale, mediale, e dall’altro gli operai delle fabbriche, dei call center, dei trasporti, dei servizi vari, del commercio, i pensionati ex-lavoratori, i lavoratori delle campagne e come massa supersfruttata gli stranieri lavoratori. Mentre la classe capitalista ha al suo servizio i mezzi per influire sulla formazione di una opinione pubblica, di esercitare ricatti in merito ai mezzi di sopravvivenza della classe lavoratrice, dall’altro canto non esistono partiti che siano espressione degli interessi della massa lavoratrice. Gli stessi sindacati nelle scelte di fondo si sono piegati alle esigenze del capitalismo (la produttivitá, il mercato, la concorrenza mondiale...). L’influenza cosí della classe operaia, della sua etica, dei suoi sentimenti di solidarietá, della sua capacitá di resistenza di fronte all’arroganza padronale, non ha avuto piú i mezzi per influire sulla societá in generale. Per cui il capitalismo ha trovato la strada spianata per passare all’offensiva su tutti i campi: il salario, le condizioni di lavoro, la formazione scolastica, i costumi, le relazioni sociali e familiari, ecc. Il fatto é che la mobilitazione, la lotta dei lavoratori non costituisce piú una possibile minaccia al potere capitalista (almeno loro cosí credono). Qualche anno fa G. Fini sintetizzó cosí la arroganza padronale:”fate sciopero, poi quando vi sarete stancati ce lo farete sapere”. Secondo gli schemi del Novecento senza un proprio partito di avanguardia la classe operaia non puó confrontarsi vittoriosamente con il capitalismo. La realtá degli ultimi anni sta mostrando peró altre vie. In Italia ci sono stati i movimenti dell’Onda che hanno tracciato un sentiero di autonomia da tutti i partiti, per liberarsi dalle chiacchere e gli intrighi politici, per ritrovare l’origine del conflitto, ripartire dalla base, costruire la propria forza essendo preparati a neutralizzare i tentativi di manipolazione. L’Onda incontró la resistenza e l’opposizione di tutte le grandi forze organizzate. Tuttavia dopo un anno il movimento ha ripreso la sua forza col movimento degli studenti. Lo scossone dato dai lavoratori africani di Rossano ha messo in moto movimenti di rivolta nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. La protesta ha inventato anche forme originali di movimento che sono state anche riprese da altri movimenti in Europa. Ogni volta che é stato possibile, la massa si é presentata nelle manifestazioni con grande forza, con entusiasmo, volontá di iniziativa e di lotta. La Fiom sta assumendo la responsabilitá di funzionare come forza di riferimento non solo per i lavoratori del metallo ma anche per i vari movimenti sociali, studenteschi ecc. É una grande forza di opposizione sociale che é in movimento. Ed é la forza viva dell’Italia. La banda che é al governo prima di tutto non é stata votata dalla maggioranza degli italiani. Valga citare lo studio che fece dell’Aglio sulla truffa elettorale che fu fatta nel 2006 dalla bandaB. E quindi la truffa con la legge elettorale. Una grande parte di cittadini non votó per la semplice ragione che non intese sottomettersi al ricatto capitalista: o vi prendete Prodi con il suo programma Bilderberg o vi tocca la bandaB. Nessun partito si era presentato per la difesa degli interessi dei lavoratori. Vuol dire che i lavoratori dovranno costruire un’altra via per la difesa dei propri interessi. Non so perció se serve “indignarsi”. Anche per non togliere il lavoro al presidente Napolitano. Serve riorganizzare la lotta di tutta la classe lavoratrice, dai metallurgici alle badanti, a raccoglitori di arance, agli studenti, ai pensionati. Non c’é motivo per la depressione ma ci sono ragioni di lotta.
    Nicolai Caiazza
    23-01-2011 23-01-2011 02:13 - Nicolai Caiazza
  • Cara Rossanda,concordo con giovanni: "e poi che ci facciamo con l'indignazione? ", quali gesti o atti concreti possiamo fare per costringere questa gentaglia ad andarsene? 23-01-2011 02:10 - elisabetta
  • Che Berlusconi fosse quello che si vede ora,beh era ben intuibile fin dal 1994 per qualsiasi persona con un minimo di cervello e senso critico. E che gli italiani siano la sua fotocopia...un'altra cosa facilmente intuibile. Sarebbe ipocrita non vedere in Berlusconi il prototipo dell'italiano tipo : menefreghista,ladro,opportunista,razzista,fascista e puttaniere. Ben s'intenda non tutti siamo cosi, pero' almeno il 51% del paese che sbandiera il sig. B ogniqualvolta si trova invischiato nei problemi, si questo si.Guardiamoci intorno: sull'autobus,in treno, al lavoro, al supermercato, in banca, in vacanza...ecc.ecc. E ammettiamo per una buona volta cosa siamo!!! Senza nasconderci dietro un dito.
    Appunto, il 51% composto da cattolici dalla doppia morale ( la moglie a casa e la prostituta fuori) leghisti evasori e razzisti, l'italiano "furbo" che si fa sempre riconoscere, ecc.ecc.
    Italiani brava gente...si diceva anni fa. Appunto anni fa... 23-01-2011 02:05 - Marco P
  • Se come arma ci é rimasta solo l'indignazione, andiamo molto male, compagna Rossanda. In realtá ci sarebbe molto di piú, il problema é che non c'è piú una classe politica capace di cavalcare il cambiamento, Vendola compreso. 23-01-2011 01:15 - Riccardo
  • Per Gabriele.
    Sono completamente daccordo con te. Il cieco fideismo dei comunisti italiani che contavano su baffone che aveva da ven' lo dimostra. Ma lo dimostra anche la deriva Staliniana in URSS che ha sostituito la dialettica bolscevica con un autoritarismo da capo religioso. Non a caso Stalin ha avuto la sua educazione formale in un seminario ortodosso e sappiamo che l'autoritarismo ortodosso e la sua subordinazione al potere non sono certo secondi a quella della chiesa cattolica. Mancano solo di un papa, cosa che rende il cattolicesimo ancora piu deleterio. A proposito, c'e' anche da notare che quella cattolica/romana e' l'unica delle tre religioni monoteiste occidentali ad avere un capo: il papa appunto, indiscusso e indiscutibile. Sua e' la verita' che puo naturalmente cambiare a suo piacimento. Come avvenuto nei secoli. 22-01-2011 23:47 - Murmillus
  • Che analisi sfuocata e deprimente: sembra di leggere un montanelli gauchista, e dagli col carattere immutabile dei pecoroni italiani, unica interpretazione che si sa dare del berlusconismo. Cosi´ si finisce quando si chiede sempre la luna come negli anni 70, e la parola riformista era un insulto. Bella cosa poi questa sinistra scomoda: un alibi perfetto per la vocazione suicida di veltroni. Chi ha fatto cadere Prodi due volte? Chi ha buttato al vento le ultime speranze di liberarsi di berlusconi? O dobbiamo rimpiangere rifondazione e il compagno bertinotti, lui si´ grande stratega antiberlusconiano nel salotto di vespa. Non costruiamo alibi col mito del carattere italiano: gli elettori di sinistra fanno benissimo a non fidarsi ne´ del PD ne´ dei partitini vintage con la falce e martello. 22-01-2011 23:34 - hans moser
  • Bellismo articolo. Sono anche io un'italiana all'estero, vivo in Danimarca, e devo dire che vedere che un altro modello di civilta' e' possibile mi ha reso molto piu' positiva anche riguardo all'italia. Hai ragione a sottolineare l'inerzia, credo sia il problema piu' grande. C'e' bisogno di mobilitare e mobilitarsi, e smetterla di lamentarsi in continuazione e fare la parte sempre e solo delle vittime. Scrivere lettere, informarsi, raccogliere firme, unirsi a comitati, associazioni....ci sono un sacco di cose che possiamo fare. Spero che sempre piu' persone se ne rendano conto. 22-01-2011 23:22 - valeria
  • Come sempre sul Manifesto, leggo un articolo condivisibile solo ed esclusivamente fin quando si tratta di descrivere la realtà putrescente del paese, ma poi semplicemente disperante ed assurdo nell’ indicare la via per risolvere i problemi: “indignatevi” !!!

    Se c’ è un sentimento totalmente e perfettamente inutile questo è l’ indignazione! Non a caso, potrei aggiungere, ha contraddistinto la vostra parte politica negli ultimi anni…

    Quanti anni sono che la menate senza nessun costrutto con i girotondi, gli scioperi, le vostre numerosissime manifestazioni dove si sentono solo slogan triti e ritriti, del tutto inutili a cambiare le cose??? Nonostante tutta la vostra indignazione, siete scomparsi dal Parlamento e cancellati dal paese, ridotti ad una minuscola minoranza molto settaria, iper-critica su qualsiasi argomento ma totalmente priva di proposte realizzabili ed incredibilmente rissosa al suo interno, tanto da essere capace di “scindere l’ atomo”, ovvero creare innumerevoli mini-partitini che si dividono tra loro per ragioni totalmente incomprensibili a chi non legga i fondi di caffè o non si affidi alla macumba, meglio se dopo abbondantissime libagioni…

    NON DOVETE INDIGNARVI ! Non serve a nulla; invece, servono nell’ ordine:

    1) Programmi;
    2) Idee;
    3) Soluzioni reali e verificabili;
    4) Atti concreti e tangibili.

    Quando una persona NORMALE si trova a dover scegliere per chi votare, di solito evita accuratamente chi sa solo criticare senza fare e/o proporre nulla di concreto per migliorare le cose, chi sa dire solo NO a tutto e spara slogan tanto generici quanto buonisti ed avulsi dalla realtà.

    Occhio, però: non è un programma politico credibile e spendibile affermare di voler dare un lavoro a tutti, o raddoppiare le pensioni ed altre amenità del genere: questo si chiamerebbe solo creare altra spesa pubblica totalmente improduttiva (in realtà, l’ unica cosa che sapreste fare!).

    Altro esempio: viva la “Green Economy” ed abbasso la CO2, ma non si può essere contrari all’ atomo, ma anche al gas, al carbone che inquinano … ma neppure le pale a vento vanno bene: fanno rumore e deturpano il paesaggio ... Insomma, non si può pensare di abolire ogni forma di generazione energetica, a meno di voler sostenere che nelle case di notte bisognerebbe tornare ad usare le candele o di muoversi tutti in bicicletta… Inoltre, molte fonti energetiche relativamente economiche sono anche inquinanti ed altre che lo sono meno sono però molto più costose. In pratica, occorre miscelare qualche idea ecologica con un po’ di realismo, ma se secondo voi si dovrebbe sposare solo in toto la causa dell’ ambientalismo in stile “Pecoraio – Scanio”, allora francamente molto meglio lasciar perdere…

    In conclusione: scegliere nell’ urna quasi sempre vuol dire puntare sul male minore e fino a poco tempo fa almeno, il Berlusca era percepito come tale dalla maggioranza relativa degli italiani. Per il futuro, ammesso e non concesso che si andrà ed elezioni a breve termine, vedremo, ma ancora non lo darei per spacciato (basta vedere i sondaggi, al riguardo…).

    Considerando anche chi è e come si comporta costui, dopo quanto emerso sui media circa gli ultimi avvenimenti recenti e tenendo comunque presente che è stato il dominus indiscusso degli ultimi quindici anni almeno di vita politica italiana, questo dovrebbe anche far riflettere e capire alle persone minimamente raziocinanti qual è la consistenza e credibilità dei suoi attuali oppositori politici… 22-01-2011 21:00 - Fabio Vivian
  • Io sono indignato da un pezzo, ma se l'opposizione a questo destra non esiste???? Sarebbe ora che i vari Bersani, Veltroni, ecc ecc si svegliassero e fare OPPOSIZIONE non pensare solo a chi potrebbe essere il leader della SX 22-01-2011 20:26 - mauro
  • Ha ragione Rossana: siamo diventati un popolo di pecoroni; cosa aspettiamo a cacciarlo? Vogliamo continuare a restare inermi di fronte a chi ha offeso e continua ad offendere tutti gli ordini istituzionali e la stessa Costituzione? E’ ora di fargli sapere che pretendiamo di essere rappresentati da una persona integerrima, non da un corruttore e bugiardo abituale. Cacciamolo! 22-01-2011 19:36 - Vincenzo Rocchino
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