giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
COMMENTO
25/01/2011
  •   |   Alberto Asor Rosa
    Perché non credo alla cura elettorale

    Fino a quando l'innominabile personaggio, il triste dissipatore di quel poco che resta delle nostre povere energie nazionali, abuserà della nostra pazienza? Nel merito, ovviamente, non c'è gran che di nuovo da dire: lo spettacolo resta sempre quello di un verminaio, al cui centro si colloca, inamovibile, la figura del grande corrotto, che riesce a essere insieme il grande corruttore. Qualcosa di nuovo, o di parzialmente nuovo, si può cogliere invece negli effetti che tale situazione, troppo a lungo prolungata, è destinata a produrre.

    Insomma, basta guardarsi intorno: gli assetti politico-istituzionali si stanno sfaldando; la separazione dei poteri appare un bel sogno del passato, le si è sostituita una collisione dura, profonda, palesemente in crescendo fino ad esiti imprevedibili il clima morale diffusosi nel paese non ha eguali da centocinquant'anni a questa parte; la corruzione dilaga; ci sovrasta un gigantesco sfascio economico-sociale.
    La domanda è: cosa è necessario che accada perché alla commedia che rischia ormai di sfociare in tragedia si ponga fine? Quale porcheria, quale sopraffazione del potere su ogni altra possibile ragione e istituzione, quale ostentazione di un forsennato egocentrismo deve essere ancora commessa perché qualcuno intervenga? Il fatto è che non c'è modo di fare appello al normale gioco parlamentare, perché il normale gioco parlamentare è appannaggio di un paese normale e il nostro non lo è.
    Intorno a lui si stringe, infatti, solidale e come forsennata, e bastatamente minacciosa da evocare ormai i fantasmi d'un triste passato, la falange di quelli che sarebbero spazzati via insieme con lui: le creature del suo disegno e del suo clima, fatte con il suo stampo della medesima materia umana di cui lui è fatto, fedeli perciò a lui fino alla morte, dal momento che senza di lui non sarebbero mai esistite e lui scomparso non esisterebbero più.
    E neanche si può guardare come ad una prospettiva serenamente praticabile a nuove consultazioni elettorali, che alcuni sbandierano ora, inaspettatamente, come la panacea di tutti i mali: perché in questo clima sarebbero terribili, accentuerebbero in maniera verticale gli elementi di crisi del paese, sarebbero persino di esito incerto, perché se è vero che a capo corrotto corrisponde nazione infetta, è vero anche che a nazione infetta corrisponde capo corrotto.
    E allora? Allora bisogna pensare ad una procedura di natura almeno all'inizio extraparlamentare, che metta in opera il più rapidamente possibile la cesura e al tempo stesso instauri un procedimento di sutura: una sorta di dimissioni fortemente pilotate e subito dopo un governo di emergenza democratica, giustificato a livello della Comunità europea dalla necessità non rinviabile di salvare il paese (è lecito pensare che non ci sia nessuno a quel livello che non capisca un'inversione di tendenza di questa natura, per quanto palesemente emergenziale).
    E' vero (mi pare) che in Italia l'empeachment non esiste. Ma se un premier, anche dalle nostre parti, desse segni palesi di squilibrio mentale, qualcosa bisognerebbe pur fare. Ebbene, chi potrebbe negare che siamo ormai di fronte ad un individuo in cui le perversioni sessuali, la passione smisurata per il potere e l'assoluto disprezzo delle regole hanno determinato una mistura i cui caratteri patologici sono di totale evidenza e persino per un inesperto di facile lettura?
    Il tycoon astuto e abilissimo (soprattutto nel fare i propri affari, certo) si è trasformato in questo comico-tragico fin de partie nella maschera deforme (per così dire) di ognuno dei suoi più appariscenti attributi «virili». Nulla da eccepire se la cosa si mantenesse (per richiamare anche qui alcune classificazioni fin troppo usate negli ultimi tempi) nella sfera del privato: in questo caso la famiglia avrebbe il diritto-dovere di rivolgersi a un buon medico per le cure opportune, e non ci sarebbe niente da dire.
    Ma nel caso nostro, invece, ne va del nostro destino collettivo, del futuro dei nostri figli e nipoti, dell'immagine e del ruolo dell'Italia nel mondo, della nostra seria coesione sociale e morale (centocinquant'anni sprecati invano?). Dunque, non basta un medico: ci vogliono la forza politica e la determinazione ideale di una scelta che spezzi l'insano connubio tra il potere e l'insanità mentale. Se io, come qualunque altro cittadino italiano, avessi detto o fatto in dieci anni ciò che dice o fa in un sol giorno il capo corrotto, avrei i carabinieri alle porte? Chiediamo che i metri di misura delle responsabilità e delle pene siano ristabiliti per tutti.


I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
  • analisi condivisibile del Prof., ma non capisco la conclusione pratica.
    Al normale gioco parlamentare non ci si può fare appello, dunque ? C'è un'altra via percorribile senza sfociare in una guerra civile scatenata poi dalla reazione dei berluscones ?
    Bisogna fare in modo (vero PD ?) che si arrivi a un voto di sfiducia, e allora si possono pretendere le dimissioni, altrimenti entra in campo il Presidente della Repubblica, Carta alla mano.
    Dopo di che si possono aprire 2 scenari: o si va a elezioni, o si crea un governo di pochi mesi per sistemare le storture del Porcellum in primis....
    Altro è accadamia, giuste riflessioni sdegnate, ma solo teoria accademica (peraltro non applicabile) 25-01-2011 16:42 - cosmikdebris
  • Lei dice che forse la soluzione potrebbe essere una forza politica sana a riequilibrare il tutto.Ma non vedo oggi come oggi la giusta medicina al berlusconismo fuori testa.e allora?i comuni cittadini saranno i giustizieri italiani?e in che modo?civile o incivile?o forse oramai l'italiano e' berlusconi nei modi e nel pensiero?dubbi e perplessita' avvolgono me e il futuro di noi giovani,sperando in qualche nuova interpretazione della politica della sinistra,sempre senza identita' e leader...e soldi. 25-01-2011 16:37 - LUCA
  • Non so se sia più preoccupante il velato richiamo ad un sovvertimento fai-da-te del governo, o se per contro faccia sorridere la consapevolezza che un eventuale nuova consultazione elettorale porterebbe all'ennesima sconfitta della sinistra. Ve l'hanno detto in tutte le salse, ma una volta in più non può far male: la sinistrà potrà essere classe dirigente premiata dall'elettorato se saprà proporre alternative, cosa che al momento non fa parte del proprio stile, eccezion fatta per qualche buon proclama bersanesco. L'anagrafe gioca dalla parte dell'opposizione (quanto potrà durare ancora il cavaliere?), ma finché si tenterà di abbatterlo a colpi di gossip, di signorine discinte pagate per incasrarlo o tramite magistrati compiacenti, tutto rimmarrà come è. La verità è che POLITICAMENTE la sinistra non sa (o non vuole) insediarlo. 25-01-2011 16:27 - Ale
I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2011 [ 26 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 30 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI